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NEWS: Giornali Internet 13/10/08



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CACCIA
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Il cacciatore ha chiesto aiuto da solo: ricoverato in Medicina
Parte un colpo dal fucile Ferito da centinaia di pallini
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=203FE5333D124871217C30E
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PESARO – Incidente di caccia ieri mattina nelle colline tra Candelara e
Novilara. Un impiegato di una ditta di serigrafia, Davide Ruspini di 45
anni, mentre era intento a cacciare fagiani, ha improvvisamente messo in
fallo un piede, inciampando e finendo per cadere.
Nell’urto, dal suo fucile è esploso un colpo che lo ha investito in pieno.
Centinaia di pallini lo hanno colpito al volto, al torace, alle mani e alla
gola, fortunatamente ferendolo senza conseguenze troppo gravi. I medici del
San Salvatore hanno dapprima temuto per la sorte di un occhio che invece non
è stato danneggiato in maniera significativa.
Dominici dopo l’incidente non ha perso conoscenza ed è stato lui stesso a
chiedere aiuto ad un conoscente che si trovava vicino a lui. La stessa
persona lo ha caricato in auto accompagnandolo verso l’ospedale, ma a metà
percorso è stato poi preso in cura da un’equipe del 118 di Pesaro.
Trasportato all’ospedale Ruspini, che è sposato e ha una figlia, è stato
sottoposto ad una serie di accertamenti e medicato.
Ora è ricoverato nel reparto di medicina d’urgenza del San Salvatore e le
sue condizioni non destano particolari preoccupazioni.
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Grave incidente di caccia ieri mattina in località Madonna della Tosse di S.
Andrea a Vittorio Veneto
Spara al fagiano e ferisce due amici
I due settantenni sono stati medicati al pronto soccorso dell’ospedale
cittadino e poi dimesso
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3939090&Pagina=TREVISO
A.M., 75 anni, di Vittorio Veneto è già un condannato. Diventerà la sicura
vittima dei frizzi e lazzi degli amici. Visto che fortunatamente la "quasi"
tragedia di caccia è finita con un bilancio di "soli" due feriti.
Per un cacciatore, l'età non conta, mirare ad un faggiano e beccare invece
altri due compagni di battuta, dai, non è storia di tutti i giorni. È
successo ieri mattina, nel corso di un'uscita di caccia in Borgo Ponte nei
pressi di Madonna della Tosse, località S. Andrea, a Vittorio Veneto. Il
cacciatore con la doppietta in spalla e il cane libero aveva macinato
chilometri in una fetta di pianura ormai a ridosso della montagna. Spari,
bersagli centrati, vittime mancate: la solita storia di ogni battuta.
Sembrava una di quelle solite domeniche che fanno la storia personale, il
curriculum professionale, di ogni buon cacciatore fortunato o non che sia.
Ieri mattina il settantacinquenne esperto cacciatore, e non un pivello, era
impegnato a cacciare il faggiano. Una sfida avvincente con la candidata
vittima di turno sfuggente e furba. Verso le 9 l'inatteso e, per certi
versi, drammatico episodio. Un fuori programma, che, fortunatamente, si è
concluso solo con un bilancio di paura e danni "collaterali" limitati. Il
cacciatore in battuta ha visto lateralmente muoversi dei cespugli: è stato
un attimo. L'istinto ha prevalso. Ha premuto il grilletto della doppietta. È
partita la rosa di pallini che è andata a bersaglio. Centrando però quello
sbagliato. Costituito da altri due cacciatori. Sono D.A.A., 74 anni, di
Vittorio Veneto e D.A, 77 primavere, pure lui vittoriese che stavano andando
a caccia per conto loro e in quel momento stavano semplicemente
passeggiando. Soccorsi e trasportati all'ospedale della città sono stati
medicati. Dieci i giorni per entrambi. D.A.A. è stato raggiunto dai pallini
alla testa, di striscio, e alle gambe; D.A. invece all'addome. Sul fatto
stanno indagagndo i carabinieri di Vittorio Veneto.
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Caccia, colpisce l'amico
Tragedia sfiorata sulle alture di alassio
Una scheggia del pallettone, deviato da una pietra, ha raggiunto l'uomo al
torace
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=674831&IDCate
goria=592
Alassio. Drammatico incidente di caccia, ieri pomeriggio durante una battuta
al cinghiale, nei pressi del Santuario della Madonna della Guardia, sulle
alture alle spalle di Alassio.
Un cacciatore albenganese di 37 anni è stato raggiunto al petto dalla
scheggia di un colpo di carabina esploso da un suo compagno di battuta. Per
fortuna la scheggia di proiettile lo ha ferito di striscio e soltanto in
maniera superficiale. Dopo le primissime cure prestategli sul luogo dove si
è verificato l'incidente di caccia, il ferito è stato trasportato
all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Per cercare di chiarire l'esatta
dinamica dell'incidente, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi,
sono in corso una serie di indagini condotte dagli uomini del comando di
Leca d'Albenga del Corpo forestale dello Stato e dai carabinieri della
compagnia di Alassio.
Il ferito si chiama Roberto Orlando, ha 37 anni, e risiede ad Albenga in
regione Antognano 46. Ha riportato una ferita sottocutanea da arma da fuoco
all'emitorace sinistro che i medici del Santa Corona hanno giudicato
guaribile in una quindicina di giorni. Ad esplodere il colpo di fucile che
ha in parte raggiunto al torace Roberto Orlando è stato A. M., 78 anni,
storico cacciatore abitante ad Alassio, che è stato denunciato a piede
libero all'autorità giudiziaria per lesioni colpose.
L'episodio, che come detto avrebbe anche potuto trasformarsi in tragedia, è
accaduto poco dopo le quindici e trenta di ieri in località Madonna della
Guardia, la sommità della collina che si trova proprio alle spalle
dell'abitato della città rivierasca.
Secondo la prima ricostruzione dell'accaduto effettuata sia dagli uomini
della Forestale di Albenga che dai carabinieri di Alassio, nella zona di
regione Raseo, oltre il crinale della collina sul versante che si affaccia
sulla frazione Caso di Alassio e sull'abitato di Villanova d'Albenga, era in
corso una battuta di caccia al cinghiale alla quale partecipavano una
ventina di cacciatori. Per l'intera mattinata e la prima metà del pomeriggio
i cacciatori avevano battuto la zona più impervia, quella che si trova
aldilà del crinale e che scende verso la vallata alle spalle di Albenga. A
metà pomeriggio, però, seguendo le tracce di un cinghiale, un gruppo di
cacciatori aveva risalito il crinale della collina, raggiungendo in pratica
il tratto boschivo che costeggia la strada che dal santuario della Madonna
della Guardia scende verso Vegliasco e poi la cima della frazione Moglio.
Ed è proprio in prossimità della sommità del crinale che secondo la prima
ricostruzione dell'accaduto sarebbe accaduto l'incidente. Avendo visto a
qualche decina di metri di distanza da lui un bell'esemplare di cinghiale,
A. M. ha esploso senza alcuna esitazione un colpo con il proprio fucile
calibro 20. Il colpo, però, è andato a vuoto e il proiettile ha raggiunto un
tratto di roccia scheggiandosi in vari pezzi. Uno di questi, sempre secondo
la ricostruzione effettuata da forestale e carabinieri, ha raggiunto
all'emitorace sinistro Roberto Orlando.
A lanciare l'allarme, chiedendo l'intervento immediato dei soccorsi, sono
stati gli stessi compagni di caccia preoccupati per le condizioni del loro
amico, che sanguinava dalla parte sinistra del torace. Nel giro di pochi
minuti sul luogo dell'incidente è giunta una ambulanza partita da Alassio,
l'automedica "Sierra 2" di stanza all'ospedale di Albenga e poco più tardi
una pattuglia di agenti della forestale di Leca e i carabinieri del nucleo
radiomobile della compagnia di Alassio.
Roberto Orlando è stato trasportato all'ospedale Santa Corona di Pietra
Ligure, dove è stato accertato che per fortuna le sue condizioni non erano
gravi.
gianluigi cancelli
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Bossico - Un cacciatore di 58 anni è morto attorno alle 19 dell'8 ottobre
per la caduta da una pianta, a Bossico. L'uomo, Giacomo Chiarelli,
pensionato, a quell'ora era impegnato a tagliare alcuni rami su un pino
vicino ad un capanno da caccia, quando ha perso l'equilibrio cadendo a terra
da un'altezza di otto metri. E' morto sul colpo.
Cade da una pianta, muore cacciatore
http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=2841
Un cacciatore di 58 anni è morto attorno alle 19 dell'8 ottobre a causa
della caduta da una pianta, a Bossico in località Martinello. Giacomo
Chiarelli, pensionato di Bossico, sposato, a quell'ora era impegnato a
tagliare alcuni rami su un pino vicino ad un capanno da caccia. Forse per
una distrazione ha perso l'equilibrio, mentre si trovava appoggiato ad un
ramo, ed è caduto nel vuoto, da otto metri d'altezza. A causa del grave
trauma subìto alla testa è morto sul colpo. Una persona che si trovava nella
zona ha chiamato immediatamente il 118, intervenuto da Bergamo tramite
l'eliambulanza, ma per il pensionato non c'è stato nulla da fare. La salma è
stata composta al cimitero di Bossico. In serata il magistrato di turno ha
rilasciato il nulla osta per lo spostamento della salma nell'abitazione del
58enne.
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BRACCONAGGIO: UNA DENUNCIA PER CATTURA DI AVIFAUNA PROTETTA E MALTRATTAMENTO
DI ANIMALI NELL’AVELLINESE
Denunciato un settantenne sorpreso a cacciare cardellini. Alcuni esemplari
utilizzati come richiami visivi erano tenuti legati con uno spago
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6998
13 ottobre 2008 – Si è conclusa ieri un’operazione antibracconaggio condotta
nel territorio Irpino di San Mango Sul Calore dagli agenti del Nucleo
Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) del
Corpo forestale dello Stato di Avellino, in collaborazione con il personale
del Comando Stazione di Chiusano San Domenico (AV). In una radura in
località Ponte Romano è stato sorpreso un bracconiere impegnato con l’
ausilio di una rete nella cattura di cardellini, specie di avifauna
omeoterma non solo protetta dalle leggi che regolano l’attività venatoria ma
anche considerata parte integrante del patrimonio indisponibile dello Stato.
L’uomo di 74 anni, proveniente dal Salernitano e già noto alle Forze dell’
ordine per reati di bracconaggio, è stato segnalato all’Autorità
Giudiziaria. Si è proceduto poi al sequestro della rete e della rimanente
attrezzatura tra cui richiami acustici, picchetti e corde, gabbie con
uccelli utilizzati come richiami vivi e una gabbia di grandi dimensioni
definita ricevitore, dove venivano rinchiusi gli uccelli appena catturati.
Due dei cardellini, utilizzati come richiami visivi, avevano le ali legate
con un filo di nylon in modo da poterli strattonare all’occorrenza; pertanto
è stato ipotizzato a carico dell’indagato anche il reato di maltrattamento
di animali. I volatili catturati sono stati liberati sul posto mentre gli
esemplari che fungevano da richiami sono stati consegnati a un’associazione
animalista per una fase di riabilitazione prima della reintroduzione in
libertà.
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Sorpresi con un cervo nell’auto: Carabinieri denunciano due cacciatori
http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20081013&ediz=08_ABRUZZO&npag=50&;
file=E_3174.xml&type=STANDARD
SULMONA - Avevano in auto un cervo appena ucciso e già diviso in pezzi,
pronto per finire evidentemente nelle rispettive cucine. Due cacciatori sono
stati fermati ieri verso le tredici da una pattuglia dei Carabinieri di
Cocullo, nei pressi di Anversa degli Abruzzi. Un posto di blocco predisposto
proprio per controllare l’attività venatoria che, specie la domenica, fa
riversare sulle montagne del Centro Abruzzo decine e decine di doppiette,
non sempre ligie ai regolamenti. Così, con l’accusa di abbattimento di
selvaggina non cacciabile sono stati denunciati A.M., settantasette anni di
Bugnara e G.D’E. sessanta anni. I due amici si erano recati a caccia di
prima mattina e, a quanto pare, vista la giornata non proprio proficua,
avevano deciso di prendersela con un cervo, animale che popola le Gole del
Sagittario e la cui specie, seppur non protetta, non è nella lista della
selvaggina che può essere cacciata.
P.Iav.
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COMMERCIO
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ANIMALI: SEQUESTRATE 25 TARTARUGHE DETENUTE ILLEGALMENTE NEL CROTONESE
Scoperto e denunciato a piede libero dai Carabinieri e dal Corpo forestale
dello Stato. Sottoposte a sequestro le tartarughe
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6997
13 ottobre 2008 – Operazione congiunta dei Carabinieri e del Corpo forestale
dello Stato nel Comune di Rocca di Neto (Crotone). Un collezionista deteneva
nella propria abitazione e nei pressi di alcuni casolari all’interno di
piccoli recinti di rete metallica, venticinque tartarughe terrestri della
specie Testudo hermanni e tre carapaci completi di piastrone. Si tratta di
animali protetti da leggi internazionali (Convenzione di Washington) e
nazionali perché a rischio di estinzione e sono stati quindi sequestrati.
Sempre all’interno della abitazione del collezionista che è stato deferito
all’Autorità giudiziaria, sono state rinvenute e sequestrate tre pelli di
tasso e numerosi aculei di istrice presumibilmente catturato nei giorni
precedenti. Queste specie sono tutelate dalla legge sulla caccia.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it