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NEWS: Giornali Internet 14/10/08



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CACCIA
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Incidente di caccia, l'indagine ai carabinieri
Cappella Maggiore
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3940642&Pagina=VITTORIO%20VENETO
(fu.fi.) È stata una casualità assoluta, ma questo non gli ha evitato la
denuncia per lesioni da parte di una delle vittime che domenica mattina sono
rimaste colpite dai pallini partiti dal suo sovrapposto Franchi cal.12. Per
M.A., 75 anni, di Cappella Maggiore, dove risiede in via Anzano, è stato
quasi un incubo: pensava di aver sparato ad un fagiano che si stava alzando
in volo da un cespuglio a una decina di metri dalla strada vicinale dove
domenica mattina, poco dopo le 7, stava camminando in via Madonna della
Tosse. Invece lo ha mancato, ma una parte della rosa di pallini ha colpito
più o meno diffusamente due persone, cercatori di funghi residenti nella
zona, che stavano a loro volta camminando nella boscaglia ad una cinquantina
di metri. Solo così si spiega che i pallini non siano penetrati in
profondità e che le ferite riportate dai due, A.D.A, 57 anni residente in
via Madonna della Tosse, e A.A. di 74 di via Rindola Bassa, siano state
tutto sommato superficiali. Fossero stati qualche decina di metri più
vicini, con il colpo partito praticamente ad altezza d'uomo, si starebbe
parlando di una tragedia di caccia. Invece per A.D.A., recatosi anche ieri
in ospedale a togliere qualche pallino, ferito al cuoio capelluto e arti
inferiori la prognosi è stata di 6 giorni; 10 i giorni di prognosi che si
sanitari hanno stilato per A.A., a causa delle ferite al volto, al torace,
alle mani e all'addome. Lo sparatore non si è allontanato: capito di aver
ferito delle persone si è precipitato sul posto da dove arrivavano le grida
per rendersi conto della gravità delle condizioni, e assumendosi la
responsabilità dell'incidente, apparso anche ai carabinieri, che più tardi
hanno effettuato un sopralluogo e aperto un fascicolo, del tutto fortuito.
Mentre i due feriti sono stati portati al Pronto soccorso: «Stavo camminando
sulla stradina di campagna e ho visto levarsi in volo un fagiano dal bordo
strada - avrebbe detto A.M., cacciatore esperto, ai carabinieri - ho sparato
seguendolo: è stato un caso».
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LOTTA AL BRACCONAGGIO. Stop all’attività delle strutture di cattura di Adro,
Anfo e Vestone
Dopo i sequestri della Forestale la Provincia chiude tre roccoli
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/C.htm
I roccoli per la cattura dei richiami vivi che nei giorni scorsi sono finiti
nel mirino della Forestale di Iseo e di Gavardo, della Polizia provinciale e
del Nucleo operativo anti bracconaggio di Roma sono stati chiusi dall’
assessorato alla Caccia della Provincia.
È questa la presa di posizione dell’assessore Alessandro Sala nei confronti
dei gestori e dei collaboratori che operavano negli impianti Franciacorta 10
di Adro, Valle Sabbia 4 di Anfo e Valle Sabbia 1 di Vestone.
«Sono state violate le disposizioni contenute nelle autorizzazioni
rilasciate per la messa in funzione dei tre impianti ed è dunque venuto meno
il rapporto fiduciario con i gestori e i loro collaboratori, per questo ho
deciso per l’immediata chiusura - sottolinea Sala -. Questi episodi sono
deprecabili e tanto più deludenti perché interferiscono con un’attività che
dovrebbe essere motivo di orgoglio per chi la esercita con correttezza e
passione. Vicende come queste danneggiano l'immagine di coloro che lavorano
negli impianti con impegno e onestà.la chiusura dei tre roccoli comporterà
un grave disservizio nei confronti dei cacciatori, un disservizio del quale
i tenditori coinvolti nella vicenda devono sentirsi pesantemente e
direttamente responsabili».
La condanna dell’assessorato è ferma: «Prendiamo le distanze da chi si è
dimostrato insensibile al rispetto delle regole .- conclude Alessandro
Sala - e ha tradito la fiducia che era stata accordata dal nostro
assessorato e dai cacciatori che fruivano del servizio».
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SEGNALATI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA
Cacciatori con fucili entrano in Riserva senza permesso
http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/10/13/125044-cacciatori_fucili
_entrano_riserva_senza_permesso.shtml
Sono stati i forestali di Reggello (Firenze) a segnalare all'autorità
giudiziaria due cacciatori che erano entrati con i fucili nella Riserva
naturale statale di Vallombrosa senza il nulla-osta necessario per far
transitare armi all'interno della Riserva
Firenze, 13 ottobre 2008 - I forestali di Reggello (Firenze) hanno segnalato
all'autorità giudiziaria due cacciatori che erano entrati con altrettanti
fucili nella riserva naturale statale di Vallombrosa senza il nulla-osta
necessario per far transitare armi all'interno della riserva.
Secondo quanto riferito, i cacciatori sono stati fermati ieri per un
controllo, al termine del quale i forestali hanno sequestrato le armi.
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Maxi operazione antibracconaggio del Nucleo Guardie Ambientali del Wwf
Salerno: denunciati a piede libero sei cacciatori.
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20081014&ediz=SALERNO&npag=39&;
file=SOLA.xml
È il risultato dell’attività di vigilanza venatoria effettuata nella
giornata di domenica scorsa. L’ultimo intervento per contrastare il fenomeno
del bracconaggio è partito simultaneamente già alcune ore prima dell’alba,
in due zone diverse della provincia: nel territorio di Castel San Giorgio
(nelle località di S.Maria a Favore e Aiello) e in quello di Castelnuovo di
Conza e Santomenna. Presso gli uffici della sezione provinciale del Nucleo
Guardie Wwf, già da alcune settimane giungevano segnalazioni di denuncia di
gravi illeciti penali ai danni della fauna selvatica, per l’uso di richiami
elettroacustici per attirare le quaglie e poi massacrarle. I due distinti
gruppi, costituiti complessivamente da oltre quindici agenti, hanno
pattugliato il territorio fino a localizzare alcuni richiami, grazie all’
inconfondibile suono da essi prodotto. Ben nascosti tra la vegetazione
presente, gli agenti hanno atteso l’arrivo dei cacciatori, che si sono fatti
vivi solo più tardi, armati di fucile e con cani al seguito. Qando si sono
avvicinati al richiamo sono stati fermati dalle guardie che hanno poi
proceduto al sequestro dei mezzi e dei fucili atti a commettere il reato. In
totale sono state denunciate all’Autorità giudiziaria sei persone (una di
queste ha anche cercato di occultare l’arma) e sequestrati cinque richiami
acustici. Il Wwf ribadisce il proprio impegno a salvaguardia dell’ambiente e
tutela della fauna selvatica con la speranza di suscitare l’attenzione dell’
opinione pubblica su un problema che sta diventando una vera piaga, troppo
spesso sottovalutata o ignorata dalle istituzioni. I cacciatori, al pari dei
singoli cittadini, sono responsabili del futuro del nostro ambiente naturale
e della fauna selvatica che lo abita; affinché essa possa prosperare,
occorre che tutti pongano in essere le misure idonee nel rispetto delle
leggi che, per definizione del nostro sistema giudiziario, sono uguali per
tutti.
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Caccia, "al Senato proposte salva-bracconieri"
http://www.dire.it/DIRE-AMBIENTE-/caccia_al.php?c=14802&m=11&l=it
ROMA - Cinque disegni di legge "salva-braconieri". Così la Lac (Lega per
abolizione della caccia) definisce le proposte di modifica della normativa
sulla caccia (cinque in tutto, presentate da senatori della maggioranza) che
iniziano il loro iter alla commissione Ambiente di Palazzo Madama. Propsote
"finalizzate a sostituire e stravolgere l'attuale legislazione sulla
protezione della fauna e la disciplina della caccia in Italia (legge 157 del
1992), con un senso delle priorità in materia di lavori parlamentari in tema
di beni ambientali che lascia peraltro sconcertati".
La Lac concentra le sue critiche sulla proposta firmata da Valerio Carrara
"a quanto pare candidata a fungere come testo-base della discussione, e
definisce il testo indecente e letale per il patrimonio faunistico". In
particolare, l'associazione animalista denuncia "la deprecabile attenzione
rivolta a depenalizzare alcune gravi forme di bracconaggio, oggi sanzionate
penalmente".
Il testo presentato da Valerio Carrara, prosegue la nota, prevede infatti
"di depenalizzare gli attuali reati di caccia in parchi e giardini pubblici,
il bracconaggio sparando da veicoli, aeromobili o barche, o con l'ausilio di
richiami registrati". Insomma, "ad abbattere un gabbiano, un airone o uno
scoiattolo, si rischierebbe una sanzione amministrativa in misura ridotta di
soli 200 euro, anzichè una denuncia come accade oggi per l'attuale reato di
uccisione di specie non cacciabili". E ancora: "I reati di caccia nei
parchi, o d'uccisione di orsi e stambecchi, diverrebbero oblazionabili col
patteggiamento, possibilità oggi non ammessa".
Secondo la Lac, inoltre, "i periodi di caccia si dilaterebbero per ulteriori
sei settimane, partendo dall'inizio di settembre e prolungandosi per buona
parte del mese di febbraio". Dura condanna anche all'ipotesi "di rendere
cacciabili specie protette a livello Ue (fringuello, cormorano e peppola)",
e a quella di "concedere 15 giornate di nomadismo venatorio gratuito su
tutto il territorio nazionale ai cacciatori di migratoria", e alla proposta
"di diminuire dagli attuali 1000 a soli 200 metri la distanza di rispetto
(off limits per le doppiette) dai valichi montani interessati dalle
migrazioni dell'avifauna". C'è da augurarsi, conclude la Lega per
l'abolizione della caccia "che almeno il Governo si esprima negativamente su
queste, si spera non condivise, proposte salva-bracconieri".
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A caccia mentre lavora, il Comune temporeggia
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/savona/2008/10/14/1101815553885-a-caccia-
mentre-lavora-comune-temporeggia.shtml
Stava lavorando per il Comune di Mallare, e il fucile poteva servirgli per
abbattere il favo di api che infestava l’acquedotto che doveva bonificare.
Esplodere un colpo per farlo cadere, come era già successo una volta in
passato. Inverosimile?
Comunque un’ipotesi l’utilizzo del fucile come strumento di lavoro,
abbandonato nella radura dopo l’incidente di caccia (“di frodo”) e
contestuale richiesta a un amico di andarlo a recuperare. Visto che il
proprietario Adriano Germano, ferito, era impossibilitato a portarlo con sé
dopo essere stato caricato sull’ambulanza. Una certezza invece il fatto che
stesse lavorando.
È la versione scelta dall’amministrazione comunale dopo l’incidente di
caccia in cui è rimasto vittima sabato scorso il dipendente, operaio
specializzato, Adriano Germano, denunciato dai carabinieri per aver timbrato
il cartellino in Municipio, e poi essere andato nei boschi per gli affari
suoi. A caccia appunto, con gli amici.
“Una leggerezza” che potrebbe costargli solo una censura dal punto di vista
amministrativo. È l’orientamento che sindaco e dirigenti del Comune di
Mallare, hanno intenzione di adottare nei confronti di Germano, 56 anni,
ferito sabato mattina durante una battuta di caccia, in attesa che la
denuncia alla Procura da parte dei carabinieri faccia il suo corso. Una
doppia beffa per il dipendente-cacciatore, ormai prossimo alla pensione.
Ricoverato in ospedale per le ferite riportate dopo essere stato
“impallinato” da un cacciatore che lo ha scambiato per un fagiano, e
denunciato per truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione.
Sulla vicenda è intervenuto Renato Bertone, sindaco del piccolo centro
montano, poco più di un migliaio di abitanti. Dove tutti si conoscono. La
sua, al termine di un lungo faccia a faccia con il segretario comunale, è
più di una difesa d’ufficio. Conosce Germano da quando è entrato in Comune
agli inizi degli anni Novanta. «Sempre preciso e puntuale, mai da ridire su
di lui, ha sempre svolto il suo lavoro con abnegazione, mai una reprimenda»,
premette il primo cittadino. «Forse i carabinieri hanno esagerato, ritengo,
ma è una considerazione personale, come sindaco non posso esprimermi». Cosa
è successo sabato mattina? Che versione dei fatti è stata effettuata dal
Comune? Bertone non ha voluto contattare direttamente Adriano Germano per
non intralciare le indagini (“ho consigliato alla famiglia di rivolgersi a
un avvocato”), ma dopo un lungo incontro con la segretaria comunale, Maria
Grazia Randisi, ieri pomeriggio ha fornito la sua ricostruzione. Dopo essere
stato sul posto, in località Montefreddo.
«Il lavoro che doveva fare sabato mattina è stato eseguito. Era previsto e
programmato proprio nella giornata di sabato. E così è stato fatto», ha
detto il sindaco. In cosa consisteva? «Liberare dai calabroni una stazione
di pompaggio dell’acquedotto comunale. Altrimenti inavvicinabile». Un lavoro
da fare. «La giornata di sabato era adatta. Nel fine settimana nessuno si
sarebbe avvicinato all’impianto in questione». L’intervento in cosa
consisteva? «Germano si era dotato di una bomboletta spray, come quelle in
dotazione ai vigili del fuoco, per andare a tappare il favo con dentro le
arnie e le celle delle vespe. Operazione da ripetere più volte» chiarisce
Bertone. E proprio questo il punto cruciale della linea difensiva . «Lo
spray doveva essere utilizzato ogni due ore - prosegue il primo cittadino -
per non stare con le mani in mano a fissare il cielo, in mezzo al bosco,
Germano ha pensato bene di portarsi dietro il fucile. È un cacciatore, ma
poteva anche andare a funghi. Non mi risulta siano stati trovati volatili,
uccelli o altri animali abbattuti da lui. È stata una stupidaggine, mi rendo
conto che una volta nella vita può capitare a chiunque». Comunque non si
poteva sparare ai cinghiali di sabato. Per cui sia al suo feritore che all’
operaio comunale è stato revocato il permesso, oltre al sequestro dei
fucili. Perché inoltre chiedere a Bruno M. 76 anni, denunciato per
favoreggiamento, di recuperare il fucile? «Non per nasconderlo. Non certo
per occultarlo, ma solo per recuperarlo dopo l’incidente, visto che non
poteva farlo lui direttamente, costretto su una barella. Una cortesia, a
quanto mi risulta» prova a sostenere il sindaco in versione avvocato. In
attesa che quello vero (la famiglia si è rivolta allo studio legale di
Fausto Mazzitelli) delinei la linea. In attesa che l’inchiesta interna
faccia il suo corso, il sindaco Bertone anticipa la sua decisione: «Siamo
stati costretti, a rispolverare il regolamento comunale, ma non credo che
Germano verrà sospeso. Forse basterà una censura. Intanto per un po’ non si
pone la questione, visto che è ricoverato in ospedale». Licenziamento?
«Ormai è ad un passo dalla pensione». L’operaio è stato ferito a una gamba
da quattro pallettoni calibro 12. Per cui è stato denunciato per lesioni
colpose anche Ernesto N., 60 anni che ha sparato.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it