[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 10/12/08



======
CACCIA
======
ENNESIMO INCIDENTE
Spara per errore e ferisce l'amico
Dramma sfiorato alla battuta di caccia
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/pesaro/2008/12/10/138275-spara_erro
re_ferisce_amico.shtml
E' accaduto nel primo pomeriggio nelle campagne intorno a San Leo. L'uomo,
un 37enne di San Marino, è stato colpito al polpaccio e ha riportato una
frattura scomposta alla tibia. Ricoverato ancora sotto choc in ospedale
Cacciatori (foto Germogli) San Leo (Pesaro), 10 dicembre 2008 - Battute di
caccia maledette nel Pesarese. L'ennesimo incidente si è consumato nel primo
pomeriggio di oggi a Montemaggio, nelle campagne di San Leo.
Un cacciatore di 37 anni di San Marino, è stato ferito ad un polpaccio da un
colpo di fucile calibro 12, esploso per errore da un compagno durante una
battuta di caccia al cinghiale nelle campagne di San Leo (Pesaro).
A dare l’allarme ai carabinieri sono stati i tre compagni del cacciatore,
che ha riportato una ferita da arma da fuoco con frattura scomposta delle
tibia ed è in stato di choc. Ricoverato nell’ospedale di San Marino, se la
caverà con 30 giorni di prognosi.
-----
Sabato il controllo a Pradamano. A casa l’uomo aveva specie protette, di cui
è vietata caccia e detenzione
Catturava uccelli con le reti
Scoperto dalla Forestale nel Torre. Denunciato un bracconiere
http://sfoglia.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Udine&Codice=4012
978&Data=2008-12-10&Pagina=4
È stato sequestrato un impianto abusivo per la cattura di uccelli, sistemato
lungo il torrente Torre, a Pradamano.
L'intervento è avvenuto nel corso delle attività programmate sul territorio
dal Corpo forestale regionale al fine di contrastare le diverse pratiche di
bracconaggio. Il personale delle stazioni di Udine e di San Giorgio di
Nogaro sabato scorso erano in pattuglia lungo il torrente Torre, quando
hanno scoperto, su un terreno demaniale in Comune di Pradamano, un impianto
abusivo predisposto per la cattura di uccelli, con uno sviluppo di 80 metri
di reti di tipo cosiddetto giapponese. Dopo un breve appostamento nei
dintorni è stato possibile individuare il responsabile dell'attività
illecita che è stato identificato e quindi segnalato all'autorità
giudiziaria.
L'impianto abusivo, di forma piuttosto complessa e ben mimetizzato nella
vegetazione presente sulle sponde del Torre, era stato attivato con
diciassette richiami vivi e due richiami acustici e nelle reti erano già
stati catturati due zigoli. Immediatamente dopo l'identificazione del
bracconiere, i forestali hanno proseguito l'attività di polizia ambientale,
perquisendo una proprietà del responsabile dell'attività illecita: sono
stati così rinvenuti due zigoli, cinque lucherini, sette verdoni, due
fringuelli e due gazze, tutte specie protette delle quali è vietata la
caccia e la detenzione.
Gli animali ritrovati nelle reti sono stati liberati sul posto mentre le
altre specie, oltre ai richiami vivi, sono state affidate in custodia, a
disposizione dell'autorità giudiziaria, al titolare del "Centro recupero
fauna in difficoltà" di San Canzian d'Isonzo, autorizzato ad ospitare in
cura animali selvatici illegalmente catturati o conservati in attesa delle
decisioni della magistratura.
-----
LA CURIOSITÀ
Prende a fucilate il rapace che gli ha ucciso il canarino
http://sfoglia.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=40
13319&Data=2008-12-10&Pagina=1
Per dirla con le parole della Guardia Forestale di Treviso: «Si è messo in
un bel guaio». L'oggetto della riflessione è un pensionato trevigiano
residente in via Selvatico che, qualche giorno fa, ha imbracciato il suo
fucile da caccia e fatto secco un esemplare di gheppio, elegante falco molto
diffuso nelle nostre zone ma come tutti i rapaci (dall'aquila in giù)
protetto dalla legge e quindi non cacciabile. A giustificare il gesto
dell'uomo non varrà nemmeno la scusa della legittima difesa: non sua però,
ma del suo canarino. I fatti sono questi.
Una mattina il pensionato prende la gabbietta del suo canarino e, come ogni
giorno, la posa sul davanzale del suo appartamento per far prendere qualche
ora d'aria e di sole al piccole volatile. Il caso però provvede a giocare un
brutto scherzo. All'improvviso sulla gabbietta si avventa il gheppio, rapace
diurno facile da incontrare nelle campagne trevigiane. Via Selvatico corre
proprio sul confine della città: parte dal trafficatissimo terraglio e si
perde nei campi. Non è raro quindi imbattersi in qualche animale selvatico.
Purtroppo, al canarino è toccato un gheppio. Il falco si comporta da
perfetto predatore: col becco colpisce l'uccellino, poi tenta di estrarlo
dalla gabbia facendolo passare tra i sottili ferri. Troppo per il
pensionato. Appena si accorge di quelllo che sta accadendo, esce fuori e
tenta di allontanare il rapace. Ma le urla non bastano. Quindi rientra in
casa, prende la doppietta da cacciatore (regolarmente detenuta assieme alla
licenza di caccia) e fa fuoco. Ottima la mira: il gheppio è infatti crolla
al suolo senza vita. Lo sparo però allarma i vicini, che chiamano subito la
questura. Sul posto arriva una volante, gli agenti poi allertano i colleghi
della Forestale.Il pensionato si ritrova ora sulle spalle l'accusa di aver
esploso un colpo di fucile in luogo abitato, di aver esercitato attività
venatoria in un giorno di "silenzio" e di aver abbattuto un esemplare di
specie protetta. Ma alla fine, forse, quello a cui è andata peggio di tutti
è stato il canarino (oltre a gheppio...). P. Cal.
=============
ALIMENTAZIONE
=============
Uno stabilimento sotto controllo La Regiona rassicura: «Dall'Irlanda poche
importazioni»
Anche nella Marca sono scattati i controlli del Nas e dei veterinari delle
Usl per scovare eventuali partite di carne di suino alla diossina, il nuovo
incubo alimentare che disturba i sogni dei consumatori.
http://sfoglia.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=40
13406&Data=2008-12-10&Pagina=3
Nel trevigiano, al momento, l'attenzione si è concentrata tutta su uno
stabilimento di ricezione e distribuzione all'ingrosso della carne. Dalle
segnalazioni arrivate all'Unità progetto sanità animale e igiene ambientale
della Regione Veneto, il centro trevigiano è uno dei sei da controllare più
da vicino. Ovviamente è ancora massimo il riserbo su nome e ubicazione.
«Siamo ancora in fase di verifica - afferma il direttore del Servizio Pietro
Vio - quindi non possiamo sbilanciarci: prima di farlo vogliamo valutare
cosa effettivamente è arrivato, in che quantitativo e come è stato trattato.
Dobbiamo agire così altrimenti può capitare come domenica scorsa, quando
siamo andati a controllare una partita di carne giunta dall'Irlanda in uno
stabilimento veneto: ma si trattava di un invio fatto più di un anno fa e
quindi in un periodo di assoluta tranquillità. Attualmente stiamo
controllando sei segnalazioni di partite di carne che potrebbero essere
arrivate in Veneto sempre dall'Irlanda, di cui una a Treviso. Ma nella
nostra regione non c'è allarme: la carne di provenienza irlandese è da
sempre molto poca. I fornitori abituali del Veneto sono Danimarca e Olanda.
Certo, ci potrebbero essere delle triangolazioni: carne che dall'Irlanda
passa per questi due paesi e poi arriva da noi. Ma stiamo controllando. Al
momento non ci sono stati sequestri e siamo piuttosto tranquilli».Anche il
Nas di Treviso, che opera pure nelle province di Venezia e Belluno, è in
piena attività. Da parte loro non ci sono state sequestri, ma gli
accertamenti si susseguono con un certo ritmo. I carabinieri stanno
setacciando allevamenti, macellerie e punti vendita di tutta la provincia,
senza trovare per il momento nulla di irregolare. Qualche novità potrebbe
però arrivare nei prossimi giorni. A finire sotto la lente d'ingrandimento
sono soprattutto le etichette. La carne in vendita, in base alla legge, deve
essere sempre perfettamente rintracciabile. Più che mai in questo periodo.
«Cerchiamo di non creare allarmismi favorendo i nostri competitors
internazionali - avvisa il ministro per le politiche agricole Luca Zaia -
siamo abituati purtroppo a fare regali agli altri al primo stormir di
foglie. In genere in questi casi si prendono in considerazione carni
alternative, come quelle bianche. Ma la produzione suina nostrana è
eccellente oltre che sicura».Il ministro getta acqua sul fuoco: «In Veneto
il grado di attenzione è massimo - assicura - e non facciamo controlli solo
adesso che c'è la notizia: ma tutto l'anno. Il mio ministero, fino ad oggi,
ne ha fatti oltre ottomila. Inoltre i sistemi di controllo italiani sono
ritenuti i migliori al mondo. Io poi ho introdotto la tolleranza zero. la
tutela di allevatori e consumatori è prioritaria. E non dimentichiamo che il
quantitativo di carne irlandese importata è insignificante».
Zaia dà quindi un consiglio: «Se il consumatore vuole andare sul sicuro, che
mangi carne italiana. Tutti i tagli, fino alla fettina, devono essere
perfettamente rintracciabili. Chi compra deve sapere dove è stato allevato
l'animale e da dove proviene. Se qualche negoziante non espone bene le
etichette? Chiude. Su questo sarà inflessibile». Paolo Calia

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it