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NEWS: Giornali Internet 14/11/08



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CACCIA
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Elusa norma venatoria, chiesto il commissario
http://ricerca.quotidianiespresso.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroven
eto/2008/11/14/UD_04_UDC13.html
La Provincia di Udine sembra non aver intenzione di applicare la legge
regionale 14 del 2007 che recepisce una direttiva europea per la
conservazione degli uccelli selvatici e per questa ragione il Partito
democratico, con una interrogazione presentata dai consiglieri Enzo
Marsilio, Giorgio Baiutti e Franco Iacop, chiede al presidente della
regione, Renzo Tondo, di nominare un commissario ad acta per garantirne la
corretta applicazione. Gli interpellanti ricordano, infatti, che la Regione
ha recepito le osservazioni dell’Unione europea, emanando appunto la legge
14 che prevede precisi limiti alla cattira degli uccelli. E che, di
conseguenza, la Provincia di Pordenone ha rimodulato le richieste ottenendo
un’apposita autorizzazione, «mentre la Provincia di Udine non intende
applicare la legge 14 che risolve il problema della cattura in deroga per
alcune specie di uccelli selvatici come il tordo bottaccio, tordo sassello,
cesena, allodola, merlo, peppola, fringuello, cardellino e lucherino dando
così finalmente una risposta positiva ai tanti appassionati». Gli
interroganti ne traggono dunque la conclusione che «il presidente della
Provincia di Udine Fontanini e l’assessore alla Caccia, Faleschini, anche
dopo un confronto con i rappresentanti dell’Associazione friulana sagre e
fiere venatorie e dell’Associazione friulana migratoristici, non intendono
applicare la legge regionale, non dando quindi una risposta positiva alle
tante richieste pervenute, determinando una disparità di trattamento all’
interno della nostra regione e rischiando anche possibili denunce per
omissione d’atti d’ufficio nonché cause per danni». Di qui la richiesta del
commissario ad acta.
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Ieri il processo all'ex responsabile dell'ufficio Paolo Pagnani: diede il
patentino senza che il primo cittadino si fosse sottoposto a regolare esame
Caccia, dirigente favorì Gobbo: 8 mesi
Condannato il funzionario della Provincia che rilasciò la licenza al sindaco
http://www.latribunaditreviso.it
Licenza di caccia facile al sindaco Gian Paolo Gobbo: condannato a 8 mesi
per abuso d'ufficio l'ex responsabile dell'ufficio caccia Paolo Pagnani. La
sentenza è stata pronunciata ieri mattina dal giudice Gianluigi Zulian.
Stando alle accuse, il funzionario aveva firmato il certificato di
abilitazione malgrado il primo cittadino non fosse stato sottoposto a
regolare esame.
L'ex responsabile dell'Ufficio Caccia Paolo Pagnani aveva chiesto di essere
giudicato con rito abbreviato: ieri mattina è stato condannato a 8 mesi di
reclusione per il reato di abuso d'ufficio. Non sono state ammesse al
processo Lav e un'associazione di cacciatori che avevano chiesto di
partecipare come parti civili. Pagnani era accusato di aver concesso
l'autorizzazione al sindaco senza che questi avesse regolarmente sostenuto
il relativo esame (tanto che la licenza gli è stata successivamente
sospesa). «In realtà l'esame è stato fatto, alla presenza di due
commissari», ha precisato ieri il difensore, l'avvocato Massimo Malvestio.
Per avere la licenza di caccia occorre sostenere un esame, peraltro molto
difficile e che si caratterizza per un'alta percentuale di bocciati, davanti
a una commissione tecnica composta da cinque membri. Ebbene, stando a quanto
rilevato dalla Procura che ha avviato l'inchiesta dopo un esposto inoltrato
dal componente di una commissione, Gobbo non ha mai sostenuto l'esame. Ciò
malgrado l'allora dirigente dell'Ufficio Caccia, Paolo Pagnani, avrebbe
firmato l'abilitazione relativa. Diverso, invece, il caso di Leonardo Muraro
il cui esame è finito a sua volta nel mirino della Procura. Il presidente
della Provincia ha sostenuto la prova, ma in modo non regolare e non
seguendo le modalità prevista dalla legge regionale 50/93 sulla caccia. La
commissione d'esame - secondo gli inquirenti - non si riunì nella sede
deputata allo scopo; lo fece in modo incompleto (alla prova non erano
presenti tutti e cinque i membri) e i verbali non furono firmati
nell'immediatezza, ma soltanto nei giorni successivi. Per queste violazioni
è finito nei guai l'avvocato Franco Botteon, che era presidente della
commissione e che andrà a dicembre all'udienza preliminare; il pm Antonio De
Lorenzi ne ha infatti chiesto il rinvio a giudizio. Nessun accertamento ha
interessato invece i due politici favoriti: la Procura ha escluso fin da
subito reati a loro carico. (Sabrina Tomè)

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it