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NEWS: Giornali Internet 27/10/08



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CACCIA
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Battuta di caccia, tragedia sfiorata
http://www.tfnweb.it/
Una battuta di caccia rischia di trasformarsi in tragedia, nelle campagne
vicine a Mussomeli. Un avvocato è stato colpito, per errore, dai pallini
sparati da un altro cacciatore, peraltro il cognato, che aveva raggiunto la
zona insieme al professionista e a un gruppo di appassionati. L'uomo è stato
immediatamente soccorso e trasportato all'ospedale Sant'Elia. Ora è fuori
pericolo.
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INCIDENTE DI CACCIA, UOMO FERITO A GENOVA
http://www.agi.it/genova/notizie/200810271144-cro-r012154-art.html
Un cacciatore e' rimasto ferito durante una battuta di caccia al cinghiale
stamani nei boschi retrostanti il Comune di Sori nel levante di Genova.
L'uomo, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe stato raggiunto
da un colpo di fucile a pallini ad un braccio, rimanendo gravemente ferito.
I compagni di battuta hanno immeditamanete chiesto soccorso al 118. L'uomo
e' stato raggiunto dai soccoritori a Sant'Apollinare, nell'immediato
entroterra di Sori, medicato sul posto e trasferito al pronto soccorso
dell'ospedale San Martino di Genova. I soccorsi sono in atto. (AGI) 27 OTT
08
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Ferito a caccia dal fucile del fratello
Massa Marittima. In tre, con un cugino, a fagiani nella zona di Cura Nuova.
Un pallino lo centra all’addome
Drammatico incidente, meccanico follonichese in prognosi riservata
http://www.iltirreno.it
MASSA MARITTIMA. La fucilata va fuori bersaglio e la battuta di caccia si
trasforma in dramma: un follonichese è ricoverato in prognosi riservata all’
ospedale di Grosseto, suo fratello è indagato per lesioni aggravate colpose.
Accade sabato pomeriggio, intorno alle quattro e mezza. Marco Ranieri,
49enne meccanico, è a caccia di fagiani nella macchia di Vivoli - Cura
Nuova, in territorio comunale di Massa Marittima, poco dopo il “confine” con
Follonica. Ranieri è li con uno dei suoi tre fratelli e con un cugino, tutti
esperti cacciatori e ottimi conoscitori della zona.
D’improvviso l’incidente. Proprio il fratello, 54 anni pensionato, tira un
colpo di fucile. Il colpo va a vuoto e un paio di pallini, forse dopo aver
rimbalzato su una pietra, raggiungono Marco Ranieri all’addome. In un punto
delicatissimo, l’ipocondrio sinistro. Sono il cugino e il fratello a
prestare i primi, frenetici soccorsi. Si caricano il ferito a braccio e lo
portano alla macchina, con la quale raggiungono l’ospedale di Massa
Marittima. Qui le condizioni di Marco Ranieri vengono giudicate
particolamente gravi, tanto che si decide per il trasferimento d’urgenza al
Misericordia di Grosseto. Nel corso della notte tra sabato e ieri il 49enne
è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, con il quale gli
sono stati rimossi i pallini dall’addome. I medici, al termine dell’
operazione, si sono riservati la prognosi anche se mostrano un certo
ottimismo. La vita di Ranieri, insomma, non è in pericolo, e già questa
mattina la prognosi potrebbe essere sciolta.
Intanto, allertati come prevede la legge dai sanitari del pronto soccorso, i
carabinieri della stazione di Massa Marittima già nella serata di sabato
hanno avviato le indagini, ascoltando i due testimoni del fatto. Esclusa
immediatamente ogni ipotesi di volontarietà, i militari procedono comunque d
’ufficio nei confronti del fratello di Marco Ranieri per l’ipotesi di
lesioni aggravate colpose. Il fucile da cui è partito il colpo, regolarmente
denunciato e detenuto da Ranieri senior, è stato sequestrato. Il pallino
estratto dai chirurghi è già a disposizione degli investigatori.
La notizia è rimbalzata veloce a Follonica, dove Marco Ranieri, sposato e
padre di due figli, stimato meccanico all’officina Tozzi e Ciacci, è molto
conosciuto, in particolare nel quartiere in cui vive con la famiglia,
Cassarello. C’è grande apprensione per le sue condizioni di salute, ma anche
tanta solidarietà nei confronti del fratello maggiore, protagonista
involontario del drammatico incidente.
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Cade, si rompe le vertebre e va da solo al pronto soccorso
L’incredibile disavventura di un cinquantenne cacciatore: è ricoverato a
Siena
http://www.iltirreno.it
MASSA MARITTIMA. Quando ha saputo che le fratture alle vertebre si
rimetteranno a posto e non gli impediranno di camminare, ai medici ha subito
giurato che tornerà a caccia. Eppure ieri pomeriggio la passione per la
caccia gli ha fatto passare davvero un bruttissimo quarto d’ora. Una
disavventura di quelle che solo a raccontarle mettono i brividi.
Protagonista un cinquantenne, del quale non è nota l’identità. L’uomo, nell’
immediato dopo pranzo, era a caccia nei boschi sopra Massa Marittima. D’
improvviso qualcosa lo ha tradito. È inciampato ed è caduto giù, in un
vallone scosceso, per circa otto metri. Un volo di quelli che fanno male:
fratture alle vertebre sacrali, come accerteranno più tardi i medici. E un
volo dopo il quale, oltretutto, il cinquantenne - che era lì da solo e non
aveva con sé il cellulare - non aveva nessuno a cui chiedere aiuto. L’uomo
tuttavia non si è perso d’animo. E nonostante il dolore atroce, con la forza
della volontà si è trascinato fuori del bosco, è salito in auto e da solo ha
raggiunto l’ospedale di Massa Marittima.
Qui i medici hanno riscontrato le fratture alle vertebre, per fortuna in una
zona “bassa” della colonna, meno pericolosa. Necessario comunque il ricovero
a Siena: da Grosseto è decollato Pegaso, che ha trasferito il cinquantenne
al Policlinico delle Scotte, per tutte le cure del caso.
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BRACCONAGGIO: SORPRESI CACCIATORI DI FRODO DI NOTTE NELL’APPENNINO TOSCO
ROMAGNOLO
A Verghereto sequestrato un fucile, munizioni, una lampada per caccia
notturna
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7051
27 ottobre 2008 – Il Corpo forestale dello Stato dei Comandi Stazione di
Verghereto e di Sarsina (Forlì Cesena) hanno sorpreso due fratelli che
cacciavano di notte, di frodo, lungo la strada provinciale n. 93 poco a
monte dell’abitato di Verghereto; sequestrati un fucile calibro 20, una
torcia alogena per caccia notturna, un binocolo e diverse munizioni
spezzate. Le due pattuglie del Corpo forestale dello Stato di Verghereto e
di Sarsina, in tutto sei agenti, erano di pattugliamento notturno nei pressi
dell’abitato di Verghereto, in servizio di prevenzione generale. Verso le 23
hanno notato un’auto che percorreva la provinciale a passo molto lento, in
una zona vocata per la presenza di selvaggina, l’auto si è poi fermata
illuminando con una torcia i terreni vicino alla strada e dall’auto è
partito un colpo di fucile. Immediatamente le pattuglie della Forestale
hanno fermato l’auto, con due persone a bordo. I due sono stati accompagnati
nei locali del Comando Stazione di Verghereto per la denuncia a piede
libero, inviata al Tribunale di Forlì per i reati di caccia abusiva di
notte, con mezzi vietati, da una strada pubblica. Rischiano ora fino a 3
mesi di arresto e un’ammenda fino a 1.549 euro oltre ad un’aggiunta di 103
euro per lo sparo dalla strada pubblica, oltre alla confisca delle armi. I
due hanno spiegato ai Forestali che conoscevano la zona per essere venuti
spesso ad addestrare i propri cani da caccia e si erano fatti tentare perché
la zona era ricca di lepri.
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BRACCONAGGIO: DUE CACCIATORI SORPRESI NEL PARCO D'ABRUZZO
http://www.agi.it/l-aquila/notizie/200810271030-cro-rt11027-art.html
(AGI)- Opi (L'Aquila), 27 ott. - Due persone, una residente a Opi e una a
Tivoli (Roma), sono state denunciate alla Procura della Repubblica di
Sulmona per caccia illegale in area protetta, porto abusivo di armi da
taglio e trasporto illecito di munizioni. Sono stati sorpresi a bordo di
un'autovettura dalle guardie del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise,
nei pressi di un sentiero che scende dal monte Marsicano, nel comune di Opi,
e al controllo del mezzo e' stata rinvenuta parte di un cinghiale sezionato,
oltre a un cannocchiale per carabina, munizioni, coltelli e una torcia
elettrica. Il materiale, tutto sequestrato, e' solitamente utilizzato dai
bracconieri per la caccia e lo scuoiamento delle prede e la loro pratica e'
quella di catturare o abbattere la preda in quota per poi riportarla a valle
in parti piu' piccole che facilitano il trasporto. Il fatto e' avvenuto in
piena area Parco.(AGI)
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CACCIATORE SPARA AI COLOMBI, LA FORESTALE LO DENUNCIA
http://lecceprima.it/articolo.asp?articolo=11197
“Operazione a difesa dei deboli”. Così hanno ribattezzato gli agenti del
comando forestale di Lecce la nuova operazione nei boschi del Salento a
contrasto del fenomeno del bracconaggio e, in generale, di tutte le
situazioni illegali che possono venire a verificarsi durante le battute di
caccia. Una perlustrazione a vasto raggio iniziata all’alba di oggi e che ha
riguardato diverse fra le località preferite da chi pratica l’arte
venatoria, che ha portato a nuovi sequestri e all’ennesima denuncia all’
autorità giudiziaria. Gli agenti della stazione di Tricase hanno rinvenuto
poggiato su un muretto a secco un riproduttore elettronico di versi di
avifauna selvatica, di marca multisound “Digital 8 Pocket Mix” modello D8-Rx
Mix.
L’impiego di richiami elettromagnetici che modulano il canto degli uccelli -
in questo caso di tordi – è illegale, antisportivo e contro ogni etica. L’
apparecchio, lasciato da qualche cacciatore che forse alla vista degli
agenti si è allontanato per non incappare in una denuncia, si trovava in
località “Manfio”, nei dintorni di Ruffano. Sempre una pattuglia di agenti
di Tricase, questa volta in località Masseria Belvedere, nelle campagne che
circondano Supersano, hanno fermato e denunciato un uomo del posto. Pur
dotato di regolare licenza di caccia, aveva abbattuto tre piccioni (il nome
scientifico è “Columbia Livia”), nei cui confronti la caccia non è
consentita. I tre esemplari di fauna selvatica sono stati sequestrati,
insieme ad un fucile calibro 12, tre cartucce a piombo spezzato e tre
bossoli di cartucce.
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La Giunta guidata dal “presidente delle doppiette” ostacola lo sviluppo
delle aree a vocazione turistico sportiva
Diciotto guide naturalistiche contestano la politica della Provincia a
favore della caccia
“Siamo vittime della lobby venatoria”
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=555283089C2420D26E6F986
37723B2EA
PIOBBICO - Andrea Pellegrini, guida naturalista molto impegnata nella tutela
dell’ambiente e del territorio, unitamente a diciotto colleghi, ma anche ai
bambini che usufruiscono delle ricchezze, ha firmato una petizione. “Con
l'inizio della caccia al cinghiale - è sottoscritto - il quadro é completo e
appare chiaro che ancor a oggi, nel 2008, l'Amministrazione Provinciale
ritiene la caccia più importante di attività economiche come il turismo;
ritiene il crudele divertimento della caccia più importante della
professione di Guida Naturalistica”.
Perché?
“Di fronte alla richiesta di tutela della propria attività professionale
formulata i primi giorni dell'agosto scorso da 18 Guide che operano sul
territorio provinciale, la Giunta Ucchielli e l'Ufficio Caccia non hanno
voluto e saputo riconoscere il diritto delle guide a poter fruire
indisturbati di un'area a forte vocazione turistica, didattica e sportiva:
il Fosso dell'Eremo e il Fosso del Presale sul Monte Nerone... Con una
delibera di Giunta si sarebbe potuta ampliare l'attuale Oasi di Protezione,
con la stessa facilità e rapidità con cui la stessa Oasi era stata invece
ristretta circa dieci anni fa. Invece la lobby venatoria è ancora forte, più
forte di una categoria di professionisti del turismo, più forte del
buonsenso. Il Fosso dell'Eremo e il Fosso del Presale sono aree riconosciute
di alta valenza naturalistica dall'Unione Europea, che vi ha istituito sia
una ZPS che una SIC; custodiscono inoltre ruderi archeologici millenari come
l'Eremo di Morimondo, il Mulino Cesari, Rocca Leonella e resti centenari
come la diga e il ponticello del Presale; nella zona è stato realizzato un
Sentiero Geologico, ci sono grotte turistiche e anche un rarissimo percorso
natura adatto a bambini delle scuole elementari, famiglie con passeggini e
disabili; esiste anche una frequentatissima palestra di arrampicata e poi
agriturismi e strutture ricettive. Una concentrazione di attrattive che sono
oggi, assieme al Castello Brancaleoni, la principale cartolina del comune di
Piobbico...”.
La petizione racconta che...
“Dal 16 agosto è iniziato sotto gli occhi increduli di turisti e residenti
l'abbattimento dei caprioli; dal 21 settembre le scorribande di cani, urla e
colpi di fucile, da ieri anche le pericolosissime carabine dei cacciatori di
cinghiale. Era una grande occasione per il Presidente Ucchielli di togliersi
di dosso l'imbarazzante appellativo di “Presidente delle doppiette”,
un'occasione per evitare di far ritornare in evidenza la commistione tra chi
fa allo stesso tempo l'amministratore e il cacciatore, il capo dell'ufficio
caccia e il cacciatore...”.
L’ultima considerazione.
“Le Marche pagano il clamoroso ritardo sul marketing turistico per colpa di
questi personaggi ai quali andrebbero chiesti i danni per i forti disagi e
le limitazioni provocati a tutte quelle persone che intendono vivere di
mestieri come la Guida e la gestione di strutture ricettive, e che su queste
aspettative hanno investito tempo e denaro. Un danno economico per i
professionisti del settore, un danno d'immagine per un territorio a
vocazione turistica ma che si definisce tale solo quando questo rappresenta
una vetrina elettorale e non comporta decisioni politicamente impegnative...
Chi fa il lavoro di guida è costretto a migrare in Toscana, dove politici e
gestione del territorio sono 50 anni più avanti (malgrado vi sia oltre il
doppio di cacciatori); chi ha aperto una struttura ricettiva deve pentirsi
di non averlo fatto in un'area protetta”.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it