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NEWS: Giornali Internet 11/10/08



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CACCIA
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NELLE CAMPAGNE DI PELAGO
Parte colpo da fucile cacciatore, amico ferito al piede
http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/10/11/124652-parte_colpo_fucil
e_cacciatore_amico_ferito_piede.shtml
Un uomo di 65 anni ha appoggiato il fucile al tronco di un albero senza
effettuare le operazioni di scaricamento. L'arma è caduta determinando
l'esplosione accidentale di un colpo, che ha raggiunto alla caviglia del
piede sinistro un suo compagno di caccia, un 62enne fiorentino
Firenze, 11 ottobre 2008 - Tragedia sfiorata oggi intorno alle 8.50 nelle
campagne di Pelago (Firenze), durante una battuta di caccia. Un uomo di 65
anni ha appoggiato il fucile al tronco di un albero senza effettuare le
operazioni di scaricamento. L'arma è caduta determinando l'esplosione
accidentale di un colpo, che ha raggiunto alla caviglia del piede sinistro
un suo compagno di caccia, un 62enne fiorentino.
Il malcapitato è stato soccorso dai Carabinieri di Pelago e da personale
medico del 118, che lo ha trasportato all'Ospedale di Ponte a Niccheri per
le cure del caso. Il cacciatore responsabile dell'incidente è stato
denunciato per lesioni personali colpose e omessa custodia di armi.
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COMUNE DI SAN MANGO SUL CALORE
OPERAZIONE ANTIBRACCONAGGIO – SEQUESTRATA FAUNA PROTETTA E RICHIAMI ACUSTICI
http://www.corpoforestale.it
Avellino, 11 Ottobre 2008 - Gli Agenti del Nucleo Investigativo di Polizia
Ambientale Forestale in collaborazione con il personale del Comando Stazione
CFS di Chiusano San Domenico, nella mattinata di ieri, durante l’
espletamento di servizi mirati al contrasto del fenomeno del bracconaggio,
hanno concluso una vasta operazione con sequestri e denunce alla A.G. In una
radura alla località “Ponte Romano”, in Comune di San Mango S.C., è stato
sorpreso, nascosto tra la vegetazione spontanea, un bracconiere, che con l’
impiego di una rete di dimensioni due metri per quattro, stava catturando
dei Cardellini, uccelli appartenenti alla fauna omeoterma non solo protetta
ma anche parte integrante del patrimonio indisponibile dello Stato.
L’uomo, F.C. di 74 anni, proveniente dal salernitano, era gia noto alle
Forze dell’ordine per i reati di bracconaggio.
Si è proceduto, quindi, al sequestro della rete e di tutto l’occorrente
necessario per la cattura degli uccelli: varie gabbie con uccelli utilizzati
per il richiamo, una gabbia di grosse dimensioni (ricevitore) ove venivano
rinchiusi gli uccelli appena catturati, picchetti e corde varie.
Nella CNR inviata alla A.G. competente, oltre ai reati di uccellagione
(reato previsto dalla Legge sulla caccia) e di furto, è stato ipotizzato
anche il reato di maltrattamento di animali, in quanto due dei Cardellini,
utilizzati come richiami visivi, avevano le ali legate con spago e filo di
nylon di oltre 20 metri, in modo tale da strattonarli all’occorrenza
provocando, quindi, strazio e sevizie all’animale.
Alla fine dell’operazione di sequestro, per alcuni degli uccelli catturati
nella mattinata e ritenuti idonei al volo, si è proceduto all’immediata
liberazione in un sito idoneo.
Questa operazione segue ad altre effettuate dagli agenti del Comando di
Chiusano S.D., che hanno portato al sequestro di alcuni richiami acustici,
vietati dalla Legge 157/1992 sulla Caccia (Norme per la protezione della
fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio).
Firmato Il Responsabile del N.I.P.A.F.V.Q.A.F. d.ssa Maria Dolores CURTO
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CACCIA: NO COMMISSIONE AMBIENTE REGIONI A PALLINI PIOMBO IN ZPS
http://www.agi.it/venezia/notizie/200810110838-cro-r012014-art.html
(AGI) - Roma, 11 ott. - L'8 ottobre la commissione Ambiente e protezione
civile formata dagli assessori delle Regioni, coordinata dal responsabile
dell'ambiente della Calabria, Silvio Greco, a maggioranza ha espresso un
parere contrario alla proposta del ministro Stefania Prestigiacomo sulla
deroga al divieto di utilizzare pallini di piombo per la caccia nelle aree
protette, deroga voluta dalla sola regione Veneto. Ne da' notizia la LAC, la
Lega Abolizione Caccia - sezione del Veneto, sottolineando in una nota che
la proposta di decreto del ministro dell'Ambiente "aveva lo scopo di far
slittare il divieto, oggi gia' in vigore, per l'uso dei pallini di piombo, a
partire dalla stagione venatoria 2009/2010 nelle zone umide classificate
come Zone di Protezione Speciale (ZPS)". Il provvedimento originario venne
adottato nell'ottobre di un anno fa "per rispondere ad una ennesima
procedura di infrazione comunitaria che eccepiva carenze all'azione di
protezione delle ZPS". Il parere negativo al tentativo della Prestigiacomo,
espresso a maggioranza con l'unica opposizione del Veneto e l'astensione
della Lombardia, e' stato quindi inviato alla Conferenza dei Presidenti
delle Regioni per la decisione da esprimere in sede di Stato-Regioni. Per
Andrea Zanoni, presidente della sezione veneta della Lega Abolizione Caccia,
"l'assessore alla caccia del Veneto Elena Donazzan ha collezionato
un'ennesima sconfitta", con il Veneto "unica tra tutte le regioni italiane a
voler vergognosamente eliminare il divieto dei pallini di piombo nelle aree
protette. E' un segnale importante che vede bocciata la politica di
estremismo venatorio portata avanti dalla Donazzan e in particolare dal
presidente della Giunta Regionale Giancarlo Galan, politica che quest'anno
ha portato a consentire nella nostra regione addirittura la caccia a piccoli
uccelli insettivori protetti come la pispola o la caccia agli animali
domestici inselvatichiti tra i quali potrebbero esserci cani e gatti".(AGI)
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CACCIA: ARTIZZU (AN) CONTRO STOP 2 DOMENICHE LEPRI E PERNICI
http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio-news/Cagliari-14:04/3353600?e
dizione=EdRegionale
"E' giusta l'indignazione del mondo venatorio sardo nei confronti
dell'assessore all'Ambiente Morittu, protagonista dell' ennesimo, strano
'blitz' a danno dei cacciatori, scippati della possibilita' di cacciare
lepri e pernici per due domeniche, dopo avere regolarmente pagato le tasse
in base ad un calendario venatorio gia' piu' che restrittivo". Lo sostiene
il consigliere regionale di An Ignazio Artizzu affermando che "non si
capisce in base a quali dati l'assessore abbia disposto la limitazione:
parla di siccita' in modo generico e poco credibile". Per l'esponente
dell'opposizione "l'assessore ha mancato ai suoi doveri, che gli avrebbero
dovuto imporre di praticare sul territorio uno studio approfondito sullo
stato delle campagne e della selvaggina. Solo in base ai risultati di
censimenti e monitoraggi - prosegue Artizzu - avrebbe potuto, in caso
eccezionale, proporre un fermo parziale o totale della caccia o una modifica
del calendario venatorio". (AGI)
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Caccia, 63 verbali di violazioni
Oltre 9.000 euro intascati dalle casse provinciali per 63 verbali di
violazioni venatorie in appena... 14 giorni effettivi di caccia.
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3937171&Pagina=1
E' quasi un business l'attività di vigilanza provinciale vista la
propensione dei cacciatori a sorvolare sull'osservanza delle leggi venatorie
che disciplinano la loro pratica. Viene da chiedersi cosa succederebbe se il
corpo provinciale disponesse di ben maggiori forze e mezzi sul territorio.
Tant'è. La stagione è iniziata il 21 settembre ma l'attività di controllo,
pur vittima del cronico deficit suaccennato, ha dato già ottimi frutti. A
dispetto di chi continua a sostenere che i cacciatori che frequentano il
territorio polesano sono tra i più disciplinati. Per la verità una
distinzione va fatta: i veri indisciplinati non sono polesani come dimostra
il confronto sulla provenienza dei sanzionati: solo 28 su 63 sono residenti
tra Adige e Po, gli altri 35 provengono dalle province vicine.I verbali sono
stati per la stragrande maggioranza stesi dalla polizia provinciale, ben 57
volte contro sei di altri corpi (vigilanza volontaria, Forestale, altre
forze dell'ordine). Le violazioni più frequenti sono state la mancata
annotazione delle giornate di caccia o dei capi abbattuti (26), seguono il
mancato rispetto delle distanze da case, strade, aree protette o precluse
alla caccia (10), l'attività venatoria in campi coltivati (7) e il mancato
recupero dei bossoli esplosi (4).
Il sette in condotta per gli atc più indisciplinati se lo aggiudica il Ro2
Polesine centrale con 36 violazioni accertate, seguono il Ro1 Polesine
occidentale con 14 e il Ro3 Delta del Po con 13.
Notevole anche il "carniere" dei capi sequestrati perché abbattuti fuori
regola in conseguenza di violazioni riscontrate: in tutto 16 capi di cui
otto fagiani, cinque lepri, 2 starne e una marzaiola. Rispetto a questo
migratore vale ricordare che il suo abbattimento è stato vietato dalla nuova
legge sulle Zps fino al 30 settembre. Disposizione osteggiata in modo acceso
da tutto il mondo venatorio. Franco Pavan
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San Mango - Bracconaggio: nei guai un 74enne
http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=36707
San Mango sul Calore - Gli Agenti di Polizia Ambientale Forestale in
collaborazione con il personale del Comando di Chiusano San Domenico durante
servizi mirati al contrasto del fenomeno del bracconaggio, hanno concluso
una vasta operazione con sequestri e denunce all’autorità giudiziaria. In
una radura situata in località “Ponte Romano”, a San Mango sul Calore, è
stato sorpreso, nascosto tra la vegetazione spontanea, un bracconiere, che
con l’impiego di una rete di due metri per quattro, stava catturando dei
Cardellini, uccelli appartenenti alla fauna omeoterma non solo protetta ma
anche parte integrante del patrimonio indisponibile dello Stato. L’uomo,
F.C. di 74 anni, proveniente dal salernitano, era gia noto alle Forze dell’
ordine per i reati di bracconaggio. Gli agenti, quindi, hanno proceduto al
sequestro della rete e di tutto l’occorrente necessario per la cattura degli
uccelli: varie gabbie con uccelli utilizzati per il richiamo, una gabbia di
grosse dimensioni (ricevitore) dove venivano rinchiusi gli uccelli appena
catturati, picchetti e corde varie. Oltre ai reati di uccellagione e di
furto, è stato ipotizzato anche il reato di maltrattamento di animali, in
quanto due dei Cardellini, utilizzati come richiami visivi, avevano le ali
legate con spago e filo di nylon di oltre 20 metri, in modo tale da
strattonarli all’occorrenza provocando, quindi, strazio e sevizie all’
animale. Alla fine dell’operazione di sequestro, per alcuni degli uccelli
catturati nella mattinata e ritenuti idonei al volo, si è proceduto all’
immediata liberazione in un sito idoneo. <br>  Questa operazione segue ad
altre effettuate dagli agenti del Comando di Chiusano San Domenico, che
hanno portato al sequestro di alcuni richiami acustici, vietati dalla Legge
sulla Caccia.
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ASSURDI BRACCONIERI RUBANO IL SONNO PURE AI RESIDENTI
http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=10917
Questi sono quell’altra categoria degli umani che mai vorremmo facessero
parte della specie. Provate a immaginare questi idioti accovacciati con i
richiami acustici fatti in casa, batteria per auto e riproduttore di suoni,
tutto fuorilegge, in piena notte, in campagna, ad aspettare le quaglie,
perché questo è il periodo buono per farle fuori e mangiarsele la domenica a
tavola con la famiglia. Provate a immaginare questi idioti come gioiscono
quando le quaglie cascano nell’agguato, quando a decine cadono sotto la
mattanza con reti e chissà cos’altro perché non possono sparare, la notte, i
cacciatori di frodo. Provate a immaginarveli e poi cambiate subito canale.
Ma prima c’è da sapere fino a che punto possono arrivare questo genere di
personaggi. Ieri notte una pattuglia delle volanti della Questura di Lecce
ha dovuto infilarsi nelle campagne con una città che c’era da controllare,
perché sulla Lecce-Novoli, nei pressi di una azienda, un residente aveva
segnalato alla centrale operativa che non riusciva a chiudere occhio a causa
di un richiamo per uccelli dal rumore assordane, il cui suono proveniva da
lì, in fondo, nelle campagna, direzione di una masseria, sempre nella zona.
Ebbene sì: quando i poliziotti hanno raggiunto il luogo, si sono trovati di
fronte un richiamo acustico per le quaglie che i cacciatori di frodo avevano
posizionato nelle campagne adiacenti alla masseria, rendendo impossibile il
riposo ai residenti. Tu che cerchi di andare a dormire e prendere sonno e
fuori lo starnazzare registrato in “in loop” delle quaglie. D’altronde i
residenti, stando a quanto raccontato agli agenti, si erano accorti della
presenza di alcune persone nelle vicinanze. Seguendo le indicazioni e,
soprattutto, la provenienza della fonte da cui proveniva il suono che
riproduceva il richiamo per le quaglie, i poliziotti, dopo aver percorso un
bel po' di strada, hanno rinvenuto nelle campagne limitrofe, la
strumentazione che emetteva il richiamo: uno stereo collegato ad una
batteria e ad un grosso altoparlante. La prima cosa che hanno fatto gli
agenti è stata quella di disattivare il marchingegno e sequestrare tutto.
Ovviamente sul posto nessuna traccia dei cacciatori di frodo.
La cosa più sconcertante è che i residenti hanno raccontato ai poliziotti
che ogni anno si ripete il fenomeno, tanto che vi era già stato da parte
delle forze dell’ordine un precedente sequestro relativo a un altro richiamo
per uccelli sempre nella stessa zona. L'Unione Europea considera la quaglia
"animale in declino". In Italia è cacciabile, ma molti cacciatori non si
accontentano di questo, ed usano richiami elettromagnetici per attirarla. I
richiami consistono in un riproduttore magnetico, un altoparlante ed un
timer; si tratta di apparecchi semplici quanto distruttivi, che riproducono
i versi degli uccelli registrati su nastri. I modelli più sofisticati sono
dotati di telecomando che consente lo spegnimento a distanza nell'ipotesi di
arrivo delle forze dell'ordine. Nelle campagne durante le ore notturne si
può agevolmente ascoltare il verso ripetitivo che emettono fino all'alba. La
quaglia, attratta dal suono emesso, staziona per molte ore nei pressi
dell'altoparlante, facile a quel punto per il bracconiere abbatterne in
pochissimi minuti decine di esemplari. L'uso dei richiami a fini venatori è
vietato dalla legge. Vincenzo De Filippi

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it