[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 19/09/08



======
CACCIA
======
La ripresentazione di una serie di documenti e controdeduzioni ha fatto sì
che l’ente lagunare abbia accettato le richieste del gruppo di cittadini
La Regione "caccia" le doppiette dai fondi privati
L’ambientalista Marco Scapin: «Ora i nostri giardini potranno diventare dei
veri parchi»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3911347&Pagina=FELTRE
Pedavena
(M.G.) «Abbiamo vinto un lungo braccio di ferro che ci permette finalmente
di trasformare i nostri terreni in autentici parchi». Cantano vittoria Marco
Scapin e gli altri cittadini che si videro negare dalla Regione la
possibilità di sottrarre le proprie terre alle attività di caccia. «A suon
di avvocati, verrà ora applicata la legge 157 sull'attività venatoria, che è
ineccepibile - spiega Scapin - la storia dura da oltre un anno: in maniera
arbitraria e senza motivazioni bocciarono le richieste di tabellare alcuni
fondi, tra cui il mio terreno in Val di Faont e quelli di altre persone di
Quero, Feltre Pedavena e Valle di Cadore. Per questo presentammo ricorso al
Tar del Veneto che il 29 aprile scorso ci diede ragione, ritenendo ingiusta
la bocciatura. A ferragosto però la Regione bocciò di nuovo tutti i fondi di
cui avevamo chiesto la tabellazione, commettendo gli stessi errori della
prima volta e dandoci 10 giorni di tempo per presentare le nostre
osservazioni. Grazie ad un avvocato, abbiamo consegnato tutto e martedì
scorso hanno accolto le nostre richieste. Abbiamo dovuto lottare
strenuamente per ottenere in sostanza un diritto che è ben descritto in una
chiara legge. Ora questi terreni, in cui si praticano anche attività
didattiche, sono sicuri».
-----
Nel Parco non si va col fucile
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3911454&Pagina=1
(p.p.) Nel 2001 erano stati condannati in tribunale ad Adria perchè, senza
autorizzazione, erano entrati con tre fucili da caccia e munizioni
all'interno del Parco del Delta del Po, precisamente nella zona di Pila, la
Cassazione ha annullato la sentenza perchè il reato è stato estinto per
prescrizione, ma i giudici romani hanno confermato "le statuzioni civili di
quella sentenza" ritenendo infondato e non ammissibile il ricorso che si
basava sull'idea che nel Parco si applicano le direttive del Piano d'Area il
quale "non contiene un divieto di introdurre armi e munizioni".
È stata depositata ieri la motivazione sul ricorso presentato da Mauro
Pregnolato, 52 anni e Gabriele Leoni, 48enne, che per quanto avvenuto il 17
gennaio 1999 erano stati condannati a pagare rispettivamente 400 e 200mila
lire, nonchè alla liquidazione di una provvisionale di un milione da favore
del Wwf coistituitosi parte civile.
Argomentando la propria decisione, i giudice della terza sezione penale
della Cassazione (presidente Grassi) hanno rilevato che la legge regionale
del Parco "non può configurare alcuna deroga al regime dei divieti" e il
Piano d'Area è destinato alla tutela del territorio sul piano urbanistico,
non ambientale. È stato inoltre riconosciuto il diritto al risarcimento in
favore del Wwf Italia.
-----
STAGIONE VENATORIA. L’assessore provinciale all’Ecologia, Coletto, ha dato
ufficialmente il via ai cacciatori
Caccia, pronto l’esercito delle diecimila doppiette
Tra le novità, il ritorno dei richiami vivi, il permesso di sparare alle
nutrie e deroghe su uccelli protetti
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Aae.htm
Roberto Ceruti
Diecimila doppiette veronesi sono pronte ad entrare in azione domenica
prossima all’apertura della stagione di caccia. Un’apertura che quest’anno è
in qualche modo «disturbata» da un’inchiesta giudiziaria ad ampio raggio che
ha puntato l’attenzione sia sui comportamenti di alcuni cacciatori che di
guardie venatorie. Un’inchiesta che in agosto ha «provocato» anche il
trasferimento di una decina tra agenti e funzionari delle guardie
provinciali e che non è escluso possa far emergere comportamenti ritenuti
poco corretti. E la stagione venatoria, così come l’indagine, è solo all’
inizio.
Rispetto al 2007 ci sono alcune novità importanti: con la recente sentenza
del Consiglio di Stato e per precisa volontà della Regione, sono stati
aboliti i corridoi di separazione fra le zone di ripopolamento e cattura e
le aziende. Solo le nuove imprese, infatti, avranno diritto ad una zona
franca di 500 metri. Inoltre torna il permesso di utilizzare richiami vivi,
come le anatre, che erano stati banditi per i problemi legati all’influenza
aviaria. Ora il ministero della Salute ha stabilito che non c’è più pericolo
di contagio. Novità anche per quanto riguarda le specie nocive a partire
dalle nutrie, che scavando buche nei campi spesso provocano il ribaltamento
dei trattori e svuotano d’acqua le risaie, oltre a trasmettere la
leptospirosi. È di 17mila il numero di roditori che potranno essere
abbattuti, contro gli 8mila precedenti. In questo caso non si tratta di
caccia vera e propria, poiché gli animali abbattuti vengono inceneriti.
Zone a protezione speciale. In queste aree la stagione venatoria inizia solo
il 1° ottobre ed è sottoposta a numerose limitazioni, secondo il decreto
Pecoraro Scanio, tra cui la proibizione di pallini di piombo, sostituiti dai
più ecologici in acciaio. Seppure in ritardo, anche quest’anno la Regione ha
disposto il divieto di abbattimento di caprioli, daini, camosci e ungulati
in genere, ad eccezione che nei territori contrassegnati Atc2 dei colli.
Anche quest’anno, tuttavia, sono stati ammessi «prelievi in regime di
deroga» di alcune specie protette dalla normativa europea: peppola,
fringuello, storno e pispola. È stata inoltre confermata l’istituzione di
due nuove zone di protezione speciale all’interno di aziende
faunistico-venatorie a Feniletto di Oppeano e Rivalunga di Zevio. La Regione
ne ha ampliata un’altra a sud del lago di Garda. Il limite di distanza dalle
abitazioni per i cani da caccia adesso è di 50 metri, anziché di 150.
Infine, Velo si è riappropriata di tutto il suo territorio venatorio, che
prima rientrava in parte nel comprensorio di Badia Calavena.
A dare il via alla stagione faunistica, con il classico «in bocca al lupo»,
sono stati ieri l'assessore provinciale all'Ecologia, Luca Coletto (Lega) e
il consigliere provinciale di Forza Italia Antonio Capuzzo
-----
CACCIA. Le proposte
«Modificate quella legge nazionale»
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/H.htm
Il Tavolo interprovinciale della Caccia Bergamo-Brescia incontrerà a breve
il ministro per l’Agricoltura, Luca Zaia, per chiedere la modifica della
legge nazionale sulla caccia e la depenalizzazione dei reati venatori. A
comunicarlo è la Regione Lombardia, al termine della riunione del Tavolo,
svoltasi ieri a Milano.
Durante l’incontro, che ha visto dialogare consiglieri regionali e diverse
associazioni venatorie lombarde, è stata approvata una bozza di riforma
della legge nazionale sostenuta da una petizione popolare che, in un solo
mese, ha superato le 500 mila firme.

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it