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NEWS: Giornali Internet 17/08/08



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CACCIA
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LA POLEMICA
Cacciatori contro la Regione «Una vergogna su Valle Ripiego»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3880630&Pagina=ROVIGO
(f.p.) «Anche solo quanto ha detto il proprietario di Valle Ripiego
nell'addossare la responsabilità ai cacciatori che quel giorno cacciavano in
territorio libero, meritava più attenzione da parte della Regione».
È duro il giudizio che dà il Coordinamento della associazioni venatorie, che
raduna tutte le rappresentanze delle doppiette polesane esclusa Cacciatori
veneti, sulla vicenda che ha visto l'assessore regionale Elena Donazzan far
approvare dalla giunta Galan un provvedimento che cancella la delibera con
la quale la Provincia aveva vietato la caccia per l'intera stagione
2008-2009 nella valle teatro della mattanza di anatre del novembre 2007.
Lorenzo Carnacina, portavoce del Coordinamento, parla di «vergognosa
decisione regionale», stigmatizzando le giustificazioni portate dalla
proprietà della valle che ha avanzato il sospetto che il gran numero di
volatili impallinati (580 oltre il numero consentito) fosse stato causato
non dal manipolo di propri ospiti appostati dentro alle "botti" della valle,
ma dai cacciatori acquattati oltre gli argini e che i capi abbattuti fossero
solo caduti all'interno del perimetro della valle nella loro parabola
discendente dopo essere stati colpiti dalle fucilate di questi ultimi.
«Siamo d'accordo con l'assessore Gino Sandro Spinello quando afferma che con
questa decisione la Regione dimostra da che parte sta - sottolinea il
Coordinamento - aggiungiamo che l'assessore Donazzan e l'amico Sergio
Berlato (europarlamentare di An, leader storico di Cacciatori veneti, ndr)
che ogni tanto vengono in Polesine a raccontarci favole, dimostrano di stare
dalla parte della caccia dei ricchi, dei potenti, dove non valgono le leggi
imposte agli altri cacciatori. Hanno calato la maschera. Adesso tutti sanno
che in Veneto esistono cacciatori più "uguali" di altri davanti alla legge.
Tutto il mondo venatorio è vicino alla Provincia per portare avanti quei
provvedimenti che per la sua gravità e vergognosa inadeguatezza, il caso
impone».
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SARNICO. Alla 53esima «Festa degli uccelli»
Volatili da richiamo, i re sono bresciani
Vincono Boschetti, Lancini e Angoli rispettivamente miglior chioccolatore,
merlo e fringuello
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/Dad.htm
Nonostante la «Sarneghera» che ha creato problemi fin dal mattino con un
rovescio impressionate poco dopo le 9,15 la 53 esima edizione della «Fiera
degli uccelli e dei cani da caccia» di Sarnico ha superato i 5000 visitatori
paganti a dimostrazione della vitalità della manifestazione, la più amata
dai cacciatori bresciani e bergamaschi che in mezzo secolo ha superato i
confini regionali.
A Sarnico, i bresciani hanno fatto la parte del leone aggiudicandosi il
titolo di miglior esemplare degli uccelli da richiamo, nell’unica gara senza
problemi meteo. Ezio Bodini da ventotto anni segretario dell’associazione
cacciatori, che organizza la fiera ha spiegato: «Quest’anno abbiamo
espositori da Torino e Trento, e per la gara dei chioccolatori è arrivata
anche gente dalla Francia».
Carlo Moretti, presidente della sezione cacciatori di Sarnico, che ha
impegnato oltre una cinquantina di tesserati nell’allestimento della fiera
ha aggiunto «L’evento nasce nella bergamasca, ma i vincitori delle ultime
edizioni sono tutti bresciani».
Per le gare di canto e dei chioccolatori, la palma del migliore è andata a
Michele Boschetti di Calcinato che ha vinto il primo premio assoluto con un
Tordo Bottaccio. Bresciano l’allevatore del miglior merlo, Stefano Lancini
di Lodetto di Rovato, e del miglior fringuello, (a Natale Angoli).
L’ornitologo Federigo Guarneri, di Rodengo, che ha diretto i 13 giudici di
gara delle sei giurie, ha fatto poi notare: «Gli uccelli in gara, quasi
tutti di allevamento, sono pessimi richiami. Mancando imprinting e
socializzazione, allevati in solitudine, difficilmente sono credibili per
gli altri con cui non riescono a dialogare. Cresciuti in ottime voliere per
la riproduzione, hanno quotazioni di mercato importanti. Dal punto di vista
venatorio i migliori restano i presicci perché, mantengono la capacità di
dialogare e non solo quella di cantare».G.C.C.
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ALLEVAMENTO
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ROVERCHIARA. Coinvolti i proprietari dei vitelli caricati sul camion fermato
dalla Polstrada
Denunce e multe salate in arrivo ai tre allevatori
È stato contestato lo stesso reato: maltrattamenti Nel frattempo gli animali
morti sono stati inceneriti
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Eae.htm
Alberto Cogo
Nel caso degli animali morti e ammalati scoperti nel tragitto tra
Roverchiara ed il macello della Trevencarni finiscono anche tre allevatori
della Bassa. Nei prossimi giorni, infatti, multe e avvisi di denuncia
arriveranno a Minerbe, Bonavigo e Cologna nelle aziende agricole che lo
scorso giovedì mattina avevano caricato sul camion fermato poi dalla Polizia
stradale capi di bestiame in pessima salute. Ieri gli agenti della polstrada
di Legnago hanno fatto visita agli allevatori per informarli delle denunce
in arrivo. Per tutti il reato ipotizzato è quello di concorso in
maltrattamento di animali, sfociato in due casi nella morte degli stessi.
Un'identica contestazione era già stata fatta al trasportatore della
Trevencarni, figlio di uno dei titolari del macello. La prossima settimana
l'incartamento verrà trasferito in procura a Verona. Resta da stabilire se
quegli animali fossero destinati ad essere distrutti o a diventare carne per
le tavole dei consumatori.
Più nitida la questione dal punto di vista amministrativo. Il carico ed il
trasporto degli animali in quelle condizioni non sarebbe stato del tutto
regolare. Così la Polstrada sta preparando multe da diverse migliaia di euro
destinate sia agli allevatori sia alla Trevencarni. Gli agenti contesteranno
alcuni punti del decreto legge 151 del 2007 sulla protezione degli animali
durante il trasporto e le operazioni correlate. Le violazioni commesse
riguarderebbero soprattutto le condizioni e gli spazi a disposizione degli
animali nel cassone del camion fermato giovedì a Roverchiara, all'interno
del quale gli agenti, tra vitelli morti, ammalati o morenti, hanno trovato
anche un bovino legato per le corna.
Sulla sorte degli animali deceduti nel trasporto - uno davanti agli occhi
degli agenti che avevano fermato il furgone per un controllo di routine - il
settore veterinario dell'Ulss 21 afferma che sono stati già distrutti nei
giorni scorsi. «Probabilmente, come accade spesso in questi casi, non sono
stati nemmeno fatti scendere dal cassone», spiega un responsabile del
settore, «e la stessa fine potrebbe essere toccata anche al vitello malato
di meningismo. Va rilevato, però, che questa malattia non è trasmissibile né
all'uomo né ad altri animali e che spesso è dovuta a condizioni di stress e
caldo tipiche degli allevamenti in questo periodo». Un quarto animale, un
vitello che al controllo del veterinario chiamato dagli agenti era risultato
ammalato di polmonite, potrebbe essere ancora vivo e tenuto sotto controllo
proprio a Trevenzuolo. Per avere conferme dal responsabile veterinario della
Trevencarni bisognerà attendere domani mattina, quando riapriranno gli
uffici.
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MALTRATTAMENTI
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LOZZO ATESTINO Gli animali sono rimasti per quasi una settimana senza cibo e
acqua, finchè non sono intervenuti i vicini
Abbandona i cani in casa per andare in vacanza
La proprietaria era a Sottomarina. Sul posto, i carabinieri, il veterinario
dell’Usl e i volontari dell’Enpa
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=
3881005&Data=2008-8-17&Pagina=8
Lozzo Atestino
Ha abbandonato in casa sette cani e altrettanti gatti per trascorrere una
settimana a Sottomarina. Gli animali sono stati trovati denutriti a Lozzo,
in via Giarre 21, nei due piani che compongono l'abitazione di Elena
Barbiero, casalinga con due figli. La donna, insieme figlio Daiano Contadin,
era partita per le vacanze domenica scorsa. Da allora le povere bestiole
sono stati "dimenticate", finchè non sono intervenuti i vicini di casa, che
a loro volta hanno avvertito il Comune. "Tre cani erano chiusi
nell'appartamento al primo piano dell'immobile - racconta il vicesindaco di
Lozzo, Fiorenzo Zanchetta - altri quattro in un sottoscala largo un metro e
lungo tre. La scorta di cibo ed acqua è durata pochissimo tempo. Per i primi
due giorni è intervenuto Oriano, uno dei figli della donna. Poi anche lui è
partito per le ferie. La situazione è ben presto sfuggita di mano. I cani
continuavano ad abbaiare, affamati ed assetati. I vicini hanno cominciato a
lamentarsi e poi, disturbati dal continuo baccano prodotto dagli animali
costretti a vivere in cattività, mi hanno chiamato. Ho subito cercato di
rintracciare i parenti. Invano".
Giovedì sera la situazione è diventata ingestibile. A quel punto il
vicesindaco è stato costretto ad avvertire l'Ente per la protezione degli
animali. A ferragosto, con l'aiuto di un'impiegata comunale, ho preparato la
documentazione necessaria per entrare nalla casa e liberare i cani. La
salute degli animali era estremamente precaria. Sono quindi intervenuti
l'agente zoofilo Luca Zampieri, i carabinieri di Lozzo e il veterinario
dell'Usl 17. Sono arrivati con un camion attrezzato per il trasporto degli
animali. Quando Oriano Contadin, nel frattempo rientrato da Sottomarina, ha
aperto la porta di casa, si è avvertito un fortissimo ed insopportabile
odore di escrementi e urina. I cani erano particolarmente aggressivi. Da
giorni non bevevano e non mangiavano. Qualche segno di lotta era presente
sui loro corpi. Una situazione difficile da gestire. Giovedì è tornata
finalmente a a Lozzo anche Elena Barbiero. A quel punto, le forze
dell'ordine hanno avuto il loro bel daffare per tenere a freno le proteste
verbali dei vicini di casa, esasperati da molte notti insonni. L'arrivo del
veterinario dell'Usl 17 ha contribuito a rasserenare gli animi. Alla fine i
cani sono stati portati via. Orfeo Meneghetti

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it