[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 21/12/08



======
CACCIA
======
CACCIATORE UCCISO DA CINGHIALE NEL SAVONESE
http://www.agi.it/cronaca/notizie/200812211530-cro-rt11022-art.html
(AGI) - Savona, 21 dic. - Un cacciatore di 70 anni, Enrico Ferraro,
pensionato della Ferrania, e' stato ucciso questa mattina da un cinghiale
che lo ha caricato. L'incidente e' avvenuto durante una battuta di caccia
sulle alture di Cairo Montenotte in Valbormida, in localita' Pra Ellera.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti l'animale, definito di grossa
stazza, ha attaccato Ferraro trascinandolo a terra e straziando il suo corpo
con ripetuti colpi. I suoi compagni di battuta hanno ucciso il cinghiale, ma
non sono riusciti a fermarlo in tempo. Il cacciatore e' deceduto nonostante
gli soccorsi a causa delle ferite riportate che hanno leso organi vitali.
Enrico Ferraro era molto conosciuto in Val Bormida dove era titolare di un
ristorante a Dego.
-----
Caccia tragica, caricati dai cinghiali un morto e un ferito
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/savona/2008/12/21/1101964634425-cairo-cac
ciatore-straziato-ucciso-un-cinghiale.shtml
Tragica e drammatica giornata di caccia nel savonese e nel levante ligure.
Un morto e un ferito durante le battute al cinghiale sulle alture di Cairo e
di Stellanello, un altro cacciatore in gravi condizioni nel levante dopo
essere stato colto da malore dopo avere abbattutto un animale.
A Cairo un pensionato di 70 anni, caricato e ucciso da un cinghiale che gli
ha reciso l’arteria femorale, spingendolo poi in una piccola scarpata. A
Stellanello, nell’entroterra di Andora, un altro cacciatore è stato caricato
da un cinghiale cadendo in un dirupo di 50 metri.
-----
TRENTO: IMPRENDITORE UCCISO PER ERRORE IN CROAZIA DURANTE BATTUTA DI CACCIA
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/23528
Trento, 21 dic. - (Adnkronos) - Sgomento e lutto sull'altopiano di Pine' per
la morte di Giancarlo Giovannini, 53enne imprenditore del porfido e
consigliere comunale del Patt a Baselga, colpito a morte da una fucilata
sparata da un compagno di battuta di caccia al cinghiale. E' accaduto a
Portele, nei pressi di Buie, in Croazia. A esplodere il colpo d'arma da
fuoco, credendo di mirare ad un animale, e' stato il veneto Paolo Cicutto,
50 anni, attualmente trattenuto dalla polizia croata che indaga con
l'ipotesi di omicidio colposo. Cicutto ha visto muoversi degli arbusti a
circa 80 metri di distanza ed ha esploso il colpo, purtroppo fatale.
I due uomini erano amici da 15 anni, erano membri dell'associazione Vepar
(Cinghiale), e lo stesso Cicutto e' in stato di choc. I due uomini facevano
parte di un gruppo di una decina cacciatori, erano presenti anche il figlio
e i fratelli di Giovannini, che spesso si recavano in Istria per partite di
caccia e dove hanno in affitto una casa. Giancarlo Giovannini viveva a San
Mauro di Pine'. La moglie e le due figlie, appena saputa la tragica notizia,
sono partite per la Croazia.
-----
Mira al cinghiale, uccide l'amico
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/mattinodipadova/2008/12/21/
VR8PO_VR501.html
TRENTO. Centrato al petto da un colpo di fucile a palla, esploso da un amico
che stava mirando ad un cinghiale. Un tragico errore è stato all’origine
della morte di Giancarlo Giovannini, 54 anni, consigliere comunale del Patt
e titolare di una cava di porfido a San Mauro di Pinè. L’uomo stava
partecipando ad una battuta di caccia al cinghiale a Portole, in Istria,
dove possiedeva anche una riserva. Con lui il figlio Mirco e i fratelli
Claudio e Ferruccio, quest’ultimo presidente della sezione cacciatori di
Baselga di Pinè. Il dramma si è consumato attorno alle 11.30, quando un
cacciatore veneziano, Paolino Cicutto, 50 anni, amico di vecchia data dei
Giovannini, ha visto un animale muoversi fra i cespugli e ha sparato.
Pensava di colpire un cinghiale: ha ucciso un uomo. ANB01B Giovannini è
morto all’istante, colpito al petto da un proiettile sparato da una carabina
a canna rigata, di quelle che servono ad abbattere grossi ungulati come
cervi e camosci. Ha avuto solo il tempo di pronunciare poche parole:”Ha
preso me”, rivolto al compagno Angelo Canale, vicentino. Poi è caduto fra le
sue braccia ed è spirato. Cicutto si trovava ad un’ottantina di metri, ha
chiesto a Canale se il colpo fosse andato a segno abbattendo il cinghiale ma
si è sentito rispondere poche parole, terribili:”Hai preso il Giancarlo”. E’
stato posto in stato di fermo, come previsto dalla legge croata e
interrogato fino a tarda sera dalla polizia, assieme agli altri testimoni
della tragedia. Gli sono stati anche prelevati i vestiti, che sono stati
portati ad analizzare. Le indagini sono in mano del giudice istruttore
Svetislav Vujic, che ha confermato essersi trattato di un incidente di
caccia. Il fatto è accaduto nel Comune di Portole, in località Gradigna, a
poche decine di chilometri da Trieste. Un territorio che presenta delle
somiglianze con quello della Toscana, terra dove da sempre si pratica la
caccia al cinghiale, con una fitta vegetazione di arbusti. Nella loro
riserva istriana Giancarlo, con i fratelli Ferruccio e Claudio, vanno tre,
anche quattro volte l’anno: all’apertura della stagione, poi in primavera,
estate, sotto Natale. Hanno un numero stabilito di capi da abbattere:
caprioli, cervi, cinghiali, prima le femmine, poi i maschi e i piccoli.
Giancarlo era appassionato di caccia, ma non in maniera ossessiva, anzi:
interpretava questa pratica soprattutto come un’occasione per stare insieme
agli amici e ai familiari. Una persona gioviale e di compagnia, che amava
suonare la fisarmonica, con cui aveva allietato tante serate.  La comitiva
trentina era partita alla volta della Croazia venerdì mattina: era composta
da 11 persone della sezione cacciatori di Baselga di Pinè (che conta in
tutto 43 soci), alla quale si erano aggiunti i tre amici di Jesolo,
conosciuti 15 anni fa al mare e membri della stessa associazione “Vepar”
(cinghiale). Portole è un comune a poca distanza da Buja, un luogo ricco di
selvaggina e al tempo stesso vicino alle belle coste istriane.
-----
Cacciatore colpito da malore in val Petronio
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/levante/2008/12/21/1101964746742-cacciato
re-colpito-malore-val-graveglia.shtml
Un cacciatore di 78 anni è stato colpito da malore oggi durante una battuta
di caccia al cinghiale sulle colline della val Petronio, in località Fiume.
L’uomo è stato soccorso dai compagni di squadra, quindi dai medici del “118”
e dai militi della Croce Verde di Castiglione Chiavarese, oltre che dai
vigili del fuoco di Chiavari. Le operazioni di recupero dell’anziano si sono
però rivelate particolarmente complesse ed è stato quindi necessario
richiedere l’intervento anche degli elicotteristi. Il settantenne è stato
quindi issato a bordo del velivolo dei pompieri con un verricello e
trasportato d’urgenza all’ospedale San Martino. Le sue condizioni sono
giudicate critiche dai sanitari e l’uomo sarebbe in coma.
-----
Scoperto un cacciatore di frodo
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2008/12/21/LX5LX_
LX501.html
LIVORNO. Aveva nascosto in auto una carabina calibro 22 Long Rifle dotata di
silenziatore e di visore notturno perfetta per la caccia di frodo, ma è
stato scoperto dalle Gav della Provincia e dalla Polizia Provinciale e
denunciato.  Da tempo le Guardie Ambientali avevano notato che in una zona
boscata alle spalle della città un’appastatura per i cinghiali veniva
regolarmente rifornita di pane e granturco da qualcuno che aveva certo
intenzioni poco amichevoli verso gli ungulati e per questo, su disposizione
del comandante della Polizia Provinciale Angelo Mollo, è stato attivato
assieme agli agenti un appostamento che è andato avanti per diversi giorni.
Un lavoro faticoso e snervante che però alla fine ha dato i suoi frutti.
Verso il tramonto, l’uomo, S.G. 62 anni, è infatti arrivato in auto e dopo
aver parcheggiato il suo fuoristrada in un annesso agricolo è uscito con in
mano una scala che ha appoggiato ad un albero. A questo punto le guardie
ambientali sono intervenute e gli agenti hanno intimato all’uomo di aprire l
’auto: dentro c’era la carabina con l’ottica notturna già montata e un
silenziatore (un accessorio del genere non è di libera vendita) artigianale
ma certamente funzionale. L’attrezzatura a questo punto è stato sequestrato
e l’uomo denunciato per porto abusivo di arma fuori dalla propria
abitazione, porto di arma non da caccia e omessa denuncia del trasferimento
dell’arma. Reati dei quali dovrà rispondere davanti alla Procura della
Repubblica.  Polizia Provinciale e Guardie Ambientali su disposizione del
comandante Angelo Mollo e del coordinatore delle Gav Giovanni Neri, hanno in
questi giorni prenatalizi rafforzato i controlli per prevenire e reprimere l
’attività di bracconaggio, una attività che arriva a rendere svariate
migliaia di euro l’anno. Ogni capo abbattuto, sia esso un cinghiale, un
capriolo o un daino, sul mercato nero vale infatti dai 400 ai 500 euro e non
mancano certo gli acquirenti. L’aspetto più grave, oltre al danno alla fauna
selvatica e all’ambiente, è quello della sicurezza: un colpo di carabina
sparato in fretta e in furia da un bracconiere all’alba o al tramonto,
magari in scarse condizioni di visibilità e «al rumore» che è stato sentito
dietro un cespuglio, può infatti provocare danni gravissimi a chi passa nel
bosco per una passeggiata e che si trova, del tutto ignaro di quello che sta
accadendo, magari a centinaia e centinai di metri di distanza.
-----
«L'assessore disse: meglio che lui non faccia la prova»
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/tribunatreviso/2008/12/21/T
C3PO_TC302.html
Spunta anche il nome di un assessore provinciale nelle carte dell’inchiesta
sulle licenze di caccia facili rilasciate al sindaco Gian Paolo Gobbo e al
presidente della Provincia, Leonardo Muraro. E viene fatto per la prima
volta nell’esposto presentato alla Procura il 27 dicembre 2007 dal
presidente di Enalcaccia, Pietro Saldan. Questi afferma di essere stato
contattato da Franco Botteon per mettere la sua firma sul verbale d’esame di
quel 14 dicembre. Saldan riferisce allora di non ricordare una sessione d’
esame quel giorno. A questa affermazione, secondo l’esposto del presidente
di Enalcaccia, Botteon gli avrebbe risposto: «L’assessore (....) ha detto
che non era il caso di far sostenere l’esame di abilitazione venatoria al
presidente della Provincia».  Secondo l’esposto di Saldan dunque sarebbe
stato improprio l’iter adottato per la concessione dell’abilitazione al
porto di fucile ad uso caccia al sindaco Gian Paolo Gobbo e al presidente
Leonardo Muraro. Un percorso diverso da quello imposto dalla legge regionale
50/93 e obbligatorio per tutti gli aspiranti cacciatori. La commissione è
composta da 10 membri, 5 effettivi e 5 supplenti che spesso si incrociano
gli uni con gli altri. Si tratta di tecnici conosciuti: biologi, esperti in
balistica, di pronto soccorso, di faunistica. E infatti l’esame non è uno
scherzo, almeno sulla carta: la media è di 2-4 bocciati ogni 10 persone
esaminate. Selezione dura.  Altra particolarità dell’esame sostenuto da
Muraro. Da quanto è emerso dalle indagini il numero uno di via Battisti
avrebbe risposto in modo sbagliato a cinque domande. L’esaminatore però sul
foglio d’esame, che è poi stato presentato al momento della prova orale,
aveva segnato sul foglio zero errori. Dunque i commissari hanno anche chiuso
un occhio sul numero di errori del presidente. (g.b.)

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it