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LUPO TRAVOLTO E UCCISO NEL PARCO VELINO-SIRENTE



 
LUPO TRAVOLTO E UCCISO NEL PARCO VELINO-SIRENTE
LUPO TRAVOLTO E UCCISO NEL PARCO VELINO-SIRENTE
Cinghiali: avviata campagna di abbattimenti mirati
mercoledì 30 luglio 2008

L'Aquila, 29 lug. - Lupo travolto e ucciso lungo la strada di collegamento tra i Comuni di Secinaro e Castelvecchio Subequo nel territorio del Parco Regionale Sirente Velino. Lo splendido esemplare, un giovane maschio, è stato ritrovato oggi dagli uomini del Corpo forestale dello Stato in servizio di pattugliamento della zona.
L’ennesimo episodio allunga la serie di incidenti che sta falcidiando la piccola “colonia” di animali protetti, composta da 3 o 4 branchi per un totale di circa 25 lupi nell’unico Parco Regionale abruzzese.
Sul posto del ritrovamento sono subito intervenuti gli addetti del Parco che hanno sollecitato l’intervento del servizio veterinario della Asl Avezzano Sulmona. “La catena di incidenti”, afferma il presidente del Parco Sirente Velino, Nazzareno Fidanza, “è motivo di forte preoccupazione dell’ente poiché sta riducendo ai minimi termini il numero dei lupi nell’area protetta con effetti negativi sulla biodiversità”. Il corpo del povero animale è stato recuperato e trasportato all’istituto zooprofilattico per gli esami tendenti ad accertare le cause del decesso. “Per tutelare la fauna protetta e l’incolumità delle persone”, aggiunge il direttore Oremo Di Nino, “sarebbe opportuno, soprattutto in questa fase di forti presenze turistiche, potenziare il livello dei controlli delle forze dell’ordine, mirati a ridurre la velocità”.
Sul fronte cinghiali, invece, parte domani, dal territorio di Goriano Valli, la campagna di abbattimento messa in cantiere dal Parco Sirente Velino in collaborazione con la Provincia e le altre istituzioni. L’operazione che ha visto l’Ente organizzare i corsi per selecontrollori, con il sostegno economico della Regione, ha superato l’ultimo passaggio: l’Istituto Nazionale di fauna selvatica ha dato l’ok agli interventi nei diversi territori dell’area protetta, soprattutto nella Valle Subequana, sotto il diretto controllo del Parco. “Con questa operazione”, conclude Fidanza, “il Parco va incontro alle richieste della popolazione per ridurre il numero degli ungulati che danneggiano le colture e spesso causano incidenti”.
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