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NEWS: Giornali Internet 22/10/08



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CACCIA
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POLIZIA PROVINCIALE
Bracconiere finisce nella rete
http://lanazione.ilsole24ore.com/lucca/2008/10/21/127217-bracconiere_finisce
_nella_rete.shtml
E’ stato identificato dalla Polizia Provinciale il responsabile dell’
installazione di reti ulitizzate per la cattura di volatili a Ciciana, sulle
colline lucchesi. Dopo il rinvenimento di reti da uccellagione – i
cosiddetti ‘roccoli’ – agenti della Polizia Provinciale hanno iniziato a
controllare con assiduità questi reticoli
Lucca, 21 ottobre 2008 - Gli agenti hanno anche provveduto a liberare i
pennuti che si erano imbrigliati nelle maglie e, al tempo stesso, cercando
di “catturare” l’autore della trappola. Lunedì pomeriggio, attorno alle 18,
la pattuglia presente sul posto ha sentito arrivare un’auto: sono passati
pochi minuti e, con fare furtivo, si è avvicinato, un uomo, il quale,
sfruttando il calare della notte, si è diretto con sicurezza alla rete ed ha
iniziato a impossessarsi di alcuni esemplari di uccelli appena caduti in
trappola.
Subito è scattato il blitz e, nonostante fosse stato colto in flagranza di
reato, l’uomo ha tentato di discolparsi, dicendo che si trovava in quel
luogo casualmente e accampando l’insostenibile difesa di essere alla ricerca
di funghi, ma, nel racconto fatto agli inquirenti, è caduto più volte in
contraddizione.
E’, quindi, scattata la perquisizione dell’abitazione dell’uomo, che si
trovava a circa un chilometro dal luogo: qua gli agenti hanno rinvenuto
strumenti per la cattura di uccelli vietati, quali ‘roccoli’, trappole a
scatto, archetti, panie ed altri ancora, nonché sono stati trovati volatili,
anche di specie protette, sia vivi che congelati.
In tutto sono stati posti sotto sequestro 22 esemplari – tordi, merli,
fringuelli e usignoli giapponesi – ancora in vita e custoditi in apposite
gabbie: secondo gli investigatori è plausibile che questi volatili fossero
in attesa di essere venduti a scopo di richiamo. La Polizia Provinciale ha
provveduto a portare gli uccelli ad un centro di recupero di animali
selvatici, dove si trovano adesso in custodia, in attesa delle decisioni che
saranno prese dall’Autorità Giudiziaria.
Il bracconiere adesso è indagato per attività di uccellagione, pratica di
caccia attuata con l’impiego di dispositivi fissi e finalizzata alla cattura
indiscriminata e di massa della selvaggina volatile, per la quale rischia l’
arresto fino a un anno o l’ammenda fino ad un massimo di 2mila 65 euro.
Inoltre, essendo anche sprovvisto della licenza di caccia, rischia l’
incriminazione per furto aggravato ai danni dello Stato, il cosiddetto
‘furto venatorio’, reato per il quale è prevista la reclusione fino a 6 anni
e la multa da 103 a 1032 euro.
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CACCIA
Uccide cinghiale in area protetta, multato
http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/10/22/127524-uccide_cinghiale_
area_protetta_multato.shtml
L' uomo, un cacciatore aretino, ha ucciso il cinghiale nell'area naturale
protetta della foresta di Sant'Antonio, sul monte Secchieta: scoperto da
agenti della forestale è stato multato con 420 euro
Firenze, 22 ottobre 2008 - Uccide un cinghiale nell'area naturale protetta
della foresta di Sant'Antonio, sul monte Secchieta: scoperto  da agenti
della forestale e multato con 420 euro. L' uomo, un cacciatore aretino, non
riuscendo a caricare sull'auto l'animale, ha sezionato la carcassa.
Secondo quanto spiegato, il cacciatore stava regolarmente esercitando la
caccia al fagiano, quando si è imbattuto nell'animale. Dopo averlo ferito
con un colpo di fucile, l'uomo ha inseguito l'animale uccidendolo poi
poco al di fuori della Riserva naturale statale di Vallombrosa ma dentro al
territorio della foresta di Sant'Antonio.
Qui è stato scoperto dai forestali.
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LA POLEMICA. Uffici subissati da telefonate in seguito all’ordinanza contro
la caccia in deroga
Cacciatori, niente multe
dopo l’ordinanza del Tar
Corpo Forestale dello Stato e comando polizia provinciale «Aspettiamo
chiarimenti definitivi da parte della Regione»
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Aah.htm
Roberta Bassan
Nessuna multa ai cacciatori, almeno per il momento. Almeno fino a quando la
Regione, che ha compito di coordinamento e indirizzo in materia venatoria,
non avrà fatto chiarezza definitiva sull’ordinanza del Tar del Lazio che da
sabato scorso ha messo in fibrillazione le doppiette venete.
Lo hanno fatto sapere sia il comandante provinciale del Corpo Forestale
dello Stato Daniele Zovi che il comandante della polizia provinciale
Giancarlo Bonavigo i cui uffici in questi giorni sono subissati da
telefonate. Il Tar del Lazio ha accolto la doppia richiesta presentata dagli
avvocati della Lega per l’abolizione della caccia e dal Wwf andando a
sospendere l'efficacia del provvedimento della conferenza Stato-Regioni che
dava il via libera alla caccia in deroga.
La Regione Veneto aveva licenziato, proprio sulla scorta di quel
provvedimento, una legge che approvava le cacce in deroga, stabilendo
quantità di uccelli cacciabili per storni, fringuelli, peppole e pispole. I
giudici romani del Tar, da parte loro, nei giorni scorsi hanno emesso due
ordinanze stabilendo di sospendere l’efficacia del provvedimento perché, in
sostanza, se si lasciasse sparare a specie non cacciabili si creerebbe un
danno grave e irreparabile.
Sabato scorso l’assessore alla caccia Elena Donazzan ha fatto sapere tramite
un comunicato di non avere ricevuto alcuna notifica dell’ordinanza in merito
alla caccia in deroga e comunque di continuare a ritenere valida la legge
regionale. Ieri l’assessore non ha voluto fare alcun aggiornamento sulla
vicenda.
L’assessore provinciale alla caccia Marcello Spigolon da parte sua ha
dichiarato di non avere ricevuto alcuna notifica della sentenza e di
attenersi alle parole della Donazzan: «In Regione stanno studiando la
sentenza. A giudizio dell’ufficio legale, inoltre, un Tar non potrebbe
sospendere una legge regionale e quindi per noi è valida solo quella».
Il comandante Zovi (Corpo Forestale dello Stato) ha detto ieri di non aver
ricevuto alcuna notifica dell’ordinanza né da parte del Corpo Regionale di
Padova, da cui dipende in via gerarchica, né da altri. «Allo stato attuale -
ha detto - è prudente attendere che la Regione prenda atto della sentenza
del Tar e si esprima di conseguenza. Noi non possiamo andare a sanzionare il
singolo cacciatore che è perseguibile solo dopo che è stato informato degli
eventuali cambiamenti. Quando qualcuno gli dirà che le modifiche sono
sopravvenute, solo allora sarà perseguibile e noi potremmo mettere in atto i
controlli. Siamo quindi in attesa che la Regione si esprima su eventuali
novità. ma fino ad allora non applicheremo alcuna multa, è una questione
etica». Sulla stessa lunghezza d’onda il comando della polizia provinciale:
«Abbiamo consigliato ai cacciatori di ridurre i prelievi, ma non siamo in
grado di fare alcuna sanzione. Per noi è in vigore l’attuale legge
regionale, siamo però in attesa che venga fatto un chiarimento definitivo
quanto prima. E questo in accordo anche con le altre guardie provinciali
venete».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it