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NEWS: Giornali Internet 18/11/08



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CACCIA
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CATANZARO: UCCISO IN INCIDENTE DI CACCIA, DENUNCIATO RESPONSABILE
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUi
O3M6MjE6IkFETjIwMDgxMTE4MTk1NTI1LnhtbCI7fQ==
Catanzaro, 18 nov. - (Adnkronos) - E' stato individuato l'uomo che avrebbe
sparato a Francesco Rotella, il cacciatore 43enne trovato morto dietro un
cespuglio domenica sera a Marcellinara,in provincia di Catanzaro. I
carabinieri hanno denunciato a piede libero A. L., operaio di 40 anni
residente a Pianopoli. Secondo quanto accertato dagli investigatori del
Reparto operativo del Comando provinciale ci sono alcune incongruenze nelle
versioni fornite dai 20 cacciatori che componevano la squadra di caccia al
cinghiale e che identificherebbero A. L. come responsabile. E' accusato di
omicidio colposo poiche' avrebbe sparato pensando che dietro al cespuglio si
trovasse un cinghiale, non accorgendosi che invece c'era Rotella. Tutte le
armi sono state sequestrate e inviate al Ris di Messina per la comparazione
balistica
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Sempre grave il cacciatore ferito sparatore denunciato per lesioni
http://ricerca.quotidianiespresso.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegn
a/2008/11/18/SZ1SD_SZ103.html
OLBIA. Sono stazionarie le condizioni di Daniele Furesi, il cacciatore
originario di Padru, 68 anni, rimasto ferito domenica, durante una battuta
di caccia al cinghiale. L’uomo, colpito al collo dal pallettone sparato da
un compagno di caccia, si trova ricoverato nel reparto di rianimazione del
Giovanni Paolo IIº, in prognosi riservata. Ieri i carabinieri della
compagnia di Olbia, a conclusione di una rapida indagine, hanno denunciato
alla magistratura, per lesioni personali gravissime, il cacciatore che ha
sparato nella direzione in cui si trovava il compagno, in una postazione
distante poco meno di una cinquantina di metri. Un colpo diretto, non di
rimbalzo: a queste conclusioni sono giunti gli uomini dell’Arma dopo aver
sentito le diverse testimonianze ed aver effettuato un soppralluogo nella
zona dov’è avvenuto l’incidente, nelle campagne di Spiritu Santo, ad est di
Olbia. La compagnia di caccia, formata da una ventina di persone residenti a
Padru e nelle frazioni del paese, aveva cominciato la battuta al cinghiale
di primo mattino. Alle 15,30 di domenica il gravissimo infortunio, accaduto
quando un animale selvatico aveva attraversato la zona di tiro nella quale
erano stati sistemati diversi cacciatori. Lo sparatore (di cui non sono
state rese note le generalità) avrebbe inseguito con il mirino il cinghiale,
sparandogli contro alcuni colpi, uno dei quali ha però raggiunto il compagno
di caccia. L’arma, un fucile calibro dodici è stata messa sotto sequestro.
(g.p.c.)
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Il cacciatore ucciso dal proiettile rimbalzato su un tronco d'albero
http://ricerca.quotidianiespresso.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/11/18
/LL8PO_LL801.html
CASTELNUOVO. Luciano Guidi, 46 anni, il caposquadra della caccia al
cinghiale, è stato iscritto sul registro degli indagati per la morte di
Augusto Friz, il cacciatore morto domenica nei boschi di Rontano durante una
battuta. E’ accusato di aver esploso il colpo che ha raggiunto l’
imprenditore, uccidendolo. La ricostruzione dei fatti sarà più chiara nei
prossimi giorni, ma sembra che la pallottola abbia colpito Friz al cranio
dopo aver rimbalzato in un tronco d’albero.  E’ il sostituto procuratore
Piero Capizzoto, con l’aiuto degli investigatori, a dover chiarire tutti gli
aspetti di una vicenda che ha gettato nel dramma un’intera comunità.
Intanto si terranno oggi nella frazione di Colle i funerali di Augusto Friz,
35 anni. Il corteo funebre muoverà dall’ospedale di Castelnuovo alle 14,30 e
raggiungerà la piccola chiesa della frazione del capoluogo, vicina a
Stazzana, luogo di origine di Agostino, così come era conosciuto tra gli
amici. La salma sarà seppellita nel cimitero del piccolo paese dove già si
trova quella della mamma.  Nel paese abitano ancora il padre Adriano e due
dei suoi quattro fratelli, Claudio e Claudia, mentre Alberto vive a Filicaia
e Massimo a Castelnuovo. Una famiglia numerosa e un lutto che ha colpito
quindi molte persone del capoluogo. Tutta Castelnuovo è rimasta
profondamente scossa dalla tragedia. Un dramma che tocca non solo la
famiglia del muratore, ma anche quella del compagno di squadra che è
accusato di aver fatto partire il colpo letale. Un incidente che ha scosso i
compagni della squadra di caccia di Agostino. Quando via radio hanno sentito
la comunicazione del loro capo squadra, Luciano Guidi, subito hanno capito
che era successa una disgrazia e che la parola “morto” filtrata dalle
radioline non si riferiva ad un esemplare di cinghiale. La macchina dei
soccorsi si è attivata celermente, ma Agostino è morto sul colpo. I compagni
di caccia si sono subito preoccupati anche delle condizioni dello sfortunato
protagonista dello sparo che era rimasto vicino al corpo di Agostino in
lacrime. I due erano amici di vecchia data ed erano un’affiatata coppia
nelle loro abituali battute di caccia.  Cresciuto a Stazzana, tra Colle e
Rontano, Friz si era poi spostato a Castelnuovo dove aveva conosciuto la
moglie, Daniela Boschi. La coppia abitava nel villaggio Unrra, nel rione La
Madonna. Agostino lascia anche i due piccoli di casa: Michele di 12 anni e
Stefano di 3. Luca Dini
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CACCIA? NO, STRAGE L'illegalità dilaga nel territorio Denunciati quattro
sparatori
http://ricerca.quotidianiespresso.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/
2008/11/18/MK1PO_MK101.html
VILLAFRANCA PADOVANA. Una valanga di sanzioni, sia amministrative che
penali, e il sequestro di una quarantina di volatili vivi usati come
richiamo. Merli, tordi, allodole, cesene, fringuelli e peppole che domenica,
nel corso di un controllo congiunto a Villafranca, al confine tra le
province di Padova e Vicenza, le guardie zoofile Enpa e Lac hanno trovato
senza i necessari contrassegni (anellini alle zampe) e documentazione.
Secondo i pubblici ufficiali «quello che si sta consumando in questa
stagione venatoria è un vero e proprio massacro incontrollato di specie
protette». E calcolano che il numero di uccelli protetti abbattuti potrebbe
superare presto le 10 mila unità «in barba alle piccole quantità che prevede
la legge 13 del 2008».  Primi fra tutti, peppole e fringuelli, esemplari
protetti e pertanto non cacciabili. «La risposta più comune che riceviamo da
parte dei cacciatori - raccontano le guardie zoofile - è che è possibile
cacciarli in deroga, ma si dimenticano che un mese fa questa deroga è stata
annullata dal Tar del Lazio». Quando scatta l’ispezione si scoprono le cose
più incredibili. «Il livello di illegalità è preoccupante - denuncia
Zampieri - è diffusissimo l’uso di richiami meccanici, ovvero di
registratori che imitano il cinguettio e il cui utilizzo è tassativamente
vietato. Anche penalmente». I cacciatori colti sul fatto durante i controlli
provengono in gran parte dalla provincia Vicenza. Forse credevano che la
zona attorno a Villafranca non fosse controllata. Fucile in spalla, si
stavano già sfregando le mani, soddisfatti degli uccellini ammazzati. «Un
singolo cacciatore, R.F., quarantenne di Camisano Vicentino ha totalizzato
ben 11 verbali - raccontano le guardie - E’ stato denunciato per aver
sparato a specie protette, perché aveva in tasca quattro richiami acustici
vietati, per aver sfruttato quattro richiami vivi non inanellati, per aver
cacciato a meno di 100 metri da un gruppo di uccellini e infine per non aver
segnato i capi abbattuti». Che la polizia ha poi provveduto a sequestrare.
Denunciati anche altri due cacciatori di Camisano e un settantacinquenne di
Villafranca, sempre per richiami irregolari.
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«Caccia» sugli Euganei anche a gazze e cornacchie
http://ricerca.quotidianiespresso.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/
2008/11/18/MP1PO_MP113.html
GALZIGNANO. Non solo cinghiali. Tra i «gruppi alieni e opportunisti» che
stanno mettendo a dura prova flora e fauna del Parco ci sono anche i
corvidi. Se ne è parlato in Provincia, dove i vertici dell’Ente e dell’
amministrazione provinciale hanno siglato una convenzione per attuare un
piano di controllo numerico dei corvi nel territorio euganeo. E’ infatti un
vero e proprio stato di emergenza, come confermato dalle numerose denunce di
danni alle colture, presentate soprattutto dalle aziende agricole di
Galzignano, Torreglia e Vo’. Saranno una decina i coadiutori, muniti di
tesserino di riconoscimento e gilet giallo, che con gli agenti della Polizia
provinciale seguiranno l’attività di controllo della fauna selvatica.
Tecnicamente, i corvidi (in particolare cornacchie e gazze) verranno
catturati con l’ausilio di gabbie con richiamo vivo. La strategia è stata
approvata dall’Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica) che ha
contribuito al monitoraggio di questi uccelli, determinando anche il numero
di esemplari da catturare: almeno 200. La convenzione avrà durata triennale.
Economicamente l’intervento sarà a carico del Parco, che ha già impegnato 12
mila euro a copertura delle spese vive e dell’acquisto di dieci gabbie. La
Provincia metterà a disposizione le risorse umane. (n.c.)
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Cane da cinghiale salvato in un dirupo
http://www.iltirreno.it
SAN VINCENZO (AQ) - Cane da cinghiale salvato in un dirupo  Ha passato una
settimana in un dirupo, nel quale era precipitato fuggendo da un cinghiale.
Ieri il cane, un segugio maremmano, è stato recuperato a San Vincenzo, nella
zona della cava di San Carlo, dai vigili del fuoco del nucleo Saf,
specializzato nei salvataggi in zone impervie. Il cane, sano e salvo, è
stato riconsegnato al proprietario. Lanimale era sfuggito al controllo del
padrone la mattina del 9 novembre dopo una battuta di caccia. Il segugio,
infatti, era stato inseguito da un cinghiale e per questo era fuggito,
perdendosi. Il padrone dell'animale aveva denunciato la scomparsa.
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Giovane segugia si smarrisce durante una battuta di caccia: salvata dai
pompieri
Si chiama Toscanella ed ha 8 mesi di età. Era rimasta bloccata su di uno
scaglione di roccia
http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=123955
di Daniele Ubaldi
I pompieri hanno salvato Toscanella. Si tratta di una segugia italiana a
pelo corto di appena 8 mesi che, come spesso accade durante le prime
esperienze di caccia, si è persa nella zona di Caso, precisamente sul monte
della Romita. La cagna, nel suo
girovagare, si era improvvisamente imbattuta in un dirupo profondo 30-35
metri. Dopo i primi 3 o 4 metri di discesa, tuttavia, l'animale aveva
trovato uno scaglione di roccia sul quale si era fermato, senza poter più
risalire. Dopo una notte trascorsa aspettando che il cane tornasse a casa,
questa mattina il proprietario di Toscanella ha chiamato i vigili del fuoco,
che si sono recati sul posto per cercarla. Dopo circa 4 ore hanno sentito i
latrati dell'animale, individuando la segugia sullo scaglione di roccia. A
quel punto uno dei pompieri, munito di imbragatura, si è fatto calare fino a
raggiungere Toscanella, l'ha presa in braccio e si è poi lasciato scendere
fino a valle.
La giovane segugia si è da subito presentata in buono stato, vispa anche se
un po' affamata, ma comunque pronta a recuperare le forze per tornare sui
terreni di caccia.
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Cacciatore ucciso, si apre il processo
http://ricerca.quotidianiespresso.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/11/18
/LC7PO_LC701.html
PONTREMOLI. Sono state chiuse dalla Procura della Repubblica di Massa le
indagini per la morte di Rosario Amodeo, il 46enne impresario edile massese
che rimase ucciso dal colpo di pallettone durante una caccia al cinghiale.
Era il 28 ottobre dello scorso anno. Ora ad un anno dalla tragedia (e mentre
ne è accaduta una simile domenica scorsa in Garfagnana), la Procura si
prepara a sostenere l’accusa nel corso del processo che si terrà il 18
dicembre a Massa. L’accusa per il compagno di battuta (un noto
professionista lunigianese) che sparò è - come da codice penale - di
omicidio colposo.  Rosario Amodeo in quella tragica domenica venne colpito
al fianco nel corso della battuta.  L’uomo rimase gravemente ferito e si
tentò il tutto per tutto per salvarlo. L’elicottero della Regione partì dal
Cinquale, lo prevelò da Codolo e lo portò all’ospedale Santa Chiara di Pisa.
Inutili i tentativi dei medici di strapparlo alla morte: la fucilata gli
aveva devastato un fianco, causandogli una inarrestabile emorragia. Teatro
della tragedia, la zona boscosa denominata La Iara, a metà della strada che
da Pontremoli sale a Zeri: un posto ricco di vegetazione, principalmente
castagni e faggi.  Assieme a una cinquantina di compagni, tutti appartenenti
alla squadra 40 dell’Atc 13 Massa Carrara, Amodeo vi era giunto alle prime
luci dell’alba per effettuare una battuta al cinghiale. Dopo una veloce
riunione, il gruppo dei cacciatori ha iniziato a raggiungere le postazioni
assegnate e quindi attendere il passaggio dei cinghiali. Il resto della
mattinata è trascorso normalmente, con gli uomini impegnati nelle varie
operazioni di caccia. Poi, dopo una breve pausa, il gruppo ha iniziato la
seconda battuta: attorno alle 12,30, improvvisa la tragedia.  Amodeo viveva
con la moglie e i due figli in una villetta in via Stradella.  La vicenda
verrà rievocata il 18 dicembre in aula. A poco più di un anno. Tredici mesi
difficili per il geometra pontremolese, in realtà residente a Spezia, che
sparò in quella tragica battuta di caccia.  Tanto che nel gennaio scorso,
forse lo stress, che ha seguito all’incidente, ha subito un arresto cardiaco
dal quale si è ripreso a stento.  «Spesso sono a Massa per il mio lavoro -
ha ricordato il professionista - e lo dico qui per la prima volta: vado a
trovare al cimitero il mio amico Rosario. Non lo sa nessuno, nemmeno la
famiglia, ma è una sorta di bisogno al quale non riesco a resistere».  Nel
corso dell’indagine, va ricordato, non sono state riscontrate altre
responsabilità se non quelle dello sparatore. C.B.
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PESCA
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Sulla proposta della Regione
Lac: «No alla fine della licenza di pesca»
http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice=3984
764&Data=2008-11-18&Pagina=3&Hilights=caccia
Il 4 novembre la IV commissione agricoltura, caccia e pesca del consiglio
regionale ha approvato un testo di legge che modifica l'attuale normativa
regionale sulla pesca del 1998, che prevede la sostituzione della licenza di
pesca e i relativi documenti con la semplice ricevuta del versamento delle
tasse di concessione regionale. La modifica è stata approvata su richiesta
del consiglio provinciale di Belluno e dei consiglieri Giannantonio Da Re,
Gianpaolo Bottacin e Roberto Ciambetti e Daniele Stival, tutti della Lega,
che avevano presentato un progetto di legge.
Ora il testo licenziato dovrà superare l'esame dell'aula per diventare
legge. «Come si può pretendere che un pescatore conosca i vari aspetti della
legge, riconosca le specie pescabili da quelle protette, distingua i mezzi
di pesca consentiti da quelli vietati se non ha sostenuto un corso di pesca
e il relativo esame finale?» si chiede il presidente dell Lega abolizione
caccia del Veneto, Andrea Zanoni.
«Un corso e un esame per pescatori dilettantisici gioverebbe sia alla tutela
della fauna ittica sia alla tuteal dei singoli pescatori, garantendo loro
una conoscenza della materia utile a evitare violazioni di legge e sanzioni
realative».
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RANDAGISMO
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Canile, arrivano aiuti anche dal nord Italia
Volontari di Savona hanno portato cibo e medicine per i cuccioli di
Mirabello
http://www.nuovomolise.net/e_view.asp?S=1&C=2&G=5&M=3&E=7587
E' diventato davvero un caso nazionale quello relativo ai canili di
Campobasso e dintorni e all'ordinanza del sindaco Di Fabio - provvedimento
ora sospeso dal Tar - che vietava ai cittadini di dar da mangiare ai cani
per strada. Dopo i numerosissimi appelli giunti da tutta Italia, e dopo la
manifestazione di sabato che ha raccolto molteplici consensi, sono arrivati
aiuti concreti da tutta Italia. Da sabato scorso, infatti, due volontari
dell'associazione Lega per l'abolizione della caccia sono partiti da Savona
per portare aiuti ai circa 500 cani del canile di Mirabello, custodito da
una sola persona, la signora Maria Rosaria Romano. Cibo, medicinali, coperte
e cucce che hanno raccolto in Lombardia, Liguria e in molte altre regioni, e
che hanno portato a Mirabello per cercare di rendere almeno un po' meno
gravi le condizioni in cui versano i cuccioli.
<Abbiamo trovato una situazione a dir poco allarmante - sottolinea
Valentina, una dei due volontari. I cani sono sporchi ed affamati, molti non
riescono a camminare, quasi tutti hanno la rogna e molti hanno altre
malattie. Per non parlare dei problemi alla struttura: cucce fatiscenti e
non a norma di legge, sporcizia e condizioni di pericolo>.
I volontari se la prendono con l'amministrazione comunale: <Dove finiscono -
si chiedono - i fondi destinati ai canili e al randagismo? Perché i Comuni
che si servono del canile di Mirabello non aiutano la signora Romano, che
non può farcela da sola a occuparsi di quesi 500 cani>.
L'impegno dell'associazione non si limita a fornire aiuti al canile di
Mirabello. Oggi, quando ripartiranno, i due volontari di Savona porteranno
con loro una decina di cani - quelli in condizioni peggiori - per i quali
hanno ricevuto richieste di adozione da associazioni e privati. E fanno un
appello affinché chiunque voglia adottare un cane si rivolga al Canile di
Mirabello, e non scelga cani di razza.
<I cani sono tutti uguali - concludono - aiutiamo quelli che stanno per
morire>. Daniela Di Cecco

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it