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NEWS: Giornali Internet 12/10/08



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CACCIA
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Incidente di caccia: il ferito denunciato per truffa
http://www.ivg.it/2008/10/12/incidente-di-caccia-il-ferito-denunciato-per-tr
uffa-alla-pa/
Mallare. Ha fatto credere di essere stato impallinato mentre stava svolgendo
le sue mansioni per conto del Comune, ma in realtà l'incidente che lo ha
coinvolto è avvenuto quando anche lui, fucile in spalla, stava effettuando
una battuta di caccia al cinghiale, peraltro in un giorno in cui ne è
vietato l'abbattimento. Adriano Germano, 56 anni, operaio comunale di
Mallare, dopo aver gabbato la pubblica amministrazione pensava di beffare
anche i carabinieri. Ma non ha avuto fortuna. Ieri l'uomo è stato ferito ad
una gamba dallo sparo accidentale di un sessantenne, E.N., impegnato, almeno
in teoria, a cacciare uccellini. In pratica l'arma era munizionata con
cartucce per la caccia di selezione agli ungulati. Immediati i soccorsi al
ferito ed il trasferimento all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.
Interrogato dai militari, il dipendente comunale ha raccontato che si
trovava in quell'area boschiva, in località Montefreddo, per rimuovere un
nido di vespe dalla stazione di pompaggio che serve la rete idrica della
zona.
L'operaio, insomma, ha spiegato agli investigatori che la sua presenza nel
bosco era dovuta al fatto che stava svolgendo le sue funzioni come
dipendente comunale. E infatti la mattina aveva regolarmente timbrato il
cartellino. Con una rapida indagine, però, i militari hanno scoperto che al
momento dell'incidente l'uomo si stava aggirando tra la vegetazione
imbracciando il suo fucile ed andava a caccia di cinghiali, come peraltro -
si presume - il suo imprudente feritore (i due sono tra loro conoscenti). In
poche ore l'episodio si è rivelato uno di quei casi che rientrano nel mirino
"anti-fannulloni" del ministro Brunetta.
Per cammuffare i fatti, prima che giungessero soccorsi e carabinieri,
Germano ha affidato il fucile che aveva con sé ad un suo amico, B.M., di 76
anni, che ha nascosto l'arma nella propria abitazione. Le giustificazioni
non hanno però retto all'esame dei militari della stazione di Altare, che
hanno ricostruito con approfondita diligenza la dinamica dell'accaduto.
L'operaio comunale è stato quindi denunciato per truffa aggravata ai danni
dello Stato. Il pensionato che ha occultato il fucile è stato invece
denunciato per favoreggiamento ed intralcio alle indagini.
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Assenteista e cacciatore ferito e denunciato
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/savona/2008/10/12/1101811574542-timbra-ca
rtellino-va-caccia-scoperto-perche-sparano.shtml
L'adagio popolare dice chi è causa del suo mal... piange se stesso. Ne sa
qualcosa Angelo Germano, l'operaio di Mallare ferito sabato in un sedicente
incidente sul lavoro e che in un primo tempo aveva fatto pensare a un
ferimento accidentale. La prima ricostruzione riferiva infatti dell'auomo
impegnato a lavorare sulla presa di un acquedotto, scambiato per una preda e
ferito da un cacciatore sessantenne con una fucilata a una coscia. In realtà
il "male" che fa piangere due volte il ferito è del tutto diverso:
dolore per la fucilata alla gamba e dolore che seguirà per le conseguenze
disciplinari giudiziarie. I carabinieri avrebbero infatti accertato che
Germano aveva timbrato il cartellino regolarmente nel comune di Mallare in
Valbormida(Savona), per poi andare a caccia con un amico, che
accidentalmente gli ha sparato. A quel punto, l'uomo ha fatto sparire il
fucile e ha cercato una scusa per giustificare la circostanza, ma dopo
qualche controllo i carabinieri hanno capito tutto e l'hanno denunciato per
truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione. Denunciati per
favoreggiamento anche lo sparatore e un amico che aveva preso in custodia
l'arma.
Protagonista della tragicomica vicenda, avvenuta ieri sul monte Freddo, in
val Bormida, è stato Adriano Germano (56 anni, di Mallare), rimasto ferito a
una coscia; soccorso, era stato ricoverato all'ospedale Santa Corona di
Pietra Ligure con una prognosi di una ventina di giorni.
A tutti, a incominciare dai carabinieri, aveva detto di essere stato colpito
mentre, nascosto da un cespuglio, lavorava vicino a una stazione di
pompaggio del locale acquedotto; in realtà, secondo quanto ricostruito dai
militari, era andato a caccia con un amico di 60 anni (E.N.) e prima che
arrivassero i soccorsi aveva affidato il suo fucile a un anziano residente
in zona.
I carabinieri, accertato che aveva timbrato regolarmente il cartellino in
Comune, l'hanno denunciato. In base alle nuove normative sul lavoro pubblico
potrebbe anche rischiare il posto di lavoro o quantomeno una pesante
sanzione disciplinare.
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Cacciatore spara e per poco non colpisce uomo che incendiava rifiuti
PUPIA
Nunzio De Pinto 
SAN NICOLA LA STRADA (CE). Ieri mattina, erano circa le 5, due azioni
completamente sbagliate stavano per causare la morte di un uomo. Infatti, un
uomo residente in viale Carlo III, civ. 26, incrocio con via Costantino, si
è messo ad incendiare carta, porte di legno, rami dalbero, sicuro che a
quellora del mattino nessuno vicino avrebbe mai allertato i vigili del
fuoco per far spegnere le fiamme. Luomo sta praticando dei lavori edili nel
suo appartamento e per questo si è messo ad incendiare il materiale. Ma, per
un nonnulla stava per rimanere vittima del suo gesto. Infatti, per la fiamme
che si sono sprigionate dal materiale messo a fuoco, si sono alzati in volo
molti uccelli che stavano dimorando sugli alberi esistenti sul galoppatoio
ovest. Appena si sono levati in volo, luomo ha udito un colpo di fucile
sparato da un cacciatore che era appostato in un terreno agricolo posto
proprio alle spalle del galoppatoio. Sennonchi il colpo è stato sparato in
direzione del giardino delluomo che stava bruciando i rifiuti dei lavori
edili. A questo punto, tra i due uomini è nato
un vivace battibecco che non è sfociato in qualcosa di peggio proprio per
lora mattutina. Il cacciatore non avrebbe dovuto essere nelle vicinanze,
visto che la legge proibisce la caccia a meno di 150 metri dalle abitazioni,
mentre il proprietario dellimmobile non si sarebbe dovuto mettere ad
incendiare nel suo giardino materiale che avrebbe potuto causare danni più
seri. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, ma non sarebbe successo
nulla se ci fossero stati comportamenti più civili da ambedue le parti.
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LOTTA AL BRACCONAGGIO. Blitz del «Noa» e della stazione di Gavardo
Forestale, sigilli a un altro roccolo
Uccelli catturati e uccisi in Val Pirlo a Vestone Due denunce per
uccellagione
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/C.htm
Venerdì è stata una giornata impegnativa per il «Nucleo operativo anti
bracconaggio» della Guardia Forestale di Roma (in missione come ogni anno
nella nostra provincia) e per gli agenti del comando di Gavardo che hanno
sequestrato un roccolo autorizzato dalla Provincia di Brescia.
L'operazione iniziata nella tarda mattinata e che si è protratta per la sua
articolazione nel pomeriggio è stata effettuata in Val Pirlo, nel territorio
del comune di Vestone.
Dopo un appostamento, gli uomini della Forestale sono intervenuti a colpo
sicuro sorprendendo il conduttore del roccolo e un suo collaboratore intenti
nella cattura di uccelli con le reti. Gli uccelli, appena catturati,
venivano soppressi e nascosti in un ripostiglio.
Identificati i due uomini, gli agenti della Forestale hanno provveduto alla
perquisizione che ha dato risultati sorprendenti. In un sacchetto ben
occultato in un ripostiglio sono stati rinvenuti una settantina di uccelli
morti, tra passere scopaiole, pettirossi, tordi e merli.
Sono stati trovati anche due fucili, che non potevano essere detenuti nel
roccolo, e circa duecento cartucce. Inoltre, il conduttore del roccolo era
in possesso del porto d'armi scaduto.
In un secondo nascondiglio gli uomini della Forestale hanno invece rinvenuto
sette esemplari di tordo bottaccio vivi e non inanellati da utilizzare come
richiami. Il mercato dei richiami è piuttosto florido e i prezzi partono dai
50 euro per raggiungere quotazioni decisamente elevate di qualche centinaio
di euro per gli esemplari più ricercati.
Nel roccolo sono state inoltre sequestrate reti in grado di coprire una
superficie di circa 500 metri quadrati.
Conduttore e collaboratore sono stati denunciati in concorso per
uccellagione. I due dovranno rispondere inoltre ad una serie di altre
contestazioni.
L'operazione portata brillantemente a termine dagli uomini del «Noa», con la
collaborazione del comando di Gavardo, testimonia l'attenzione che la
Guardia Forestale sta dedicando alla vigilanza in materia di caccia.
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La Regione ha violato le normative comunitarie, il Wwf chiama in causa
assessore e Osservatorio Faunistico
Attività venatoria, il Tar sospende la caccia al fringuello
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=F953F41525851C73ECE0C32
95289ABE2
ANCONA - Il Tar Marche ha dato ragione ancora una volta al Wwf ed ha sospeso
la caccia in deroga al fringuello, che era già iniziata il 6 ottobre. "La
Regione Marche - riferisce l'associazione - ha violato le normative
comunitarie (direttiva 79/409/CEE) per caccia in deroga del fringuello e
proprio per queste violazioni un' altra regione italiana è stata condannata
pochi mesi fa dalla Corte di Giustizia europea". Il Wwf, che è stato
rappresentato dall' avvocato Claudio Marasca di Ancona, "vince ancora una
volta una battaglia legale che aveva ampiamente annunciato alla Regione
Marche: incontri, lettere non sono serviti a nulla per evitare questo stop
al calendario venatorio. Ci sorprende - continua l'associazione - come
l'assessore regionale delegato abbia potuto portare in Giunta Regionale una
delibera così illegittima, senza ascoltare le nostre precedenti legittime
richieste. Non sappiamo se anche questa volta la Giunta Regionale si riunirà
alle sette di mattina per accontentare il mondo venatorio. Se così fosse, ci
riserviamo di inviare la sentenza alla Comunità Europea e chissà se prima o
poi per questa Regione scatterà una procedura di infrazione che ci
impegneremo sin d'ora a non far pagare a tutti i cittadini ma ai componenti
della giunta stessa". L'associazione ricorda inoltra che la Regione che
viene condannata alla seconda infrazione "paga direttamente la multa che può
essere di diversi milioni di euro e che tale dissennata politica venatoria
potrebbe persino portare alla revoca dei Fondi Comunitari per
l'agricoltura".
Il Wwf chiama direttamente in causa l'assessore Verde Carrabs "che ormai da
tempo non tiene più conto delle ragioni delle associazioni ambientaliste".
"Questa sentenza - prosegue - mette in evidenza tutto il problema che questa
Regione ha nel settore della gestione della caccia. Ci chiediamo inoltre -
conclude - che ruolo abbia svolto l'Osservatorio Faunistico Regionale,
organo tecnico venatorio, che non coinvolge le associazioni ambientaliste
che ne fanno parte e che avrebbe dovuto esprimere un parere in merito a tale
prelievo in deroga".
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LA POLEMICA. Una modifica alla legge regionale permette di sparare anche a
«animali domestici inselvatichiti»
Cani e gatti sotto tiro? No, è solo per i piccioni
Agli animalisti in allarme replica l'assessore Coletto che tranquillizza:
«Serve un regolamento chiaro»
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Bab.htm
Cani e gatti nel mirino, le associazioni animaliste lanciano l'allarme. A
luglio, con la legge 9, è stata modificata la normativa regionale sulla
caccia ed è stata introdotta la possibilità di cacciare, su autorizzazione
delle Province, addirittura «animali domestici inselvatichiti», bestiole,
fanno notare le associazioni, che, in assenza di ulteriori specificazioni, o
di un regolamento attuativo, potrebbero comprendere anche i nostri amici a
quattro zampe. Per questo Lav (Lega anti vivisezione), Legambiente, Lac
(Lega abolizione caccia) Lipu (Lega italiana protezione uccelli), Wwf, Enpa
(Ente nazionale protezione animali) sono sul piede di guerra per evitare
questa «pericolosa deriva».
Sul fronte opposto, le istituzioni, le associazioni dei cacciatori, cercano
di gettare acqua sul fuoco e di tranquillizzare i cittadini ripetendo che
nessuno sparerà a cani e gatti e che la legge è stata fatta solo per poter
abbattere i piccioni domestici, colpevoli , a parer loro, di deturpare i
monumenti e di essere portatori di malattie.
Parole che non rassicurano gli ambientalisti. «La frase generica "animali
domestici inselvatichiti", in mancanza di una lista dettagliata, si presta a
qualsiasi interpretazione e apre pericolosi varchi», dice Andrea Zanoni,
presidente della Lac Veneto. «E poi», aggiunge, «in base a cosa un
cacciatore può stabilire se l'animale che ha davanti sia inselvatichito
oppure no?». Sulla stessa linea anche il presidente regionale di
Legambiente, Michele Bertucco che fa notare come la politica della Regione
sulla caccia si stia muovendo «verso la liberalizzazione selvaggia».
Ne è la prova, sottolinea Francesco Di Grazia, coordinatore del servizio
vigilanza della Lipu, «la decisione del Veneto di approvare, sempre a
luglio, la caccia in deroga per quattro specie protette: storno, peppola,
fringuello e pispola». La pensano così anche Lorenza Zanaboni, responsabile
veronese della Lav, e Manuela Formenti, responsabile del Wwf .
Luca Coletto, assessore alle Politiche del settore faunistico della
Provincia, dal canto suo cerca di essere rassicurante: «La legge si
riferisce solo ai colombi, ma previo censimento e piano preventivo di
abbattimento». «Se la normativa così come è stata concepita non è chiara in
merito al concetto di animali domestici inselvatichiti», aggiunge, «allora
mi auguro che presto ci sia un regolamento attuativo chiaro e senza ombre
perché devo dire, sinceramente, che la possibilità di abbattere cani e gatti
non mi piace per niente».
Alessandro Salvelli, presidente di Federcaccia Verona, non ha dubbi: «Nessun
cacciatore sparerebbe mai a un cane o a un gatto», Anche se, si domanda, «ma
solo per «buttarla lì»: «E se ci trovassimo di fronte a un fenomeno di
randagismo con il pericolo che gli animali possano azzannare i bimbi?».
Dalla Provincia cercano di chiarire: per la fauna domestica inselvatichita,
è vero che la legge non entra nel merito, ma dice che per cacciare qualsiasi
specie considerata inselvatichita è comunque obbligatorio individuare la
specie, predisporre il piano di abbattimento e sottoporlo all'Istituto per
la fauna selvatica che lo deve autorizzare. Senza questa trafila, nessun
cacciatore è autorizzato a sparare.M.PER. 

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it 
Allegato Rimosso