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NEWS: Giornali Internet 25/08/08



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CACCIA
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Spara al cinghiale ma rischia di colpire l'amico
cinque terre
Sul misterioso episodio stanno indagando i carabinieri che hanno già chiesto
la revoca del porto d'armi
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=665161&IDCate
goria=593
HA RISCHIATO di tramutarsi in tragedia una battuta di caccia al cinghiale
effettuata nei boschi delle Cinque Terre da un gruppo di selettori
autorizzati all'abbattimento degli ungulati all'interno del Parco nazionale
ma quello che sembra un pericoloso ma banale incidente di caccia potrebbe
nascondere un vero e proprio giallo.
Un cacciatore, vedendo qualcosa muoversi fra alberi e cespugli, pensando a
un cinghiale, ha sparato un colpo di fucile. I pallettoni hanno praticamente
sfiorato un compagno di battuta, andando a conficcarsi contro una pianta:
pochi centimetri di differenza e sarebbe stato raggiunto dalla rosa, con
esiti devastanti.
Il cacciatore scampato alla salva di proiettili, è rimasto sotto choc a
lungo, nonostante sia stato subito soccorso e aiutato dai compagni di
battuta. Non c'è stato bisogno dell'intervento medico perchè il cacciatore
non è rimasto ferito.
Dell'episodio avvenuto nella zona boschiva fra Vernazza e Monterosso alcuni
giorni fa se ne stanno occupando i carabinieri che hanno avviato un'indagine
dopo che il cacciatore "miracolato" ha segnalato quanto accaduto proprio ai
militari dell'Arma. Gli uomini della Benemerita hanno ascoltato i due
cacciatori coinvolti nella vicenda - si tratta di due sessantenni della
Riviera - e un testimone che avrebbe assistito alla scena, anche lui un
cacciatore del gruppo di selettori autorizzati all'abbattimento dei capi.
I carabinieri vogliono capire come sia stato possibile sbagliare bersaglio
in maniera così clamorosa, dato che i partecipanti alla battuta indossavano,
come previsto dalla legge, un vistoso berretto rosso. Inquietante inoltre,
il fatto che il colpo di fucile sarebbe stato sparato da non più di dieci
metri.
L'indagine penale, che potrebbe portare a sviluppi clamorosi, è ancora alle
battute iniziali. saranno riascoltati i due protagonisti e il testimone
oculare. Intanto, dal punto di vista amministrativo, il cacciatore sotto
inchiesta è già stato proposto per la revoca del porto d'armi perchè non
sarebbe più in possesso dei requisiti psicofisici necessari per imbracciare
un fucile.
Tutto questo mentre l'altro cacciatore, quello scampato alla selva di
pallettoni di piombo, è piombato in un incubo - non riesce a dormire la
notte temendo di rivivere la scena vissuta dal vivo sulla sua pelle - tanto
da aver chiesto aiuto anche ad un medico specialista per superare questi
delicati momenti.
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Fucile e pallottole nel fuoristrada Due denunciati per bracconaggio
http://www.iltirreno.it
GROSSETO. Bracconieri in trappola. Il corpo forestale li ha sorpresi tra
Manciano e Viterbo mentre a bordo di un fuoristrada davano la caccia ad
animali selvatici. Quando gli agenti li hanno fermati hanno trovato a bordo
della jeep un fucile calibro 12, sette cartucce a palla unica adatte alle
grosse prede e due coltelli di una ventina di centimetri ciascuno. Al
momento del controllo uno dei due è stato anche scoperto senza il necessario
porto d’armi. I due trentenni, residente a Montalto di Castro, sono stati
denunciati e le armi sequestrate. Durante i controlli sono anche state
sequestrate un centinaio di pallottole, mentre un cinghiale di 80 chili è
stato trovato morto.
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Scovata trappola per cinghiali
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=EE1511B8BEFB94B8CEB45E8
731667C9C
Sirolo - Una trappola a scatto per cinghiali è stata rinvenuta a seguito dei
controlli da parte della Polizia Venatoria Provinciale in località San
Lorenzo a Sirolo. I controlli si sono intensificati a seguito di un incontro
tenutosi all’inizio della stagione estiva sul tema della sicurezza tra
Regione, Provincia, Ente Parco del Conero e massimi esponenti delle forze
dell’ ordine, a cui hanno partecipato anche il Prefetto Giovanni D’Onofrio
ed il Questore Giorgio Jacobone. La presenza della Polizia Venatoria
Provinciale ha permesso di scoprire questa trappola rudimentale in legno per
la cattura dei cinghiali lunga tre metri circa, di tipo autoscattante,
mimetizzata a bordo di una macchia nel Parco del Conero. Subito sequestrata,
è ora in custodia presso la sede dell’Ente Parco. Le indagini per capire chi
possa aver posizionato tale gabbia sono in corso. L’utilizzo di trappole per
la cattura di animali da parte dei privati è perseguibile penalmente. L’ente
consiglia, per problemi connessi ai cinghiali, di rivolgersi alle
istituzioni. E’ dal 2000 che Parco e Provincia collaborano al
perfezionamento delle strategie riguardo gli ungulati.
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Il fisco spara sui cacciatori Ancora in calo le doppiette Preapertura 1 e 7
settembre: le specie consentite
http://www.lanazione.it
di SANDRO BENNUCCI
— FIRENZE —
SI È RIVOLTATO il mondo: oggi la specie che rischia l’estinzione è quella
dei cacciatori.
In Toscana, terra all’avanguardia nell’esercizio venatorio, per la stagione
2008-2009 potrebbero essere ritirati meno di centomila tesserini. Addio
zoccolo duro. L’anno scorso fu toccato il minimo storico: 111mila
cacciatori. Appena vent’anni fa, nel 1988, erano tre volte di più: circa
280mila.
La vertiginosa riduzione viene vista con preoccupazione dalla stessa
Regione. Perché riscuote meno tasse? Sì, ma anche per il prolificare degli
animali dannosi.
IN TOSCANA abbiamo cinghiali che invadono le autostrade; caprioli che si
fanno investire sulle provinciali; storni che devastano vigneti, oliveti e
frutteti. La caccia è un equilibratore. Non a caso le associazioni degli
agricoltori chiedono estensioni al calendario venatorio. In provincia di
Arezzo, la Coldiretti ha chiesto che si possa sparare al cinghiale dall’1
settembre al 31 gennaio. Il maremmano, che figliava una volta l’anno, si è
incrociato coi cinghiali dell’Est. C’è una vera invasione.
L’alternativa alla caccia, osservano gli esperti di fauna selvatica,
sarebbero gli abbattimenti di massa. Più crudeli e rischiosi per l’uomo.
Infatti richiederebbero sistemi chimici o scosse elettriche più forti di
quelle che, oggi, vengono usate per proteggere i campi coltivati. All’
estero, i cacciatori non sono malvisti. In Svezia li considerano di utilità
sociale, soprattutto per l’abbattimento delle alci, pericolo pubblico sulle
strade. In Italia la campagna denigratoria cominciò negli anni Settanta. E
non era ingiustificata. Infatti non mancavano sparatori che si appostavano
vicino alle case e esibizionisti che attaccavano mazzi di uccelli morti ai
finestrini delle macchine. Oggi la mentalità è cambiata. C’è più rispetto. E
maggiore attenzione. Sono aumentate anche regole e sanzioni. L’età media dei
cacciatori si è alzata parecchio, mentre il numero è calato anche per via di
tasse pesanti: 173,16 euro per la concessione governativa; 67 per quella
regionale; 51 euro per l’iscrizione all’Atc (ambito territoriale di caccia);
75 euro, in media, per l’assicurazione obbligatoria. In Toscana, anche quest
’anno, ci saranno due giornate di preapertura: lunedì 1 e domenica 7
settembre.
SI POTRÀ sparare agli acquatici, alle tortore, ai colombacci, ai merli e,
per la prima volta, cornacchie grigie, gazze, ghiandaie. Nell’elenco non
mancherà lo storno, vero flagello. La giunta regionale approverà la delibera
per la preapertura venerdì 29 agosto, quasi all’ultimo momento, per evitare
ricorsi d’urgenza al Tar.
La stagione venatoria vera e propria scatterà domenica 21 settembre. Ma
quanti cacciatori ritireranno il tesserino? Il rischio di scendere sotto la
soglia dei centomila è consistente.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it