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NEWS: Giornali Internet 25/10/08



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CACCIA
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"DOPPIETTE" FRA CACCIATORI: COLPITO UN 68ENNE DI NARDÒ
http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=11179
Un'accesa discussione per accertare la “competenza territoriale” tra due
cacciatori si è conclusa con alcuni colpi di fucile che hanno attinto un
uomo di Nardò in più parti del corpo, fortunatamente senza procurargli
particolari conseguenze fisiche. Scenario del singolare episodio di
“ordinaria follia”, intorno alle 7 di questa mattina, uno degli angoli più
suggestivi dell’intera dorsale jonica che si estende tra Porto Selvaggio e
Sant’Isidoro. La giornata di sabato è per consuetudine dedicata alle uscite
dei cacciatori e l’area a ridosso della riserva naturale di Porto Selvaggio
si presta facilmente a praticare l'attività venatoria.
I due cacciatori si sono incrociati in una fetta di territorio, considerato
un “ranch” del contadino, 68enne. Sia l'anziano che l’altro cacciatore erano
impegnati in una battuta di caccia. Si sono ritrovati a poca distanza.
Quando al 68enne è apparso davanti un cacciatore sino a questa mattina mai
incrociato e accompagnato dall’aggravante di avergli invaso il proprio
terreno, A.B., 38 anni di Galatina, ha incominciato ad inalberarsi. E’
scaturita una violenta discussione su chi avesse più titolo a cacciare in
quella zona che, a quanto se ne sa, sarebbe di proprietà di un parente del
contadino. Il 68enne avrebbe invitato il 38enne con toni sempre più verbosi
ad allontanarsi. “Te ne devi andare da qui, altrimenti sono guai!”.
Per tutta risposta il concittadino più giovane non avrebbe ceduto alle
pressioni continuando a sostare nei paraggi. A.B., a quel punto, ha forzato
la situazione. Si è diretto in direzione della propria macchina pere
recuperare un fucile. Da una distanza ragguardevole, circa 100 metri, il
contadino ha fatto partire una rosata di pallini che hanno raggiunto il
l'anziano in più punti, senza ferirlo, provocandogli solo qualche foro all’
altezza del giubbotto. Attuata la rappresaglia, il 68enne si è infilato in
macchina, cercando di dileguarsi. La vittima, però, ha prontamente allertato
i carabinieri e gli uomini del Nucleo Operativo Radiomobile di Gallipili,
dopo aver raccolto alcune testimonianze e la dichiarazione dello stesso
sfortunato bracconiere, hanno bloccato il presunto feritore intento a
lavorare in campagna.
Dopo aver sequestrato il fucile e le munizioni, i militari lo hanno
accompagnato in caserma. Della “doppietta” in campagna è stato informato il
magistrato di turno, il sostituto procuratore Angela Rotondano. Sulla scorta
dell’informativa redatta dai carabinieri, dovrà stabilire l’accusa tra il
reato di tentato omicidio e violenza privata. A.B., ex-guardia giurata,
difeso dall’avvocato Simone Fontana, sarà interrogato nelle prossime ore dal
giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto. Nella
giornata di lunedì, intanto, il Gip Antonio Del Coco ha convalidato
l'arresto, ma ha rimesso in libertà A.B:, contestandogli il reato di
violenza privata. L'uomo davanti al giudice ha dichiarato di aver sparato
all'indirizzo della cacciagione, e per la fitta nebbia, di non essersi
accorto, da distanza ragguardevole, di aver colpito il 68enne.
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Desulo. Caccia di frodo, denunciato per un cinghiale
http://www.unionesarda.it
Un bracconiere di 34 anni, G. C., è stato denunciato ieri mattina dagli
agenti del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale della Regione dopo
essere stato sorpreso mentre praticava la caccia di frodo nella campagne di
Desulo, in località Divisu. I Forestali hanno contestato all’uomo l’
abbattimento di un cinghiale in data non consentita per la caccia e gli
hanno anche sequestrato il fucile, una doppietta detenuta legalmente ma che
non poteva essere usata in questo periodo. Messo sotto sequestro anche il
cinghiale abbattuto.
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CACCIATORE DI FRODO BECCATO CON I RICHIAMI FUORI LEGGE
http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=11162
Ancora sequestri di fucili e denuncie di cacciatori senza scrupoli che
utilizzano richiami elettronici fuori legge per la caccia di quaglie e,
nella circostanza, di tordi. Gli agenti della Forestale di Gallipoli,
durante un controllo sull’attività venatoria predisposto per contrastare l’
uso illegale dei richiami elettromagnetici che modulano il canto degli
uccelli, in un bosco di ulivi in zona denominata “Immacolata” del Comune di
Matino, hanno denunciato un uomo di Matino per l’utilizzo di materiale fuori
legge durante la caccia.
Gli agenti della forestale gli hanno inoltre sequestrato il fucile
semiautomatico di marca Beretta calibro 12, 15 cartucce, sempre calibro 12,
a piombo spezzato, un richiamo artificiale acustico di avifauna che
riproduce il verso del Tordo Bottaccio a funzionamento elettromagnetico. Al
marchingegno era stato predisposto un amplificatore del suono mediante
altoparlanti esterni collegato direttamente con dei cavi elettrici e
morsetti metallici alla batteria della sua autovettura.
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IL CASO
Il Tar condanna la strage di anatre Caccia proibita a valle Ripiego
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=3954463
&Data=2008-10-25&Pagina=1&Hilights=caccia
Il Tar ha accolto il ricorso della Provincia contro l'annullamento regionale
della delibera che vieta la caccia per un anno a Valle Ripiego.Smentito
quindi, a rigore di legge, il giudizio contrario di Venezia sulla punizione
inflitta dalla Provincia ai proprietari della valle. Una decisione, quella
dell'assessore Elena Donazzan e del suo mentore l'europarlamentare Sergio
Berlato, che aveva attirato su Venezia una selva di critiche bipartizan, con
accuse di stare dalla parte dei caccia tori "ricchi" contro la middle class
dei seguaci di Diana.
Di sicuro gli effetti saranno pesanti. Oggi chi verrà sorpreso in un
appostamento fisso di valle Ripiego rischia il ritiro della licenza e tutto
il corollario di sanzioni per caccia in territorio precluso.
La valle è tornata, insomma, off limits per le doppiette fino alla fine
della stagione come impone il provvedimento provinciale che ha punito il
misfatto del novembre 2007. In una giornata di bora con gli uccelli che per
trovare riparo dal vento gelido, si erano rifugiati dentro agli argini della
valle, un pugno di ospiti, quattro caccia tori più altrettanti barcaioli con
licenza di caccia , fece incetta di capi. Ad attendere il gruppo al rientro
dalla mattanza c'era, però, la vigilanza di Palazzo Celio. I caccia tori
avevano impallinato in tutto 780 anatidi di varie specie, ben 580 oltre il
consentito.
Ammende pecuniarie a parte, la Provincia decise di mettere in atto una
punizione esemplare: stop alla caccia per un anno, in pratica per tutti i
mesi in cui la caccia è consentita. A prendere le difese dei proprietari
della valle intervenne l'assessorato della Donazzan che fece valere la
propria autorità gerarchica contro il provvedimento rodigino. «La Regione -
si giustificò l'assessore Donazzan - non ha fatto altro che esercitare il
proprio diritto su un provvedimento (le regole che disciplinano i rapporti
tra proprietari di valle e concessionario cioè la Provincia su delega
regionale) emesso da un ente subalterno». In pratica si sosteneva che la
Provincia non avesse titolo per imporre alla valle la propria volontà.
Tra l'altro l'indignazione venatoria per l'esecrabile episodio, aveva fatto
cercare anche altre strade per dare alla punizione i connotati del vero
deterrente. Stante l'insufficiente sanzione pecuniaria per i capi abbattuti
oltre il consentito - appena 50 euro indistintamente dal numero - fu
perlustrata l'ipotesi dell'offesa al patrimonio indisponibile dello Stato,
cioè la selvaggina. Una strada difficilmente percorribile che ha fatto
optare la Provincia per lo stop alla caccia nell'intera stagione. Franco
Pavan
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CACCIA. Il governatore veneto secondo la Lega abolizione caccia dovrebbe
rivedere la legge regionale entro 10 giorni
La Lac diffida Galan dopo la sentenza del Tar
Donazzan: «Ma solo la Corte costituzionale può decidere»
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Aah.htm
La Lega abolizione caccia diffida il presidente della Regione Veneto,
Giancarlo Galan. Questi avrebbe dieci giorni di tempo per iniziare a
rispettare l'ordinanza emanata l'8 ottobre dal Tar del Lazio che ha accolto
la richiesta presentata dai legali della Lac e del Wwf. Il tribunale
amministrativo, accogliendo il ricorso, ha infatti in primo luogo sospeso
l'accordo della conferenza delle regioni e delle province autonome sulle
quantità di uccelli protetti cacciabili in base alla caccia in deroga; e poi
ha anche sollevato la questione di incostituzionalità delle leggi del Veneto
e della Lombardia sulle cacce in deroga.
I giudici romani scrivono che i provvedimenti di Veneto e Lombardia
"sembrano presentare profili di arbitrarietà e irragionevolezza nella
determinazione della piccola quantità che sarebbe cacciabile", tanto che con
due ordinanze separate il Tar ha deciso di sospendere l'efficacia del
provvedimento, sottoponendo il tutto alla Corte costituzionale.
Quindi la Lac, con il presidente Carlo Consiglio, rappresentata dall'avv.
Claudio Linzola, in merito alla caccia in deroga, ha diffidato formalmente
il presidente della Giunta regionale, Giancarlo Galan (il 23 ottobre),
perchè venga adempiuto quanto disposto dal Tar del Lazio entro dieci giorni.
"La pispola deve essere protetta immediatamente; i quantitativi di
fringuelli e peppole cacciabili devono essere ridotti ad un terzo del
totale, mentre quelli dello storno alla metà". Questo è quanto si legge
nella diffida che riprende le disposizioni del Tar. «Nonostante il Tar del
Lazio abbia demolito le basi della legge regionale 13 sulla caccia agli
uccelli insettivori protetti - dichiara Andrea Zanoni, presidente della Lac
veneta - la Regione fa orecchie da mercante. Quindi, se non verrà dato
seguito all'ordinanza del Tar e alla nostra diffida entro dieci giorni,
saremo costretti a denunciare la Regione all'autorità giudiziaria». Nel
frattempo, le guardie zoofile di Enpa, Lac e Lipu continueranno l'attività
di "prevenzione", affinché i cacciatori evitino di abbattere fringuelli,
peppole, storni e pispole. Ma dalla parte delle doppiette l'assessore
Donazzan fa sapere: «Finché la legge regionale non sarà dichiarata
costituzionalmente illegittima, resta in vigore. È competenza esclusiva
della Corte costituzionale sospendere o annullare le leggi, non certo del
Tar». S.M.
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TRAVESIO Incaricato di attuare il piano per contenere i danni
Cinghiali, arriva l'esperto
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3954363&Pagina=SPILIMBERGHESE
Travesio
(lp) Si chiama Andrea Bottecchia ed è delegato regionale dell'Associazione
venatoria caccia e cinofilia l'esperto indicato dalla Comunità montana che
sta già ponendo in essere le azioni utili e necessarie ad attuare il "Patto"
per il contenimento dei danni provocati dai cinghiali sottoscritto anche da
Provincia e Coldiretti. Il documento, finalizzato a definire le linee guida
da intraprendere per debellare o ridurre il fastidioso e oneroso fenomeno,
prevede infatti che sia un esperto del settore a scandire i tempi delle
operazioni. «Siamo partiti con decisione e sinergia ha detto l'assessore
della Comunità, Adelchi Pellarin anche in funzione dell'approssimarsi del
periodo con maggior incidenza di danni alle colture. La professionalità di
Bottecchia, che da anni opera con la Coldiretti, è ora al servizio di
amministrazioni comunali, agricoltori e dei cacciatori che, mi pare, ne
stanno facendo ottimo utilizzo dimenticando le vecchie frizioni del passato.
È frenetico - ha aggiunto Pellarin, motore di questa volontà di dialogo - il
susseguirsi degli incontri finalizzati alla ricerca di una soluzione
nell'ambito del Patto». Il documento, sottoscritto a luglio, è a tutti gli
effetti il primo che tenta di arginare un'emergenza che le parti in causa
non hanno osato a definire drammatica. Un problema a tuttotondo, avevano
concordato le parti, visto che riguarda non soltanto i danni alle colture,
ma anche le ricadute che la transumanza dei cinghiali ha sulla circolazione
stradale. Basti pensare che nel 2007, nella Destra Tagliamento,
l'incidentistica stradale riferibile a questo specifico animale ha causato
danni per oltre 90 mila euro che vanno sommati alle decine di migliaia di
euro corrisposti dalla Provincia agli agricoltori dei singoli Comuni.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it