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NEWS: Giornali Internet 23/09/08



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CACCIA
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Sorpresi a cacciare in un’area vietata
I seguaci di Diana cadono dalle nuvole: «Non ci sono i cartelli»
http://www.iltirreno.it
CAPALBIO. Apertura di caccia con polemiche e proteste, condotte comunque in
modo corretto e civile, per un gruppo di amanti dell’attività venatoria
capalbiesi. I quali si sono visti contestare dagli addetti alla vigilanza il
fatto di trovarsi in una zona interdetta alla caccia cadendo dalle nuvole
perché non vi era nessun cartello che indicava la restrizione. L’avventura
dei cacciatori che ieri hanno scelto di inaugurare la stagione nel Padule di
Capalbio la racconta Luciano Piccolotti. Tutto inizia alle luci dell’alba
con il gruppo che, appena giunto sul posto coi cani e in attesa di
tornarsene a casa con un fagiano o un germano reale, viene avvicinato dalle
guardie venatorie. Sulle prime nessuno si allarma. Si pensa ad uno dei
controlli di routine; ma le guardie contestano ai seguaci di Diana il fatto
di esercitare il loro hobby preferito all’interno di una zona vietata.
«Stando alla documentazione che le guardie hanno esibito ai cacciatori -
riferisce Piccolotti - il Padule di Capalbio rientra nella zona di
protezione migratoria istituita dalla Provincia di Grosseto contestualmente
all’adozione dell’ultimo piano faunistico venatorio». Fin qui non ci sarebbe
stato nulla da eccepire. Ma i cacciatori le loro ragioni se le sono fatte
dichiarando subito agli agenti di non essere stati informati che in quel
punto non si poteva cacciare e di non aver visto nessun cartello indicante
in modo chiaro il divieto.
«Infatti - continua - Piccolotti - nonostante sulla carta l’area sia
interdetta alla caccia da oltre due anni, la Provincia non ha ancora
provveduto ad apporre la tabellazione prevista dalla legge regionale toscana
n. 3 del’94 per indicare le zone in cui la caccia è off limits». Le
contestazioni non hanno assunto toni accesi per il fatto che gli addetti
alla vigilanza hanno creduto alla buona fede dei cacciatori e si sono
limitate ad invitarli a richiamare i cani e a cambiare zona di caccia. Cosa
che questi ultimi hanno fatto anche se poco volentieri.
Paola Tana
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Caccia: Ambientalisti contro modifiche alla legge
http://www.sardegnaoggi.it/notizie.php?notizia=11008
Le associazioni ambientaliste incontreranno i capigruppo di tutti i partiti
che siedono in Consiglio regionale per chiedere che non venga modificata la
legge sulla caccia in Sardegna. L'obiettivo delle associazioni (Amici della
Terra, Gruppo d'Intervento Giuridico, Italia Nostra, Legambiente, Lipu e
Wwf) è quello di impedire di portare a cinque le giornate settimanali in cui
si può cacciare, contro le tre previste dall'attuale normativa.
CAGLIARI -La quinta Commissione permanente del Consiglio regionale,
competente in materia, ha già approvato il 22 gennaio scorso la proposta di
legge che amplia l'attività venatoria: il provvedimento è ora atteso al
vaglio dell'Aula che lo discutera' nelle prossime sedute. Di qui il
confronto sollecitato dagli ambientalisti con i consiglieri regionali e
fissato per domattina.
Le associazioni ritengono “preponderante l'interesse generale della
popolazione residente” rispetto “all'interesse parziale della comunità dei
cacciatori sardi”. “Nella situazione attuale - sottolineano - la modifica
risulterebbe in netta contraddizione con la politica finora attuata dagli
assessori della Difesa dell'Ambiente che negli ultimi 4 anni hanno varato
calendari venatori ispirati al principio di
precauzione, con limitazioni anche rispetto alle previsioni di legge,
proprio in considerazione del fatto che ancora non è stata attuata la
pianificazione faunistico-venatoria regionale e non sono stati istituiti gli
Atc (Ambiti territoriali di caccia), istituti fondamentali per una gestione
sostenibile
dell'attività venatoria”.
Intanto il consigliere regionale di Forza Italia, Oscar Cherchi ha
presentato un'interrogazione al Presidente della Giunta Regionale ed all’
Assessore all’Ambiente “per conoscere le ragioni che spingono la Regione
Sardegna ad applicare norme differenti in materia di caccia rispetto al
Decreto ministeriale; per sollecitare la revisione del calendario venatorio,
emanando quanto prima un nuovo decreto o un collegato al calendario che dia
ai cacciatori il tempo necessario (almeno un anno) per dotarsi di fucili
adeguati, oppure, per limitare il divieto unicamente alle zone di protezione
speciale come prevede il Decreto ministeriale; per chiedere di avviare un
nuovo censimento delle zone umide dell’Oristanese, in modo da non
penalizzare eccessivamente i cacciatori di questa zona, una tra le più
ricche di stagni e lagune”.