[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 22/11/08



======
CACCIA
======
NFORTUNIO. È accaduto l’altra mattina nei boschi di Zovencedo
Gli scoppia il fucile in mano Pensionato rimane ferito
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Y.htm
Ha rischiato grosso il cacciatore che l’altra mattina, andando a caccia, si
è visto esplodere il fucile fra le mani. Accompagnato d’urgenza al pronto
soccorso, è stato giudicato guaribile in almeno un mese ma in molti lo hanno
ritenuto fortunato poiché la disavventura poteva avere conseguenze ancora
più serie. Su quanto è accaduto, hanno avviato accertamenti sia la polizia
dell’ospedale che i carabinieri della stazione di Barbarano.
In base ad una prima ricostruzione, Lorenzo Maran, 76 anni, residente a
Zovencedo, era andato a caccia sui boschi del suo Comune, in una zona
fortunatamente non troppo lontana dalla sua abitazione. Per cause che
restano al vaglio, all’improvviso il fucile che aveva con sè gli è esploso
fra le mani. Non è chiaro se avesse sparato un colpo, o se avesse
inavvertitamente toccato il calcio. Di fatto, ha subito delle lesioni sulle
mani e sugli avambracci ed è corso a casa a medicarsi. È stato poi
accompagnato direttamente al pronto soccorso del S. Bortolo dove, dopo le
prime cure, è stato sottoposto ad alcuni accertamenti di chirurgia plastica.
Ora dovrà restare a lungo a riposo. I militari verificheranno se l’arma che
aveva con sè era in regola e se Maran abbia un porto d’armi.
INCIDENTE. Due persone sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto
ieri alle 11 lungo via del Commercio, vicino alla fiera. Per cause da
accertare, la Opel Corsa condotta da Valerio Michelon, 43 anni, della città,
che aveva a bordo Michela Lorenzato, 37, di Creazzo, è andato ad impattare
contro l’autocarro Renault condotto da Fabio Valeri, padovano di 31 anni.
Michelon e Lorenzato non sono gravi.
-----
Mufloni fatti a pezzi, dieci imputati
La difesa passa al contrattacco
http://www.unionesarda.it
Due mufloni uccisi, fatti a pezzi e divisi in due sacchetti. Le guardie
forestali avevano trovato la selvaggina uccisa e denunciato la compagnia di
caccia in transito a Sa Murta, sulle montagne tra Fonni e Villagrande. A due
anni dai fatti, dieci cacciatori barbaricini sono sotto processo per
bracconaggio a Lanusei, davanti al giudice monocratico Paola Murru. Il pm
Daniela Lai ha in mano solo indizi ma dovrà cercare attraverso l’istruttoria
dibattimentale gli elementi che possano trasformarli in eventuale prova.
Operazione difficile visto che nelle auto dei sospettati, due fuoristrada e
un’utilitaria, non è stato trovato un brandello di riscontro per attribuire
ai cacciatori le responsabilità dell’uccisione dei mufloni.
Gli imputati sono Giampiero Marcello, 65 anni, medico nuorese, Enrico
Vaccargiu, 52 anni, gioielliere, Raimondo Luigi, Paolo Mario e Gianfranco
Piras, 42, 41 e 43 anni, tutti di Tonara, Andrea Mulas (30), Antonio Nonne
(35), Michele Garippa (41) e Michele Cadau (37) di Fonni, Francesco Murru
(52 anni) di Orosei. Tutti negano con decisione ogni addebito.E la difesa è
convinta di trovare proprio nelle dichiarazioni degli stessi ranger che
hanno eseguito il rastrellamento le carte per smontare il teorema dell’
accusa. Ieri gli avvocati Antonio Busia, Gianfranco Careddu e Lorenzo Soro
hanno chiamato a deporre diversi ispettori e agenti della Forestale. I
testimoni hanno confermato il ritrovamento dei fucili e gli accertamenti
eseguiti sui cacciatori cui era stato imposto l’alt. Nelle loro auto vennero
trovati fucili, ma nessuna traccia, ad esempio, del sangue della selvaggina
uccisa. Al processo è invece emerso che la zona in cui vennero trovati i
mufloni è raggiungibile attraverso molte strade, in cui potevano facilmente
far perdere le tracce i bracconieri. Perché qualcuno ha ucciso la
selvaggina, a meno che non si voglia presumere che i mufloni stessi si siano
suicidati. A marzo si torna in aula.
-----
COLLI La Coldiretti lancia l’allarme contro l’avifauna selvatica
responsabile di ingenti danni alle colture
«Sparate a colombi, nutrie e cinghiali»
Chiede abbattimenti sistematici a fronte dei risultati scarsi ottenuti con i
chiusini. Casarin prudente
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=
3989821&Pagina=ABANO%20MONTEGROTTO
Colli Euganei
La pressione della fauna selvatica non è più sopportabile. Nel 2007 i danni
periziati sono stati 526 mila euro, anche se si stima che il danno subito
dalle imprese agricole superi il milione e mezzo di euro, mentre i
contributi calcolati si aggirano intono ai 274 mila euro. L'emergenza
selvatici va risolta, noi proponiamo delle soluzioni e chiediamo che vengano
discusse su tavoli di concertazione.
A prendere di petto il problema della forte espansione di colombi, nutrie,
corvidi e cinghiali è la Coldiretti di Padova, che per voce del direttore
Walter Luchetta ha chiesto abbattimenti sistematici anche imbracciando i
fucili, ovviamente incaricando persone esperte e addestrate. A muovere la
Coldiretti in questa direzione non sono solo gli scarsi risultati dati dai
metodi di cattura con falchetti, chiusini e gabbie, ma anche la
constatazione che i contributi erogati dalla Regione, attraverso la
Provincia, per i danni subiti sono in costante diminuzione. Maggiore
attenzione viene invece riservata alla prevenzione, come ha spiegato
Lanfranco Donantoni consulente in materia per la Provincia. Dal 2001
l'agricolture non ha il totale indennizzo dei danni causati della fauna
selvatica, ma poco meno della metà. Nel 2007 sono state 235 le domande di
risarcimento arrivate in Provincia, escluso il Parco dei Colli che da un
anno gestisce autonomamente il risarcimento danni, incombenza che dal 2011
sarà anche a carico degli Ambiti Territoriali di Caccia sganciandosi così
dalla Provincia. Richieste che sono state risarcite del 30\%, e quest'anno
sono state già raccolte 230 domande di risarcimento. Per la Coldiretti vanno
adottate soluzioni chiare eliminando colombi e nutrie, mentre per i cingili
la Provincia dovrebbe avvalersi della legge che permette l'abbattimento di
animali ritenuti dannosi, anche se non cacciabili e all'interno di un Parco
tutelato. Sulla questione è intervenuto il presidente della Provincia
Vittorio Casarin che, sottolineando la necessità di monitorare il fenomeno e
la necessità di un riequilibrio, ha annunciato che per i colombi dovrebbe
essere in arrivo il permesso dall'istituto fauna selvatica di intervenire
con i fucili. Sul fronte nutrie sembra aver dato qualche risultato in più la
collaborazione con Comuni e Consorzi per l'acquisto di nuove gabbie,
ritenendo però sicuramente più efficace l'abbinamento con una caccia
organizzata. Sul spinoso argomento cinghiali ha precisato: Per una caccia
selettiva dobbiamo confrontarci con la Regione che deve dare il nullaosta, è
più facile fare una legge nuova che cambiare quelle esistenti come la legge
regionale dell'89 del Parco Colli. Ma il Parco deve essere un territorio
dinamico e non uniformato dal Venda alla base.Barbara Turetta

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it