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NEWS: Giornali Internet 27/07/08



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CACCIA
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Caccia al capriolo ad agostogli animalisti chiedono lo stop
ricorso al tar
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=659584&IDCate
goria=592
PER DECIDERE di concedere ai cacciatori la deroga a sparare ai caprioli, è
necessario sentire e acquisire il parere della
Lega anticaccia. È il paradosso per cui è stato presentato nei giorni scorsi
il ricorso al Tar (tribunale amministrativo regionale) da parte degli
animalisti con cui viene chiesto anche un risarcimento danni alla Provincia.
L'obiettivo è chiedere l'annullamento dell'apertura, in deroga, della caccia
al capriolo (maschio, adulto e giovane) decisa dalla Provincia per il
periodo dal 16 agosto al 29 settembre che in Valbormida dovrebbe coinvolgere
circa 160 selecontrollori.
«Il calendario venatorio provinciale deve essere sospeso. È stato adottato
senza sentire il nostro parere». È il senso del ricorso al Tar di Genova
depositato nei giorni scorsi dai legali della Lac, la Lega per l'Abolizione
della Caccia, di cui è rappresentante e portavoce locale Valentina Scasso,
di Cengio, e presidente Carlo Consiglio. Secondo l'avvocato Simona Ferrini,
che ha curato il ricorso, la Provincia si è dimenticata, al momento di
redigere il calendario e relative deroghe, di convocare anche il
rappresentante della Lac nel comitato tecnico faunistico venatorio, di cui
ne fa regolarmente parte. Le recenti decisioni del comitato faunistico sono
state prese "senza invitare la Lega per l'Abolizione della Caccia, assente
alla riunione dello scorso 11 giugno 2008 in cui doveva essere espresso il
parere previsto dalla legge" spiega il legale che rivendica il diritto
dell'associazione di essere "audita". Parere che secondo gli esperti
dell'Ambito di caccia non sarebbe vincolante. «Vi è stata una irregolare
composizione del Comitato tecnico faunistico venatorio, e il parere reso è
affetto da nullità, quindi il provvedimento emesso in mancanza di uno dei
presupposti di legge, è illegittimo" scrive l'avvocato Ferrini. Prima data
utile per discutere il ricorso sarà il 21 agosto, cinque giorni dopo
l'apertura. Per cui è stata chiesta l'immediata sospensione. A.P.
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DOPPIETTE & POLEMICHE. La Lac all’attacco della nuovissima norma con la
quale la Regione avrebbe aggirato la bocciatura costituzionale della legge
del 2007
«La caccia in deroga? Un caso di illegittimità»
Squassina (Rifondazione): «Andremo presto incontro alle pesanti sanzioni
dell’Unione europea»
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/Caf.htm
A pochi giorni dalla bocciatura della legge varata l’anno scorso per la
gestione della caccia in deroga agli uccelli migratori (e per la cattura dei
richiami vivi da utilizzare nella stessa), la Regione Lombardia ha
«dribblato» lo stop imposto dalla Corte Costituzionale varando una nuova
norma; anzi due. Solo che i contenuti sono sostanzialmente gli stessi del
provvedimento cassato. E gli ambientalisti, prevedibilmente, non risparmiano
le critiche.
«Il 22 luglio, il consiglio regionale ha approvato due leggi di disciplina
delle deroghe - commenta Graziella Zavalloni, delegata per la Lombardia
della Lega abolizione caccia -: una per l’abbattimento di specie di uccelli
protetti, l’altra per la cattura di uccelli da richiamo. Due provvedimenti
con i quali ci vorrebbero far credere che è stata applicata la direttiva
"Uccelli" dell’Unione europea, ma che in realtà sono una palese violazione
delle normative comunitarie e nazionali».
«La Corte Costituzionale - aggiunge - ha appena precisato che l’esercizio
delle cacce in deroga attraverso una legge regionale viola l’articolo 19 bis
della legge quadro nazionale sulla caccia, la 157 del ’92, precludendo le
possibilità di controllo da parte del governo. E ha quindi dichiarato l’
illegittimità costituzionale di una parte della legge regionale 2 del 2007.
Ma la politica calibro 12 del Pirellone non accetta il pronunciamento della
Consulta, e in tutta fretta è stata riproposta una nuova norma, in flagrante
violazione delle normative europee, che consente la caccia in deroga a
fringuelli peppole e storni».
La Lac sottolinea poi che ancora una volta non si è tenuto conto del parere
contrario dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica, che scrive: «...i
dati attualmente disponibili a livello europeo non consentono una
determinazione scientificamente solida della piccola quantità cacciabile nel
corso della stagione venatoria 2008-2009».
Solo che il Pirellone la «piccola quantità» l’ha fissata, aumentandola anche
di molto rispetto alle previsioni dell’anno scorso. «Un esercito di 90 mila
cacciatori (in Lombardia) - conclude infatti Graziella Zavalloni - potrà
abbattere impunemente 249.639 storni, 711.009 fringuelli e 123.895 peppole».
E c’è anche un altro problema legato a questa operazione. L’ha sollevato il
consigliere regionale di Rifondazione Osvaldo Squassina, il quale oltre a
sottolineare ironicamente la tempestività con la quale il Pirellone affronta
i temi venatori lasciando sul tavolo questioni socialmente molto più
rilevanti, annuncia che «la Regione marcia così verso pesantissime sanzioni
dell’Unione europea, perchè viola, oltre ai principi costituzionali, anche
la legge nazionale e le direttive comunitarie». P.BAL.
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SAN ZENO DI MONTAGNA. Oggi gli ex allievi dell’istituto Provolo tornano a
manifestare per la gestione della tenuta Ai cervi, da cui protestano di
sentirsi quasi esclusi
I sordi: «Parco a noi, non ai cacciatori»
La proprietà fu ceduta «per i sordomuti» dal conte Bonoris, invece ora c’è
allevamento e tiro al daino
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Dad.htm
Annamaria Schiano
Gli ex allievi dell’istituto per sordomuti Antonio Provolo di Verona,
unitisi in associazione, si sentono «presi in giro», come hanno scritto nel
volantino che verrà distribuito oggi alle 10 fuori dalla chiesa di San Zeno
di Montagna. Già l’anno scorso protestarono perché hanno «difficoltà ad
accedere alla tenuta Cervi e al club Provolo, inagibile».
Dicono gli ex allievi: «La tenuta è di proprietà della fondazione conte
Gaetano Bonoris di Brescia», il nobiluomo che la lasciò in eredità per i
sordomuti, «e gestita dall’istituto Provolo, secondo le volontà
testamentarie del conte, che recitano testualmente e inequivocabilmente che
detta tenuta è stata lasciata in uso agli allievi dell’istituto Antonio
Provolo. Una quarantina di sordi hanno dato la loro opera nella tenuta per
circa 40 anni a titolo gratuito. Il bar e il ristorante del club Provolo di
Prada, da essi gestiti, hanno sempre prodotto consistenti guadagni e
nonostante reiterate richieste, non sono mai stati presentati bilanci. A
questo punto», sottolineano, «ci si chiede dove siano finiti i soldi e come
siano stati contabilizzati, tenuto conto che la maggior parte degli immobili
è fatiscente e il club è inagibile: non risultano a tuttoggi progetti
presentati per la ristrutturazione».
«Il testamento», continua la nota, «recita: “La tenuta, pure restando di
proprietà dell’erigenda fondazione che porterà il nome della mia famiglia,
sarà data in godimento all’istituto sordomuti di Verona, perché ne faccia
una specie di colonia agricola per sordomuti”.
Ciononostante dal novembre 2004 all’interno della tenuta c’è un’azienda
agricola sotto forma di società di capitale e da molti anni viene praticata
la caccia e vengono immessi daini; nella tenuta inoltre si svolgono
manifestazioni e colonie riservate solo a persone udenti»

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it