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NEWS: Giornali Internet 19/08/08



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CACCIA
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Le aziende agricole che operano sulla piana chiedono l’intervento del
ministro Zaia affinché risolva il problema del sovrappopolamento senza farsi
condizionare dal mondo venatorio
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3881586&Pagina=2
Troppi cervi in Cansiglio, ma gli allevatori dicono no agli abbattimenti
Gli allevatori del Cansiglio rivolgono un appello al ministro Luca Zaia
affinché risolva il problema del soprappopolamento dei cervi nel bosco del
Cansiglio senza farsi condizionare dal mondo venatorio. È vero che la forte
presenza di questo ungulato ha ridotto anche del 50\% la produzione di erba
destinata alle mucche da latte, ma la foresta non può fare a meno dei suoi
cervi che costituiscono una potente attrattiva per i turisti, specie
d'autunno quando il potente bramito d'amore riempie gli agriturismi. Ecco
perché le aziende Valmenera, Filippon, Phleum, Le Code, Le Rotte e Vallorch
chiedono l'intervento del ministro per evitare che si alzino le doppiette
troppo in fretta all'interno della foresta, applicando la legge 157 che
prevede, prima di eventuali abbattimenti, la cattura e il trasferimento in
altre zone. Senza contare poi il danno d'immagine che ne deriverebbe da un
piano di abbattimento, perché il Cansiglio ha riacquistato fama proprio
grazie a questi animali.
Chiedono inoltre al ministro di fare chiarezza sulle competenze.
«Il mondo politico tace, ma alle Province gli allevatori ricordano che la
Legge nazionale sulla Fauna, la n.157 del 1992, all'art.19, in caso di
sovrappopolamento, impone l'obbligo al ricorso ai metodi cosiddetti
ecologici, come ad esempio la cattura e l'allontanamento, prima di arrivare
agli abbattimenti. Ma in realtà ogni intervento faunistico da parte delle
province in Cansiglio è irregolare e va completamente rivisto, poiché,
sempre la Legge 157 (art. 19 comma 2), prevede che sui demani regionali
debba intervenire la Regione, non le Province! Non solo, ma una delibera
regionale ( n.2210 del 17/7/2007) prevede che sulle proprietà regionali ed
espressamente nelle foreste demaniali, i danni causati dalla fauna selvatica
devono essere risarciti dall'Ente gestore delle foreste, non dalle Province.
Quindi gli allevatori del Cansiglio chiedono che la regione Veneto
intervenga e metta ordine nella attuale situazione in cui le Province si
assumono competenze e prendono decisioni che non competono loro ma al
livello regionale». Gli allevatori l'aiuto anche dei cacciatori affinchè
nelle Riserve di caccia locali sia aumentato, anche considerevolmente, il
numero di animali abbattibili fuori dal Cansiglio e si lasci in pace la
Foresta e la piana.
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Tabelle nei fondi contro le incursioni dei cacciatori: «Non si fermerà la
mia battaglia»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3881629&Pagina=8
FELTRE - (R.G.) «È una battaglia di legalità a favore della tutela dei
propri diritti». Marco Scapin, ambientalista candidatosi alle scorse
elezioni comunali di Feltre, racconta il suo sentirsi «Renzo dei Promessi
Sposi, manovrato dai poteri forti».
Il tutto ha inizio nei primi mesi del 2008 quando ha inoltrato la domanda
per tabellare la sua proprietà, in Val di Faont a Pedavena, «contro le
scorribande dei cacciatori. È un mio diritto. Ma Palazzo Piloni, senza
motivazioni se non quelle ideologiche, ha dato indicazione alla Regione di
bocciare la richiesta».
Da qui la decisione di Scapin, così come di altri privati cittadini a cui
era stata negata l'istanza, di ricorre al Tar che, lo scorso 29 aprile, ha
emesso una sentenza esecutiva con la quale annullava il provvedimento
regionale.
«Da quel 29 aprile - afferma Scapin - ho atteso che la Provincia mi desse il
via libera per tabellare il mio terreno. Ma questa autorizzazione non è mai
arrivata. Al contrario proprio oggi (ieri per chi legge) mi è giunta per
posta una delibera regionale che boccia nuovamente la mia richiesta. Una
presa di posizione che, evidentemente, si scontra con le decisioni della
sentenza che non chiedeva di riprendere in considerazione la mia istanza
bensì, in maniera esecutiva, bocciava il contro-ricorso della Provincia.
Siamo di fronte all'interpretazione del tutto arbitraria di una sentenza
che, per quanto mi riguarda, non cadrà nel dimenticatoio. Al contrario sono
intenzionato a procedere legalmente».
È a questo proposito Scapin fa un'amara considerazione. «È paradossale che
per "difendersi" dalla pubblica amministrazione per far valere nient'altro
che le disposizioni di legge in vigore, ci si debba rimettere in tempo, in
denaro e in termini psicologici. E ancora, oltre il danno la beffa, mi
vengono dati solo dieci giorni per ribattere alle loro considerazioni».
Scapin, così come del resto coloro che hanno percorso il suo stesso iter per
difendere i propri diritti, si sente preso in giro. «La Provincia arriva al
punto - spiega Scapin - di accusarci di mettere i bastoni tra le ruote nella
caccia di selezione. Secondo i tecnici dell'ente, infatti, qualora venisse
tabellato il mio fondo gli animali vi si nasconderebbero per scappare
all'uccisione. Mi sembra veramente di essere preso per i fondelli. Ma dopo
che in Cadore c'è scappato il morto, dopo che una donna di Feltre è stata
malmenata da un cacciatore e dopo che io stesso sono stato minacciato nonché
preso di mira con dei colpi di arma da fuoco, è ora di dire basta a tutti
questi suprusi».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it