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NEWS: Giornali Internet 21/09/08



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CACCIA
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Caccia: qualche multa, ma nessun incidente
http://www.telereggio.it/news.php?id=14327
E' trascorsa tranquilla la prima giornata di caccia. Gli appassionati della
doppietta si sono messi in cammino già all'alba, ma sono dovuti rientrare
alle 13, come prevede il calendario venatorio del mese di settembre, che
consente l'attività venatoria solo al giovedì e alla domenica. Carnieri
buoni alla prima uscita, ricchi di lepri, fagiani e starne. La polizia
provinciale ha comminato sanzioni ad alcuni cacciatori per un numero
eccessivo di capi abbattuti o per non aver rispettato le regole di distanza
da abitazioni e strade. Qualche residente ha chiesto anche l'intervento dei
carabinieri, disturbato dalle fucilate troppo vicine all'abitazione. Il
numero dei cacciatori in provincia comunque è fortemente diminuito: sono
meno di 5.000 ormai, rispetto ai 12.000 di alcuni anni fa.
di GIAMPIERO DEL MONT
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CORTEO A VICENZA
Apre la caccia, animalisti contro la deroga concessa dalla Regione
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3913367&P
agina=NORDEST
Vicenza
NOSTRO SERVIZIO
(e.s.) Nuovo corteo a Vicenza ma stavolta a sfilare non sono i manifestanti
del "No Dal Molin", bensì gli animalisti vicini a Lav, Enpa, Lac, Lipu e
Movimento vegetariano. Oggi alle 6 infatti si apre la stagione venatoria e
il Veneto è un territorio popolato da migliaia di cacciatori (sono circa
sessantamila), che quest'anno - secondo i contestatori - avranno vita
facile. Ieri il ritrovo in viale Roma di circa 1.500 attivisti per una
sfilata lungo le vie del centro. Sotto accusa la legge regionale 13,
approvata la scorso agosto, con la quale la caccia in deroga comprenderà,
oltre a fringuelli, storni e peppole, anche le piccole pispole. Nel carniere
dei cacciatori veneti ne dovrebbero finire non più di 25 mila. Massimo
Vitturi di Lav e Renzo Rizzi di Enpa prevedono invece una strage: «I
cacciatori potranno scrivere il numero degli uccellini uccisi nel registro
di caccia alla sera e non subito dopo l'uccisione - spiegano - Quindi
saranno liberi di ricominciare il giorno dopo come se non avessero ucciso
nemmeno un esemplare».
Secondo le norme, però, sono consentiti i seguenti abbattimenti massimi per
singolo cacciatore: 2 capi giornalieri con un massimo di 35 capi stagionali
di selvaggina stanziale; per la lepre 1 capo giornaliero con un massimo di 5
capi stagionali; 25 capi giornalieri di selvaggina migratoria con un massimo
di 425 capi stagionali; per la beccaccia 3 capi giornalieri con un massimo
di 20 capi stagionali. Per quanto riguarda la caccia in deroga, ecco i
quantitativi cacciabili fino al 31 dicembre: storno e fringuello (con
massimo di 100 capi nel corso della stagione per ogni cacciatore), peppola
(25 nella stagione) e pispola (50 capi nella stagione).
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Alla vigilia dell’apertura della stagione venatoria, le associazioni per la
protezione degli animali si sono date appuntamento a Vicenza da tutta Italia
Oltre 1500 animalisti dicono "No alla caccia"
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3913988&Pagina=VICENZA
Slogan contro i "cacciatori assassini" e il consiglio regionale del Veneto
che avrebbe «concesso troppo alle doppiette»
«Basta con le stragi di uccelli ordinate dai politici veneti per fare
carriera». Animalisti alla riscossa a Vicenza, capitale dell'attività
venatoria, che proprio oggi riapre i battenti. Circa mille e cinquecento le
persone che ieri hanno preso parte in viale Roma alla manifestazione
nazionale organizzata da Ente Nazionale Protezione Animali, Lega
Antivivisezione, Lega per l'abolizione della caccia e Movimento Vegetariano
No alla caccia. Nel capoluogo berico sono giunti manifestanti da tutto il
nord Italia e qualcuno anche dal sud. E non è finita: oggi infatti gli
attivisti entreranno in un'area Zps in riva al Brenta per un'azione di
disturbo con l'obiettivo di far scappare gli animali prima dell'arrivo dei
cacciatori. Il corteo di ieri per le vie del centro storico, accompagnato
dal suono di varie percussioni, è stato aperto dallo striscione Basta
piombo. Con i fiori i fucili sono migliori e molti impugnavano infatti armi
di cartone con un bouquet disegnato in punta. Tanti i partecipanti che
condannano la caccia senza se e senza ma e sognano l'abrogazione
dell'attività venatoria. Cacciatori assassini è stato infatti uno dei cori
ricorrenti. Milioni di uccelli uccisi per divertimento denunciava una
scritta. I cacciatori? Per qualcuno solo vigliacchi che uccidono essere
indifesi. Numerosi gli insulti al politico vicentino amico dei cacciatori
Sergio Berlato. In corteo si sono notati vari cartelli con citazioni di
importanti pensatori: Dall'uccidere gli animali all'uccidere gli uomini è
solo un passo (Lev Tolstoj); Anche gli animali percepiscono gioia e dolore
(Charles Darwin); Il male fatto sugli animali ricade sull'uomo (Pitagora);
ma anche un Albert Einstein vicino al pensiero vegetariano. A buttare
benzina sul fuoco della protesta sono stati i recenti provvedimenti portati
dalle leggi regionali in materia. «Mai prima d'ora le doppiette e gli
uccellatori del Veneto avevano ricevuto tanti regali dal Consiglio Regionale
del Veneto come quelli piovuti nell'estate che si sta concludendo»,
lamentano gli organizzatori della manifestazione. «Con la legge 13
dell'agosto scorso si potrà sparare anche alle pispole, uccellini protetti
in tutta Europa, ma anche in Italia, con un decreto di Spadolini del 1982.
Con la legge 9 del luglio scorso poi si potrà cacciare anche la fauna
domestica inselvatichita e quindi le province potranno mettere nel carniere
anche cani, gatti e conigli trovati a scorazzare per la campagna». Enrico
Soli
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IL PREMIO
"Attila della natura" a Ciambetti, ma la polizia impedisce la consegna
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3913990&Pagina=VICENZA
(e.s.) È un uccellino chiamato Anthus pratensis, meglio noto come pispola,
ed è il motivo che ieri mattina, prima del corteo di Vicenza, ha spinto un
centinaio di ambientalisti e Bepi De Marzi a raggiungere Sandrigo, dove
risiede il consigliere regionale Roberto Ciambetti. «Soprattutto per colpa
sua il Consiglio Regionale ha approvato quest'anno la legge 13 che prevede
appunto la caccia anche alla pispola», spiegano i manifestanti. «A Ciambetti
abbiamo provato a consegnare il premio Attila della natura' e una scatola
con trenta denari. Purtroppo siamo stati bloccati da un esagerato cordone di
forze dell'ordine lungo la strada verso l'abitazione del consigliere
regionale».
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LA POLEMICA
La Regione consente la caccia a pispole e fringuelli Wwf e Lac pronti a
manifestare, Azzi sotto accusa
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3913660&Pagina=1
Un batuffolo di piume. Pesa appena pochi grammi la pispola, un uccellino
insettivoro che finirà impallinato per l'anacronistica e sempre più
discutibile passione venatoria veneta destinata a soddisfare le doppiette,
soprattutto vicentine e veronesi, senza alcun freno per un piatto di
"polenta e osei". Non è naturalmente il loro caso, ma l'aberrazione di
questa pratica spinge i bracconieri a usare ancora le vietate reti per
l'uccellagione o i famigerati "archetti", trappole che spezzano le gambe ai
piccoli volatili lasciandoli morire di dolore.
«Davanti a tutto questo il consiglio regionale ad agosto ha approvato la
nuova legge in deroga con una maggioranza incredibile - protestano ora il
Wwf e la Lac - sono state rese cacciabili quattrro specie di uccelli:
storno, peppola, pispola e fringuello. La pispola era protetta dal 1982
perché considerata utile all'agricoltura come divoratrice di zanzare, ragni
e insetti dannosi. Sarà una strage perché questo uccellino si avvicina con
facilità all'uomo nonostante gli spari». La rabbia degli ambientalisti si
indirizza anche su responsabilità precise. «Solo i consiglieri Bettin,
Pettenò e Covi hanno lasciato l'assemblea nel tentativo di far mancare il
numero legale. Il voto di astensione dei consiglieri Carlo Alberto Azzi e
Andrea Causin non è bastato a fermare un provvedimento promosso dalla Lega
Nord, fautrice dell'inserimento della pispola tra le specie non più
protette, da An, Forza Italia e Udc. La partecipazione al voto di Azzi e
Causin ha permesso di raggiungere il numero legale per la validità della
seduta. In caso contrario tutto sarebbe slittato a settembre fuori tempo
massimo per consentire la caccia a queste specie prottete».Wwf e Lac hanno
annunciato una manifestazione nazionale a Vicenza per oggi, giorno di inizio
della caccia anche per queste specie protette. Franco Pavan
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Il segretario di An Sergio Berlato difende l’operato della Regione e la
caccia in deroga
«Si pratica nel rispetto delle regole»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3913989&Pagina=VICENZA
(e.s.) «Nessun Attila: in Veneto la caccia si pratica nel rispetto delle
regole comunitarie». Il segretario provinciale di Alleanza Nazionale Sergio
Berlato difende l'operato della Regione sull'attività venatoria in deroga
che quest'anno riguarderà: fringuelli e storni da oggi, giorno di apertura
della stagione; peppole e pispole dalla prima domenica di ottobre fino al 31
dicembre. Proprio la piccola pispola è al centro della polemica degli
animalisti nei confronti del cacciatori veneti, ma Berlato risponde così:
«Non so se ignorino le regole in buona o in cattiva fede. La Comunità
europea non fa distinzioni in base alle dimensioni o al piumaggio ma solo al
numero di esemplari di una data specie. Per la caccia in deroga vale la
regola della piccola quantità, per la quale si può abbattere fino al 5\%
della mortalità naturale (dato raccolto dall'Istituto Nazionale di Fauna
Selvatica, ndr). In Veneto non si potranno uccidere di più 25mila pispole (i
cacciatori in regione sono circa 65mila, quasi un decimo di quelli di tutta
Italia, ndr). Raggiunto quel limite non si potrà più uccidere alcuna
pispola, mancassero anche due mesi alla fine della stagione venatoria. I
controlli non mancano e le sanzioni sono piuttosto pesanti visto che in
Italia sconfinano nel penale. La caccia in deroga del Veneto è perfettamente
legale, si veda la legge 409/79/CEE e riguarda ben tredici regioni
italiane».
Venerdì sera la Confavi ha organizzato un convegno in fiera. «Avevamo
invitato a partecipare anche gli ambientalisti- precisa Berlato- I più
ragionevoli sono venuti, mentre le sigle che hanno formato il corteo di
Vicenza preferiscono rimanere arroccati nelle loro posizioni. Ma ormai sono
rimasti in pochi: alla manifestazione in città c'erano solo ottantotto
reduci».
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Al via la stagione venatoria
Apertura caccia: Pratica inutile e dannosa alla società e all'economia
Per il ministero delle Politiche Agricole si tratta di una realtà
economicamente importante per il nostro Paese
http://www.diariodelweb.it/Articolo/Italia/?d=20080920&id=45435
Oltre 700.000 cacciatori dovrebbero da domani 21 settembre imbracciare i
fucili e cominciare a sparare in quella mattanza stagionale che viene
chiamata stagione venatoria. Per il ministero delle Politiche Agricole si
tratta di una realtà economicamente importante per il nostro Paese (45 mila
posti di lavoro, 3.900 nella sola produzione di armi e munizione).
Siamo nel 2008 e ancora dobbiamo vedere i campi invasi da queste persone
che, per il solo fatto di avere un fucile in mano, hanno il diritto di
violare la proprietà privata ed entrare ovunque (art. 842 codice civile),
calpestando anche il non calpestabile e rendendo di fatto insicure alcune
zone. Una sorta di abdicazione del diritto di proprietà privata -che e'
costituzionalmente protetto- di fronte a chi esercita la caccia, mentre lo
stesso diritto rimane pieno di fronte a chi pratica ogni altra attività,
anche più rispondente all’evoluzione della cultura e del costume, come l’
osservazione degli animali selvatici.
Fra qualche giorno, se non domani, leggeremo di quelli che si sono sparati
fra di sé, scambiandosi per lepri e cinghiali, come se già non ci bastassero
tutti quelli che rimangono feriti e morti tutti i giorni sulle strade. Chi
vive in campagna lo sa benissimo: dal 21 settembre la vita diventa un incubo
e chi aveva scelto di vivere fuori dei centri urbani, si ritrova al centro
di un campo di tiro, tra rumore e pericolo.
Se qualche cacciatore vi dirà che lui sostanzialmente va a caccia per farsi
una camminata col proprio cane, non credetegli, vi sta prendendo in giro: si
può fare una passeggiata, e la si fa meglio, senza fucile e senza sparare a
tutto ciò che si muove. Le motivazioni originarie della caccia (il
procacciamento del cibo) non esistono più, per cui oggi e' solo una pratica
violenta contro natura e animali, dove, alla giustificazione economica del
ministero, possiamo semplicemente dire che per quei miseri numeri che ci
vengono presentati con grande enfasi, sarebbe tanto di guadagnato per tutti
trovare altro da fargli fare. Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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CACCIA: SI APRE STAGIONE, PROTESTANO AMBIENTALISTI
http://www.repubblica.it/ultimora/cronaca/CACCIA-SI-APRE-STAGIONE-PROTESTANO
-AMBIENTALISTI/news-dettaglio/3320250
Si apre oggi la stagione venatoria che si concludera' il 31 gennaio e
saranno circa 780mila gli appassionati che impugneranno il fucile in tutta
la penisola. Nei giorni scorsi sono arrivati ai cacciatori gli auguri dal
ministro delle Politiche agricole Luca Zaia che ha definito l' attivita'
venatoria 'custode della tradizione' e 'componente viva della nostra cultura
rurale'. E, puntualmente, con l' apertura ufficiale della stagione venatoria
sono anche cominciate le proteste degli ambientalisti che in tutta la
penisola hanno organizzato azioni di dissuasione 'armati' di pentole e
tamburelli, al fine di spaventare gli uccelli, impedendone cosi'
l'abbattimento da parte dei cacciatori. In particolare ieri pomeriggio si e'
svolta a Vicenza una manifestazione contro la caccia in deroga alle specie
protette organizzata da Lega Abolizione Caccia, Lega Antivivisezione, Ente
Nazionale Protezione Animali e Lega Italiana Protezione Uccelli. Un migliaio
di persone armate di tamburi e fischietti e altre travestite da morte con
tanto di falce hanno sfilato per le vie della citta' protestando, in
particolare, contro Elena Donazzan, assessore alla Regione Veneto con delega
alla caccia, Sergio Berlato, co-presidente dell'Intergruppo 'Caccia
Sostenibile Biodiversita' e Attivita' Rurali' del Parlamento europeo e
Roberto Ciambetti, fautore e promotore della legge regionale veneta 13/2008
che permette la caccia di un piccolo uccello insettivoro di circa 13 grammi,
la pispola.
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CACCIA, INIZIA LA NUOVA STAGIONE
Il 21 settembre circa 55000 cacciatori nel Veneto e 9000 nella Provincia di
Padova si presenteranno nel territorio con fucile e cani per iniziare la
nuova annata venatoria 2008-2009.
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=
3913636&Pagina=23
Sarà questa una stagione venatoria diversa dalle altre perchè si avvia con
nuove regole e limiti previsti dal Decreto del Ministero dell'Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare del 17 ottobre 2007 nelle zone di
protezione Speciale ZPS e ZSC, recepite dal decreto n. 255 del 11.09.2008
del Presidente della Regione Veneto nonche' dei patti associativi approvati
dagli ambiti di caccia.
Ecco che conseguentemente a dette nuove disposizioni, sarà ancora una volta
una stagione venatoria difficile per i cacciatori in quanto sempre piu'
soggetti a limitazioni nello svolgimento della propria passione e rischiosa
per le pesanti sanzioni previste in caso di infrazione anche alle luce delle
nuove disposizioni del Ministero dell'Ambiente e degli ATC.
Da qui la necessità di intervenire nel complesso delle norme venatorie con
una modifica in particolare della Legge 157/1992, nell'interesse del mondo
venatorio, che preveda l'adeguamento alla normativa Europea dei calendari
venatori, la mobilita' su tutto il territorio nazionale, il ripristino
dell'Istituto Nazionale della Fauna selvatica come organo
tecnico-scientifico e per gli agricoltori, l'introduzione del risarcimento
in sostituzione al semplice indennizzo per i danni alle colture agricole. Ma
il 21 settembre inizia la caccia e qualcuno sostiene che tutti i problemi
passeranno in secondo ordine in quanto ai cacciatori interessa solo sparare
e a dare sfogo alla loro passione.Io non credo che sara' cosi, anzi non deve
essere cosi', perche' i problemi dei cacciatori, il loro malessere e' anche
il malessere degli agricoltori, degli ambientalisti devono avere una
risposta e una soluzione.
A quanto sopra si aggiungono altre importanti tematiche: un migliore
habitat, una migliore e maggiore selvaggina, la certezza delle specie in
deroga da cacciare, le giornate di caccia meglio normate , per non parlare
del trasferimento di alcune competenza in materia venatoria dalla Regione
alle Provincie o della modifica anche della Legge 394 del 1991 inerenti le
aree protette.
E' allora necessario e prioritario, per ogni attore e protagonista della
caccia, che il mondo politico, le Associazioni Venatorie, Agricole e
Ambientaliste si mettano attorno ad un tavolo per affrontare i singoli
problemi con spirito propositivo e costruttivo. L'invito è in particolare
rivolto alle Associazioni venatorie che devono ritrovare la serenita'e la
dialettica per meglio rappresentare i propri iscritti nell'affrontare le
tematiche sopra esposte . Facendo cio' si agevoleranno anche le Istituzioni
e la Politica nello svolgimento del proprio ruolo. Ecco allora che con
queste riflessioni, affrontiamo assieme l'apertura della nuova stagione
venatoria con l'Augurio che sia un momento di svago e serenita', nel
rispetto delle regole di sicurezza dell'ambiente e dell'attivita' agricola.
On.Leonardo Martinello responsabile Nazionale caccia UDC
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Via alla stagione venatoria.
Nell'Isola sarà stop fino a venerdì ma è possibile che la caccia rimanga
chiusa fino a ottobre
In Sicilia doppiette al chiodo, nel resto d'Italia si spara
http://giornale.lasicilia.it/giornale/2109/CT2109/FATSIC/MO13/09.html
Giorgio Petta
Palermo.  Nel resto d'Italia i cacciatori oggi tornano a sparare, mentre
quelli siciliani continuano a lasciare i loro fucili appesi al chiodo. E
questo almeno fino al 26 settembre, giorno in cui il Tribunale
amministrativo regionale esaminerà nel merito il ricorso presentato da
Legambiente e che già ha provocato, il 10 settembre scorso, la sospensione,
per decreto del presidente del Tar di Palermo, del calendario venatorio e,
quindi, della stessa caccia. Ma non è detto che non resti sospesa fino ad
ottobre.
Nel frattempo, il 12 settembre, l'assessore regionale all'Agricoltura,
Giovanni La Via, proprio in relazione al decreto del presidente del Tar,
aveva revocato il decreto del 21 luglio con il quale era stato approvato il
calendario venatorio per la stagione 2008/2009 fissando l'apertura della
caccia per l'1 settembre.
Per quanto riguarda l'«altra» Italia, la stagione di caccia 2008-2009 si
concluderà il 31 gennaio. Sono quasi 800 mila i cacciatori che imbracceranno
le doppiette, mentre il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, decide
di inviare – proprio ai cacciatori – una lettera aperta rilevando che
l'attività venatoria, «oltre ad essere custode della tradizione, è
componente viva della nostra cultura rurale» e aggiungendo che «ho motivo di
credere che in tutti prevarrà il grande senso di responsabilità che
caratterizza il cacciatore del terzo millennio conscio di interpretare un
ruolo importante nella gestione e nella tutela del territorio. Gli
appassionati, distribuiti su tutta la penisola – ricorda il ministro –
rappresentano una realtà economicamente importante per il nostro Paese, che
impegna circa 45.000 posti di lavoro, dei quali 3.900 nella sola produzione
di armi e munizioni sportive. Non può inoltre essere trascurato l'impegno
profuso sul territorio a beneficio dell'intera comunità, nella prevenzione
degli incendi e nella lotta agli abusi, in collaborazione con la Protezione
civile ed il Corpo Forestale dello Stato». Sul fronte normativo, Zaia
annuncia l'impegno «per portare miglioramenti alle norme vigenti, proporre
modifiche e consolidare il legittimo ruolo di presidio sul territorio».
L'apertura della caccia suscita inevitabilmente le reazioni degli
ambientalisti: dal Wwf alla Lega italiana protezione uccelli, alla Lega
antivivisezione. Ed è la sezione siciliana di quest'ultima che ha calcolato
che nell'Isola, da quando il Tar ha sospeso la caccia, «sono stati salvati –
si legge in una nota – 765 mila animali al giorno, 6 milioni 120 mila fra
conigli, quaglie, tortore, colombacci e merli». Numeri dedotti da Lav
Sicilia calcolando il carniere giornaliero (15 animali) autorizzato dal
calendario venatorio per ognuno dei 51 mila cacciatori siciliani.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it