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NEWS: Giornali Internet 16/10/08



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CACCIA
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BRACCONAGGIO: OPERAZIONE NEL PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA
Segnalate all’Autorità Giudiziaria tre persone. Sequestrate armi e munizioni
16 ottobre 2008 – La pattuglia del Comando Stazione del Corpo forestale
dello Stato di Ruvo di Puglia (BA), durante controlli antibracconaggio
effettuati all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, ha individuato
e segnalato all’Autorità Giudiziaria tre persone impegnate in una battuta di
caccia al cinghiale. I tre erano a bordo di una vettura e perlustravano una
zona del parco disseminata di colture agrarie, dove gli ungulati si spostano
abitualmente di notte in cerca di cibo. Dopo un lungo inseguimento sono
stati fermati intorno alla mezzanotte in località “Taverna Nuova di Sopra”,
nel territorio di Ruvo di Puglia (BA). Gli agenti hanno proceduto a
perquisire la vettura e hanno posto sotto sequestro un fucile
semiautomatico, munizioni di vario tipo utilizzate per la caccia ad animali
di grossa taglia, un faro alogeno con il quale veniva illuminato il
territorio circostante al fine di scovare le prede. Il conducente dell’auto,
il proprietario dell’arma e la persona addetta all’uso del faro dovranno
rispondere di violazioni delle normative che regolano l’attività venatoria e
della legge quadro sulle aree protette. Rischiano l’arresto e ammende di più
di 12.000 euro, oltre alla sospensione del porto d’armi per il proprietario
del fucile.
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LOTTA AI BRACCONIERI
"Via le licenze di caccia a chi non rispetta le regole"
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/rovigo/2008/10/16/125857-licenze_ca
ccia_rispetta_regole.shtml
Arriva l'ultimatum della questura. Sono quotidiane le segnalazioni dei
cittadini preoccupati: a repentaglio c'è la sicurezza della gente per il
mancato rispetto delle distanze
Rovigo, 16 ottobre 2008 -  ULTIMATUM del questore Amalia Di Ruocco ai
cacciatori polesani indisciplinati che rischiano addirittura il ritiro della
licenza.
A confermarlo è la stessa questura che, verificato il frequente mancato
rispetto delle regole, auspica una rapida inversione di tendenza per non
arrivare alla ‘drastica soluzione’ annunciata.
Dai controlli effettuati sull’esercizio dell’attività venatoria nel
Polesine, sino ad ora sono infatti emerse frequenti violazioni di carattere
amministrativo tenendo presente che risultano essere state elevate ben 10
sanzioni per mancato rispetto della distanza di sicurezza.
SI È INOLTRE APPRESO di episodi in cui non sono state rispettate da parte
dei cacciatori le norme di sicurezza da adottare al momento dello sparo e,
ancora, di mancato rispetto della distanza minima dalle abitazioni.
Come se non bastasse, giungono quotidianamente agli uffici della Polizia di
Stato segnalazioni da parte di cittadini, preoccupati per le condotte con le
quali viene esercitata l’attività venatoria.
Ne deriva che l’esercizio della caccia non osserva uno standard accettabile
di sicurezza e di rispetto delle norme, in particolar modo quelle poste a
tutela della collettività.
Per queste ragioni la questura esprime la sua preoccupazione per l’
approssimazione con cui, seppur nel legittimo esercizio di un diritto,
taluni cacciatori esercitano la loro passione.
E’ chiaro quindi che il fenomeno sarà attentamente e costantemente
monitorato dall’autorità di pubblica sicurezza che assicura, per il bene dei
cittadini estranei alla pratica venatoria e anche dei cacciatori stessi, l’
applicazione rigorosa di tutte le norme a disposizione per scongiurare il
perpetuarsi di tali fenomeni.
Non ultima, appunto, l’attenta applicazione del criterio discrezionale,
riconosciuto dalla legge vigente, in virtù del quale il questore può
sospendere o addirittura revocare le licenze rilasciate dallo stesso, così
come già avvenuto in altre circostanze.
Ai cacciatori giunge quindi dalla questura «un invito ad una maggiore
attenzione verso il prossimo, chiunque esso sia, affinché la pratica
sportiva giunga al termine del suo percorso stagionale senza incidenti o
disgrazie».
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CATANZARO/CACCIA: FORESTALE SEQUESTRA 7 RICHIAMI ELETTROMAGNETICI
http://www.asca.it/moddettregione.php?id=327593&img=&idregione=&nome=&artico
lo=CATANZARO/CACCIA:%20FORESTALE%20SEQUESTRA%207%20RICHIAMI%20ELETTROMAGNETI
CI
(ASCA) - Catanzaro, 16 ott - Con l'apertura della caccia, dal primo
settembre, il Corpo Forestale dello Stato ha intensificato i controlli sul
territorio, mirati alla difesa e tutela dell'avifauna stanziale e migratoria
e contro l'illecito esercizio dell'attivita' venatoria. Il programma di
controllo, predisposto dal Comando Provinciale del Corpo Forestale di
Catanzaro, ha prodotto immediati risultati.
Nella giornata di ieri, Agenti del Comando Stazione Forestale di Sersale
(Cz) hanno rivenuto e posto sotto sequestro penale d'iniziativa n.7 richiami
elettromagnetici, comprensivi di batteria, autoradio, altoparlanti e timer.
I ritrovamenti sono avvenuti nelle localita' di Guadaro, Meruzzi, Macchione
e Colle in agro del Comune di Cropani, localita' Colosimo in agro del Comune
di Belcastro, localita' Cannizzaro in Comune di Sersale e localita'
Abata-Coscima in agro di Zagarise.
''I richiami elettromagnetici sono degli ausili illeciti - spiega il Cfs -
che vengono utilizzati dai bracconieri per il prelievo venatorio, in terreni
aperti, collinari e calachivi, che costituiscono l'habitat ideale per gli
uccelli come la quaglia (Conturnix conturnix), utilizzano i timer che si
attivano automaticamente, cioe' senza la presenza degli stessi, cosi' che i
rischi diminuiscono''.
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LETTERA A MARTINI Presidente, fermi la casta dei cacciatori
www.iltirreno.it
Vivo nella colta e bellissima Toscana, dove però esiste la casta dei
cacciatori ai quali quasi tutto è permesso.
Qui la caccia inizia in anticipo e finisce dopo rispetto ad altre Regioni.
Io chiedo al presidente Martini cosa farebbe lui se tutti i sabati e
domeniche venisse svegliato alle 6,30 della mattina con spari talmente
vicini a casa da spaventare bambini, cani, gatti, giovani e anziani. Tutto
ciò dura fino alle 12,30 per riprendere alle 14 fino alle 18.
Gentile presidente, le sembrano dei tranquilli week end in campagna? Non si
potrebbero fare riserve di caccia come negli altri paesi europei? Lei che la
ama, potrebbe ascoltare musica classica con gli spari? Io no.
Certa della sua comprensione, la saluto cordialmente.
B.L. Rosignano Marittimo
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Un 54enne di Susegana prima multato poi assolto grazie ad un ricorso
pendente al Tar
Cacciatore salvato... dalla tabella
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3943112&Pagina=14
Susegana
(l. a.) Va a caccia dove non sarebbe consentito ma lo salva l'assenza delle
tabelle, causata dall'esistenza di un contenzioso tra proprietario del
terreno e Provincia. È stato assolto dal giudice monocratico il 54enne
suseganese Renzo Zambon, che in prima battuta era stato invece condannato
dal giudice per le indagini preliminari di Treviso a pagare un'ammenda di
960 euro oltre alla confisca del fucile per violazione della legge del 1992
sulla caccia. Secondo l'accusa, nel novembre dell'anno scorso Zambon avrebbe
esercitato l'attività venatoria in un'area privata destinata non alla caccia
ma al ripopolamento e alla cattura delle specie animali. A contestargli la
presenza nel terreno in località San Salvatore furono le Guardie
provinciali, che ieri avrebbero dovuto testimoniare nel dibattimento
previsto in Tribunale a Conegliano, dove Zambon aveva presentato opposizione
al decreto penale che lo aveva colpito. Il giudice Deli Luca è riuscito
tuttavia a scongiurare la sfilata dei testimoni, che si preannunciava lunga
vista la presenza di altri testi oltre alle guardie, chiedendo alla difesa
dell'imputato di anticipare la tesi difensiva. Il legale del 54enne ha
spiegato che nel terreno in cui il suo assistito venne scoperto dalle
Guardie della Provincia non erano presenti le tabelle che abitualmente
segnalano la zona di ripopolamento e cattura. Il motivo dell'assenza delle
tabelle? La ferma opposizione del proprietario dell'area ad installarle,
sfociata in un contenzioso tra il proprietario stesso e la Provincia di
Treviso, tuttora pendente davanti ai giudici del Tribunale amministrativo
regionale per il Veneto.
Appurata la pacificità della tesi difensiva, il giudice dopo una breve
camera di consiglio ha assolto Zambon dall'accusa che gli era mossa «perché
il fatto non costituisce reato», specificando nelle motivazioni della
sentenza che l'opposizione al posizionamento delle tabelle non era certo
imputabile all'imputato. Il decreto penale è stato revocato e il fucile sarà
restituito al suo proprietario.
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PESCA
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CILE: "SANTUARIO DEI CETACEI", STOP A CACCIA BALENE
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/CILE-quotSANTUARIO-DEI-CETACEIquot-S
TOP-A-CACCIA-BALENE/news-dettaglio/3361638
Le acque del Cile sono diventeate un "santuario delle balene". Il presidente
Michelle Bachelet ha promulgato una legge che vieta, anche per scopi
scientifici, la caccia ai cetacei nella acque territoriali cilene. "Il
nostro Paese oggi fa un grande passo in avanti in materia di protezione
della natura e lascia una grande eredita' per le future generazioni", ha
affermato la Bachelet spiegando l'importanza di "preservare specie a rischio
di estinsione". Oltre a proibire la cattura e la caccia delle balene, la
Bachelet ha spiegato come la nuova legge preveda anche un impegno dello
Stato nella protezione dell'ambiente naturale dei cetacei e del loro ciclo
vitale. Secondo le nuove norme, il Cile proteggera' 43 specie di cetacei,
poco piu' del 50 per cento di quelle esistenti. Il santuario copre una zona
che si estende per oltre 5,3 milioni di chilometri quadrati di mare e che
rappresenta, secondo la direttrice del Centro di conservazione cetacea, Elsa
Cabrera, "uno dei santuari per le balene piu' grande del mondo". Anche in
Italia, nel Mar Ligure, e' stato creato un "Santuario dei cetacei",
istituito nel 1999, che si estende nel tratto di mare che va dalla Toscana
alla Costa Azzurra, fino alla Sardegna.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it