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NEWS: Giornali Internet 25/09/08



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CACCIA
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CACCIATORE UCCISO ACCIDENTALMENTE DAL SUO FUCILE
http://www.animali-oggi.it/archives/000874.html
(AGI) - Chieti, 25 set. - Sorpreso da un acquazzone stava ridiscendendo un
pendio aiutandosi col suo fucile da caccia quando e’ scivolato
improvvisamente ed un colpo partito accidentalmente dall’arma lo ha ucciso
sul colpo. E’ morto cosi’ stamani Giuseppe Berardocco, 74 anni, residente a
Chieti. L’incidente e’ avvenuto in localita’ “San Salvatore” dove l’anziano
si era recato di buon’ora con i suoi due cani da caccia. La dinamica dell’
incidente e’ stata ricostruita dai carabinieri. (AGI)
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A caccia di quaglie, sorpresi con attrezzature di richiamo
http://www.ilpaesenuovo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4622&It
emid=1
Gli Agenti del Comando Stazione Forestale di Gallipoli, hanno trovato
quattro richiami artificiali usati da cacciatori per richiamare gli uccelli,
in questo caso si tratta di quaglie. Gli attrezzi sono stati sequestrati.
Durante un controllo notturno, mirato al contrasto dell’uso illegale e
contro ogni etica dei richiami elettromagnetici che modulano il canto degli
uccelli da parte dei cacciatori, gli agenti del Comando Stazione Forestale
di Gallipoli, alle dipendenze del Comando Provinciale di Lecce, hanno
rinvenuto e sequestrato in località “Nanni” nel Comune di Nardò e in
località “La Fontana” nel Comune di Taviano, quattro richiami artificiali
acustici di avifauna, quaglia,  a funzionamento elettromagnetico con
amplificazione del suono, alimentato elettricamente con batterie di auto e
munito di timer di accensione e spegnimento programmato. Tutta l’
attrezzatura illegale è stata sequestrata.
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Provincia, polizia e forestale si coordineranno per uniformare
l'interpretazione e l'applicazione della normativa e svolgeranno servizi
congiunti
Vigilanza venatoria, nasce una task force interforze
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3917906&Pagina=ROVIGO
Mai più in ordine sparso. La vigilanza venatoria cambia faccia. Le forze
operanti sul territorio nella repressione delle violazioni e nel controllo
dell'attività di caccia si coordineranno per uniformare l'interpretazione e
l'applicazione della normativa, svolgeranno servizi congiunti, in
particolare nei confronti dei cacciatori al rientro dall'attività di caccia,
e si dislocheranno sul territorio restando in costante contatto per ampliare
e rendere più capillare la rete dei controlli. Ieri, dopo che già il giorno
dell'apertura venatoria erano stati effettuati servizi congiunti tra vigili
provinciali e pattuglie di Pubblica sicurezza sulle strade del Delta, si è
svolto un incontro in Provincia al quale hanno partecipato i vertici della
Vigilanza di Palazzo Celio, i rappresentanti dei nuclei della Forestale di
Rovigo, Adria e Porto Tolle, e un delegato del commissariato di Pubblica
sicurezza portotollese.
Il coordinamento interforze ha preso in esame da principio la nuova
normativa delle Zps con le controverse applicazioni del divieto di impiego
di pallini di piombo. Sembra che alla lettura più tecnica offerta dal corpo
dei forestali, sia stata integrata dalla visione di carattere più sanitario
che ha portato in campo la Vigilanza di Palazzo Celio. In altre parole, il
divieto di disperdere piombo, minerale inquinante, nelle lagune e sui
terreni del Delta, si vorrebbe fosse interpretato come limitazione dai
prevalenti risvolti di prevenzione e tutela della salute pubblica per gli
effetti sulla fauna selvatica ma anche sull'uomo che potrebbero avere le
forme di avvelenamento determinate dall'entrata del piombo nella catena
alimentare.
Altro argomento controverso è la definizione dell'atteggiamento di caccia.
Il quesito riguarda quei soggetti che, in un appostamento, stanno gestendo
richiami vivi anche se non hanno il fucile con sé. Per La Provincia,
l'atteggiamento di caccia, anche senza arma, sarebbe in questo caso da
considerarsi manifesto. Un altro nodo che sta mettendo in apprensione i
cacciatori è l'impiego di esemplari di selvaggina censiti e autorizzati come
richiami vivi ai quali, per cause accidentali, si sia staccato l'anello
identificativo fornito dalla Provincia. In questo caso è fatto divieto
assoluto di utilizzare il volatile e il cacciatore deve quanto prima
richiedere all'ufficio Caccia un altro anello per regolarizzarne il
possesso. Franco Pavan
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ALLEVAMENTO
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ASSALTO NOTTURNO. Nel mirino un allevamento di San Martino. Per tutta la
giornata i titolari hanno cercato di recuperare i mustelidi dispersi. Ma
molti sono morti
Commando «libera» tremila visoni
Erano almeno in sei o sette, per entrare hanno tagliato 40 metri di
recinzione Il blitz firmato dall’Animal liberation front
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Aac.htm
Stefano Caniato
Gli animalisti dell’Animal liberation front (Alf) sono tornati a colpire.
Nel mirino l’allevamento di visoni gestito dalla società Anpel a Campalto di
San Martino Buon Albergo. Il commando ha firmato il terzo blitz in due anni
nell’unico insediamento di animali da pelliccia del Veronese sulla parete di
uno dei capannoni della ditta e con una telefonata di rivendicazione al
centralino de L’Arena. Gli altri allevamenti più vicini si trovano nel
Bresciano e nel Mantovano.
L’Alf svolge azioni contro lo sfruttamento e l’abuso degli animali in tutto
il mondo. Fondata nei primi anni Settanta in Inghilterra, ha cominciato a
diffondersi negli anni Novanta in Italia.
Il nuovo assalto a San Martino Buon Albergo è stato organizzato
probabilmente tra le cinque e le sette del mattino di ieri. Stando alle
prime indagini della Digos e dei carabinieri della locale caserma, il gruppo
era composto da almeno sei o sette elementi.
Le numerose impronte sono ancora impresse nei terreni confinanti con l’
azienda. «Hanno liberato tutti gli animali, che erano tremila», spiega Luca
Begnini, figlio di Nicolò, il titolare, che ha passato la giornata a
recuperare ad una ad una le bestiole sparse nel raggio di un chilometro tra
le case e le coltivazioni. «L’Alf, così facendo, non salva gli animali, ma
li uccide, perché sono nati e cresciuti in gabbia. Sono abituati a mangiare
il pastone che prepariamo, non a procurarsi il cibo autonomamente», osserva
il giovane. «Anche se sopravvivessero agli agricoltori che proteggono i
pollai e alle auto quando attraversano la strada, comunque morirebbero di
fame».
C’è un particolare: gli animalisti non vorrebbero neppure che i visoni
fossero ingrassati per essere macellati, salvo conservarne la pelliccia.
«Mandiamo avanti l’attività da 40 anni, se qualcuno ha un altro lavoro da
offrirci, cambiamo», assicura, Elena Begnini, la madre. A San Martino Buon
Albergo è giunto un allevatore dal Mantovano per aiutare la famiglia a
radunare gli animali. «Solidarietà all’interno dell’associazione di settore,
dato che recentemente altri siti in Italia sono stati presi di mira»,
commenta Luca Begnini. «Gli animalisti hanno raggiunto l’allevamento
passando quasi sicuramente dalle stradine sterrate della Coetta. Lasciati i
veicoli al sicuro, hanno percorso l’ultimo tratto a piedi. Sono dei
professionisti molto organizzati. Hanno tagliato la rete di recinzione per
una lunghezza di 40 metri in modo da favorire una rapida fuga al maggior
numero di visioni possibile. Le forze dell’ordine conoscono l’Alf, ma
trovare al suo interno i responsabili del gesto è difficilissimo. Anche
nella prima delle due precedenti intrusioni avevano aperto le gabbie.
Mentre, nella seconda, avevano bruciato i camion dell’azienda e il
fabbricato usato per lavorare il pastone destinato ai visoni». Per il
momento, i proprietari non riescono a quantificare i danni.
Le assicurazioni, aggiungono gli stessi titolari, non si assumono facilmente
l’onere di risarcire i danni di una simile attività proprio per i rischi
legati alle incursioni degli ambientalisti, diventate sempre più frequenti.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it