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NEWS: Giornali Internet 25/11/08



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CACCIA
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Muore ex negoziante a caccia
http://ricerca.quotidianiespresso.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/11/25
/LE5PO_LE501.html
EMPOLI. La sua passione l’ha tradito. Franco Bellucci, 68 anni, ex
commerciante, è morto durante una battuta di caccia nel Chianti, vicino a
Castellina, domenica pomeriggio. Non si sa ancora se per un malore oppure
dopo una caduta nel bosco.  Gli amici che erano con lui si sono accorti che
non aveva fatto ritorno a dove erano state parcheggiate le auto, in località
S. Agnese, verso le sedici di domenica. Il cacciatore empolese è stato
trovato poi in un burrone, poco lontano, a fine serata.  Bellucci era molto
conosciuto a Pozzale dove viveva con la famiglia e aveva un negozio di
macelleria fino a qualche anno fa.  Grande dolore per la perdita al circolo
Arci caccia di Empoli. «Commossi - spiegano in un comunicato i soci e il
gruppo dirigente dell’associazione - ricordano Franco come dirigente
qualificato ed impegnato nella gestione della attività venatoria della zona.
Da anni, era stato nominato rappresentante dell’Arci caccia di Empoli nel
comitato di gestione della zona di ripopolamento e cattura di Castagneto,
alla quale aveva dedicato gratuitamente molto del suo tempo libero con
ottimi risultati».  «A tutti noi mancherà Franco - concludono i soci dell’
Arci - che è stato un vero punto di riferimento per tutti i cacciatori
empolesi. Lo ricorderemo sempre e faremo tesoro del suo impegno che in tanti
anni è stato un esempio per tutti».
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DOVADOLA
Caccia di frodo in Appennino
Sequestrate trappole per volpi
Il Corpo forestale ha rintracciato in un fabbricato rurale mezzi per la
cattura di animali da pelliccia. Un agricoltore di Dovadola dovrà rispondere
di detenzione illecita di armi, omessa custodia e caccia illegale
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/forli/2008/11/25/135081-caccia_frod
o_appennino.shtml
Dovadola, 25 novembre 2008 - Armi da caccia, munizioni, un coltello e una
trappola per la cattura illegale di animali da pelliccia. Questo è quanto
sequestrato dal Corpo forestale dello Stato a un agricoltore di Dovadola.
L'uomo è stato denunciato e dovrà rispondere di detenzione e omessa custodia
delle armi.
Tra le accuse anche quella di caccia illegale con mezzi vietati e detenzione
di un coltello non denunciato. Rischia l’arresto da due mesi a un anno e
ammende per circa 2.500 euro. I controlli sono partiti da una telefonata
giunta al numero di emergenza ambientale 1515, che segnalava la presenza di
una trappola per la cattura della volpe, con l’esca pronta a scattare. La
trappola era stata collocata vicino ad un fabbricato rurale nel territorio
comunale di Dovadola.
Rintracciato il proprietario dell’immobile, i militari hanno iniziato una
perquisizione domiciliare. Nella cantina sono stati trovati due fucili con
munizioni, un coltello con lama a doppio taglio, 156 cartucce con munizione
spezzata, ed anche una munizione a palla. Durante una successiva
perquisizione in un’altra abitazione dell’interessato, sono stati recuperati
altri due fucili da caccia con munizioni spezzate di vario calibro. Tutte
armi detenute illegalmente e quindi sequestrate, assieme alla trappola da
volpe.
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Bracconaggio, denunciati due cacciatori
http://www.tusciaweb.it/notizie/2008/novembre/24_8caccia.htm
- Bracconaggio dentro il parco regionale Marturanum, due denunciati.
I carabinieri della compagnia di Ronciglione, nel corso di un servizio di
prevenzione e repressione del bracconaggio nei comuni di Blera, Monte Romano
e Barbarano Romano, hanno denunciato due persone per violazioni delle norme
sulla caccia.
Si tratta di un 41enne e di un 47enne, entrambi di Vetralla.
I carabinieri della stazione di Barbarano Romano, mentre perlustravano, in
orario notturno, l’interno del parco regionale Marturanum, dove già in
passato si sono verificati episodi di bracconaggio, hanno notato un’auto con
a bordo due persone.
I militari fatto il controllo dei due uomini, notando che il 41enne aveva a
portata di mano una carabina di precisione per la caccia e il relativo
munizionamento.
La successiva la perquisizione dell’auto ha permesso di rinvenire un faro
portatile di notevole potenza luminosa, attrezzatura tipicamente utilizzata
per il bracconaggio, collegato artigianalmente con un cavo di quattro metri
all’accendisigaro.
I due sono stati denunciati per attività venatoria all’interno di area con
divieto assoluto di caccia.
L’arma, il relativo munizionamento ed il faro portatile sono stati posti
sotto sequestro.
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CACCIA
Cartucce al piombo nichelato Sorpresi con 465 munizioni
Cacciavano in valle Ca' Pisani caricando i fucili con cartucce contenenti
piombo nichelato. A loro carico è scattato il sequestro di ben 465
munizioni.
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3994154&Pagina=ROVIGO
Non sarà costata molto in termini di sanzione amministrativa - appena
cinquanta euro a testa - ma la violazione di cui si sono resi protagonisti
quattro cacciatori sorpresi nel week-end mentre, in un appostamento di Valle
Ca' Pisani, tentavano di impallinare gli anatidi migratori con cartucce
fuori legge, ha un alto valore simbolico.
Va premesso che le cartucce saranno restituite ai quattro cacciatori non
appena si definirà il procedimento e la multa verrà saldata. Resta tuttavia
il fatto che questa è una delle prime sanzioni di carattere amministrativo
che la Vigilanza provinciale ha comminato per uso di piombo nichelato messo
fuori legge dal decreto sulle Zps che prevede, tra le altre misure, anche il
divieto di usare pallini fusi con un minerale su cui gravano consistenti
dubbi per possibili effetti di inquinamento da saturnismo. L'avvelenamento
colpirebbe infatti l'avifauna perché il piombo dei pallini entra nella
catena alimentare.
Va anche detto che il criterio con cui la Provincia valuta questo tipo di
violazione è decisamente favorevole ai cacciatori: sanzione pecuniaria a
parte, i quattro hanno ricevuto solo una diffida perché l'atto rimane in
ambito amministrativo.
Di diverso avviso è il Wwf, il cui giudizio tende a stroncare con più
decisione queste infrazioni. Per gli ambientalisti si tratterebbe di un
reato vero e proprio per gli effetti diretti che la dispersione di un
inquinante pericoloso come il piombo comporta sul delicato ecosistema delle
zone umide del Delta. Posizione rafforzata anche dal fatto che il decreto
approvato dall'ex ministro Pecoraro Scanio intende garantire da minacce
simili proprio le zone a protezione speciale.
Per l'ufficio Caccia provinciale invece prevale l'interpretazione della
legge sulla caccia che disciplina anche il tipo e l'uso dei mezzi da
adoperare per questa attività. Le cartucce non sarebbero da considerare
mezzo di caccia ma solo un complemento dell'arma in dotazione al cacciatore.
Franco Pavan
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IL CASO
Intimidazioni venatorie, razzi a Ca' Zuliani per impaurire e mettere in fuga
gli uccelli
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3994133&Pagina=1
Aziende faunistiche sempre più nell'occhio del ciclone. Le zone private del
Delta nelle quali, a fronte dell'autorizzazione rilasciata dalla Provincia
su delega regionale, si esercita una caccia che si può definire "riservata",
visto che è appannaggio solo degli ospiti dei proprietari, da un lato sono
entrate massicciamente nel mirino delle forze della vigilanza che tentano,
non senza difficoltà, di attuare al loro interno gli stessi controlli che
subiscono le valli libere (se ne parla all'interno).
Dall'altro sono diventate oggetto di atti decisamente vandalici a conferma
del sentimento di invidia che suscitano i loro privilegi nel resto del mondo
venatorio popolare.
Vale la pena di cominciare da qui perché il fatto è in qualche modo curioso.
Ca' Zuliani, una delle aziende faunistiche più gettonate per l'alta qualità
degli interventi che la caratterizzano, esempio tra i più apprezzabili di
gestione faunistica del Delta, è stata teatro del lancio di ben otto razzi,
naturalmente partiti dalle aree libere che la circondano. Lo scopo era fin
troppo palese: impaurire gli uccelli che vi trovano rifugio in modo sia di
farli fuggire dal suo perimetro perché siano più facile bersaglio dei
cacciatori liberi. Ma non può passare inosservato il tentativo di esercitare
una sorta di intimidazione verso la proprietà che evidentemente, davanti ad
atti di questo tipo, ha ben scarsi mezzi per potersi difendere. Sembra che
il titolare di valle Ca' Zuliani Oliver Martini abbia denunciato il fatto
alla Vigilanza provinciale che, del resto, si sarebbe dichiarata
praticamente impotente nel porre un freno a intimidazioni episodiche, su cui
oltretutto è difficile investigare, visto che gli stessi mezzi del corpo
provinciale sono stati oggetto di atti vandalici gli anni scorsi ma non si è
mai risaliti agli autori dei fatti. Franco Pavan

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it