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NEWS: Giornali Internet 27/11/08



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CACCIA
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Tragedia nelle campagne di Rieti
Cacciatore ucciso da un compagno
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=6F5A20EF8AF28A266D1F72A
60CDF2292
RIETI - Tragico incidente ieri pomeriggio durante una battuta al cinghiale
nella frazione Macchie di Accumoli, paese in provincia di Rieti. Un uomo di
38 anni, Romeo Cherubini, nato e residente ad Accumoli è morto in seguito ad
un proiettile di fucile che lo ha colpito mentre andava a caccia con un
gruppo di amici. Ad esplodere il colpo, un agente forestale che faceva parte
del gruppo di Cherubini. Il proiettile è stato sparato alle spalle ed è
entrato all’altezza della scapola destra per uscire dalla clavicola sinistra
e, secondo quanto appreso, l’agente forestale che in quel momento stava
cacciando e che faceva parte della squadra dell’uomo deceduto, avrebbe
scambiato Cherubini per un cinghiale ed avrebbe quindi sparato
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Ferito un cacciatore
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2008/11/27/LB1PO_
LB105.html
CAMPIGLIA. Un cacciatore è rimasto ferito a un braccio da un compagno
durante una battuta di caccia al cinghiale nella zona di Campiglia.
Leopoldo Marchi, piombinese di 58 anni, è stato colpito da una palla
probabilmente di rimbalzo, che fortunatamente lo ha ferito solo lievemente.
L’uomo infatti dopo aver ricevuto le prime cure al pronto soccorso è stato
subito dimesso.  Sul caso stanno compiendo accertamenti gli agenti della
squadra nautica della polizia.
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Episodi di bracconaggio all'Isola Bianchi
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/gazzettadimantova/2008/11/2
7/NP6PO_NP603.html
la Gazzetta di Mantova — 27 novembre 2008   pagina 31   sezione: PROVINCIA
 SERMIDE. Il problema del bracconaggio rimane ancora aperto nell’area verde
golenale del Po tra Castelmassa e Castelnovo Bariano, un sito d’
addestramento cani (non di caccia) e a ridosso dell’Isola Bianchi,
territorio mantovano: si tratta di una grande zona protetta interregionale
creata delle autorità venatorie rodigine e mantovane, nel segno del rispetto
ambientale. Da troppi anni bracconieri veneti e lombardi sbarcano nell’area
dell’Isola Bianchi (spiagge, golene, siti umidi come quello della
fitobiodepurazione Cybo) e sparano ad anatre, lepri e fagiani, certi dell’
impunità, stante la mancanza di controlli in luoghi quasi inaccessibili. L’
ennesimo episodio risale a qualche sera fa, verso le 18. Un giovane atleta
stava facendo jogging sull’argine in via Argine Po a Castelnovo Bariano,
proprio di fronte all’isola Bianchi e al Po di Mezzano, quando ha scorto una
barca vicino alla riva dell’isola mantovana che frugava i folti pioppeti,
facendosi luce con una grossa torcia elettrica. S’è permesso di alzare la
voce per chiedere spiegazioni e per tutta risposta si è sentito apostrofare
in modo verbalmente violento: «Fatti gli affari tuoi spione». Poi sono
passate delle automobili e tutto è finito lì. L’ipotesi più probabile è che
si trattasse dei soliti bracconieri che cercavano selvaggina fra i rami dell
’area protetta, al buio in quanto di giorno ci sono più controlli. Del fatto
sono stati informati le autorità. (a.g.)
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Lotta al bracconaggio. La Polizia Provinciale denuncia 14 cacciatori
http://www.provincia.ragusa.it/info_stampa.php?id=1622
Prosegue l’attività della Polizia Provinciale per contrastare il fenomeno
del bracconaggio in provincia di Ragusa. L’ultima operazione, coordinata dal
comandante della Polizia Provinciale Raffaele Falconieri, ha portato alla
denuncia di 14 cacciatori, impegnati a svolgere in varie parti del
territorio l’attività di caccia con l’ausilio di mezzi vietati ed in
particolare modo del furetto o mediante trappole appositamente predisposte
per la cattura di animali di grossa taglia come il cinghiale. L’attività di
controllo ha interessato tutto il territorio della provincia di Ragusa ed è
stata svolta anche con appostamenti notturni persino durante le ultime
giornate di maltempo (quando i bracconieri probabilmente confidavano nella
carenza di vigilanza) nei luoghi maggiormente battuti dai cacciatori. I 14
cacciatori denunciati in stato di libertà all’A.G. sono: S.M di anni 24,
S.S. di anni 54, entrambi residenti in Campofranco (CL), R.C. di anni 45 di
Favara (CL), G.S. di anni 57, G.L. di anni 39 e F.D. di anni 58 tutti di
Francofonte (SR), N.I. di anni 60, N.S. di anni 70 e G.G. di anni 52 tutti
di Comiso, G.T. di anni 26 residente in Acate, G.L. di anni 26 di Vittoria,
F.P. di anni 45 di Scicli, di M.A di anni 44, G.G. di anni 39 entrambi di
Gela (CL). Le ipotesi di reato ascritte ai citati soggetti sono state
accertate nelle contrade Piano Arcieri e Mazzarronello in territorio di
Chiaramonte Gulfi, in contrada Baucino di Vittoria, in contrada Biddine di
Acate e nei dintorni di Pedalino di Comiso. In un caso l’attività di
bracconaggio era svolta presso la “Riserva Naturale Macchia Foresta Fiume
Irminio” territorio del Comune di Scicli, gestita dalla Provincia Regionale
di Ragusa. Qui, con la collaborazione del personale preposto alla vigilanza
delle Riserve Naturali, sono state neutralizzate e sequestrate n. 6 trappole
presumibilmente per cinghiali. Durante l’ultima operazione sono stati
sequestrati 13 fucili da caccia con relativo munizionamento e n. 8 furetti,
oltre alle trappole in acciaio. Sono state altresì contestate 4 infrazioni
amministrative e controllati oltre 100 cacciatori. Con quest’ultima
operazione la Polizia Provinciale in poco più di due mesi dall’apertura
della caccia ha deferito all’Autorità Giudiziaria 42 cacciatori per varie
ipotesi di reati venatori.
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«Bloccare la strage dei cervi»
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/altoadige/2008/11/27/AM3PO_
AM304.html
MERANO. Si complica il quadro degli abbattimenti selettivi dei cervi nel
Parco dello Stelvio. Dopo la decisione della Consulta di bocciare la legge
provinciale sulla caccia, il gruppo consiliare provinciale dei Verdi
rilancia e chiede l’immediato stop al “piano cervi” nel parco nazionale.  «E
’ particolarmente importante la sentenza della Corte - sostengono i Verdi -
sull’articolo che tratta degli abbattimenti selettivi degli ungulati, decisi
a discrezione della Provincia. La Corte afferma infatti che la decisione
spetta all’Istituto nazionale per la fauna selvatica, che deve verificare -
prima di ordinare gli abbattimenti - che non siano stati efficaci altri
metodi non cruenti. E’ quanto avevano proposto i Verdi nel 2007, con un
emendamento che prevedeva che si potesse procedere ad abbattimenti solo nel
caso di danni comprovati e solo dopo aver tentato tutti i mezzi non cruenti
per regolare la presenza degli ungulati sul territorio. Ma il capo dei
cacciatori Luis Durnwalder non volle ascoltarci e non perse neanche allora
occasione per fornire prede alle doppiette della sua amata clientela. La
sentenza deve avere conseguenze immediate sul Parco dello Stelvio,
intenzionato ad abbattere 1.700 cervi all’interno ed oltre 2000 all’esterno,
affidando di nuovo il compito a “selezionatori” improvvisati come i
cacciatori. L’abbattimento di animali all’interno di un parco nazionale non
è consentito dalla legge ed avviene in totale deroga delle norme. Assurdo
anche affidare il compito a cacciatori, per i quali si ritiene sufficiente
un corso di tre giorni, e che hanno tutti altri interessi da quelli di
esercitare una funzione pubblica, ma si preparano prima a divertirsi
sparando sugli animali e poi a partecipare al mercato delle loro carni.
Chiediamo dunque che il piano di abbattimenti sia subito sospeso».
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Riapre la caccia a storni e cormorani nel territorio modenese
http://www.sassuolo2000.it/modules.php?name=News&file=article&sid=86197&mode
=thread&order=1
Modena - Come noto, il Consiglio di stato ha accolto l’appello della Regione
Emilia Romagna contro la sentenza del Tar dell’Emilia Romagna che, nell’
ottobre scorso, aveva annullato, accogliendo un ricorso della Lac (Lega per
l’abolizione della caccia) e altre associazioni ambientaliste e animaliste,
la delibera della Regione sull’autorizzazione a cacciare alcune specie
protette, tra cui storni e cormorani.
Per lo storno la caccia è consentita fino a domenica 30 novembre solo in
pianura e con limitazioni, mentre per il cormorano prosegue fino al 31
gennaio, anche in questo caso con forti limitazioni e solo nelle vicinanze
dei bacini di allevamento ittico.
L’autorizzazione da parte della Regione alla caccia di specie protette
avviene sulla base delle richieste delle Province. E la Provincia di Modena
aveva chiesto, e ottenuto, la deroga per storno e cormano, su sollecitazioni
delle associazioni agricole, allo scopo di ridurre i danni a frutteti e
allevamenti ittici.
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Gatto ucciso, una perizia balistica sulle armi di chi abita a Borgo Furo
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/tribunatreviso/2008/11/27/T
P5PO_TP504.html
VALDOBBIADENE. Con una istanza, firmata dal presidente della Lega per l’
abolizione della caccia del Veneto, Andrea Zanoni, la Lac ha chiesto alla
Procura della Repubblica di Treviso, l’effettuazione di una perizia
balistica sulle armi detenute dai residenti di via Borgo Furo di
Valdobbiadene, al fine di determinare chi ha sparato i due proiettili che il
14 novembre hanno ucciso il gatto Cino di Giovanni Capretta. «Credo che gli
inquirenti debbano effettuare ogni azione possibile a individuare ed
assicurare alla giustizia quel delinquente che si diverte a sparare in
centro abitato ai gattini dei vicini - ha dichiarato Andrea Zanoni - ciò
anche per prevenire nuovi possibili episodi che disgraziatamente potrebbero
anche coinvolgere i bambini del borgo che spesso giocano sulla strada». La
Lac è a disposizione di tutti i cittadini per ogni tipo di consulenza in
materia di maltrattamento animali e danni dei cacciatori, fornendo anche
assistenza legale gratuita per la stesura delle querele. Per info
347/9385856 o lacveneto at ecorete.it.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it