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NEWS: Giornali Internet 24/11/08



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CACCIA
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Spara al cinghiale e ferisce un altro cacciatore
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2008/11/24/LFXPO_
LF102.html
MASSA MARITTIMA. Ha rischiato la vita. Il pallettone che doveva uccidere un
cinghiale lo ha colpito alla spalla destra: pochi millimetri più in giù e
avrebbe toccato il polmone, con conseguenze drammatiche. Lido Pucci,
settantaquatrenne pensionato di Follonica, per fortuna invece sta abbastanza
bene. Non corre pericolo di vita, assicurano i medici del Policlinico delle
Scotte di Siena dove è ricoverato, ma se l’è vista brutta.  Ancora una volta
un incidente di caccia. Lido, cacciatore espetissimo, era salito da
Follonica a Pian dei Mucini (Massa Marittima) per una battuta con la squadra
massetana dei “Nove Cinghialai”. Sono poco passate le tre di ieri pomeriggio
quando il gruppo “armato” della squadra è alla posta nella macchia in
località Cava della Rena. Sono tutti fermi e zitti, pronti a tirare. Tra
loro c’è anche Lido Pucci. D’improvviso si avverte un fruscìo, forse passa
un cinghiale. Dai fucili di due cacciatori partono, quasi all’unisono,
altrettanti colpi. Uno dei quali, accidentalmente, colpisce il 74enne
follonichese alla spalla.
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Grave cacciatore ferito alla testa da una pietra
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/lanuovasardegna/2008/11/24/
SF1PO_SF101.html
DOMUSNOVAS. Drammatica battuta di caccia al cinghiale ieri mattina nelle
montagne di Orrida, nella zona Bollentino, per la caduta da una scarpata di
un grosso sasso forse staccato dal vento, che ha colpito alla testa un
cacciatore di Gonnesa, Piero Pia, 62 anni, pensionato, che si stava
sistemando nella posta che gli era stata appena assegnata dal capocaccia.
Una disgrazia imprevedibile. Il cacciatore con gli altri 20 compagni era
appena arrivato a Bollentino, un luogo scosceso dove anche i cinghiali
transitano con difficoltà e si era sistemato in attesa di imbracciare il
fucile. Prima di sedersi su una roccia protetto dalla macchia mediterranea
Piero Pia ha sfilato dal giubbotto una busta contenente generi di conforto.
Ma nel tentativo di prelevare il fabbisogno per la mattinata, una raffica di
vento gli ha strappato dalle mani la busta di plastica. Per poterla
riafferrare l’uomo si è spostato quando dall’alto stava rotolando un sasso
forse smosso dal vento o dai cacciatori della compagnia che erano appena
transitati nella scarpata. Il pensionato è stato centrato in pieno alla
testa nella zona parietale destra e forse semisvenuto per il forte colpo è
precipitato rotolando nella scarpata per oltre 30 metri tra massi e
cespugli. «Fortunatamente - ha spiegato un compagno di caccia che ha
assistito alla scena senza poter intervenire - la caduta è stata rallentata
e bloccata da dei rovi, altrimenti Piero avrebbe continuato a rotolare per
altri 30, 40 metri con ben più gravi conseguenze». Non c’è stato tempo da
perdere: i cellulari, per mancanza di campo, erano praticamente
inutilizzabili e alcuni cacciatori si sono dovuti allontanare centinaia di
metri dalla zona della disgrazia per poter dare l’allarme. Il ferito perdeva
sangue. In meno di mezz’ora i cacciatori hanno organizzato una barella con
le loro giacche e gli scaccia acqua per portarlo in un punto dove avrebbe
potuto atterrare l’elicottero del 118. Il forte vento, nonostante fosse
stata confermata la partenza del mezzo aereo da Abbasanta, ha impedito l’
utilizzo dell’elicottero perciò sono stati i volontari dell’Asvod di
Domusnovas a raggiungere la montagna. «Abbiamo camminato per quattro
chilometro trasportando il ferito in barella - ha spiegato il capocaccia
Raffaello Medda - perché le sbarre di accesso alla zona, per disposizione
dell’Ente Foreste erano abbassate e bloccate con i lucchetti. L’incidente è
accaduto alle 8.40, ma siamo arrivati al pronto soccorso del Santa Barbara
di Iglesias a mezzogiorno. Se le sbarre fossero rimaste aperte il nostro
amico sarebbe arrivato in ospedale un paio d’ore prima».  E per giunta l’
ambulanza del 118 ha forato e il trasporto del cacciatore ferito è stato
completato dal fuoristrada degli uomini della forestale. Le condizioni di
Piero Pia sono apparse gravi. I medici del Santa Barbara lo hanno fatto
trasportare a Carbonia per sottoporlo alla Tac e subito dopo un’ambulanza ha
trasferito il cacciatore al reparto di neurochirurgia del Brotzu di Cagliari
dove sarà sottoposto ad intervento chirurgico. Questa mattina, a Gonnesa, si
terrà una riunione di cacciatori per denunciare la chiusura delle strade di
accesso alla montagne nei giorni di caccia grossa. - Erminio Ariu
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Pontebba, cacciatore cade: frattura alla caviglia
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/messaggeroveneto/2008/11/24
/NZ_12_PROA5.html
PONTEBBA. Un cacciatore di 45 anni anni, Gianfranco Macuglia, di San Giorgio
di Nogaro, è stato soccorso sabato sera sui monti di Pietratagliata dalle
squadre del soccorso alpino del Cnsa di Moggio - Pontebba e della Guardia di
Finanza di Sella Nevea. L’uomo, mentre assieme degli amici stava rientrando
dalla battuta di caccia in località Slenza Alta, sopra Pietratagliata, è
scivolato sul sentiero gelato riportando la frattura della caviglia destra.
Alle 17 quando già faceva buio sono uscite le squadre di soccorso che,
salite nel luogo dove si trovava il ferito, hanno provveduto al suo recupero
trasportandolo a valle con l’apposita barella “Mariner”. Quindi, raggiunta l
’autoambulanza con il personale sanitario del 118 Macuglia è stato
trasportato all'ospedale di Tolmezzo. L’infortunio occorso al cacciatore,
come ha sottolineato, il responsabile del Sagf di Sella Nevea Piero Zanni,
richiama l'attenzione sull'esistenza in questo periodo di un alto livello di
pericolo sui nostri monti dove, anche a quote basse, il terreno è gelato e
quindi l’ambiente è molto insidioso e anche i sentieri che in apparenza
sembrano facili, proprio perché lievi stradi di ghiaccio, alle volte
scarsamente visibili, diventano pericolosi. (g.m.)
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BRACCONAGGIO: PATTUGLIA A CAVALLO SORPRENDE BRACCONIERE IN UN'AREA PROTETTA
IN ABRUZZO
Bloccato dagli agenti dopo un lungo inseguimento a cavallo nel fitto bosco
di Feudozzo, l'uomo è stato denunciato a piede libero per bracconaggio
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7133
24 novembre 2008 - Nel corso di un normale servizio a cavallo nell'area
protetta della Foresta di Feudozzo, due agenti del Posto Fisso di Feudozzo e
due agenti del Coordinamento Territoriale per l'ambiente di Assergi del
Corpo forestale dello Stato hanno avvistato un bracconiere che si è
immediatamente dato alla fuga nel bosco. Dopo un lungo e complicato
inseguimento, tra rocce, cespugli e fitta vegetazione, gli agenti a cavallo
hanno raggiunto il bracconiere che non ha esitato ha puntare contro di loro
il fucile, minacciando di sparare. Tuttavia, grazie anche all'intervento di
uno degli agenti sceso nel frattempo da cavallo, l'uomo è stato finalmente
raggiunto e bloccato. Il fuggiasco, che dai primi accertamenti è risultato
essere un pluripregiudicato, è stato immediatamente denunciato a piede
libero per bracconaggio, violazione di area protetta e detenzione illegale
di armi. L'operazione è stata resa possibile grazie al Servizio a cavallo
per la tutela del territorio svolto quotidianamente dal personale del Corpo
forestale dello Stato in questa come in altre aree protette della Penisola.
Particolarmente efficace il comportamento dei cavalli di razza persana che
hanno seguito senza alcuna esitazione i loro cavalieri tra rocce, spini e
folto bosco consentendo così di raggiungere il bracconiere e assicurarlo
alla giustizia.
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BRACCONAGGIO: FERMATI BRACCONIERI DOPO ROCAMBOLESCO INSEGUIMENTO SULLE
COLLINE DI SANREMO
Quando i Forestali si sono avvicinati per il controllo, la Fiat Panda ha
cominciato una precipitosa fuga in retromarcia. Né è nato un movimentato
inseguimento lungo la strettissima strada dell'Ortigara
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7134
Dopo gli interventi effettuati negli ultimi giorni, nuova operazione portata
a termine dagli agenti del Comando Stazione del Corpo forestale di Sanremo
la notte del 20 novembre sulle alture di Sanremo, lungo la strada
dell'Ortigara, in località Punta Savona. Gli agenti hanno notato una Fiat
Panda con tre uomini a bordo in atteggiamento sospetto in una zona dove,
purtroppo, è frequente l'attività di bracconaggio. Quando i Forestali si
sono avvicinati per il controllo, la Fiat Panda ha cominciato una
precipitosa fuga in retromarcia. Né è nato un movimentato inseguimento lungo
la strettissima strada dell'Ortigara. Ad un certo punto dal finestrino della
Panda gli occupanti hanno gettato un fucile, prontamente recuperato da uno
degli agenti della Forestale mentre l'altro continuava l'inseguimento.
Dall'auto in corsa uno degli occupanti si è gettato fuori dileguandosi nel
bosco. L'inseguimento è proseguito sino a che la Fiat Panda, incalzata da
vicino dalla Land Rover della Forestale, ha terminato la sua corsa contro un
ostacolo. Sul luogo arrivavano in supporto una pattuglia della Forestale di
Sanremo ed un'altra di Ventimiglia. S.G. 34 anni e G.A., 42 anni, entrambi
di Sanremo, sono stati fermati; il Pubblico Ministero di turno ha disposto
la perquisizione delle abitazioni dei due, perquisizioni che sono state
effettuate durante la notte dagli stessi agenti. Il fucile gettato dal
finestrino e recuperato dagli Agenti della Forestale, un calibro 12 dotato
di torcia per il puntamento notturno, è risultato avere matricola abrasa.
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Savona: il consigliere Oliva dà la caccia agli stornelli
http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=40555
“E’ necessario riaprire al più presto la caccia agli stornelli, ed è
indispensabile farlo subito se non vogliamo che anche quest’anno i milioni
di stornelli che in questi due mesi stanno invadendo i nostri cieli
continuino a compiere ancora gravi danni.”
A dirlo è Pietro Oliva, Consigliere regionale del PDL, che raccoglie l’
appello degli agricoltori che da anni chiedono che venga riaperta la caccia
allo stornello considerato specie protetta.
“Ma che specie protetta – avanza il Consigliere Regionale del PDL – questi
volatili non fanno altro che “inzozzare” le città ed i monumenti e fare
danni pesantissimi all’agricoltura, specialmente alle colture all’aperto
(olivicoltura e orticoltura).”
“Non si può continuare ad ignorare il problema – conclude Oliva – ed il
conseguente l’appello degli agricoltori: la caccia è l’unica soluzione
percorribile per rispondere positivamente alle richieste che provengono dal
territorio. Inoltre nella mia interrogazione ho fatto presente che gli
operatori agricoli duramente colpiti dai danni provocati dagli stornelli
possano essere risarciti dalla Regione.”

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it