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NEWS: Giornali Internet 19/10/08



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CACCIA
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VILLAGA. La disgrazia ieri mattina in una zona agricola
Muore cacciatore
Ucciso da malore
http://www.ilgiornaledivicenza.it/
Un infarto assassino mentre andava a caccia. Il dramma è avvenuto ieri
mattina a Villaga, dove Mario Gentilin, 66 anni, pensionato residente a
Valdagno, era andato a sparare seguendo una passione che coltivava da una
vita. Mario, che viveva in viale Regina Margherita 15, lascia nel dolore la
moglie, Gelsomina Pretto, e i due figli Stefano e Marco. La disgrazia risale
alle 8.35. Mario era partito di buon'ora dalla valle dell'Agno ed aveva
scelto la zona di Villaga, che conosceva bene, per la sua battuta. Con lui
c'erano anche altri cacciatori. La dinamica di quanto accaduto è ancora in
fase di ricostruzione da parte dei carabinieri della stazione di Barbarano,
intervenuti assieme al Suem, che hanno avvisato il pubblico ministero Paolo
Pecori il quale dovrà firmare il nulla osta per la sepoltura. Peraltro, non
essendosi alcuna responsabilità di altre persone in quanto accaduto, è
probabile che arrivi a Valdagno fra oggi e domani. In base a quanto è
emerso, Gentilin sarebbe crollato a terra all'improvviso, in un'area
agricola non lontana da via Dante. Avrebbe avvertito un dolore al petto e si
sarebbe accasciato.
Un altro cacciatore ha subito compreso la gravità del malore ed ha dato
l'allarme al 118. La centrale operativa del Suem ha mandato a Villaga
un'ambulanza con il medico, ma ha anche deciso di far alzare in volo un
elicottero per consentirgli un soccorso ancora più celere. Nonostante i
tentativi di rianimarlo, però, per Mario non c'è stato nulla da fare. È
morto a causa dell'arresto cardiocircolatorio, fra la disperazione degli
altri cacciatori. Membro dell'associazione cacciatori di Valdagno, Gentilin
era conosciuto per la sua gentilezza e generosità. Era una persona
riservata, molto legata alla famiglia. Quando ne aveva l'opportunità, andava
a caccia, «la sua grande passione, che ieri lo ha tradito. Una passione
legata al suo amore per la natura, che sapeva e faceva rispettare». L.C.
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VEROLI
Cacciatore colpito da un masso
http://iltempo.ilsole24ore.com/frosinone/2008/10/19/940701-cacciatore_colpit
o_masso.shtml
Stava facendo una battuta di caccia in compagnia di altri appassionati di
attività venatoria quando, un masso di imponenti dimensioni, gli si è
scaraventato addosso.
Soccorso dall' Ares 118, il trentottenne e stato trasportato in un ospedale
capitolino, ma non è in pericolo di vita.
Il grave incidente si è verificato intorno alle ore 15.45 in località Prato
di Campoli.
Il trentottenne, originario di Supino, si era recato a caccia insieme ad
altri appassionati, quando improvvisamente, un sasso dal peso imponente si è
staccato dalla parete rocciosa precipitandogli addosso e colpendolo sul
torace.
Immediatamente soccorso dai suoi compagni di avventura il trentottenne è
stato prima liberato dal masso per essere in seguito consegnato nelle mani
del 118.
Il personale medico, giunto repentinamente sul luogo dell'incidente, ha
subito ritenuto opportuno chiedere l'intervento di un'eliambulanza che è
sopraggiunta in pochi minuti dalla città di Latina. Caricato l'infortunato
sul veivolo, il mezzo, che è decollato direttamente sul prato di Campoli, ha
trasportato il malcapitato presso l'ospedale San Camillo di Roma.
Secondo i primi accertamenti, l'uomo ha riportato una frattura scomposta
all'arto superiore sinistro e una contusione toracica. Onde scongiurare ogni
pericolo, comunque, il trenottenne è stato sottoposto a tutti gli
accertamenti del caso. Rob.Sim.
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DUEVILLE. Doveva consegnarli ai carabinieri
Difende i suoi fucili e finisce in carcere
http://www.ilgiornaledivicenza.it/
Erano partiti con l'obiettivo di sequestrare tre fucili da caccia e il
relativo porto d'armi, ma l'operazione si è conclusa con un inaspettato
arresto in flagranza di reato per resistenza e minaccia a pubblico
ufficiale.L'altra sera, attorno alle 22.30, i carabinieri della stazione di
Dueville hanno suonato alla porta di Dario Zanin, 60 anni, agricoltore
residente in paese in via Marconi 17, per sequestrargli tre armi e il
relativo permesso di detenzione. I militari dovevano eseguire un'ordinanza
della procura di Vicenza a seguito di una segnalazione del Corpo forestale.
La missione sembrava semplice, invece le cose si sono complicate in corso
d'opera. Una volta compresa la situazione infatti l'uomo ha dato in
escandescenza, pronto a tutto per difendere i suoi tre fucili da caccia.
Avrebbe ripetutamente minacciato i carabinieri, prima verbalmente, poi con
un'aggressione fisica, tanto da cercare più volte di colpire i militari con
calci e pugni. A questo punto è scattato l'arresto e su disposizione
dell'autorità giudiziaria, informata dai militari della stazione di
Dueville, è stato condotto in carcere al San Pio X. A.Z.
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FORESTALE
Quattro bracconieri denuncia e sequestri
http://www.lasicilia.it
Gli agenti del Corpo Forestale di Trapani, in servizio presso il
Distaccamento di Erice, nel corso di una attività condotta tra il 12 ed il
15 ottobre, azione di pg mirata al controllo dell’attività venatoria
finalizzata a scongiurare fenomeni di bracconaggio, hanno provveduto ad
eseguire degli appostamenti volti ad accertare eventuali illeciti. Durante
gli appostamenti, eseguiti in varie località dei Comuni di Trapani e
Marsala, è stata accertata la presenza di quattro cacciatori colti in
flagranza di reato mentre erano intenti a praticare la caccia con richiami
illegali. I Forestali dopo averli identificati li hanno denunciati alla
Procura della Repubblica di Trapani ed hanno sequestrato il materiale in
loro possesso, cinque richiami elettronici, quattro fucili, quarantotto
cartucce ed una ventina di allodole (specie attualmente vietata).
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L’uomo di Faè denunciato dalla Polizia Provinciale: «Non è vero che hanno
liberato un centinaio di pettirossi, ma solo uno. Comunque, non ci posso
fare nulla»
Bracconiere per passione: «È una malattia»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3946776&Pagina=ODERZO%20MOTTA%20DI%20LIVENZA
Oderzo
Accusato di aver violato le norme in materia di tutela della fauna
selvatica, ha trovato il modo di contestare quanto pubblicato sul suo conto.
«Non è vero che sono stati liberati centinaia di esemplari di pettirossi, ma
solo uno. Il resto? Il resto corrisponde al vero». L'uomo di Faè, denunciato
la scorsa settimana dalla Polizia Provinciale ittico-venatoria, ammette
candidamente quanto scritto sul suo conto, tranne quell'eccesso. Senza
minimamente vergognarsi della sua innata "passione". Perché di passione,
egli sostiene, si tratta. Eppure, sul suo conto ora pende un'azione
giudiziaria, dopo la segnalazione effettuata dalla Polizia Provinciale
preposta al controllo del territorio, in tema di doppiette e quant'altro.
Perché l denuncia parla di detenzione di arma non denunciata, detenzione di
richiami vivi non autorizzati, allevamento non autorizzato di lepri,
uccellagione e uso di mezzi vietati di caccia. Tutto confermato dal diretto
interessato. Che, a domanda, così risponde: «Cosa vuole che le dico, certo
che è vero. Il guaio è che per me è una malattia, una droga di cui non poso
farne a meno. È una passione».
Una passione che però la legge vieta!
«Ma non posso farne a meno, e poi cosa può interessare?».
Ma l'ambiente è di tutti...
«Ma se tutti rispettassero l'ambiente come faccio io, sarebbe migliore.
Dalle mie parti sono l'unico a mantenere ancora le siepi nei campi. E
allora, questo non è rispettare l'ambiente? Per il resto, lasciatemi con la
mia passione, che coltivo da quando sono nato. L'ho pure detto: datemi una
multa da mille euro ogni volta che accade, chissà che me la tolgo!». G.D'A.
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DOPPIETTE. L’on. Berlato rivendica l’impegno per la modifica della legge
nazionale
«Caccia: 811 mila firme Il Parlamento si muove»
L’europarlamentare è critico con quei dirigenti venatori che sostenevano l’
intoccabilità del provvedimento
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Aah.htm
L’eurodeputato Sergio Berlato rivendica la primogenitura nell’impegno per la
modifica della legge nazionale sulla caccia.
«Se non avessimo predisposto le nostre proposte di modifica alla legge e se
non avessimo attivato, a loro sostegno, la petizione popolare che ha
raccolto più di 811 mila firme in tutta Italia, non si sarebbe nemmeno
cominciato a discutere delle modifiche alla legge. Prima di queste
manifestazioni di migliaia di cacciatori, e prima anche dei suggerimenti di
Confavi, Anlc, Anuu e Enalcaccia, alcuni dirigenti venatori sostenevano l’
intoccabilità della legge, in difesa dei propri interessi e dei centri di
potere».
Adesso, sostiene Berlato, persino questi dirigenti sono costretti ad
affermare che la legge va migliorata, ma senza stravolgerne i principi
fondamentali. È interessante questo riposizionamento “tattico” da parte di
tali dirigenti venatori, dovuto soprattutto alle pressioni che ricevono
dalla base. Le proposte non stravolgono la legge, ma si limitano ad
aggiornarne i contenuti.
Ci sono anche altre proposte di modifica, presentate a Camera e Senato, che
hanno alcuni contenuti interessanti e meritevoli di essere inseriti nel
testo unificato che uscirà dalla Commissione parlamentare per essere
definitivamente approvato dai due rami del Parlamento. È quindi positiva,
aggiunge l’europarlamentare, la nascita di un tavolo di confronto fra alcune
rappresentanze dell’associazionismo venatorio, ambientalista e agricolo.
«Ci dispiace solamente che questo tavolo in difesa della legge non sia stato
costituito prima del decreto emanato dall’ex ministro Pecoraro Scanio, che
di fatto ha profondamente modificato la legge statale sulla caccia,
penalizzando ingiustificatamente l’attività venatoria all’interno di tutte
le aree facenti parte della rete ecologica comunitaria, meglio nota come
Rete natura 2000, di cui fanno parte le Zone di protezione speciale e le
Zone speciali di conservazione. Il nostro obiettivo è quello di costituire
un tavolo di confronto permanente con tutte le rappresentanze economiche e
sociali, che devono fornire il proprio contributo per favorire un approccio
razionale e non più emotivo ad alcune tematiche».
La Commissione parlamentare preposta attiverà presto le audizioni, in cui
tutte le categorie economiche e sociali interessate potranno fornire il loro
parere su tutte le proposte presentate di modifica alla legge sulla caccia.
Chi ha idee, conclude Berlato, le potrà esprimere in quella sede; chi ha
proposte migliorative le potrà presentare; chi ritiene di arroccarsi in
difesa dei propri interessi, questa volta rimarrà deluso.
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PESCA
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Continuano, incessanti, i controlli da parte dei militari della Sezione
Operativa
http://www.lasicilia.it
Navale della Guardia di Finanza di Messina, diretta dal capitano Maurizio De
Pierno, a tutela della fauna marina.
Una pattuglia di finanzieri della Squadra Operativa in servizio presso l’
imbarcadero delle Ferrovie di Messina, insospettita dalla perdita di acqua
da un carrello trainato da un’autovettura appena sbarcata da una motonave
«Bluvia» proveniente da Villa San Giovanni, ha rinvenuto un carico di circa
quattromila ricci di mare. Il controllo delle Giamme Gialle ha impedito che
gli echinodermi, catturati nelle acque di Pizzo Calabro, giungessero alla
loro destinazione prefissata: il mercato catanese. A bordo dell’automezzo è
stata rinvenuta anche l’attrezzatura da sub usata per la pesca illegale,
anch’essa posta sotto sequestro. Il responsabile è stato verbalizzato ai
sensi della legge 381/1988 e succ. modificazioni, che consente la cattura,
per ogni pescatore sportivo, di un quantitativo massimo di 50 esemplari.
I ricci di mare, ancora vivi, sono stati sottoposti a visita sanitaria da
parte del dott. Santi La Macchia, veterinario responsabile dell’Unità
Operativa Area B dell’Asl n. 5 di Messina, che ne ha consigliato la
liberazione in mare nelle acque dello Stretto.
Il riccio di mare di interesse alimentare è il «Paracentrotus lividus»,
volgarmente detto «riccio femmina». Si nutre prevalentemente di alghe e di
detriti di poseidonia oceanica, oltre che di piccoli animali vivi o morti,
grazie ad un apparato masticatore molto sviluppato provvisto di cinque
denti. Esso rappresenta un elemento essenziale per l’intero ecosistema
marino e per questo va tutelato.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it