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NEWS: Giornali Internet 22/08/08



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CACCIA
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IL FATTO
Muore 80enne cadendo da un albero
Stava sistemando un capanno da caccia
http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/08/22/113075-muore_80enne_cade
ndo_albero.shtml
Un 80enne di Gambassi Terme era salito su un albero per sistemare un capanno
da caccia in vista dell'apertura della stagione venatoria. Forse un
cedimento del ramo o un malore hanno causato la caduta di Alfredo Fortini.
Inutile anche l'intervento dell'elisoccorso Pegaso. E' successo in provincia
di Grosseto
Mentre stava sistemando un capanno da caccia in prossimità dell'apertura
della stagione venatoria un 80enne è morto dopo esser caduto da un albero in
località 'Le Lame', nel comune di Montieri (Grosseto). Alfredo Fortini, di
Gambassi Terme (Firenze), era insieme al fratello ed al figlio.
Per completare la struttura, Fortini era salito su di un albero ma, per
cause al vaglio dei carabinieri di Montieri, è caduto a terra forse perchè
colto da un malore o perchè il ramo sul quale era salito ha ceduto. Inutile
è stato l'intervento dell'elisoccorso Pegaso. La salma di Fortini si trova
adesso all'ospedale di Massa Marittima a disposizione della magistratura.
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A caccia di notte con silenziatori e laser, due bracconieri denunciati
http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=1263
Utilizzavano fucili ad alta precisione con silenziatori, oppure con
matricole abrase, e tra i loro ferri del mestiere non mancavano puntatori
laser per la caccia notturna e binocoli speciali. Il tutto per andare a
caccia di ungulati come camosci, caprioli o cervi, nella zona del rifugio
Curò, in territorio di Valbondione. Per questo due trentenni della zona, due
giovani bracconieri, sono stati denunciati dal nucleo ittico venatorio della
polizia provinciale per una sfilza di reati: oltre a cacciare in piena
estate, ovvero in un periodo di divieto generale di caccia, i due vengono
accusati di abbattimento di specie non cacciabile, di uso di mezzi da caccia
vietati, alterazione di arma comune da sparo e omessa denuncia di detenzione
di particolari munizioni, ma anche di omessa custodia di armi denunciate.
Fucili e silenziatori sono stati infatti ritrovati in una baita sopra
Valbondione, in località Casinèl, dove c’erano anche i due bracconieri.
“Questa importante operazione anti-bracconaggio – spiega il comandante della
polizia provinciale Alberto Cigliano – si è svolta nelle ultime notti. Le
due persone denunciate agivano in territorio compreso nel parco delle
Orobie, quindi in un’area di pregio, e la loro attività di bracconaggio non
può far altro che danneggiare l’ambiente naturale. Oltre a violare le norme
sulla caccia violavano anche parecchie norme sulla detenzione di armi”.
Nella baita la polizia provinciale ha sequestrato anche una carcassa di
capriolo maschio già scuoiato e sezionato, tre carabine a canna rigata di
diverso calibro, tre silenziatori artigianali, tre strumenti di puntamento
ottico da caccia, oltre 150 cartucce cariche ed alcuni bossoli, visori
notturni ad infrarossi e laser con torcia elettrica incorporata. “Il corpo
di polizia provinciale va ringraziato per il lavoro costante e senza sosta
svolto fino ad ora – dichiara l’assessore alla Caccia della Provincia Luigi
Pisoni. Da sottolineare, inoltre, che l’operazione ha preso il via anche
grazie a segnalazioni di cittadini ed escursionisti, quindi di persone che
hanno a cuore l’ambiente in cui si trovano”.
I due bracconieri sono stati incastrati in piena notte, dopo essere stati
visti dai poliziotti mentre uscivano dalla baita con gli zaini in spalla e l
’abbigliamento tipico da caccia. Sul posto, a quel punto, è intervenuta una
seconda pattuglia del nucleo ittico venatorio, e i due trentenni hanno
ammesso le loro responsabilità. “Usavano tecnologie d’avanguardia – aggiunge
l’ufficiale Daniele Carrara -. Silenziatori e puntatori ottici sono
diventati la nuova frontiera del bracconaggio. Il materiale sequestrato
aveva complessivamente un valore tra i 10 e i 12 mila euro”.
Ogni anno la polizia provinciale, dal 2004 in poi, ha messo a segno
importanti operazioni contro la caccia illegale. Nel settembre 2005 era
stato individuato un gruppo di bracconieri operativi nei pressi del pizzo
Coca, che davano la caccia ai camosci. A luglio 2004 operazione simile in
località “Colle” di Azzone, in Valle di Scalve. Altre armi erano state
sequestrate a gennaio e aprile 2007 tra Valbona (sempre Valbondione) e la
località Mandra di Ardesio.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it