[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 17/10/08



======
CACCIA
======
SCOPERTO DAGLI AGENTI A BUSANA
Spara dall’auto in sosta
Cacciatore denunciato dalla stradale
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/reggio_emilia/2008/10/17/126200-spa
ra_dall_auto_sosta.shtml
La pigrizia è costata una denuncia e il sequestro del fucile al cacciatore
ligure sorpreso ad aspettare le prede seduto in auto. Ha fatto fuoco due
volte in una zona vicina ad alcune abitazioni. L'uomo si è giustificato:
"spari accidentali"
cacciatore Busana, 17 ottobre 2008 - Cacciatore troppo pigro spara dall’auto
mentre percorre le strade dell’Appennino. Sorpreso dagli agenti della
polstrada di Castelnovo Monti, oltre a beccarsi la denuncia, gli viene
sequestrato il fucile. Una battuta di caccia insolita, ma soprattutto molto
pericolosa quella del 52enne cacciatore ligure che, varcato il valico del
Cerreto e incurante delle regole venatorie e di pubblica sicurezza, ieri ha
sparato due colpi di fucile per colpire la preda restando tranquillamente
seduto nella propria auto. Per l’occasione l’aveva parcheggiata in un punto
strategico lungo la strada della Sparavalle in comune di Busana e, come se
non bastasse, vicino ad alcune abitazioni.
Contrariamente al solito atteggiamento dei cacciatori che, presi dall’
entusiasmo inseguono la selvaggina facendo chilometri nei boschi, per
pigrizia o per stanchezza l’amico ligure è rimasto fermo in auto pensando
che prima o poi qualche animale selvatico sarebbe transitato anche da lì.
Infatti l’occasione di imbracciare la doppietta si è presentata. Ha sparato
due colpi, ma non sappiamo se abbia o no colpita la preda, di certo è
diventato lui stesso una preda, però degli agenti Francesco Giorgini e
Gianluca Papolio della Polstrada di Castelnovo Monti, comandante Roberto
Rocchi.
La pattuglia della stradale che costantemente controlla le strade dell’alto
crinale appenninico, ha sorpreso in flagranza di reato l’incauto cacciatore
ligure che non ha potuto fare a meno di ammettere la propria colpa, pur
affermando che i due colpi erano partiti inavvertitamente. Bloccato dai due
agenti che avevano udito gli spari, gli è stato contestato l’esercizio
venatorio al di fuori degli ambiti consentiti, oltre al non aver ottemperato
agli obblighi relativi alla custodia delle armi. Hanno quindi provveduto a
porre sotto sequestro il fucile, un Beretta calibro 12, mentre l’incauto
cacciatore è stato denunciato all’autorità giudiziaria. L’episodio,
considerata la località, poteva avere anche conseguenze tragiche. Ancora una
volta viene confermata l’utilità della vigilanza stradale anche nelle zone
dell’alto Appennino. di Settimo Baisi
-----
Cacciatori contro cacciatori
Anche gli appassionati delle doppiette si schierano contro i provvedimenti
della maggioranza che rivoluzionano la caccia
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_b
log=124&ID_articolo=412&ID_sezione=274&sezione=
FLAVIA AMABILE
Da due giorni si tengono riunioni abbastanza inconsuete: cacciatori,
ambientalisti e agricoltori tutti insieme, seduti allo stesso tavolo, a
cercare il modo di unirsi per lottare contro cinque disegni di legge che
sembrano fatti apposta per coronare i sogni più nascosti dei cacciatori
italiani.
Li chiama decreti ''salva-bracconieri'' la Lac, Lega per l'abolizione della
caccia, questi cinque provvedimenti firmati dalla maggioranza. Ma quel che
più sorprende è che anche Federcaccia, Italcaccia e Arci caccia e oltre il
70% dei cacciatori che rappresentano non stiano con loro.
Ieri hanno annunciato di volersi sedere tutti insieme intorno a un tavolo
per migliorare la legge esistente e non per cambiarla. Un secco no, insomma.
Franco Timo, presidente di Federcaccia: ''Questa legge vuole mettere in
discussione  l'esistenza degli ambiti territoriali, non parla di
miglioramenti, di difesa del territorio''.
Prima di parlare di modifiche, secondo le 11 associazioni occorre che il
governo faccia il punto "conper poi definire "un sistema di regole,
parametri e rifi o propaganda". La Lac concentra le sue critiche sulla
proposta firmata da Valerio Carrara "a quanto pare candidata a fungere come
testo-base della discussione, e definisce il testo indecente e letale per il
patrimonio faunistico". In particolare, l'associazione animalista denuncia
"la deprecabile attenzione rivolta a depenalizzare alcune gravi forme di
bracconaggio, oggi sanzionate penalmente".
Inoltre, accusa la Lac, il disegno di legge presentato da Vittorio , prevede
"di depenalizzare gli attuali reati di caccia in parchi e giardini pubblici,
il bracconaggio sparando da veicoli, aeromobili o barche, o con l'ausilio di
richiami registrati". Insomma, "ad abbattere un gabbiano, un airone o uno
scoiattolo, si rischierebbe una sanzione amministrativa in misura ridotta di
soli 200 euro, anzichè una denuncia come accade oggi per l'attuale reato di
uccisione di specie non cacciabili". E ancora: "I reati di caccia nei
parchi, o d'uccisione di orsi e stambecchi, diverrebbero oblazionabili col
patteggiamento, possibilità oggi non ammessa".
Secondo la Lac, "i periodi di caccia si dilaterebbero per ulteriori sei
settimane, partendo dall'inizio di settembre e prolungandosi per buona parte
del mese di febbraio". Dura condanna anche all'ipotesi "di rendere
cacciabili specie protette a livello Ue (fringuello, cormorano e peppola)",
e a quella di "concedere 15 giornate di nomadismo venatorio gratuito su
tutto il territorio nazionale ai cacciatori di migratoria", e alla proposta
"di diminuire dagli attuali 1000 a soli 200 metri la distanza di rispetto
(off limits per le doppiette) dai valichi montani interessati dalle
migrazioni dell'avifauna".
-----
La caccia impallinata dai cacciatori
Alleati con gli ambientalisti contro la riforma: «Proposte assurde, si
rischia di uccidere la natura»
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=772&ID_sez
ione=339&sezione=News
DANIELA DANIELE
ROMA
Ambientalisti, cacciatori e coltivatori allo stesso tavolo per dire no al
pacchetto di proposte per modificare la legge 157 sulla caccia, presentato
in Parlamento. Per ora sono riusciti a rallentarne il cammino. I politici
tenteranno di arrivare a un testo unico che crei meno problemi.
Tutti sembrano d’accordo sul fatto che la norma debba subire qualche
correzione, per stare al passo dei tempi: in fondo è una legge del ‘92. Ma
quando i dirigenti di Legambiente, Arcicaccia e Federcaccia, Wwf, Lipu,
Coldiretti, Confagricoltura hanno letto in che cosa consistevano le
modifiche hanno fatto un salto sulla sedia: depenalizzazioni delle attività
di bracconaggio, aggiunta di nuove specie cacciabili, allungamento della
stagione venatoria. E hanno deciso di contrattaccare.
«C’è stata una gran brutta partenza in Parlamento - dice Antonino Morabito,
responsabile della fauna per Legambiente - ci rendiamo conto che l’argomento
è delicato, proprio per questo è necessario che ogni variazione venga
trattata coi soggetti interessati». Ovvero, quelli che cacciano e quelli che
ospitano i cacciatori sui loro terreni, nonché quelli che da una vita si
battono per la conservazione di un ambiente sempre più minacciato. Certe
proposte «non hanno fondamento dal punto di vista tecnico, scientifico e
culturale, nonché politico», sostiene Danilo Selvaggi della Lipu. Si dice
certo che modifiche di questo genere siano dettate più che altro «da spirito
di propaganda».
Anche la maggioranza dei cacciatori vorrebbe equilibrio nella modifica alla
157, soprattutto per due ordini di motivi: una vera tutela della natura è
una necessità stessa di chi ama cacciare. In secondo luogo si teme che
tirare troppo la corda possa inimicare ancor di più la stragrande
maggioranza della popolazione che non ama per niente il periodo delle
doppiette. Riaprire conflitti con l’opinione pubblica è l’ultima cosa che i
cacciatori vogliono.
I partecipanti al tavolo tecnico lamentano la fretta con cui si sta cercando
di far passare le riforma. «E non dimentichiamo che le associazioni
venatorie che si sono unite a noi rappresentano il 70% del totale - osserva
Patrizia Fantilli, responsabile dell’ufficio legale del Wwf - ci chiediamo,
quindi, a chi interessi far passare certe assurdità se non alla parte più
retriva del mondo venatorio, quella che vuole un tipo di caccia che non si
fa più in nessuna parte d’Europa».
Sui contenuti la discussione si fa dura. «Sono state inserite come
cacciabili specie che erano state tolte dall’elenco perché c’erano state
condanne da parte dell’Unione europea: si tratta di fauna protetta». Ogni
anno il ministro delle Politiche agricole dovrebbe produrre una relazione
sullo stato di applicazione della legge 157. «Cosa che non è mai stata
fatta - dice Fantilli - e tutti gli organismi tecnici che hanno competenza
in materia raccomandano di evitare qualsiasi modifica se prima non si ha la
reale valutazione dello stato della fauna e dell’applicazione della legge».
Ma anche i tempi per la caccia, si obietta, sono troppo dilatati. Diversi
studi sostengono che in Italia, autostrada dei migratori, la caccia in
agosto e febbraio è incompatibile con la tutela delle specie intente alla
migrazione. Anche il fatto che possano venir cacciate tante specie simili
tra loro potrebbe creare problemi. Un esempio: ci sono diversi tipi di oche,
alcune cacciabili, altre no. «Mettiamoci nei panni di un cacciatore -
suggerisce l’esperta del Wwf - anche quello più bravo, più ligio al dovere,
in uno stormo di oche, come può fare per evitare di abbattere quelle
protette?».
Il «tavolo» è riconvocato per il 29 ottobre. Non si esclude che ai lavori
possano partecipare gli operatori turistici che non vedrebbero di buon
occhio l’allungamento della stagione venatoria. Ttutti si aspettano una sola
cosa: essere coinvolti nella discussione sul futuro della caccia.
-----
"Nessuna deregulation,
cambiare è un obbligo"
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=773&ID_sez
ione=339&sezione=News
Parla Valerio Carrara, senatore Pdl
DANIELA DANIELE
Senatore Valerio Carrara (Pdl), vicepresidente della Commissione permanente
Difesa, la sua proposta non è piaciuta a nessuno. Bordate di critiche sia
dal fronte dei cacciatori sia da quello degli ambientalisti...
«Ma noi non vogliamo stravolgere nulla. Semplicemente vogliamo adeguare le
leggi italiane alle normative europee. L’intelaiatura della 157 va bene, ma
è una legge vecchia di sedici anni e abbiamo l’obbligo di rivedere i punti
che non hanno funzionato».
Per esempio?
«Sono cambiati i tempi. Non dimentichiamo che oggi anche le Regioni saranno
chiamate a legiferare in merito. E che prima eravamo due milioni di
cacciatori e ora siamo 800 mila. Insomma, il panorama è cambiato e la legge
va riformata».
Nessuno discute dell’esigenza di rifornare il settore. Il problema sono i
contenuti della proposta...
«Non c’è soltanto la mia, i disegni di legge sono una decina. Non c’è più il
mio testo o quello di un altro. Abbiamo creato un comitato ristretto che
cercherà di estrapolare un testo unico. Due sono gli obiettivi che ci
prefiggiamo: la tutela del territorio e quella della fauna, perché senza
fauna non può esserci caccia. Fatto questo, apriremo la consultazione con
ambientalisti, agricoltori e associazioni venatorie, per dare la possibilità
a tutti di esprimere il proprio punto di vista e trovare un accordo per far
sì che questa legge funzioni meglio».
Un tavolo le associazioni l’hanno già creato...
«Sì, e ci pare che sia stato un po’ prematuro visto che ci sono ancora
diverse ipotesi sul tappeto».
Quando sarà pronto il testo unico?
«Penso entro la fine di novembre. Ci sarà quindi tutto il tempo per
osservazioni ed emendamenti. E contiamo di metterlo in discussione in
Commissione al più presto».

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it