[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 24/10/08



======
CACCIA
======
IL CASO
Richiami acustici vietati: dopo il sequestro dei fucili scatta la denuncia
per due cacciatori
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3953198&Pagina=1
Non voleva credere alla proprie orecchie. Intorno alla sua casa nel
Bassopolesine risuonavano richiami elettroacustici vietati. In effetti non è
infrequente che anche nei pressi dellle zone abitate del Delta, in certe
condizioni di vento sia percepibile l'eco di questi aggeggi, cari ai
bracconieri, utili a portare a tiro di doppietta gli uccelli, ma il cui uso
è punito con severe ammende e la denuncia penale in procura.
Il fatto singolare è che il proprietario dell'abitazione in questione è un
vigile provinciale. Quasi una beffa, uno sfottò per lui che dopo tanti anni
di servizio sa avvertire la differenza di suono tra un richiamo legale e uno
elettroacustico con estrema facilità.
Tant'è. Il Delta non è nuovo agli attegiamenti irridenti di certi
bracconieri nei confronti dele forze dell'ordine. Ci è scappato pure qualche
vandalismo come i danneggiamenti sofferti dai mezzi della Provincia poco più
di un anno fa.
Intanto però la lotta alle violazioni venatorie va avanti pur tra le
croniche difficoltà ormai note. Sono arrivate le prime denunce penali
proprio per l'uso di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico.
Teatro dell'episodio l'atc Ro2 dove, in località Retinella a Loreo, a due
cacciatori residenti fuori provincia sono stati sequestrati i fucili e
denunciati in procura. In un appostamento temporaneo in terra utilizzavano
un dispositivo acustico vietato. Non avevano comunque abbattuto fauna. Ieri,
poi, nella rete della Vigilanza provinciale sono caduti altri due cacciatori
di Padova, uno iscritto all'atc Ro3. Alle 8,45 in laguna di Barbamarco a
Pila, i due sono stati sorpresi mentre dentro un appostamento fisso facevano
strombazzare i famigerati "ciamin" alimentati dalla corrente elettrica di
una batteria. I loro carnieri risultavano peraltro ancora vuoti. Anche a
questi cacciatori, oltre alla denuncia in procura sono stati sequestrati i
fucili. Franco Pavan
-----
BRACCONAGGIO: CINQUE DENUNCE NEL BERGAMASCO PER UCCELLAGIONE
Cattura di avifauna protetta, utilizzo di trappole vietate e detenzione
irregolare di armi da caccia sono i reati contestati
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7035
23 ottobre 2008 – Siamo nel pieno della stagione di caccia e anche nel
Bergamasco gli agenti del Corpo forestale dello Stato hanno intensificato i
controlli sull’attività venatoria. Controlli che, solo in questo fine
settimana, hanno portato a cinque denunce per cattura di avifauna protetta,
utilizzo di mezzi illeciti e detenzione irregolare di armi da caccia. In Val
Brembrana è stata sequestrata una rete, mezzo di cattura il cui uso è
espressamente vietato dalla legge, ritrovata nei boschi del territorio
comunale di Santa Brigida, ma il responsabile è rimasto ignoto. Nel Comune
di San Pellegrino Terme, gli agenti della Forestale di Zogno (Bergamo) sono
riusciti a identificare e denunciare l’uomo che aveva posto un’altra rete
metallica. Nella trappola era rimasto imprigionato un pettirosso, specie a
rischio di estinzione e protetta ma ancora troppo spesso vittima dei
bracconieri. In Valcalepio, in località Prato Alto nel Comune di Gandosso
(Bergamo), è scattata un’altra denuncia grazie agli agenti del Comando
Stazione Forestale di Sarnico e di Trescore Balneario, che hanno sorpreso un
bracconiere mentre catturava con una rete ben cinque cardellini e un
pettirosso. Sempre in Valcalepio, un altro bracconiere aveva posto nei
boschi di Villa di Serio diciotto “archetti”, pericolose e illegali trappole
a scatto, che gli avevano permesso di catturare tre pettirossi. Gli agenti
della Forestale di Lovere hanno colto l’uomo in flagranza di reato mentre
raccoglieva gli uccelli e hanno quindi deciso di effettuare una
perquisizione domiciliare. Una canna da fucile e quattro fucili le armi
sequestrate per violazione delle normative in materia di armi da sparo.
Ancora pettirossi catturati in una rete metallica sono stati trovati dagli
agenti di Lovere in località Pizzo, che fa parte del territorio comunale di
Costa Volpino.
-----
BRACCONAGGIO: IDENTIFICATO E SANZIONATO UN UOMO PER CACCIA DI FRODO A
VALLOMBROSA
Gli agenti del Corpo forestale dello Stato sono intervenuti a seguito di una
segnalazione ricevuta dalla Comunità Montana
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7034
23 ottobre 2008 – Il personale del Corpo forestale dello Stato in servizio a
Vallombrosa (Firenze) è intervenuto per identificare e sanzionare un
bracconiere che stava esercitando la caccia di frodo sul Monte Secchieta in
una località posta all’interno dell’Area Naturale Protetta d’Interesse
Locale della Foresta di Sant’Antonio. Secondo una prima ricostruzione dei
fatti, il cacciatore, aretino di mezza età, stava regolarmente esercitando
la caccia al fagiano nell’area di competenza quando si è imbattuto in un
capo adulto di cinghiale di grossa taglia. Dopo averlo ferito con un colpo
di fucile, l’uomo ha inseguito l’ungulato ed è riuscito ad abbatterlo poco
al di fuori della Riserva Naturale Statale di Vallombrosa ma dentro l’Area
Naturale Protetta d’Interesse Locale della Foresta di Sant’Antonio. Nell’
impossibilità di trasportare il grosso capo, il cacciatore ha iniziato a
squartarlo sul posto per caricarlo sull’automobile. Proprio in quell’istante
transitava una squadra di guardie della Comunità Montana Montagna Fiorentina
che ha subito avvisato l’Ufficio della Forestale di Vallombrosa. Intervenuta
prontamente sul posto e colto in flagrante il bracconiere, la pattuglia di
Forestali ha sequestrato il corpo del reato e portato il reo nell’Ufficio di
Vallombrosa per l’identificazione. A carico del cacciatore di frodo sono
stati emessi due verbali per un totale di 420 euro. Uno è stato emesso per
sanzionare l’aver sparato al cinghiale in battuta, mentre l’altro verbale,
sempre da 210 €, ha sanzionato il sezionamento dell’animale eseguito in Area
Protetta Regionale.
-----
BRACCONAGGIO: CACCIA ILLEGALE NELLA RISERVA FOCE VOLTURNO E COSTA DI LICOLA
Segnalate cinque persone all’Autorità Giudiziaria. Sequestrati fucili,
munizioni e richiami acustici per la cattura di avifauna
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7033
23 ottobre 2008 – Alle prime luci dell’alba di ieri il personale del Comando
Stazione di Castel Volturno (Caserta) del Corpo forestale dello Stato è
intervenuto nel territorio dell’omonimo Comune, dove ha sorpreso due persone
impegnate nella caccia di avifauna con l’ausilio di richiami acustici a
funzionamento elettromagnetico. I richiami riproducevano i versi di tordi,
allodole, trampolieri e altri uccelli con lo scopo di attirarli nella zona,
che ricade all’interno della Riserva Naturale Regionale Foce Volturno e
Costa di Licola. I due sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per
caccia in area protetta e con mezzi non consentiti. Fucili e altre
attrezzature sono stati posti sotto sequestro. Nell’arco della mattinata, la
stessa pattuglia del Corpo forestale ha poi sorpreso altri tre bracconieri
impegnati in una battuta di caccia in località Soglitelle nel Comune di
Villa Literno (Caserta), in una Zona di Protezione Speciale secondo le
Direttive Comunitarie in tema d’ambiente. Anche in questo caso sono scattate
le denunce per i responsabili e il sequestro delle armi. Complessivamente
sono state effettuate cinque denunce e sono stati sequestrati altrettanti
fucili, i richiami acustici e circa 400 cartucce. Dei cinque indagati due
provenivano dalla Toscana, a testimoniare la diffusione nella zona di un
fenomeno di “turismo venatorio”. Sono frequenti in questo periodo i
controlli da parte del Corpo forestale dello Stato mirati a prevenire
episodi di bracconaggio all’interno della Riserva Naturale Regionale Foce
Volturno e Costa di Licola. Il territorio di notevole pregio ambientale si
estende dall’estuario del fiume Volturno, lungo il litorale domitio sino
alla pineta di Licola e comprende più all’interno un’importante zona umida
che interessa il Comune di Villa Literno. L’area rappresenta un punto di
sosta per diverse specie di avifauna migratoria che in autunno transitano
lungo la fascia tirrenica dirette verso lidi più caldi. Ed è qui che si
concentrano l’attività venatoria illegale e i relativi controlli. Solo nel
mese di ottobre le attività antibracconaggio condotte nella zona dalla
Forestale hanno portato alla denuncia di tredici persone, al sequestro di
altrettanti fucili e alla contestazione di centinaia di euro di sanzioni
amministrative.

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it