[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 17/11/08



======
CACCIA
======
Spara al cinghiale, uccide l'amico
http://ricerca.quotidianiespresso.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/11/17
/LFMPO_LF101.html
CASTELNUOVO. Gli spari, poi le urla per fermare la battuta di caccia. Ma per
Agostino Friz, trentacinque anni, muratore di Castelnuovo Garfagnana, è
troppo tardi. La palla della carabina di un compagno lo ha centrato alla
testa mentre si trovava nei boschi di Rontano di Castelnuovo per una battuta
di caccia al cinghiale. A lanciare l’allarme il caposquadra Luciano Guidi.
Ma nonostante la rapidità dei soccorsi per il muratore non c’era più nulla
da fare.  Una tragica fatalità che ha gettato nel dramma la moglie Daniela
Boschi (30 anni), i parenti e gli amici di quella grande passione che
Agostino aveva da anni. La vittima era padre di due bambini: Michele, 12
anni, e Stefano, 3 anni.  Identificato lo sparatore, iscritto nel registro
degli indagati con la rituale ipotesi di reato dell’omicidio colposo.  La
tragedia è avvenuta poco dopo mezzogiorno in una zona impervia. Come
consuetudine, il gruppo di cui faceva parte anche Agostino si era ritrovato
vicino al ristorante Il Calorino, lungo la strada di Arni.  Da quel punto,
tramite un sentiero impervio, si raggiunge un bosco dove viene praticata
abitualmente la caccia al cinghiale.  La disperata telefonata dei compagni è
giunta alla caserma dei carabinieri di Castelnuovo alle 12,55; poco prima
era già stata attivata la macchina dei soccorsi che, data le difficoltà
della zona, ha richiesto l’utilizzo dell’elicottero Pegaso.  Dopo le 13 un
ambulanza della Misericordia di Castelnuovo era vicina al luogo di ritrovo,
mentre gli uomini del Soccorso Alpino stavano organizzando il recupero della
salma.  Agostino è stato colpito alla testa ed è morto sul colpo. La zona ha
un segnale debole di copertura e dunque i compagni si sono dovuti spostare
per dare l’allarme. Assieme ai soccorsi, sono arrivati immediatamente anche
i carabinieri del reparto operativo della Compagnia di Castelnuovo per le
indagini del caso.  Ma la dinamica dell’incidente è parsa chiara sin da
subito. Agostino, nel gruppo, aveva il ruolo di «canettiere». Accompagnava i
suoi tre cani, che teneva al guinzaglio da Castelnuovo lungo il fiume
Serchio, nella zona di battuta. Una posizione esposta dunque a qualche
rischio visto che gli altri compagni del gruppo erano in quel momento
disposti in cerchio e pronti a colpire il cinghiale. E stavolta il colpo
partito verso un ungulato apparso all’improvviso è stato fatale perché sulla
traiettoria c’era Agostino.
-----
Olbia, colpito al collo cacciatore in fin di vita
http://ricerca.quotidianiespresso.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegn
a/2008/11/17/SL2PO_SL202.html
OLBIA. Grave incidente di caccia, nel pomeriggio di ieri, nelle campagne di
Olbia. Un cacciatore, Daniele Furesi di 68 anni, è stato ferito da un
pallettone che lo ha raggiunto al collo è ora versa, in fin di vita, all’
ospedale “Giovanni Paolo IIº” di Olbia.  L’uomo, che era impegnato con la
sua compagnia in una battuta di caccia grossa, è stato colpito da un
pallettone di rimbalzo, sparato da una postazione che doveva essere
defilata.  La tragedia è stata sfiorata dopo le 15,30 quando nelle campagne
di “Spiritu Santu” - una zona impervia a sud di Olbia -, i battitori avevano
stanato alcuni cinghiali e li stavano indirizzando verso le poste dov’erano
in attesa i “fucilieri”. Da una delle postazioni sono partiti diversi tiri a
palla, una delle quali ha colpito al collo, lesionandogli la spina dorsale,
Daniele Furesi che si trovava ad alcune centinaia di metri di distanza. La
battuta è stata immediatamente sospesa e nella zona sono confluite, dopo l’
allarme dato dai compagni di caccia, le ambulanze del servizio 118. Il
cacciatore ferito, che se sopravviverà rischia di restare paralizzato, è
stato soccorso dai medici del servizio di emergenza e, dopo le prime cure,
accompagnato all’ospedale di Olbia, dove i sanitari lo hanno ricoverato nel
reparto di rianimazione, in prognosi riservata. Le condizioni dell’uomo sono
gravissime, e i medici attendono l’esito delle prime cure intensive per
sciogliere la prognosi.  Nella zona di caccia, nel tardo pomeriggio sono
arrivati i carabinieri di Olbia, diretti dal capitano Luigi Bramati, per le
indagini.  Un ulteriore soppralluogo verrà effettuato questa mattina, alla
luce del giorno, per ricostruire la esatta dinamica dell’incidente. (g.p.c.)
-----
BRACCONAGGIO: DUE DENUNCE NEL LECCESE
Impiegavano un richiamo acustico elettromagnetico e avevano abbattuto tre
tordi e due merli
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7113
17 novembre 2008 – Gli agenti del Comando Stazione di Gallipoli del Corpo
forestale dello Stato, nel comune di Galatone, hanno sorpreso e denunciato
due uomini nati e residenti a Galatone (LE), padre e figlio, con fucile
carico e con l’ausilio di un richiamo acustico. Pertanto, gli agenti hanno
proceduto al sequestro di due fucili da caccia semiautomatici,139 cartucce a
piombo spezzato, un richiamo acustico elettromagnetico, riproducente il
verso di merli ed altri versi, completo di audiocassetta e di altoparlante
alimentato da una batteria esterna, cinque esemplari di selvaggina abbattuta
di cui tre di tordo bottaccio e due di merlo.
-----
BRACCONAGGIO: UCCISA UNA VOLPE CON LACCIO IN LIGURIA
Al momento dell’intervento, l’animale era ancora vivo e stava tentando di
liberarsi, ma il laccio costituito da un cavetto d’acciaio con nodo
scorsoio, si restringeva e gli penetrava in profondità nella cute
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7112
17 novembre 2008 – Gli uomini del Comando Stazione di Arenzano (Genova) del
Corpo forestale dello Stato sono intervenuti giovedì scorso nel Comune di
Cogoleto, dove era stata segnalata, da un privato cittadino, la presenza di
una volpe intrappolata in un laccio. Al momento dell’intervento, l’animale
era ancora vivo e stava tentando di liberarsi, ma il laccio costituito da un
cavetto d’acciaio ( del tipo utilizzato per i freni dei motocicli) con nodo
scorsoio, si restringeva e gli penetrava in profondità nella cute. Dopo vari
tentativi (a causa dell’irrequietezza dell’animale), il personale forestale
è riuscito a tagliare un’estremità del cavetto e a liberare la volpe.
Immediatamente è stata contattata l’Enpa , affinché attivasse il servizio
veterinario ma l’animale durante il trasporto, a causa della ferita molto
profonda e delle sofferenze patite è morto. In considerazione del fatto che
la carcassa era in buono stato di conservazione, è stata consegnata al Museo
di Storia Naturale Giacomo Doria di Genova. Il laccio era di piccole
dimensioni e quindi era stato appositamente piazzato per un animale di
piccola taglia come la volpe; nella località dove è avvenuto il fatto vi
sono diverse abitazioni rurali con allevamenti di pollame.
-----
BRACCONAGGIO: ARRESTATO NEL FOGGIANO, TENTA DI CORROMPERE I FORESTALI
Oltre al bracconiere, denunciato anche un altro vicentino per violazione
delle norme sulla caccia di specie protette. Sequestrati tre fucili da
caccia, oltre seicento munizioni e diversi richiami acustici illegali
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7111
17 novembre 2008 – Abbatte e detiene selvaggina protetta e poi tenta di
corrompere gli agenti del Corpo forestale dello Stato per eludere il
controllo di armi e uccelli ed evitare il sequestro degli esemplari. E’
questa l’accusa con cui è stato arrestato un uomo residente a Vicenza, per
il reato di istigazione alla corruzione per commissione di atti contrari al
dovere d’ufficio. L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria
competente insieme ad un’altra persona dal personale del Comando Stazione di
Serracapriola del Corpo forestale dello Stato perché entrambi responsabili
di aver violato le norme che vietano la caccia dei fringuelli, specie
particolarmente tutelata. I due cacciatori sono stati sorpresi in località
San Leucio nel Foggiano con circa 39 fringuelli e sono stati trovati anche
in possesso di diversi richiami acustici, mezzi non consentiti nell’
esercizio dell’attività venatoria. In particolare, nel corso dell’operazione
i Forestali hanno posto sotto sequestro tre fucili da caccia, oltre seicento
munizioni di vario calibro e un richiamo acustico a funzionamento digitale.
Proprio durante i consueti accertamenti di polizia giudiziaria, uno dei due
vicentini ha offerto agli agenti della Forestale una somma di circa mille
euro per tentare di corromperli ed è stato immediatamente disposto il suo
arresto dal Pubblico Ministero di turno.
-----
Volatili catturati, le associazioni ricorrono al Tar
http://ricerca.quotidianiespresso.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroven
eto/2008/11/17/PN_10_PNB4.html
La Lega per l’abolizione della caccia ha deciso di impugnare al tribunale
amministrativo regionale l’autorizzazione della Regione e la conseguente
delibera della giunta provinciale con le quali si autorizza la cattura di
450 volatili per addestrare al canto e riprodurre gli uccelli che vivono in
cattività. La decisione è giunta dopo che l’assessore alla Caccia e pesca,
Eligio Grizzo, dalle colonne del Messaggero Veneto , ha annunciato che l’
ente intermedio non intende fare marcia indietro sul provvedimento,
considerato legittimo e che non danneggia gli animali, oltre che essere in
funzione di prevenzione della cattura indiscriminata, magari attraverso il
vischio. «Grizzo non contesta le affermazioni di Lac, Lipu, Wwf, Lav e
Legambiente – sostiene Alessandro Sperotto, delegato regionale dell’
associazione che si batte per l’abolizione della caccia – ma quelle dell’
Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che
ha censurato l’iniziativa. Non è vero che usare il registratore per
insegnare il canto è illegittimo: lo è solo per la cattura degli animali. Fa
specie, da questo punto di vista, che un assessore non conosca le norme. Che
dire poi della funzione preventiva di catture illegali assunta alla base di
questo provvedimento: sarebbe come distribuire soldi in piazza per evitare
le rapine nelle banche. A questo punto non ci resta che ricorrere al Tar e
chiedere l’immediata sospensione del provvedimento». (ste.pol.)

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it