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NEWS: Giornali Internet 28/09/08



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CACCIA
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SICILIA: a Marsala si caccia anche in città
http://www.osservatorio-sicilia.it/2008/1319/sicilia-a-marsala-si-caccia-anc
he-in-citta/
Sarà un caso isolato, sarà che taluni cacciatori marsalesi non hanno voglia
di spostarsi da casa loro, sta di fatto che alcuni irresponsabili
“cacciatori” stamani hanno imbracciato il loro fucile, sono usciti da casa,
hanno fatto pochi passi e “pum pum”, si sono messi a sparare agli uccelli.
E, almeno nella periferia di Marsala, a qualche decina di metri dalle
abitazioni, alcuni esempi di genere “umano distorto”, si sono messi a
giocare con la vita degli uccelli e quella di persone che non fanno parte
certamente del loro genere.
Ci dicono che hanno pagato le tasse per uccidere, volevano fare lo sciopero
(chissà cosa intendevano), hanno addirittura messo in discussione il governo
regionale perchè si è giustamente adeguato alle decisioni di un Tribunale.
Ora che secondo il calendario emanato dall’Assessore Regionale La Via,  la
caccia è esclusa nelle zone umide Sic (siti interesse comunitario) e Zps
(zone protezione speciale),  questi pochi (?) irresponsabili, senza alcuna
preoccupazione e certi dell’impunità, si sono messi a cacciare in città.
Ogni commento pensiamo sia superfluo.
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MALTRATTAMENTI
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GODEGA
Quattromila conigli morti d'inedia L'allevatore sarà processato
Godega di Sant'Urbano
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3921451&Pagina=11
Quattromila conigli morti d'inedia e per malattie tra giugno ed agosto 2007,
trovati in gabbie insieme ad animali vivi o gettati in una strada senza
uscita in avanzato stato di decomposizione. Ed ora il tribunale procederà
contro l'allevatore, richiamandosi alla legge in materia di tutela degli
animali. E' forse il primo caso in Italia, e segna una data storica per la
battaglia legale contro le sevizie agli animali. Per questo, un allevatore
poco più che trentenne di Godega, A. D., sarà chiamato in giudizio per aver
causato la morte di quattromila conigli da carne del suo allevamento, a
Levada. L'imputato, tra il giugno e l'agosto dello scorso anno, avrebbe
lasciato morire di denutrizione e malattie più della metà dei propri
conigli, costringendoli in gabbie con animali morti. L'incredibile
situazione sarebbe venuta alla luce a seguito di una segnalazione, via fax,
di una ditta di Ancona proprietaria degli animali che segnalava una grave
incuria nell'allevamento trevigiano, con cui aveva stipulato un contratto
per l'ingrasso dei conigli. Il vicepresidente nazionale della Lav, Roberto
Bennati, ha presentato querela, attivando il procedimento e creando un
precedente assoluto in Italia, perché l'uomo è stato chiamato a rispondere.
Sarà così il tribunale di Conegliano a decidere la colpevolezza e
l'ammontare del risarcimento economico, ma intanto nella giurisprudenza in
materia di maltrattamenti agli animali si apre un nuovo capitolo. Il
presupposto è che l'animale è un essere capace di soffrire, e la legge lo
tutela in sé, a prescindere che la sua destinazione sia la compagnia
dell'uomo o la macellazione. Anche le cosiddette attività economiche, tra
cui l'allevamento, verranno sottoposte così alla legge 189, una legge che di
fatto pone veti precisi alle sevizie sugli animali, e commina pene chiare ai
trasgressori. La citazione in giudizio, che non è ancora ammissione di
colpa, dimostra tuttavia una nuova sensibilità dei tribunali in materia di
tutela degli animali, ed è una piccola importante vittoria per la Lav di
Treviso che, rappresentata dal suo coordinatore cittadino, l'avvocato
Lorenza Secoli, si costituirà parte civile al processo. Elena Filini
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CASO
Cani e gatti uccisi con armi da fuoco o strozzati A Cavallino-Treporti
un'autentica mattanza
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&Codice
=3921549&Pagina=1
Cani e gatti freddati con armi da fuoco o seviziati fino a morire e poi
gettati nei fossi fra Ca' Vio e Ca' Pasquali. Sono i macabri ritrovamenti
che negli ultimi tempi avvengono a Cavallino-Treporti. L'ultima segnalazione
è arrivata pochi giorni fa agli animalisti dell'associazione Peluches da
sempre in prima linea a difendere i diritti degli animali.
Già in passato erano state segnalate torture e maltrattamenti a cani e
gatti. Questa volta il limite è andato ancora oltre e sono ormai diversi gli
animali trovati morti a lato delle strade del litorale o nei fossi. L'ultimo
ritrovamento di un animale morto barbaramente è avvenuto in via Battaglione
S. Marco vicino all'incrocio con via delle Batterie. Nel fossato consorziale
è stato infatti rinvenuto all'interno di un trasportino un gatto annegato,
dagli accertamenti eseguiti dai volontari dell'associazione Peluches risulta
che il gatto è stato catturato e poi gettato nel fossato.
I vigili urbani hanno fatto un sopralluogo e segnalazione del fatto è stata
fatta anche alla stazione dei carabinieri di Cavallino-Treporti. Da capire
se ad agire è qualche squilibrato oppure un gruppo di bulli che non sa come
passare il proprio tempo. «Oltre a sporgere formale denuncia - spiega la
presidente di Peluches, Patrizia Barizza - a questo punto è bene evidenziare
che già precedentemente dalla zona di Ca' Vio e Ca' Pasquali sono pervenute
segnalazioni di intolleranza e violenze nei confronti di cani e gatti,
intervenendo più volte in soccorso e recupero di animali con lacci metallici
al collo, o recanti segni di sevizie o ferite da arma da fuoco. Si tratta di
fatti molto gravi che richiedono delle indagini per identificare i
responsabili di tali atrocità e barbarie. Ai sensi del regolamento comunale
e leggi vigenti in materia, infatti, uccidere animali o procurare loro
sofferenze oltre che un atto vile e barbaro, è un reato penale e come tale
perseguito dalla legge». Giuseppe Babbo

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it