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NEWS: Giornali Internet 26/10/08



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CACCIA
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Caccia grossa a Nardò. La preda? Il cacciatore che invade il territorio
http://www.portadimare.it/index.php?option=com_content&task=view&id=6271&Ite
mid=28
NARDO' - “Doppiette” contro. Forse per una zona di caccia da contendersi.
Forse per vecchie ruggini. Certo è che ieri mattina, nel mirino di A. B., 31
anni, contadino di Nardò, è finito un altro cacciatore pure lui neritino, di
68 anni, che, per fortuna, è rimasto illeso. Per il giovane sono scattate le
manette. E i carabinieri della stazione di Nardò, insieme con i colleghi
della Compagnia di Gallipoli, hanno accompagnato il contadino dietro le
sbarre.
L'episodio è avvenuto intorno alle 10 nelle campagne alla periferia di
Nardò. Sia il 68enne che il 31enne erano impegnati in una battuta di caccia.
Si sono ritrovati a poca distanza. E fra i due è nata un'accesa discussione
su chi avesse più titolo a cacciare in quella zona che - a quanto se ne sa -
sarebbe di proprietà di un parente di A. B.. Stando ad una prima
ricostruzione il giovane, all'improvviso, ha imbracciato il fucile che nel
frattempo era andato a recuperare dalla sua vettura ed ha esploso un colpo.
I due, quando è stato premuto il grilletto, si trovavano ad una distanza di
circa cento metri. La pioggia di pallini ha raggiunto l'altro cacciatore
senza ferirlo, ma procurandogli solo qualche foro sul giubotto. L'allarme è
scattato poco dopo. Il cacciatore immediatamente ha informato di quanto
accaduto i carabinieri che, dopo aver raccolto la sua denuncia e le
dichiarazioni di alcuni testimoni, hanno raggiunto il 31enne intento a
lavorare in campagna. Dopo aver sequestrato il fucile e le munizioni, i
militari hanno accompagnato il contadino in caserma e lì lo hanno dichiarato
in arresto.
Dell'accaduto è stato informato il magistrato di turno, il sostituto
procuratore Angela Rotondano che, sulla scorta dell'informativa redatta dai
carabinieri, dovrà individuare il reato fra tentato omicidio e violenza
privata. A. B., che è difeso dall'avvocato Simone Fontana, sarà interrogato
nelle prossime ore dal giudice delle indagini preliminari che dovrà
pronunciarsi sulla richiesta di convalida dell'arresto avanzata dalla
Procura e (in caso positivo) sull'applicazione di un'eventuale misura di
custodia cautelare.
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Sciolta la prognosi per il parrucchiere Doriano Torelli. Infortuni a
Mombaroccio e Urbino
Fuori pericolo il cacciatore caduto nel burrone
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=90FA5FDC35BCABEF732B224
E533B43A9
URBINO - “Mio padre sta meglio e sta anche recuperando alcune importanti
funzioni”. E’ così che, con comprensibile emozione, Marco Torelli, figlio
minore di Doriano, comunica l’importante notizia riguardante le condizioni
di salute del genitore che dopo venti giorni è uscito dal coma. Doriano
Torelli, 55 anni, parrucchiere stimato e conosciuto nella città ducale, il 6
ottobre scorso era precipitato in un burrone e non aveva più ripreso
conoscenza. L’incidente mentre era a caccia, insieme al figlio Marco. Ora la
prognosi è stata sciolta, Doriano non è più in pericolo di vita.
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POLINAGO Arrestato un muratore 46enne, denunciati a piede libero due giovani
bresciani
Tre bracconieri presi dai carabinieri
Sequestrati fucili, munizioni e un macello clandestino
http://linformazione.e-tv.it/
Cacciava di frodo numerose specie protette,e aveva allestito una macello
clandestino nella propria abitazione,oltre a fucili e munizioni.E’stato
arrestato dai carabinieri con l’accusa di detenzione illegale di armi e
munizioni,e abbattimento di specie animali non cacciabili, un 46enne
muratore di Polinago, mentre altri due giovani bresciani che eranon con lui
sono stati denunciati.L’operazione che ha portato a identificare i
bracconieri è stata portata avanti congiuntamente dai carabinieri della
compagnia di Pavullo e della stazione di Lama Mocogno,in collaborazione con
la polizia provinciale.
E’stata una manora brusca dell’automobile,nella frazione di Brandola,a far
insospettire i carabinieri impegnati nei normali controlli stradali.La
vettura,su cui viaggiavano il 46enne e i due giovani bresciani, non si è
fermata all’alt ed è stata bloccata poco dopo.La perquisizione dell’auto ha
lasciato spazio a pochi dubbi sull’attività del terzetto:all’interno sono
stati ritrovati un telo insanguinato, un faro alogeno da 1000 watt di
potenza,un fucille con un bossolo già esploso e alcuni proiettili. Nell’
abitazione del muratore,privo di porto d’armi e con precedenti per violenza
sessuale e sequestro di persona,sono stati ritrovati altri due fucili.
Nella cantina c’era un vero e proprio macello clandestino, con quattro
caprioli appena squartati,e tutto il materiale necessario:
gancetti,funi,coltelli e accette.Nell’appartamento dei due bresciani c’erano
13 uccelli,tra cui fringuelli,merli e cince allegre,due fucili e oltre 400
proiettili.Per loro,essendo provvisti di porto d’armi, è scattata solo la
denuncia a piede libero per il reato di abbattimento di specie protette. «L’
attività di bracconaggio in Appennino purtroppo è abbastanza estesa - ha
spiegato la dottoressa Emanuela Turrini, responsabile della polizia
provinciale di Modena - esprimiamo soddisfazione per questa importante
operazione congiunta. Stiamo compiendo ulteriori accertamenti per stabilire
gli esercizi commerciali a cui veniva venduta la carne». (r. i.)
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CACCIA: IN VENETO MASSACRI DI UCCELLINI INSETTIVORI
http://www.agi.it/venezia/notizie/200810261228-cro-rt11012-art.html
(AGI) - Venezia, 26 ott. - Le guardie zoofile vicentine di E.N.P.A., L.A.C.
e L.I.P.U. hanno operato nel finesettimana scorso settantasei controlli su
altrettanti cacciatori nella zona pedemontana e vallata dell'agno, al
momento della verifica tutti i fermati avevano abbattuto degli uccelli
protetti, Fringuelli, peppole o pispole in unita' variabili da due a dodici.
Solo tre di questi, avevano segnalato nell'apposito cartellino regionale,
abbattimenti di queste specie nei precedenti 20 giorni di caccia, non solo,
ma il caso ha voluto che due cacciatori controllati giorni prima e trovati
con uccelli protetti abbattuti, siano stati oggetto di nuova verifica nella
zona della ca'vecia, e incredibilmente avevano omesso anche quella
segnalazione. Ha dichiarato Eros Battaglia guardia zoofila : I cacciatori
sanzionati si sono giustificati con la "dimenticanza" altri a cui gli si
chiedeva spiegazioni sulla mancanza di annotazioni, nonostante tutte le
uscite, mettevano in campo la sfortuna. Qualcuno, ritengo un po' piu'
sincero, ha osservato che segnalare le specie protette e' solo una rottura
di scatole e controproducente, in quanto devi mandare la scheda in provincia
ecc.ecc. inoltre, ho avuto purtroppo, la netta sensazione, che tra i
cacciatori ci sia un ordine silente in questo senso. Ha aggiunto Renzo Rizzi
portavoce del coordinamento protezionista : negli ultimi dieci giorni
nell'alto vicentino e' stata una sparatoria continua, tanto che alcune
armerie della zona hanno esaurito le munizioni, e' in atto una carneficina
incontrollata di uccelli protetti in migrazione, una cosa che non sarebbe
tollerata, se fossimo in una regione normale ed equilibrata nei confronti
dei cittadini e dell'ambiente. Abbattere degli uccelli protetti dalle legge
nazionale ed Europea, grazie a una legge regionale che sfrutta il capoverso
di un articolo della direttiva comunitaria che sostanzialmente dice, e'
possibile la deroga alle specie protette per la caccia ai fini ludici, in
piccole quantita' e sotto rigidi controlli. (AGI)
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CACCIA. L’assessore regionale difende la legge votata dal Veneto
Anticaccia-Donazzan Un “duello” a distanza
Gli ambientalisti parlano di massacro inconcepibile di uccelli protetti da
leggi nazionali ed europee
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/H.htm
«Una norma regionale può essere annullata solo da una sentenza della Corte
costituzionale. Sarà quest’ultima, e non il Tar Lazio che pur ha sollevato
questione di legittimità costituzionale, a decidere se la legge regionale
veneta sia legittima o meno».
Risponde così Elena Donazzan, assessore regionale alla caccia, alle
richieste di chiarimento pervenute dalle Province alla Regione, circa gli
effetti dell’ordinanza del Tar Lazio in materia di caccia in deroga.
«Sotto i profili dell’autotutela - aggiunge la Donazzan - si evidenzia che,
a tutt’oggi, il monitoraggio degli abbattimenti consente di rappresentare
una situazione ampiamente tranquillizzante, anche rispetto a limiti di
carniere regionale che dovessero essere ridotti a seguito dell’eventuale
applicazione del parametro dell’1 per cento (incidenza del prelievo sulla
mortalità naturale)».
Intanto, però, le guardie zoofile vicentine di Enpa, Lac e Lipu hanno
operato nel fine settimana scorso 76 controlli su altrettanti cacciatori
nella zona pedemontana e nella vallata dell’Agno: al momento della verifica
tutti i fermati avevano abbattuto uccelli protetti (fringuelli, peppole o
pispole), da 2 a 12. Solo tre cacciatori avevano segnalato, nell’apposito
cartellino regionale, abbattimenti di queste specie nei precedenti 20 giorni
di caccia; e due cacciatori controllati giorni prima e trovati con uccelli
protetti abbattuti, sono stati oggetto di nuova verifica, e avevano omesso
anche quella segnalazione.
Renzo Rizzi portavoce del coordinamento protezionista: «È in atto una
carneficina incontrollata di uccelli protetti in migrazione, una cosa che
non sarebbe tollerata, se fossimo in una regione normale ed equilibrata nei
confronti dei cittadini e dell’ambiente».
«Si abbattono uccelli protetti dalle leggi nazionale ed europea, grazie a
una legge regionale che sfrutta il capoverso di un articolo della direttiva
comunitaria, che sostanzialmente dice che è possibile la deroga alle specie
protette per la caccia ai fini ludici, in piccole quantità e sotto rigidi
controlli. La legge regionale sulle deroghe non prevede invece controlli
necessari nè limiti giornalieri equilibrati».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it