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NEWS: Giornali Internet 28/08/08



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CACCIA
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Pensionato di Lodè denunciato per bracconaggio
http://www.unionesarda.it
Stava camminando lungo un sentiero di campagna in località Gallè, in
territorio di Onanì, quando gli uomini del corpo forestale e di vigilanza
ambientale della stazione di Bitti lo hanno sorpreso col fucile a tracolla,
una nutrita scorta di munizioni nella cartucciera e una torcia. Per D. G.,
72 anni di Lodè, è così scattata la denuncia penale per attività venatoria
non consentita. Per i ranger infatti non ci sono dubbi: l’anziano si stava
recando nella zona per una battuta di caccia di frodo. Il presunto
bracconiere è stato bloccato nella notte di martedì.
L’operazione è scattata nell’ambito di uno dei tanti servizi di
perlustrazione notturni attivati in questi mesi dal corpo Forestale proprio
per contrastare la caccia di frodo, attività purtroppo sempre molto diffusa
nelle campagne del Nuorese. A parte il fucile, le munizioni e la torcia, che
sono state immediatamente messe sotto sequestro, a D. G. non è stata trovata
selvaggina. Ma è bastato il fatto che non abbia saputo fornire una
spiegazione plausibile del perché a quell’ora di notte si trovasse col
fucile in braccio in una zona ricca di selvaggina, per far scattare la
segnalazione all’autorità giudiziaria.
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CACCIA: AL VIA PREAPERTURA IN 15 REGIONI, E' DIBATTITO /ANSA
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/fdg/200808281805323124/20080828180532312
4.html
(ANSA) - ROMA - Conto alla rovescia per la preapertura della stagione della
caccia, con 15 regioni al via nei primi giorni di settembre. Nel frattempo
il Tar di Bolzano ha salvato dall'abbattimento duemila marmotte, accogliendo
il ricorso di Wwf, Lega anti vivisezione (Lav) e Lega abolizione caccia
(Lac). Mentre in Veneto sono sempre a rischio, a partire dall'apertura
ufficiale del calendario, la terza domenica del mese, piccoli uccellini
insettivori come le pispole, oltre a fringuelli, storni e peppole, grazie
all'autorizzazione della caccia in deroga. Deroga contrastata dalle
associazioni, che come ogni anno si scontrano in un dibattito con le
doppiette. Secondo i dati della Lega italiana protezione uccelli (Lipu), a
sparare per primi rispetto alla partenza ufficiale del calendario, il 21
settembre, saranno i cacciatori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania,
diverse province in Emilia Romagna e Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio,
Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto. Tra le
specie nel mirino delle doppiette si trovano gazze, tortore, allodole,
quaglie, cornacchie grigie, merli, ghiandaie, cinghiali, conigli selvatici,
ma anche caprioli e camosci. Critica nei confronti della preapertura la
Lipu, secondo cui ''ogni anno ci si ritrova di fronte lo stesso scenario: e'
stato deciso qualche giorno di caccia in piu' a carico di alcune specie, che
gia' versano in uno stato precario di conservazione''. Insomma, le date
vengono fissate ''senza alcuna considerazione scientifica dell'impatto sugli
animali''. Analoga la posizione del Wwf, che considera la preapertura non
un' eccezione alla regola ma l'anticipo della caccia vera e propria, mentre
''dovrebbe servire - spiega Sara Fioravanti, dell'ufficio legale del Wwf -
dietro parere dell'Istituto nazionale di fauna selvatica (oggi Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ispra), per cacciare le
specie migratorie. A quanto ci risulta invece ci sono regioni dove si
cacciano una decina di specie, incluse specie stanziali''. La preoccupazione
del Wwf e' che questo atteggiamento delle regioni possa essere l'anticamera
della modifica della legge voluta ''da una parte estremista del mondo
venatorio''. Punta proprio su un progetto di modifica della legge
Federcaccia, che verra' presentato a settembre. L'obiettivo, spiega Franco
Timo, presidente dell' associazione, e' quello di ''migliorare
partecipazione, gestione e tutela del territorio e della fauna selvatica'',
con ''il cacciatore come cittadino impegnato tutto l'anno''. La proposta
prevede anche la ''valorizzazione degli ambiti territoriali di caccia e
comprensori alpini''. Intanto, in vista della riapertura della stagione Timo
invita tutte le doppiette ''a essere rispettose delle norme e dell'etica''.
Prosegue poi la battaglia per salvare le marmotte, con Wwf, Lav e Lac
soddisfatte per la decisione del Tar ma impegnate in un sit in domani
davanti al Palazzo della provincia di Bolzano. E non si arresta la
mobilitazione degli ambientalisti contro l' autorizzazione della caccia in
deroga ad alcune specie in Veneto: la Lega abolizione caccia ha scritto una
lettera-appello per salvare i piccoli volatili. Sul fronte politico
intervento della portavoce dei Verdi, Grazia Francescato che ha detto no
alla ''preapertura delle doppiette selvagge'' sottolineando che ''i
cacciatori partono alla volta di specie gia' fortemente a rischio strappando
sempre piu' giorni extra rispetto all'apertura ufficiale''. (ANSA).
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CACCIA: TAR BOLZANO SOSPENDE DELIBERA E SALVA 2.000 MARMOTTE
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20080828124834718231.ht
ml
(ANSA) - BOLZANO, 28 AGO - Il Tar di Bolzano ha accolto l' istanza di
sospensiva per l'abbattimento di 2.000 marmotte, presentato da Wwf, Lav e
Lac. Lo ha annunciato l'avvocato delle associazione animaliste, Mauro De
Pascalis, che aveva presentato il ricorso. Il Tar ha cosi' sospeso il
decreto del presidente della Provincia autonoma, che dava il via libera
all'abbattimento degli animali da lunedi' prossimo, fino all'udienza fissata
per il 16 settembre prossimo. ''Si tratta - ha detto De Pascalis - di un
primo, importante successo per la salvaguardia degli animali''. Nel
frattempo Wwf, Lav e Lac hanno annunciato per venerdi' prossimo, ore 16, un
sit-in davanti al palazzo della Provincia a Bolzano. ''La caccia a
stambecchi e marmotte e' un reato - dicono gli ambientalisti in una nota -
perche' inserite nella lista delle specie particolarmente protette della
legge nazionale 157/1992 che disciplina la caccia ed e' l'unica legge
nazionale sulla protezione della fauna selvatica ed e' per questa ragione
che si ritiene gravissima la delibera provinciale''. (ANSA).
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NOCIVOSARAITU
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Arcipelago toscano PARCO «Devono essere abbattuti 400 mufloni» Presentato un
piano di sfoltimento
http://www.lanazione.it
di ROBERTO MEDICI
PORTOFERRAIO
RIDURRE drasticamente il numero dei mufloni alla metà di quelli oggi censiti
e sfoltire ulteriormente la popolazione dei cinghiali. E’ questo l’
obbiettivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per cercare di
rendere «compatibile» con il territorio il quantitativo degli ungulati
presenti all’isola d’Elba. «Abbiamo approvato un piano — spiega la
direttrice del Parco Franca Zanichelli — che prevede di togliere dal
territorio nel 2008 400 mufloni a fronte di una popolazione minima stimata
attorno alle 800 unità. Di essi, 80 sono già stati oggetto di catture e
abbattimenti selettivi durante questi mesi estivi. Per quanto riguarda
invece i cinghiali, le catture con le gabbie stanno andando molto bene se si
pensa che ad agosto siamo già a 600 animali catturati contro i 770 prelevati
complessivamente nel 2007. Aggiungendo ad essi i 440 esemplari abbattuti dai
cacciatori, il numero dei cinghiali dovrebbe davvero ridursi in maniera
sensibile».
IL PARCO, per sfoltire le popolazioni ungulate, oltre che fare ricorso alle
catture con le gabbie ha deciso di fare ricorso ai selecontrollori. «Si
tratta — spiega la dottoressa Zanichelli — di 38 persone che hanno
frequentato un apposito corso di abilitazione superando un esame finale che
ha permesso loro di ottenere appunto la qualifica di selecontrollore del
Parco dell’Arcipelago. La presenza dei selecontrollori costituisce un
significativo passo avanti per affrontare il problema dell’eccessiva
presenza di cinghiali e mufloni sull’isola. Un’opportunità di cui, come
Parco, abbiamo subito inteso avvalerci attivando una prima fase sperimentale
di abbattimenti.
I selecontrollori, al momento, hanno già abbattuto più di 20 cinghiali. Ma
il loro intervento sarà determinante soprattutto per abbassare il numero dei
mufloni».
I SELECONTROLLORI formati dal Parco operano secondo un regolamento ben
definito. Particolare attenzione è stata dedicata al capitolo sicurezza;
sono state infatti ben ponderate le scelte dei luoghi di appostamento che
rispondono rigidamente alle norme vigenti. Le attività di abbattimento
vengono costantemente monitorate dall’Ente Parco e dal Corpo Forestale dello
Stato. I selecontrollori sono legati a singoli territori di competenza. Per
il momento ne sono stati individuati 7: Elba ovest, Capoliveri,
Portoferraio, Procchio, Campo nell’Elba, Marciana Marina ed Elba nord est.
In questa fase sperimentale sono stati previsti circa 50 punti di sparo.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it