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NEWS: Giornali Internet 18/10/08



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CACCIA
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La Polizia provinciale ha scoperto un allevamento di lepri, richiami vivi
non autorizzati e gabbie trappola
Retata anti bracconaggio a Faè
Denunciata una persona. Gli inquirenti ipotizzano un commercio sommerso del
materiale
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3945622&Pagina=ODERZO%20MOTTA
Oderzo
Nuova retata anti-bracconaggio nella Marca Trevigiana.La Polizia provinciale
ittico-venatoria, durante l'ordinaria attività di controllo nel territorio
opitergino, ha denunciato un uomo residente nella frazione di Faè per
detenzione di arma non denunciata, detenzione di richiami vivi non
autorizzati, allevamento non autorizzato di lepri, uccellagione e uso di
mezzi vietati di caccia. Gli agenti della polizia provinciale hanno anche
sequestrato un fucile, reti di cattura vietati, gabbie trappola, diversi
esemplari di lepri e un centinaio di capi di avifauna. Hanno quindi
provveduto a liberarare sul posto, come stabilito dalla legge, alcuni
esemplari pettirossi e capinere.
Il fatto è stato segnalato dalla Polizia provinciale alla Procura della
Repubblica di Treviso, e per quanto di competenza la Provincia stabilirà le
conseguenti sanzioni amministrative.L'uomo, raggiunto dalla denuncia per il
possesso di materiale vietato da caccia e di specie protette, non sarebbe un
cacciatore. Si profila, quindi, anche in questo caso l'ipotesi di un
commercio di questo tipo di materiale. Un commercio sommerso e illegale che
sarebbe alquanto fiorente nella Marca Trevigiana: centinaia di migliaia di
euro che ruotano attorno al bracconaggio.
Un commercio che pare non arrestarsi nonostante anche la Polizia Provinciale
abbia intensificato la sua azione con interventi mirati ed attività di
indagine svolta anche con il prezioso ausilio delle guardie volontarie e in
collaborazione con le altre forze dell'ordine. Manuela Collodet
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IL CASO. Due ordinanze dei giudici del Lazio contro la Lombardia
Caccia in deroga bocciata dal Tar
La legge regionale davanti alla Consulta Gli ambientalisti: «Fermate subito
il prelievo»
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/B.htm
Non c’è pace per la caccia in deroga in regione Lombardia. Il tar del Lazio
con due distinte prese di posizione (due ordinanze datate 16 ottobre e
depositate ieri in cancelleria) ha accolto in via cautelare il ricorso di
due associazioni ambientaliste, la Lega Abolizione della Caccia e il Wwf che
avevano portato davanti al giudice amministrativo una delibera della
Conferenza delle regioni del 26 marzo scorso.
In quell’occasione, alcune amministrazioni regionali, fra le quali il Veneto
e la Lombardia, si accordavano sui quantitativi massimi di specie protette
come fringuelli, peppole e storni, cacciabili in deroga alle direttive
comunitarie.
Ora il Tar del Lazio presume che le due regioni abbiano violato la direttiva
«Uccelli» emanata dall’Unione europea nel 1979, quando, servendosi dello
strumento della Conferenza Stato - Regioni, che aveva suddiviso le quote fra
le regioni, hanno elevato del triplo anche il concetto di "piccole quantità"
di animali protetti abbattibili in deroga. Ora il Tar ha ripreso i numeri
della direttiva comunitaria e ha fissato l’obbligo per le regioni di
chiudere la caccia in deroga non appena venga raggiunta la "piccola
quantità" (l’1% della mortalità annuale degli uccelli interessati alla
caccia in deroga).
Allo stesso tempo il Tar del Lazio ha anche trasmesso alla Corte
Costituzionale i testi delle rispettive leggi regionali di Veneto e
Lombardia sollevando una eccezione di costituzionalità dei provvedimenti.
Già quest’anno la Corte costituzionale si era pronunciata sulla deroga
adottata lo scorso anno dalla Regione Lombardia sostenendo che questi tipi
di provvedimenti non possono essere adottati con una legge regionale per
eludere i controlli della giustizia amministrativa.
Non si sono fatte attendere le prese di posizione delle associazioni
ambientaliste che avevano proposto il ricorso al Tar. Il Wwf chiede alle
regioni: «di chiudere immediatamente la caccia in deroga finchè non siano
certi i dati scientifici che dimostrano le percentuali previste dalla
direttiva».
Mentre Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf, spiega che «questa è una
grandissima vittoria non soltanto perchè finalmente è stata ripristinata la
legalità in queste regioni, ma soprattutto perchè è diventato intollerabile
che le Regioni pur di aprire la caccia a piccoli uccelli insettivori come i
fringuelli e le peppole, vadano contro le normative comunitarie e le
sentenze della Corte Costituzionale. In più lo fanno senza che vi siano dati
scientifici certi ed è per questo che il Tar ha accolto il ricorso».
«L'Italia, soprattutto per colpa di regioni come Lombardia e Veneto, è già
sotto procedura di infrazione Ue per violazione delle direttive a tutela
della fauna - osserva il presidente nazionale della Lac, Carlo Consiglio -.
È giunta l'ora di mettere la parola fine a questo scandalo».
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LA POLEMICA
La Lac: il Tar sospende la caccia in deroga. La Regione: non cambia nulla
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3944825&P
agina=NORDEST
Venezia
Vita dura per chi alza la doppietta contro friunguelli, peppole, storni e
pispole. Gli amanti della caccia dovranno fare i conti con il Tar del Lazio
il quale attraverso due distinte ordinanze ha sospeso l'accordo della
conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulle quantità di uccelli
protetti abbattibili con la caccia in deroga, accordo in base al quale sono
state approvatele leggi di Veneto e Lombardia. Gli animalisti, dunque,
cantano vittoria ma è polemica con la Regione Veneto, perchè secondo
l'assessore competente, Elena Donazzan, le ordinanze di fatto non cambiano
la situazione di una virgola.
Secondo la Lac, la Lega per l'abolizione della caccia, "le leggi regionali
che sono state approvate basandosi su un atto, l'accordo della Conferenza
delle Regioni del marzo scorso, ora sospeso e che sono ora al vaglio della
Corte Costituzionale, perdono di piena efficacia". Per gli animalisti,
quindi, tutti i cacciatori che spareranno a questi uccelli protetti lo
faranno a proprio rischio: "Saremo inflessibili - spiegano i responsabili
della Lac veneta - nel controllare i cacciatori".
Toni completamente diversi, invece, da Palazzo Balbi, sede della giunta
regionale. E l'assessore con delega alla Caccia, Elena Donazzan, smorza i
toni: "Premesso che il Tar non può bocciare una legge, ma che questo compito
spetta alla Corte Costituzionale - osserva - stiamo verificando con gli
uffici legali della Regione il tenore di quanto comunicato dalla Lac. Per il
momento per noi resta tutto immutato".
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CACCIA. ASSESSORE DONAZZAN: “LA LEGGE REGIONALE NON PUO’ ESSERE PRIVATA DI
VIGORE DA UN TRIBUNALE AMMINISTRATIVO”
Comunicato stampa n° 1715 del 18/10/2008
http://www.regione.veneto.it/Notizie/Comunicati+Stampa/Ottobre+2008/1715.htm
(AVN) – Venezia, 18 ottobre 2008
 “Ad oggi, sabato 18 ottobre 2008 alle ore 18 alla Regione del Veneto non è
stata notificata alcuna ordinanza del TAR Lazio in merito alle cacce in
deroga, pertanto è solo da notizie ufficiose e piuttosto imprecise che
abbiamo saputo di una ordinanza del tribunale amministrativo laziale che
tratterebbe di legge sulla caccia in deroga.”
“La legge regionale finchè non sarà dichiarata costituzionalmente
illegittima resta in vigore - afferma la nota dell’Assessore Regionale
Donazzan – “perché è competenza esclusiva della Corte Costituzionale
sospendere o annullare le leggi e non certo di un tribunale amministrativo.”
“Il fatto gravissimo, non è che una legge sia o meno impugnata nel rispetto
dell’ordinamento giuridico, ma che le notizie relative ad un procedimento,
siano commentate o interpretate prima di essere conosciute da una delle
parti ricorrenti.” aggiunge con toni gravi l’Assessore Regionale – “ Mi
scandalizza e mortifica il rispetto verso l’amministrazione della giustizia
che una associazione come la LAC, estremista nei toni e nelle forme di
espressione, abbia conoscenza prima delle Istituzioni delle ordinanze di un
tribunale.”
“Sono in gioco diritti e doveri previsti dalla legge con ricadute su 60.000
cittadini nella nostra regione rispettosi delle norme vigenti, - conclude l’
Assessore regionale -  ivi compresa quella che prevede la caccia in deroga e
che quindi devono avere la serenità di operare nella certezza delle norme.”
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SICILIA/CACCIA: REGIONE MODIFICA CALENDARIO VENATORIO IN ZPS
http://www.asca.it/moddettregione.php?id=327836&img=&idregione=&nome=&artico
lo=SICILIA/CACCIA:%20REGIONE%20MODIFICA%20CALENDARIO%20VENATORIO%20IN%20ZPS
(ASCA) - Palermo, 17 ott - L'assessore regionale siciliano per
l'Agricoltura, Giovanni La Via, ha modificato parzialmente il calendario
venatorio per la stagione 2008/2009, gia' approvato con decreto del 25
settembre scorso. I piccoli cambiamenti riguardano alcune Zps (zone di
protezione speciale). In particolare, quella denominata ''Torre Manfria,
Biviere e Piana di Gela'', che ricade nei comuni di Gela, Butera, Acate,
Niscemi, Mazzarino e Caltagirone e ''Pantano Morchella'', ''Pantani della
Sicilia Sud Orientale'' e ''Pantano di Marzameni'', tutte nel comune di
Pachino.
Nel primo caso, le modifiche si sono rese necessarie per via dell'enorme
estensione della Zps (17.800 ettari), che avrebbe oltremodo limitato
l'attivita' venatoria e anche per il fatto che all'interno della stessa zona
di protezione speciale sono situate, da molti anni, due aziende
agro-venatorie, una zona cinologica e un'azienda faunistico-venatoria,
regolarmente autorizzate. Visto che all'interno della Zps ricadono sia il
Sic (sito di interesse comunitario) ''Biviere e Macconi di Gela'' sia la
riserva naturale orientata ''Biviere di Gela'', l'assessorato ha ritenuto,
infatti, che la fascia di protezione della zona umida sia, comunque,
sufficientemente estesa.
Nel secondo caso, la possibilita' di cacciare anche nella Zps e' stata
decisa tenendo conto di una ordinanza del Tar di Catania che ha sospeso
l'efficacia del decreto dell'assessorato regionale al Territorio con il
quale era stata stabilita la perimetrazione delle Zps e dei Sic nel comune
di Pachino.
Pertanto, a seguito di tale ordinanza si e' determinata un'incertezza circa
i limiti dell'effettiva perimetrazione.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it