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NEWS: Giornali Internet 19/11/08



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CACCIA
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Caccia, rivolta contro le guardie zoofile
http://ricerca.quotidianiespresso.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/
2008/11/19/MK1PO_MK104.html
VILLAFRANCA. Nessuna strage di uccellini né violazioni della legge per i
cacciatori padovani ma solo un allarme ingiustificato. Ad affermarlo con
forza Giuseppe Conte, consigliere provinciale e vicesindaco del paese che
sottolinea come sul territorio comunale gli risulta sia stato redatto un
solo verbale per violazione delle norme sulla caccia. «Si parte da un
verbale per denigrare i cacciatori per uso di richiami vivi ed
elettroacustici - dice - Gli agenti preposti al controllo dell’attività
venatoria, in particolare la Polizia provinciale assieme alle forze dell’
ordine con compiti di polizia giudiziaria, lavorano in modo ottimo, perché è
giusto che coloro tra i cacciatori che non rispettano la normativa vigente
siano sanzionati. E’ falso che a Villafranca dilaghi l’illegalità fra i
cacciatori, qui si caccia nel rispetto delle regole». Conte osserva inoltre
che non si può criminalizzare una categoria e nemmeno che il cacciatore
venga perseguito solo in base a ideologie animal-ambientalistiche che non
fanno onore a chi indossa una divisa anche se da volontario. «Ritengo di
dover rassicurare i cacciatori sulla caccia in deroga. Si possono cacciare i
fringuelli e storni nella misura di 20 al giorno per un totale di 100 all’
anno, le pispole 20 al giorno per 50 totali e le peppole 5 al giorno per 25
in tutto - assicura - il tutto come previsto da una legge regionale che può
essere impugnata solo dalla Corte Costituzionale e non dal Tar». Sulla
vicenda il consigliere regionale Raffaele Zanon ha presentato un’
interrogazione alla Giunta affinché «Verifichi il comportamento delle
guardie zoofile che dimostrano palesemente di ignorare la legge regionale
riferendosi alle specie non cacciabili citando il Tar del Lazio dimenticando
che siamo in Veneto. La Regione infatti - afferma - ha legiferato di recente
sulla caccia in deroga, si devono capire le motivazioni di questi
atteggiamenti vessatori nei confronti degli appassionati di caccia». Anche
Giuseppe Bonora, presidente dell’Ambito Territoriale Alta Padovana
interviene. «Strage e massacro non sono assolutamente consoni se non sono
supportati da dati e informazioni fondate» e che «le specie per le quali
sono stati usati tali aggettivi sono cacciabili in deroga in base alla
normativa vigente». Infine l’assessore regionale Elena Donazzan, ricordando
che compito di annullare una legge regionale spetta alla Corte
Costituzionale e non al Tar del Lazio osserva: «Sono in gioco diritti e
doveri previsti dalla legge con ricadute su 60.000 cittadini rispettosi
delle norme, compresa quella che prevede la caccia in deroga e che quindi
devono avere la serenità di operare nella certezza delle norme». (l.m.)
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Gatto ucciso a fucilate tra i bambini
Colpito in pieno centro a Valdobbiadene da un ignoto cecchino: i proprietari
hanno sporto denuncia
http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=3986
493&Data=2008-11-19&Pagina=13&Hilights=caccia
Valdobbiadene
Continuano gli episodi di violenza nei confronti di animali domestici. Dopo
il cecchino di Cordignano che aveva sparato contro i due gatti dei vicini
uccidendone uno, un altro tiratore dal proiettile facile ha ucciso un gatto
in pieno giorno ed in pieno centro abitato. Venerdì scorso verso le 15,
Giovanna Capretta, allertata dai vicini di casa, ha soccorso il suo gattino
Cino, di un anno, dal bel mantello bianco che era riverso in strada in una
pozza di sangue a qualche decina di metri dalla sua abitazione in Borgo
Furo. Il gattino versava ormai in gravi condizioni, aveva una vistosa
emorragia che macchiava di rosso il suo bianco mantello e risultava
paralizzato alle gambe posteriori ed anteriori. Cino è stato portato
d'urgenza dal veterinario del posto, il dott. Paolo Persico, che in seguito
ad una lastra rinveniva due proiettili sparati da un fucile ad aria
compressa. Uno dei proiettili, quello letale, si era fermato nel canale
midollare della colonna vertebrale e per Cino non c'è stato nulla da fare. I
proprietari hanno deciso di sporgere denuncia ai carabinieri preoccupati
anche per l'incolumità delle persone e dei bambini di via Borgo Furo.
L'utilizzo di quest'arma in pieno centro abitato costituisce un serio
rischio per chi vi abita ed è per questo che gli abitanti del posto sono
determinati a scovare il responsabile che dalle prime informazioni raccolte
pare essere un caccia tore della zona. «Chi ha commesso questo vile gesto -
ha commentato Andrea Zanoni presidente della Lega Anti Caccia (Lac) del
Veneto rischia la reclusione da 4 mesi e mezzo a 1 anno e mezzo o la multa
da 4.500 a 22.500 euro. Ci auguriamo che i militari dell'Arma con l'aiuto
dei residenti di via Borgo Furo inchiodino il responsabile assicurandolo
alla giustizia. Se il responsabile verrà individuato ci costituiremo parte
civile chiedendo anche i danni morali; questi delinquenti la devono pagare
cara».Elisa Giraud
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Lac, firme contro la caccia agli animali domestici
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3986495&Pagina=13
La Lac Veneto ha lanciato la petizione contro la caccia a cani e gatti
introdotta, a detta della Lac stessa, in sordina quest'estate dalle legge
regionale 9/2008. «La legge con la quale è stata modificata la precedente
sulla caccia della Regione Veneto ha introdotto la possibilità di cacciare,
su autorizzazione delle Province, addirittura animali domestici
inselvatichiti, animali che potenzialmente potrebbero essere cani, gatti,
conigli, piccioni, eccetera» spiega la Lac che pone l'accento su una domanda
«Ma chi può stabilire a priori, solo vedendolo, se un cane è inselvatichito
o semplicemente libero che scorazza in giro per la campagna?». La Lac è a
disposizione per raccogliere segnalazioni e dare informazioni attraverso il
sito www.lacveneto.it o telefonando al numero 347/9385857.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it