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NEWS: Giornali Internet 22/09/08



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CACCIA
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Apertura della caccia in Lombardia il presidente nazionale Fiab, 'Non è
possibile autorizzare la caccia in luoghi frequentati da turisti'
Lodi, ciclista impallinata da un cacciatore
http://www.newsway.it/notizie/speciale.asp?idnotizia=12677
LODI - Si è fatta medicare al Pronto Soccorso di Lodi Pina Spagnolello,
Consigliera nazionale FIAB e presidente di Ciclodi-FIAB, colpita al braccio
da un pallino sparato da un cacciatore, mentre rincasava in bicicletta al
termine di una cicloescursione domenicale.
Il fatto è accaduto a Lodi oggi, domenica 21 settembre, primo giorno della
stagione di caccia in Lombardia, verso le ore 18.20. Un gruppo di una
cinquantina di ciclisti ciclisti stava pedalando in una zona molto
frequentata da lodigiani in bici e a piedi, di fianco al Parco Belgiardino,
all'interno del Parco Adda Sud. Da qui comincia uno dei percorsi più belli
che si inoltrano nel parco Adda Sud e portano anche alle ciclabili del
Canale Muzza.
"Stavamo tranquillamente pedalando - racconta Pina Spagnolello - quando
abbiamo sentito uno sparo e subito ho sentito male al braccio. Ci siamo
fermati e ci siamo messi a gridare, chiedendo ai cacciatori di venire fuori.
Invece sono arrivati solo i cani. Passato lo spavento ho visto un buco nel
braccio sinistro e del sangue: niente di grave, per fortuna, ma potevano
colpirci in faccia o negli occhi!"
"Non è possibile - prosegue Spagnolello, che domani mattina sporgerà
denunica contro ignoti - che sia consentito a dei cacciatori sparare
all'interno di un parco a pochi metri da strade percorse da ciclisti e
pedoni. Più avanti abbiamo incrociato una famiglia con due bambini. Questi
fatti non devono più accadere!"
Sugli spari ad altezza d'uomo interviene il Presidente della FIAB, Antonio
Dalla Venezia, che dichiara: "Aprire la caccia a settembre quando è ancora
stagione turistica e consentire che si spari in zone frequentate da
escursionisti a piedi o in bicicletta è una cosa inaudita. E se il fucile
utilizzato dall'incauto cacciatore non fosse stato a pallini? Chi verifica
l'abilità dei cacciatori? Occorre rivedere la norma sulle distanze di
sicurezza e in tutti i casi aumentare i controlli".
L'associazione Ciclodi-FIAB aveva già fatto presente alle autorità locali la
pericolosità della presenza dei cacciatori nella zona del Belgiardino.
Ciclodi-FIAB chiede che sia vietata la caccia nella zona del Belgiardino ma
che più in generale siano previste delle fasce di rispetto con divieto di
caccia lungo tutti i percorsi utilizzati dai ciclisti all'interno del Parco
Adda Sud.
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A STAGIONE VENATORIA
Cacciatore colpito da venti pallini
A sparare un’altra doppietta
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ancona/2008/09/22/119904-cacciatore
_colpito_venti_pallini.shtml
Un uomo è stato ferito alle gambe dallo sparo di un altro cacciatore che,
dopo il colpo, si sarebbe dileguato, forse fuggendo deliberatamente.
Sull'episodio sta cercando di far luce la polizia di Senigallia
caccia Senigallia (Ancona), 22 settembre 2008 - Dramma nelle campagne di
Senigallia in zona Scapezzano,
Un cacciatore residente a Marotta e giunto a Scapezzano per una battuta di
caccia è stato colpito alle gambe da almeno 20 pallini sparati da un altro
cacciatore.
Quest’ultimo però non è stato trovato: secondo i primi accertamenti lo
sparatore si sarebbe dileguato, forse fuggito deliberatamente. Questa almeno
una delle ipotesi attualmente al vaglio della polizia, che sta conducendo le
indagini.
Il malcapitato cacciatore di Marotta è rimasto ferito lievemente dai pallini
ed è pertanto riuscito a raggiungere la sua auto e mettersi in viaggio fino
al pronto soccorso di Fano dove è stato medicato.
Una volta dimesso si è recato alla polizia del posto per sporgere la
denuncia dell’accaduto. Immediatamente sono state allertate anche le forze
dell’ordine senigalliesi che hanno avviato accertamenti per fare luce sull’
episodio e su eventuali responsabilità.
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Domenica funestata di incidenti: a Talacchio impallinato un giovane
scambiato dall’amico per selvaggina
Caccia, ancora drammi e paura
A Sassocorvaro anziano muore dopo una battuta volando con l’auto nel dirupo
http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20080922&ediz=14_PESARO&npag=47&f
ile=A_4717.xml&type=STANDARD
PESARO. Ancora una giornata di caccia funestata da incidenti provocati in
modo diretto o indotto proprio dalla passione per la doppietta. Ieri era l’
appertura ufficiale della stagione venatoria e gli infortuni non sono
mancati. Nell’episodio più grave, accaduto a Sassocorvaro, un cacciatore
settantenne è morto in un incidente stradale dopo che aveva salutato alcuni
amici partecipanti a una battuta, mentre nelle campagne di Talacchio un
ragazzo è stato impallinato dall’amico che lo aveva scambiato per
selvaggina.
A perdere la vita è stato Tino Tiboni, pensionati di 71 anni di Casinina di
Auditore, che è precipitato alla guida della sua auto in un dirupo. Il fuori
strada è avvenuto praticamente all’alba, intorno alle 6.30, in località San
Donato Taviglione, nel comune di Sassocorvaro, lungo una strada
interpoderale. L’uomo era uscito di buon ora per andare a caccia e gli
ultimi che lo hanno visto sono stati alcuni cacciatori con cui si era
intrattenuto fino al momento di salire in auto, una Daihatsu Terios. Poi non
si sa cosa esattamente sia successo e gli accertamenti sono tuttora al
vaglio dei carabinieri delle stazioni di Sassocorvaro e Macerata Feltria,
intervenuti sul posto insieme a una squadra dei vigili del fuoco di Urbino.
Forse Tino Tiboni ha avuto un malore che gli ha fatto perdere il controllo
del mezzo che è sbandato sulla stretta carreggiata all’altezza di una curva
a destra finendo nella scarpata sottostante dopo un volo di diversi metri.
Quando i pompieri lo hanno soccorso all’interno dell’abitacolo del suo
mezzo, le condizioni dell’uomo sono apparse subito molto serie. Nel
frattempo sul luogo dell’incidente era intervenuta anche un’ambulanza del
118 ed era stata allertata l’eliambulanza per un eventuale trasferimento al
nosocomio regionale di Torrette di Ancona. Purtroppo non ce n’è stato
bisogno: Tino Tiboni è morto poco dopo, all’interno dell'autoambulanza, per
un politrauma toracico addominale.
L’altro incidente di caccia è invece avvenuto, sempre di buon ora, nelle
campagne di Talacchio di Colbordolo dove un gruppo di tre giovani amici,
tutti della zona si sono ritrovati per partecipare a una battuta. Erano all’
incirca le otto quando uno dei giovani, per errore, ha sparato all’amico di
25 anni, scambiato per della selvaggina che si muoveva fra i rovi, a circa
50 metri di distanza dalla sua postazione. Dalla doppietta è partita una
raffica di pallini che ha colpito al volto il compagno, immediatamente
soccorso e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore di
Pesaro. Per fortuna alla fine l’infortunio si è risolto senza gravi
conseguenze. I medici hanno estratto dalla pelle del ferito quattro o cinque
pallini, con una prognosi di dieci giorni. Nessuna denuncia a carico dello
sparatore, essendo il fatto accidentale e le lesioni lievi. Nemmeno tre
settimane fa l’imprenditore Teodolo Rapa era rimasto vittima di un tragico
incidente di caccia nella campagna dell’Apsella.
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DOPPIETTE DI STAGIONE. Un solo incidente all’apertura: cinquantenne di
Brenzone va al pronto soccorso a Malcesine
Primo giorno di caccia E primo impallinato
Tra polemiche e proteste per la mancanza di controlli e l’aumento dei
bracconieri Migliaia di fucili in azione
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Aac.htm
Si è aperta la stagione venatoria e poco prima delle nove, un cacciatore di
55 anni, Z.A. di Brenzone, è stato accompagnato al pronto soccorso di
Malcesine. Colpa di un incidente di caccia verificatosi di buon’ora a Prada
Alta di Brenzone. «Pallini da caccia» il referto, nulla di grave tant’è che
al paziente è stato consigliato di rivolgersi al medico curante ma
probabilmente ieri per lui la prima giornata con la doppietta è terminata
prima del previsto.
L’unico «inconveniente» di cui si è avuto notizia nella giornata in cui, nei
sei ambiti di caccia della provincia (e nei due alpini) le doppiette sono
tornate a sparare. E i soci in totale sono 10mila. Per cinque giorni la
settimana, di questi solo tre possono essere utilizzati da ogni singolo
cacciatore, sparare ad una cornacchia, un merlo, o a una lepre solo per
citarne alcuni, sarà lecito. L’ambito di caccia numero due «dei Colli», è il
territorio che comprende la città: da Monteforte D’Alpone arriva quasi al
confine con Vicenza e sono comprese Montorio, Avesa e Quinzano, qui si trova
il confine con l’ambito Uno della zona del Garda. Conta 3.330 soci che ieri
dalle prime luci dell’alba erano in piedi pronti a prendere postazione con i
loro cani.
Quest’anno erano in molti a lamentarsi per i pochi controlli e il troppo
bracconaggio, e ieri molti denunciavano la mancanza di attenzione da parte
di chi, senza leggere i cartelli, entrava nelle riserve e sparava. Tra
Polesan e Sarmazza, località vicine a Monteforte D’Alpone, c’è un’area
protetta per il ripopolamento: ogni anno, con l’apertura della stagione
vengono catturati un massimo di 400 specie e rimesse nelle aree vicine.
Altre 300 vengono acquistate dalle aziende specializzate ma i controlli non
sono sufficienti. A denunciarlo gli stessi cacciatori che imbracciano fucili
come il Benelli 12 automatico, o il Beretta 302, del 1978, i «veterani».
«Ben accetti gli auguri del ministro per le politiche agricole Luca Zaia che
ci indica come parte delle tradizioni e componenti della cultura rurale», fa
notare un anziano cacciatore. Ma c’è anche chi ricorda l’indotto che porta
questo sport nelle casse dello Stato: 140milioni di euro l’anno. I
cacciatori infatti pagano tre tasse: una per il porto d’armi, 173, 16 euro,
un’altra regionale che va dai 36 ai 60 euro e infine quella per l’ambito di
caccia che arriva fino a 100 euro. Il presidente dell’Ambito due Giovanni
Marcazzan, fa notare che per quest’anno il numero di soci è cresciuto.
«Siamo arrivati a 3.500 soci e per il 40 per cento sono tutti della città».
Giuseppe Morabito, va a caccia dagli anni Settanta, ieri non ha sparato un
colpo. Con la sua breton di nome Laika ha visto due lepri, ma non ha tirato.
Erio Martinelli, è presidente della Enal Caccia, con il fratello Gelindo e l
’amico Sergio Molinarolo, hanno preso una lepre a testa. Sono in piedi dalle
cinque del mattino, l’entusiasmo era tale che non si sono fermati nemmeno a
bere un sorso di caffè. «Ho un pacchetto di cracker nelle tasche e mi si è
tutto sbriciolato», dice ridendo Martinelli. Sono tra i numerosi preoccupati
per i pochi controlli delle guardie venatorie della provincia. Ma sanno
anche darsi una spiegazione. «Sono stati spostati dai loro territori di
competenza e di conseguenza fanno fatica a sapere come e dove si opera il
bracconaggio e dove c’è il rischio di sparare a sproposito».
Ma a questo si aggiunge il problema del sovrannumero di cinghiali: «A Moruri
la carcassa di un cinghiale è rimasta in mezzo alla strada per due giorni»,
racconta un testimone. Parlano di incidenti tra automobili e cinghiali anche
sopra Cazzano di Tramigna.
Ma domenica prossima si imbraccia nuovamente il fucile.A.Z./B.F.
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Caccia: arriva il primo incidente della stagione
Oggi nel materano, e' stato ferito un 58enne da un compagno di battuta
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=19610&titolo=Caccia%20arriva%20il%
20primo%20incidente%20della%20stagione
Matera, 22 set. - Al via per gli appassionati delle doppietta, ogni anno, e
anche quest’anno, si ripropone il problema etico della caccia. Che insieme
alle discussione e alle polemiche, con l’apertura della stagione venatoria,
porta con sé i primi episodi di cronaca.
Primo incidente serio di caccia dunque; questa volta in Basilicata.
Precisamente nel materano, a Miglionico, in localita' Fosso D'Alema, nel
corso di una battuta di caccia, un 58enne di Ferrandina (Matera), e' rimasto
ferito dopo un colpo di fucile accidentale causato da un compagno di
battuta, un 40enne della provincia di Potenza.
Sport? Passione per la natura che trova il suo sfogo nell’esuberanza della
sfida “cacciatore-preda”? O per alcuni, tradizione di famiglia che si
rinnova periodicamente, a seconda dell’esemplare da mirare? Ma l domanda
fodamentale é: questo sarà l'ultimo episodio da segnalare? Giambattista
Salis
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SOLO UNA LUSSAZIONE ALLA SPALLA
Cacciatore precipita nella scarpata
Tratto in salvo dai medici del 118
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/rimini/2008/09/22/119903-cacciatore
_precipita_nella_scarpata.shtml
Una mattina di paura per un cacciatore caduto in una scarpata nelle campagne
tra Mondaino e Tavoleto. Immediati i soccorsi: sul posto sono giunti gli
uomini del 118 e i vigili del fuoco muniti di attrezzatura per salvataggi in
una zone impervie
Caccia Mondaino, 22 settembre 2008 - Paura ieri mattina poco dopo
mezzogiorno nelle campagne tra Mondaino e Tavoleto dove un cacciatore ha
dato l’allarme chiamando un amico al telefonino: "Sono caduto in una
scarpata — ha detto —, mi fa male una spalla, non riesco a muovermi". La
comunicazione si è interrotta e l’amico non è più riuscito a mettersi in
contatto con il cacciatore in difficoltà. Sono scattati immediatamente i
soccorsi. Dalla centrale del 118 è stata inviata un’ambulanza e sono stati
mobilitati anche i vigili del fuoco, partiti con l’attrezzatura necessaria
per un salvataggio in una zona impervia.
Una volta però raggiunta la scarpata, medico e infermieri sono riusciti a
calarsi fino al cacciatore che è stato nel frattempo avvistato e contattato.
Le sue condizioni non destavano preoccupazione e molto probabilmente aveva
solo una spalla lussata. L’intervento dei vigili del fuoco non è più stato
necessario. L’allarme è rientrato poco prima delle 13.
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FOSSALTA DI PORTOGRUARO
Il segugio fugge e fa strage di galline nell'aia Agricoltore e cacciatore
finiscono dai carabineiri
Fossalta di Portogruaro
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&Codice
=3914483&Pagina=17
(m.a.) «È ora di finirla con lo strapotere dei cacciatori che pensano di
poter comandare non solo sui terreni degli altri ma anche in casa d'altri».
È arrabbiato Claudio Cinel, 45 anni, di Fossalta di Portogruaro. La prima
domenica di caccia per lui è iniziata male e finita in caserma dai
carabinieri.
Tutto è cominciato quando ha sentito la figlioletta di sei anni che stava
giocando in giardino gridare spaventata. Davanti a lei un breton, sfuggito
al controllo del suo padrone, stava facendo straziando le galline che
razzolavano nell'aia retrostante.
Il bilancio finale è di sette "vittime", cui si aggiungono le quattro
sbranate nel pollaio del vicino. «Capisco tutto ma che un cacciatore non
controlli il suo cane per me è inconcepibile. Ma lasciamo perdere. Io non ce
l'ho con chi ha la passione per la caccia, ma con chi rovina la categoria.
Stavo cercando di trovare il modo si fermare il segugio - continua Cinel -
che vedo arrivare il proprietario. Ingenuamente pensavo che mi venisse
incontro scusandosi per quanto successo. Ormai le galline erano state
ammazzate, amen, non gli avrei chiesto nulla; l'importante per me era che la
bimba non fosse stata aggredita. E invece no. Quell'uomo di San Michele al
Tagliamento, col fucile in spalla mi ha subito attaccato dicendo che mi
avrebbe denunciato perché gli avevo rovinato il cane. Invece l'animale si
era ferito da solo e aveva il naso insanguinato. Allora non c'ho visto più e
sono andato dai carabinieri ai quali avevo già raccontato l'accaduto,
informando anche la polizia provinciale, e presentando denuncia». «Lo ripeto
io non ho nulla contro i cacciatori ma con chi si comporta come un
delinquente e pretende pure di fare il gradasso e avere ragione. Morale
della favola? Lavoro tutta la settimana aspettando la domenica per
trascorrere qualche ora di tranquillità con mia moglie e mia figlia e invece
mi vedo rovinare la giornata da una persona che non ha la minima cognizione
di cosa significhi convivenza civile e senso di responsabilità».
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Meno appostamenti nel Delta a causa dello stop ai pallini di piombo e delle
sanzioni previste dalla legge
Caccia, apertura rovinata dai divieti
Molte chiamate ai carabinieri per spari vicino alle case. Multati quindici
cacciatori
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3914415&Pagina=ROVIGO
Carnieri ricchi, selvaggina in abbondanza e terreni uso caccia che
esaltassero le doti di segugi e cacciatori. Si sarebbe dovuta aprire così la
stagione venatoria per far dimenticare polemiche e divieti agli appassionati
polesani.
Invece, un esordio di così basso profilo non si ricordava da anni. Nel
Delta, quasi solo un'unica grande zona a protezione speciale, ha
imperversato il decreto Pecoraro Scanio con lo stop ai pallini di piombo.
Solo munizioni di acciaio e chi non ha il fucile adatto è out. La sanzione
fa un po' ridere: 50 euro. Ma gli appostamenti vuoti ieri abbondavano. Rari
persino gli spari ai pochi germani, l'unica specie cacciabile fino al 1.
ottobre. Data da cui potranno essere usati i permessi d'ospite ieri off
limits. Pochi risultati anche in terra ferma. Gli atc Ro1 re Ro2 non hanno
regalato soddisfazioni degne di tal nome, probabilmente perché la campagna è
ormai un deserto di zolle arate e l'unica coltura "in piedi" è la soia.
Insomma, se i giorni della vigilia sono stati come sempre venati di
polemiche, l'apertura sotto tono deve aver granché rasserenato gli animi.
Sulle auto di pattuglia con i vertici della Vigilanza provinciale e con
l'assessore alle Risorse faunistiche Gino Sandro Spinello il consueto giro
di perlustrazione inizia da una Rovigo ancora notturna. La poetica
suggestione dei primi chiarori all'orizzonte del Delta riservano la sorpresa
delle innaturali luci del rigassificatore, a smentire chi lo spacciava per
invisibile ad occhio nudo. Con il capo pattuglia non si è ancora messo piede
a terra che già piomba la segnalazione di una contravvenzione. Qualcuno non
ha siglato il giorno di caccia sul tesserino. Un'ingenuità che vale un
piccolo primato: multato ancora prima di aver iniziato la battuta d'abbrivio
della stagione. Sull'argine di Marinetta quasi non si scorgono gli
appostamenti ma risuona nitidamente l'eco dei vietatissimi richiami
elettroacustici. Come reato di rilevanza penale, nel primo giorno di caccia,
non c'è male. Si scorgono nei dintorni le solite vedette, soggetti
prezzolati che avvisano chi sta negli appostamenti dell'avvicinarsi di
presenze sospette. E difatti i richiami vietati zittiscono. Il rispetto
delle regole nel Delta è merce rara. Qualche movimento sospetto non sfugge
al capopattuglia che scende dall'auto, si introduce nella vegetazione della
sponda e ne esce con un bilancino abbandonato. Due pescatori con la lenza
che sembravano lì per caso vengono indentificati e ritenuti responsabili di
aver calato la rete in un punto vietato.
Sulla strada del rientro altre conferme della giornata no. Diversi a caccia
con il cane in forma vagante. Qualcuno è in procinto di entrare in un campo
di soia, ma è troppo lontano per intercettarlo. Alla fine della giornata i
controlli effettuati dalle sei pattuglie della Vigilanza sono oltre 240, 15
i verbali amministrativi per mancate annotazioni o spari vicino a case e
strade (molte le chiamate ai carabinieri della compagnia di Adria), due nel
Ro3, otto nel Ro2 e 3 nel Ro1; sequestrati due lepri e sei fagiani. Carnieri
scarsi quasi dappertutto ad eccezione del Ro1 che ha dato qualche
soddisfazione in più. Buona sintesi la fanno le parole dell'agente di
Pubblica sicurezza che, insieme alla Vigilanza provinciale, ha pattugliato
la strada per Porto Levante: «Per il 2009 ci sono già 60 rinunce alla
licenza di caccia - ha spiegato - Troppi divieti. Gli appassionati ormai
sono stanchi». Franco Pavan
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BRACCONAGGIO: CONTROLLI E SEQUESTRI NELL’AMBITO DELLA ATTIVITA’ VENATORIA
NEL TORINESE
Trovata una gabbia metallica nel canavese e uccisi una ghiandaia e un
picchio rosso minore
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6921
22 settembre 2008 - Nel corso dell’attività di controllo territoriale
conseguente anche alla giornata di apertura della caccia in pianura domenica
21, il Corpo Forestale dello Stato ha impiegato circa 15 pattuglie
verificando la regolarità dell’esercizio venatorio di 70 cacciatori nel
torinese. Due i casi significativi accertati dagli agenti forestali, il
primo nel comune di Pavone Canavese dove è stata rinvenuta una gabbia
metallica di circa un metro di lunghezza, 40 centimetri di altezza e 30
centimetri di larghezza, con porta scorrevole anteriore supportata da un
laccio. La gabbia era ancorata ad una pianta di nocciolo ed occultata in
mezzo alla boscaglia ma in prossimità di una strada campestre, habitat
naturale di lepri e cinghiali. Il personale del Comando Stazione di Settimo
Vittone ha posto sotto sequestro la gabbia ed ha inviato alla Procura della
Repubblica di Ivrea una denuncia a carico di ignoti per caccia con mezzi non
consentiti. Nel secondo caso, nel comune di Osasco, il personale del Comando
Stazione di Pinerolo ha colto in flagrante un uomo che aveva abbattuto un
picchio rosso minore (specie protetta) e una ghiandaia (specie non
cacciabile). Allo stesso sono state contestate violazioni alle normative
regionali e statali in materia di caccia, comportanti il sequestro del
fucile, delle munizioni e degli animali abbattuti irregolarmente. L’uomo è
stato segnalato alla Procura della Repubblica di Pinerolo.
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IL GIORNO D’INIZIO. Dalla Bassa alle Valli carnieri mezzo vuoti e nessun
incidente. Per ora si cacciano pure le specie in deroga, ma fringuelli e
peppole non si sono visti
Caccia, avvìo in sordina Pochi fucili, poche prede
Problema dell’Alto Garda: classificato come valico, interdetto fino a
ottobre
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/cronaca/A.htm
Mimmo Varone
La caccia bresciana apre all’insegna dell’assoluta normalità. Dalla Bassa
alle valli, pochi cacciatori, carnieri tutt’altro che stracolmi e nessun
incidente. Per ora si cacciano pure le specie in deroga (che non si vedono),
ma non si sa fino a quando. Soprattutto, resta il problema dell’Alto Garda,
cui la regione Lombardia ha assegnato la tipologia di valico montano,
interdetto fino al primo ottobre. Il che ha spinto i comuni di Limone e
Tremosine (dove la caccia sarebbe libera) a vietare il loro territorio alle
doppiette per timore che in questi giorni tutti convergano lì.
IL PROBLEMA, per la verità, sussiste fino al primo ottobre, quando aprirà
anche la caccia alla stanziale nelle zone alpine e si potrà sparare anche a
quote più alte rispetto a oggi. Tuttavia quella decisione del Pirellone non
va molto giù a Federcaccia, e il presidente Enzo Bosio lo fa capire senza
mezzi termini. «La Regione deve modificare la decisione - dice -,
tecnicamente l’Alto Garda non può essere considerato zona di valico. Anche
se resta zona di protezione speciale (Zps) , altre classificazioni sono
possibili, in modo da incidere diversamente sull’attività venatoria».
Per Federcaccia c’era da aspettarsi che la decisione regionale creasse
conflitti, che si sono puntualmente verificati con le ordinanze di Limone e
Tremosine. E sebbene sia ancora in vigore il decreto «allucinante» dell’ex
ministro Pecoraro Scanio, «la regione doveva mostrare più attenzione - dice
Bosio - perchè quello non è territorio di migrazione e bastava la
classificazione di zona alpina».
AL DI LÀ del problema, però, resta un esordio un po’ in sordina. «La
giornata sembra andata bene per le lepri - riassume il presidente
provinciale Federcaccia -, un po’ meno per i fagiani». Al momento è
possibile pure la caccia in deroga a fringuelli, peppole e storni, in base
alla legge regionale lombarda stilata sulla falsariga di quella veneta che l
’anno scorso non ha avuto nessuna impugnazione davanti alla Corte
costituzionale. Ma quest’anno le cose stanno andando diversamente. Intanto,
la stagione dei fringuelli deve ancora arrivare. Ma soprattutto, il
presidente regionale Ucl Eugenio Casella ricorda che i ricorsi sulle deroghe
sono stati puntualmente ripresentati, e «quest’anno oltre alla legge
lombarda è stata impugnata pure quella veneta». Tant’è che il Consiglio dei
ministri che si riunirà domani dovrà «valutare se demandare la pratica del
ricorso alla Corte costituzionale». In ogni caso, non sono questi i problemi
che hanno reso un po’ «fiacco» il giorno d’esordio. Nell’Atc (Ambito
territoriale unico di caccia) bresciano, dove di fagiani se ne son visti
pochi, per fortuna che c’erano le lepri.
IL PRESIDENTE ATC Ambrosio Paiardi dice che «è andata abbastanza bene».
Tuttavia deve ammettere che «la mancata imissione di fagiani in luglio
qualche piccolo problema lo ha creato». D’altronde, «la caccia è uno sport -
aggiunge - e come tale bisogna prenderla». Il bilancio si farà tra qualche
giorno, e nell’attesa il presidente Atc si dice «moderatamente soddisfatto».
Anche perchè il taglio del mais ormai c’è stato e i terreni della Bassa sono
tutti liberi». Conferme vengono anche dagli ispettori degli ambiti alpini.
Per la Valsabbia e l’Alto Garda Alberto Cucchi parla di «giornata tranquilla
e normale, senza grande afflusso», di «carniere buono per le lepri e un po’
scarso per i fagiani». Insomma, «normalità assoluta ». Dentro la quale,
tuttavia, si è visto pure un «piccolo passaggio di fringuelli» a Treviso
Bresciano, un primo segnale legato forse alla perturbazione che ha portato
aria fredda. Qualche richiesta d’informazione c’è stata per la Zps dell’Alto
Garda, ma anche qui niente di speciale.
SITUAZIONE abbastanza simile pure in Vallecamonica, dove Gianluca Cominini
sintetizza con una «giornata positiva, anche se con carnieri piuttosto
vuoti». I cacciatori sono usciti per un paio d’ore al mattino, e poi sono
rientrati portando a casa qualche fagiano e un bel numero di lepri. In
Valle, poi, le Zps sono già chiuse alla caccia, a parte una piccola fetta di
Angolo Terme, e la caccia vera comincerà il primo ottobre. Allora si vedrà.
Per ora, tutto a posto anche in Vallecamonica.
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COMMERCIO
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CITES: SEQUESTRATI A MILANO SOUVENIR DI ANIMALI IN VIA ESTINZIONE
L’operazione è stata condotta con l’ausilio dei Wildlife Detector Dogs, le
speciali unità cinofile della Forestale utilizzate per la lotta al traffico
illegale di specie tutelate dalla Convenzione di Washington
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6922
22 settembre 2008 – Sequestrate due pelli di lupo e una pelle di lontra
provenienti dal Canada, numerosi prodotti animali e vegetali, come semi,
alghe, molluschi, pesci e insetti essiccati provenienti dalla Cina. E’
questo il risultato dei controlli effettuati stamattina presso il Gateway di
Lonate Pozzolo delle Poste Italiane (Varese) dal personale del Nucleo
Operativo Cites (NOC) del Corpo forestale dello Stato di Milano Malpensa e
dal personale della Dogana di Varese. Tra i reperti sequestrati oggi dal
personale del Corpo forestale dello Stato anche alcuni prodotti destinati al
consumo alimentare: pacchi pieni di gamberetti di fiume, calamari, sardine,
alici, alghe, molluschi, datteri e svariati tranci di pesce essiccati
provenienti dalla Cina. I prodotti alimentari, posti sotto sequestro, sono
stati trovati all’interno di sacchetti di plastica non regolarmente
confezionati e, pertanto, assolutamente irregolari dal punto di vista
sanitario. L’operazione è stata condotta grazie all’impiego dei “Wildlife
Detector Dogs”, le speciali unità cinofile della Forestale in grado di
annusare a distanza di decine di metri la presenza di animali e vegetali in
via d’estinzione. Su oltre 3.000 pacchi controllati, i due labrador e due
golden retriever delle unità cinofile hanno segnalato diversi carichi
sospetti, immediatamente aperti e ispezionati dal personale della Forestale
e dai funzionari della Dogana. L’operazione rientra nell’ambito del progetto
“Save”, promosso dal Corpo forestale dello Stato in collaborazione con l’
Agenzia delle Dogane, per migliorare le tecniche di contrasto del traffico
illegale di specie animali e vegetali tutelate dalla Convenzione di
Washington (Cites). I Wildlife detector dogs, già operativi presso l’
aeroporto di Verona e il porto di Trieste sono un valido aiuto nell’attività
di controllo sul territorio in operazioni di polizia giudiziaria. Nel corso
dell’addestramento dei wildlife detector dogs, che dura circa due anni e
mezzo e che si svolge sotto la guida di un istruttore cinofilo della
Forestale, non vengono mai usati esemplari vivi di animali in via d’
estinzione, ma solo il loro odore, ciò al fine di tutelare il benessere
della specie che queste unità cinofile si accingono a “salvare”.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it