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NEWS: Giornali Internet 24/09/08



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CACCIA
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BAGNO A RIPOLI
Si ferisce durante una battuta di caccia
http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/09/24/120687-ferisce_durante_b
attuta_caccia.shtml
Si è sparato accidentalmente con il fucile durante una battuta di caccia nei
boschi di case San Romolo, località nel comune di Bagno a Ripoli. Le sue
condizioni non sarebbero gravi. Vittima dell'incidente è un cacciatore di 75
anni. L'uomo è stato ricoverato all'ospedale di Careggi
Firenze, 24 settembre 2008 -  Si è sparato accidentalmente con il fucile
durante una battuta di caccia nei boschi di case San Romolo, localita' nel
comune di Bagno a Ripoli. Le sue condizioni non sarebbero gravi.
Vittima dell'incidente è un cacciatore di 75 anni. L'uomo è  stato
ricoverato all'ospedale di Careggi (Firenze)
L'emergenza e' scattata con il codice rosso, poi rientrato come codice
giallo. Il cacciatore e' stato trasportato in ospedale con l'elicosoccorso
inviato dal 118.
La ferita, secondo quanto appreso, consiste in una rosa di pallini in
entrata sul fianco destro.
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L’OPERAZIONE. Nella prima giornata della stagione la guardia forestale è
intervenuta a Nistisino, sopra Sulzano
Nei guai cacciatore con le reti
Il denunciato è della Bassa: in frigorifero uccelli protetti E le guardie
volontarie trovano pure due discariche
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/Caa.htm
Un’apertura con un acuto dai risvolti penali e qualche sanzione
amministrativa. Così, domenica è andato in archivio il primo giorno della
stagione venatoria. Il fatto più eclatante è accaduto a Nistisino, nei
boschi sopra Sulzano, dove un’operazione congiunta del corpo forestale dello
Stato, che ha coinvolto con il comando della stazione di Iseo anche gli
agenti di Gavardo, ha portato alla denuncia per uccellagione di un
cacciatore originario della Bassa.
Dopo un accurato appostamento, gli agenti hanno infatti fermato l’uomo in
una proprietà privata mentre stava collocando delle trappole per la cattura
di pettirossi e balie nere. Non solo: il denunciato era in possesso pure di
alcune reti, di vischio e di uccelli da richiamo. La Forestale ha poi
provveduto alla perquisizione di una casa della frazione sulzanese di
proprietà del bracconiere, rinvenendo nel frigorifero ben 150 uccelli
protetti, una ventina dei quali catturati probabilmente in giornata.
Nello stesso luogo erano inoltre nascoste una decina di reti non ancora
utilizzate e un centinaio di trappole. Tra appostamento, fermo e
perquisizione, l’operazione del Cfs si è protratta dalle 11 alle 17.
In Franciacorta, invece, sono state impegnate le guardie venatorie
volontarie di Legambiente, con due pattuglie che hanno elevato quattro
verbali: per spari troppo ravvicinati a strade e abitazioni e per capi
abbattuti in eccesso. Uno dei casi di mancato rispetto delle distanze ha
avuto del clamoroso: l’ha segnalato ai carabinieri una signora di Monticelli
Brusati la cui porta di casa sua è stata centrata in pieno da una fucilata e
seriamente danneggiata dai pallini.
Durante le verifiche, gli operatori di Legambiente hanno inoltre individuato
due discariche abusive a Cazzago San Martino e a Paderno Franciacorta, e
oltre a segnalarne la presenza ai rispettivi comuni hanno recuperato e
consegnato in un’isola ecologica due batterie di camion altamente
inquinanti.
Tornando ai cacciatori, nella prima giornata di via libera agli spari sia la
forestale sia le guardie dell’associazione ambientalista hanno «cercato il
dialogo», invitando a collaborare per una gestione ottimale di una stagione
venatoria che potrebbe anche rivelarsi deludente per carenza di selvaggina.
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IL CASO
I bracconieri vanno a caccia con la balestra: trovata una freccia in zona di
ripopolamento
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3916786&Pagina=1
Potrebbe sembrare un rinvenimento casuale, quasi una semplice curiosità da
raccontare al bar congetturando su chi possa esserne stato il protagonista.
In realtà rischia di diventare l'ennesimo segnale preoccupante della
facilità con cui si compiono - e si tenta di misconoscere - atti di
bracconaggio ai danni della selvaggina presente in zone addirittura
tutelate. Un cacciatore ha rinvenuto e consegnato all'ufficio Caccia della
Provincia un dardo da balestra lungo circa 40 centimetri di diametro 20
millimetri, costruito con una lega di alluminio da 19. La freccia è stata
trovata all'interno di una zona di ripopolamento e cattura a San Martino di
Venezze. Lo strumento d'offesa, probabilmente scagliato contro qualche lepre
o fagiano, ha mancato il bersaglio e si è perso tra la vegetazione. Il capo
area Vanni Bellonzi, che ha ottime conoscenze balistiche derivanti dalla sua
pratica nel tiro con l'arco, ha spiegato che un dardo di quel tipo si può
scagliare solo con balestre da 150 libbre. Un'arma a tutti gli effetti che
si carica a carrucola e colpisce il bersaglio con una violenza molto
superiore ai proiettili di un fucile da caccia. Trapasserebbe un uomo a 30
metri.
Brutto segnale, si diceva. Già, perché se in aree che gli atc riservano al
ripopolamento, dove la selvaggina viene protetta da divieti di caccia
ininterrotti sotto l'egida degli stessi iscritti, si verificano episodi di
bracconaggio di questo tipo, non si va lontano dal vero ipotizzando cosa
accada e con quali sistemi si cacci in zone e in periodi in cui i controlli
sono necessariamente più dilatati. Insomma, nonostante gli sforzi per
diffondere codici e principi di lealtà venatoria, la malapianta del
bracconaggio non si sradica. F.P.
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MALTRATTAMENTI
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ANIMALI ABBANDONATI. Un esemplare era legato alle inferriate
Cani maltrattati Due condannati
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Daa.htm
Un cane costretto a vivere legato con corde corte sotto il sole di piena
estate senza acqua e un altro con il corpo coperto da centinaia di zecche
fino a quando, nonostante le cure, è morto. Solo brevi frammenti di una
sorta di film dell’orrore che si ripete nei recinti e nei giardini della
nostra provincia. Ora sono iniziate le repliche sempre più frequenti nelle
aule di tribunale. E con condanne che piovono inesorabilmente contro chi
maltratta gli animali. Le ultime due con tanto di decreto penale hanno
interessato Serafino Ferraro, 43 anni e l’albanese Kristja Kostandin, 54
anni, residenti a Roverchiara. Al primo è stata inflitta una pena di 2.500
euro mentre il secondo dovrà pagare un’ammenda di 600 euro, Sono accusati di
maltrattamento di animali. I fatti risalgno al luglio, agosto del 2007.
«Chiunque decida di accogliere presso di sé un animale» sostiene l’avvocato
Emanuela Pasetto, legale della Lav «deve farlo con la piena consapevolezza
di essere moralmente e giuridicamente responsabile del suo benessere». Nel
caso di Ferraro, i volontari della Lav hanno trovato i due poveri cani in
uno stato di totale abbandono e degrado. Un samoiedeo era legato alle
inferriate di una finestra con una corda corta senza riparo e senza acqua. C
’era anche il cane meticcio Rocky costretto avivere in mezzo ai suoi
escrementi sotto il sole e con il corpo coperto da centinaia di zecche.
Hanno provato il veterinario e gli animalisti a salvarlo ma non c’è stato
nulla da fare a neanche un mese di distanza dal suo ritrovamento e sequestro
disposto dalla procura. Anche la casa di Roverchiara di Kostandin era una
sorte di lager per i cani, a parere dei volontari.
L’albanese aveva 3 cani: il primo veniva lasciato in una gabbia coperta dal
cellophane sotto il sole di agosto e gli altri due, un meticcio rosso e uno
bianco, senza neanche l’acqua da bere. Dovrà pagare 600 euro di
ammenda.GP.CH.