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L'Aquila - RISCHI PER GLI ORSI, AUMENTA IL BRACCONAGGIO



 
Caccia, da domenica animali sotto tiro
RISCHI PER GLI ORSI, AUMENTA IL BRACCONAGGIO
L'Aquila, 20 set. - Oltre 700.000 italiani, e tra loro decine di migliaia di abruzzesi, da domani imbracceranno i loro fucili per l'apertura della stagione venatoria.

Lo ricorda il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali secondo cui i cacciatori rappresentano una realta' economicamente importante per il nostro Paese, impegnando circa 45.000 posti di lavoro, dei quali 3.900 nella sola produzione di armi e munizioni sportive.
In Abruzzo esistono rischi, denunciati nei giorni scorsi, per gli animali protetti nei parchi e persino per gli ormai rarissimi orsi faticosamente tenuti in vita sull'Appennino.
Si intensifica quindi l'attivita' del Nucleo operativo antibracconaggio.
I reati sono in aumento e gli uomini guidati da Alessandro Bettosi si danno appuntamento nei boschi, per salvare pettirossi e falchi.
Il reato del bracconaggio e' purtroppo in aumento: nel 2007 i reati a danno della fauna selvatica sono cresciuti del 12% (in totale 1.129) e gli illeciti amministrativi hanno subito un balzo del 25,7%. I controlli sono aumentati del 2,6% passando da 139 mila circa del 2006 ai 143 mila del 2007. Gli animali salvati sono stati migliaia: "Con l'Operazione Pettirosso - riferisce Bettosi - sequestriamo in media 100 animali al giorno; nel complesso, tra la fine settembre e i primi di novembre, arriviamo a 4000 uccellini sequestrati, vivi o morti". Per evitare che gli "osei" finiscano nel piatto di polenta, la prossima settimana il primo reparto di circa 30 persone andra' a controllare l'area bresciana e bergamasca; una seconda ed una terza spedizione seguiranno a distanza di 15 giorni.
Nel mirino del Nucleo antibracconaggio finiscono reti, archetti e tagliole, le trappole che i cacciatori di frode utilizzano per catturare gli uccellini da rivendere spesso ai ristoranti locali.
Ad oggi sono state sequestrati circa 80.000 mezzi di caccia illeciti.
Attenzione costante durante tutto l'anno per la protezione degli ungulati alpini o abruzzesi: "Il bracconaggio di cervi, caprioli, camosci e' molto frequente - riferisce Bettosi - Contro questi animali vengono usati sistemi crudeli, come cavi con il nodo scorsoio, che fanno morire lentamente attraverso lo strangolamento". Frequenti anche le uccisioni di animali acquatici, come le anatre prese di mira d'estate in Puglia, ma non mancano cinghiali e perfino i ghiri, cacciati nelle montagne calabresi.

Sulmona, 20 set. - L'invito a riconsiderare la densità venatoria ammessa nella zona di protezione esterna (Zpe) del Parco e l'attivazione di un tavolo di lavoro per definire la giusta programmazione venatoria che tali territori meritano: la richiesta arriva dai cacciatori dell'Atc di Sulmona che tramite il loro presidente chiedono che l'accesso alla Zpe "sia consentita di diritto ai cacciatori iscritti all'Atc interessato e il restante carico ai cacciatori richiedenti".
"Le determinazioni assunte dalla Regione - ha sostenuto il presidente dell'Atc di Sulmona, Giovanni Valier D'Abate - stanno creando delicate situazioni e non poche difficoltà in termini di gestione faunistica".
Secondo i cacciatori dell'Atc peligno la decisione di equiparare la densità venatoria ammessa nella Zpe del Parco (da un cacciatore ogni 40 ettari a un cacciatore ogni 15 ettari) consentirà di esercitare l'attività venatoria nella Zpe a una percentuale pari al doppio di quella prevista nelle passate stagioni venatorie. "Quello che sorprende è che la densità di 1 cacciatore ogni 40 ettari - ha concluso D'Abate - non è stata mai oggetto di discussione e rappresenta uno dei pilastri per un'attività venatoria compatibile con le esigenze più generali di tutela presenti nella Zpe del Parco".