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NEWS: Giornali Internet 15/10/08



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CACCIA
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Valseriana, cacciatore ferisce una donna
http://www.montagna.tv/?q=node/8811
ALBINO, Bergamo -- Una donna di 28 anni di Alzano Lombardo è rimasta ferita
a una spalla dal proiettile di un cacciatore la scorsa domenica. L'incidente
è successo in Val Seriana, nella zona di Albino. Fortunatamente il
proiettile l'ha solo sfiorata a una spalla, senza provocarle quindi gravi
ferite. I carabinieri ora indagano sull'accaduto.
L'episodio di domenica scorsa è accaduto poco prima delle 10 in località Ca'
de Fo', in Val Seriana, sulle montagne intorno ad Albino. Una coppia di
28enni stava passeggiando sulla strada, quando improvvisamente si è trovata
a tiro di alcuni spari. Un proiettile ha raggiunto la donna, colpendola di
striscio a una spalla. A sparare è stato un cacciatore di 67, che
probabilmente non si è accorto della presenza dei due giovani. Subito sono
stati allertati i soccorsi: insieme all'ambulanza del 118 sono arrivati sul
posto anche i carabinieri per gli accertamenti del caso.
La ferita è stata trasportata al vicino ospedale di Alzano Lombardo dove è
stata medicata al pronto soccorso e poi dimessa, con una prognosi di 5
giorni. Il compagno della donna invece è rimasto illeso.
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Torreano, paura per gli spari dei cacciatori bimbo si sente male e finisce
all'ospedale
http://ricerca.quotidianiespresso.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroven
eto/2008/10/09/UD_11_PROB1.html
TORREANO. Un bimbo di dodici anni, residente a Torreano di Cividale ieri
pomeriggio, attorno alle 18.30, è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari
del Pronto soccorso dell’ospedale di Cividale, in seguito ad una crisi d’
ansia provocatagli da uno sparo partito, da una distanza ravvicinata, dal
fucile di un cacciatore, che in quel momento si trovava nei dintorni per una
battuta di caccia. Stando alla testimonianza della madre del bimbo, mentre
stava passeggiando assieme al figlio e al cugino nel cortile di proprietà di
un amico di famiglia, dove vengono ospitati anche alcuni animali, i due
avrebbero visto avvicinarsi un gruppo di cacciatori con il fucile in spalla,
intenti a perlustrare la zona in cerca di possibili prede. «Ho chiesto loro
di allontanarsi - spiega la madre del bimbo - in quanto non trovo affatto
sicuro che una persona si avvicini ad un a proprietà, peraltro in presenza
di bambini, brandendo un'arma da fuoco, che, se non usata con giudizio, può
risultare pericolosa. Per risposta ho avuto un categorico rifiuto da parte
del cacciatore in questione, che ha continuato indisturbato la sua ricerca
di animali a cui poter sparare». Dopo qualche minuto, secondo la donna, si
sarebbe sentito uno sparo provenire da uno dei fucili dei cacciatori. «Un
rumore fortissimo - dice - un colpo sparato a pochi metri dal luogo in cui
ci trovavamo. A quel punto mio figlio, per lo spavento, è diventato bianco
in volto e si è improvvisamente accasciato al suolo». Portato al Pronto
soccorso del vicino ospedale di Cividale, al piccolo sarebbe stata
diagnosticata una crisi d'ansia. «É vergognoso - aggiunge la donna - che
succedano queste cose, un cittadino deve essere libero di trascorrere il
proprio tempo libero senza dover essere costretto a vedere, a pochi metri,
persone con i fucili in mano». Elisa Michellut
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ALBAREDO. La denuncia del presidente Atc 4
Strage di animali nell’ex area di ripopolamento
«Uccisi 620 tra lepri e fagiani in 24 ore». I cacciatori negano
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Daf.htm
Paola Bosaro
Cancellata dalla Regione con un colpo di spugna la zona protetta di Ca'
Bianca di Albaredo. Ed i cacciatori ne approfittano per fare una mattanza di
animali selvatici. La denuncia arriva direttamente dal presidente dell’
Ambito territoriale di caccia 4 (che comprende appunto l’area compresa tra
Beccacivetta e Motta, una delle zone di maggior pregio naturalistico del
paese a ridosso dell'ansa dell'Adige). Fulvio Bari, infatti, ha lanciato
l'allarme per la strage di selvaggina perpetrata dai cacciatori il 22
settembre scorso, giorno di apertura della stagione venatoria. Anche se
Massimo Moranduzzo, presidente provinciale dell'Associazione cacciatori
veneti, replica con un secco «Non c'è stato alcun massacro: questa storia è
tutta una montatura per farsi pubblicità». A dar forza alla denuncia di
Bari, però, ci sono i cercatori di funghi e gli appassionati di trekking ed
equitazione che frequentano abitualmente l'area: «Ca' Bianca era un vero
paradiso terrestre ma ora sembra di essere in guerra, con tutti quegli
uomini che si aggirano per la boscaglia armati e in tenuta mimetica». Gli
agricoltori, invece, si dividono in due fazioni: c'è chi difende la scelta
di aprire Ca' Bianca alla caccia e chi ha sottoscritto un documento per
istituire nuovamente una zona di ripopolamento e cattura.
Ca' Bianca si estende per 148 ettari (450 campi circa) e include una
porzione dell'area di interesse comunitario di Albaredo. Dal 1996 è entrata
a far parte delle zone di ripopolamento e cattura della Provincia ma nel
nuovo piano faunistico-venatorio approvato dalla Regione nel 2007 non è
stata più compresa fra le zone sottoposte a vincolo. Una richiesta in tal
senso era partita da un gruppo di cacciatori ed è stata ascoltata nonostante
il parere contrario della quarta commissione consiliare Caccia e Pesca. Il
presidente dell'Atc 4 se n'è accorto e ha cercato, attraverso la Provincia,
di vincolarla di nuovo ma solo per un anno. Così due settimane fa l'area è
stata ufficialmente riaperta all'attività venatoria. Due giorni prima del
via libera definitivo Fulvio Bari ha anche chiesto al sindaco di emettere un
’ordinanza per bandire la caccia ma, spiega, non c'è stato nulla da fare.
«Non c’era il tempo materiale per vararla», ha spiegato Menegazzi.
Da qui il desolante bilancio del primo giorno di caccia libera a Ca' Bianca:
«500 fagiani e 120 lepri trucidati con così tanta facilità da spingere
qualche cacciatore ad appendere le carcasse alle piante». A farlo è lo
stessi Bari, smentito però da Moranduzzo: «È impossibile che in 100 ettari
di terreno vivesse un numero così elevato di animali. E poi tenete presente
che la caccia è già bandita sul 50 del territorio albaretano».
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LA CACCIA
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3941384&Pagina=3
Prosegue con questo avvio di stagione venatoria l'attività del Corpo di
polizia provinciale per contrastare illeciti e infrazioni da parte dei
cacciatori.
I 36 agenti impegnati in tutto il territorio provinciale da metà settembre
svolgono attività di pattuglia sia di giorno sia nelle ore notturne. Dopo un
mese di apertura della caccia, sono state 13 le infrazioni contestate ad
altrettanti cacciatori. E' un dato in linea con gli anni precedenti.
Particolare attenzione viene posta da parte degli agenti al rispetto delle
distanze da case e strade nell'esercizio della caccia.
L'opera di prevenzione e controllo, utile a garantire la sicurezza, negli
anni sta dando buoni risultati. Le sanzioni da una parte e la diffusione di
una cultura della legalità e del rispetto delle regole nelle riserve e nel
mondo venatorio in generale hanno determinato un calo progressivo del numero
di infrazioni. Diminuisce anche la caccia fuori regola e la mancata
annotazione sul tesserino dei capi cacciati.
Purtroppo c'è sempre qualcuno che prova a fare il furbo. E' il caso, per
esempio, di due cacciatori della riserva di Alleghe, C.C. e D.P.B., sorpresi
da due agenti di polizia provinciale a metà settembre, mentre trascinavano
una carcassa di cervo in località Sponde del monte Crot a Selva di Cadore.
Uno dei due ha provato a scappare, l'altro si è fermato all'alt. Gli agenti
hanno verificato una serie di infrazioni: caccia fuori riserva, mancata
denuncia del capo preso entro le ore 21 alla riserva, mancata annotazione
sul tesserino, mancata convocazione del cane da traccia e mancata
convocazione degli agenti.
Le successive indagini hanno permesso di risalire velocemente all'identità
del cacciatore fuggito a cui sono state contestate le medesime infrazioni.
Entrambi i soggetti andranno incontro a sanzioni amministrative e
disciplinari.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it