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NEWS: Giornali Internet 13/01/09



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CACCIA
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MEL. Raccolta di firme contro i disagi arrecati dai cacciatori
http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=263261&Data=2009
0113&CodSigla=BL
Mel
Una raccolta di firme per denunciare il disagio e il pericolo arrecato ai
residenti di Riva di Villa, in comune di Mel, dai cacciatori che frequentano
quella zona. Firme inviate al prefetto di Belluno, al sindaco di Mel e all’
Ufficio caccia e pesca dell’Amministrazione provinciale. Nella lettera,
corredata da una dozzina di firme, i residenti denunciano il pesante stato
di disturbo, spavento se non addirittura panico provocato da spari
improvvisi e ripetuti già alla prime ore del mattino, ma soprattutto nel
weekend. Ma a disturbare anche i fischietti e gli altri richiami dal suono
stridulo utilizzati dai cacciatori, cui si associano i campanelli del cani e
le grida di comando dei loro padroni, che hanno anche la spiacevole
conseguenza di istigare gli altri cani ad abbaiare. Ma, afferma la lettera
dei residenti della frazione zumellese, esistono anche altri motivi di
preoccupazione.
«Le famiglie - affermano gli abitanti di Rive di Villa – vivono con
apprensione la possibilità di veder coinvolti i loro figli in scenari di
abbattimento o ferimento di animali, e temono le conseguenze psicologiche
che queste azioni potrebbero avere sui ragazzini». Scomodando addirittura il
codice penale che tutela il sentimento di pietà verso gli animali e chiede
di evitare ciò che abitua l’uomo all’insensibilità per il dolore altrui. Ma
esiste anche il pericolo reale, per chi passeggia per i boschi e per i
prati, di avere incontri ravvicinati con qualche pallottola. «Ci sono – dice
la lettera – anche turisti occasionali ospitati nel bed&breakfast della
zona». I residenti, infine, spiegano come siano state trovate vicino alle
postazioni di caccia bottiglie vuote di vino o altri alcolici. «Sarebbero
perciò opportuni anche dei controlli per evitare un connubio tra alcol e
armi, soprattutto nei fine settimana». M.D.
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CACCIA IN ZONA VIETATA: SEQUESTRATI DUE FUCILI, DUE DENUNCE
http://ilcentro.repubblica.it/dettaglio-news/Ortona-(Chieti)-10:10/3497217?e
dizione=EdRegionale
La forestale di Ortona ha sequestrato due fucili da caccia in loc.
"Caprafico" di Guardiagrele e ha denunciato alla Procura della Repubblica di
Chieti il sessantenne C. L. ed il ventisettenne I. N., entrambi cacciatori
del posto, per caccia in zona vietata e mancata custodia di armi. Gli agenti
sono intervenuti a seguito della richiesta di tre guardie volontarie
dell'associazione "Corpo Provinciale Guardie Ecologiche Venatorie - G.E.V."
di Chieti che, nel corso dei loro controlli, avevano trovato i due
cacciatori all'interno della Zona di Ripopolamento e Cattura "Casoli -
Guardiagrele", segnalata nel calendario venatorio 2008/2009 e interdetta
all'attivita' venatoria, in evidente atteggiamento di caccia, avendo al
seguito un cane utilizzato di solito per le battute al cinghiale. Tra
l'altro, un indagato aveva abbandonato il proprio fucile, un Fabarm "Lion"
calibro 12, all'interno della propria vettura, lasciata incustodita
all'interno della zona di ripopolamento e cattura, con la portiera destra
aperta, alla merce' di chiunque passasse. Lo stesso ha cercato di
giustificarsi dicendo che gli era scappato il cane, che poi ha riportato al
guinzaglio. L'atteggiamento di caccia del quale si sono resi responsabili i
due cacciatori, vietato all'interno di tale area dalla Legge statale del
1992, ha comportato il sequestro anche dell'altro fucile, un Beretta "A 302"
che, insieme al primo, e' custodito dagli agenti forestali. (AGI)
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Bracconaggio: caccia abusiva e maltrattamenti a San Magno
Denunciate due persone. I bracconieri sono stati colti di sorpresa nel cuore
della notte a bordo del loro fuoristrada
http://www.vivicorato.it/News/news.asp?id_not=5842
Gli uomini del Comando Stazione di Ruvo di Puglia e di Andria e del
Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Altamura hanno denunciato due
persone che esercitavano azione venatoria in località San Magno, agro di
Corato, zona 1 del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
I bracconieri sono stati colti di sorpresa nel cuore della notte a bordo del
loro fuoristrada, poi sequestrato dagli agenti della Forestale. Oltre al
mezzo, sono stati sequestrati un cinghiale ed un coltello trovati a bordo
dell’auto. La denuncia è scattata anche per maltrattamento di animali.
La carcassa è stata, infatti, trovata con evidenti segni di violenza. Si
ipotizza che l’animale possa essere stato investito e ferito con il
fuoristrada e poi finito a coltellate sui fianchi. Anche questa operazione
si inserisce nel quadro dell’attività di antibracconaggio per la tutela
della fauna protetta all’interno del Parco murgese, alla quale il Corpo
forestale dello Stato è istituzionalmente preposto.
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Armi e bracconieri, quattro denunce
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/lanuovasardegna/2009/01/13/
SN8PO_SN801.html
NUORO. Un barcconiere colto in flagrante, un fucile da caccia sequestrato,
una denuncia per porto abusivo di fucile, quattro carcasse di suini trovate
e segnalate alla Asl, e persino una sanzione per pesca illegale. Sono state
giornate piuttosto movimentate, insomma, le ultime, per gli uomini del corpo
forestale della provincia di Nuoro. L’ultimo intervento, in ordine di tempo,
è stato fatto nelle campagne di Dorgali. Quando, durante un normale
controllo, è stato multato un cacciatore.  Perché aveva un porto d’arma da
meno di tre mesi e non aveva al suo fianco un “collega” in possesso di porto
di fucile da più di tre anni. È successo domenica scorsa. Tornando a
ritroso, invece, lo scorso 10 gennaio, nelle campagne di Orune, località Su
Padru, una pattuglia del corpo forestale ha rilevato il taglio non
autorizzato di alcune piante di leccio sui terreni di proprietà comunale. La
legna da ardere trovata abbandonata - si trattava di circa tre quintali - è
stata sequestrata. Sono in corso le indagini per trovare gli autori dei
tagli abusivi delle piante di leccio.  L’otto gennaio, invece, nelle
campagne di Ispiga Murina, comune di Bolotana, gli uomini del corpo
forestale hanno sequestrato tre cinghiali abbattuti in giornata di divieto e
con l’uso della munizione spezzata (pallettoni) che non è consentita. Il
trasgressore è stato denunciato.  L’attività del corpo forestale è andata
avanti anche il giorno dell’Epifania, lo scorso 6 gennaio, quando, durante
il servizio di vigilanza venatoria nelle campagne del comune di Dorgali,
nella località di S’Ena Iloghe, una pattuglia ha individuato una persona che
cacciava senza il porto di fucile necessario. L’uomo è stato denunciato. E
il suo fucile con le relative munizioni sono stati sequestrati.  Sempre lo
stesso giorno, nell’area marina protetta di Capo Coda Cavallo, il personale
della motovedetta Siro Vannelli, ha intercettato una barca che pescava con
attrezzature non consentite e ne ha sanzionato i trasgressori.  Infine, il 4
gennaio, durante un altro servizio di vigilanza venatoria nelle campagne del
comune di Lodè, nella località di Ghiniperaglia, il personale del corpo
forestale e di vigilanza ambientale ha sequestrato un fucile da caccia in
grado di accogliere un numero di colpi superiori ai tre consentiti dalla
legge. Anche in questo caso, il trasgressore è stato denunciato. - Valeria
Gianoglio
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Presi bracconieri con cardellini
http://giornale.lasicilia.it/giornale/1301/CT1301/CR/CR04/01.html
Esiste un mercato di volatili appartenenti a specie protette che viene
alimentato, è evidente, direttamente dagli acquirenti. E che porta individui
con pochi scrupoli e per niente rispettosi della natura a veri e propri
«saccheggi» che mettono a repentaglio queste specie. L'altra mattinata,
però, a due bracconieri che erano stati a... caccia nella zona del viale
Kennedy è andata decisamente male. Ciò perché gli agenti di una «volante»,
insospettiti da quell'auto parcheggiata sul margine della carreggiata,
all'altezza dello stabilimento balneare "Polifemo", hanno deciso di eseguire
un controllo.
Ebbene, i due sono stati trovati in possesso di sei gabbie contenenti undici
esemplari di "cardellini" di specie protetta che, come ammesso dai due
giovani (un catanese di 20 anni e un marocchino di 24), erano stati appena
catturati nelle campagne vicine. A quel punto veniva richiesto l'intervento
sul posto di personale del Centro recupero di fauna selvatica, il quale
procedeva alla liberazione di otto degli undici esemplari ornitologici e al
ricovero nello stesso centro degli altri tre, feriti al momento della
cattura. Ovviamente anche questi cardellini saranno liberati, ma dopo le
cure del caso.
Nell'occasione è stato sequestrato il materiale per la cattura dei volatili,
mentre i due giovani sono stati deferiti in stato di libertà.
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Il gelo non ferma la caccia nel Delta del Po
http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=263710&Data=2009
0113&CodSigla=RO
Il gelo non ferma le doppiette. La caccia nelle valli e lagune del Delta del
Po può continuare anche se permangono zone in cui ci sono specchi d'acqua
ghiacciati e in generale le temperature rimangono intorno allo zero.
E' questa la risposta che fornirà l'ufficio Caccia della Provincia
interpellato in merito dalla Regione che ha chiesto se fosse utile lo stop
venatorio sulla base dello stato delle aree interessate dall'attività
venatoria.
«Abbiamo fatto diversi rilevamenti in più punti del territorio cacciabile -
ha osservato la dirigente del settore risorse faunistiche e comandante della
polizia provinciale Monica Attolini - Non sono emersi particolari casi per i
quali sia da ritenersi necessario interrompere del tutto l'attività
venatoria. Le lagune non sono ghiacciate e anche se il ghiaccio potrebbe
interessare alcuni specchi d'acqua delle valli, riteniamo siano sufficienti
i divieti contenuti nella legge sulla caccia che già impedisce l'attività
venatoria in presenza di questi eventi climatici estremi». Va notato che, in
virtù del recepimento operato dalla Regione delle restrizioni imposte
dall'entrata in vigore del decreto Pecoraro Scanio sulle Zone a protezione
speciale che interessano i quattro quinti delle aree deltizie, l'attività
venatoria in zona lagunare e valliva, è in questo periodo già ridotta a due
soli giorni la settimana.
Tra le specie cacciabili fino al trentun gennaio ci sono la quasi totalità
degli anatidi migratori, mentre si chiuderà il 24 gennaio la caccia
riservata alle ghiandaie, alle gazze, alle cornacchie nere e grigie. Franco
Pavan
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SARDEGNA: PDL, PROPOSTA RIFORMA LEGGE SULLA CACCIA
http://www.asca.it/regioni-SARDEGNA__PDL__PROPOSTA_RIFORMA_LEGGE_SULLA_CACCI
A-357742--.html
(ASCA) - Cagliari, 13 gen - Il Popolo delle liberta' della Sardegna ha
formulato una proposta di legge per la riforma della legge sulla caccia (lr
23/98): e' stata preannunciata in una conferenza stampa da Ignazio Artizzu
(An) e Giorgio La Spisa (FI). Obiettivi: lo snellimento del corpo normativo
per dare certezza del diritto al settore, estensione della stagione fino a
febbraio per alcune specie di selvaggina , allargamento dell'esercizio
venatorio all'intera giornata di caccia, istituzione di un unico ambito
venatorio.
Come ha illustrato Ignazio Artizzu, in questo modo si intende perseguire un
contenimento dei costi e dell'eccessiva ingerenza politica, si intende
potenziare l'Istituto regionale per la fauna selvatica, si mira a ridurre le
tipologie delle aree protette.
''L'attuale legge - ha sottolineato Ignazio Artizzu - e' inadeguata. La
nostra proposta mira a avviare una riforma in direzione di una caccia
moderna, secondo i principi riconosciuti dalla stessa Comunita' europea''.
''Anche per quanto concerne l'estensione temporale dell'attivita' di
caccia - ha detto Artizzu - la proposta e' perfettamente in linea con tutte
le statuizioni degli organismi europei. Il mondo venatorio e' stato
ingiustamente penalizzato dalla giunta Soru''. Per Giorgio La Spisa,
l'attivita' venatoria non e' un argomento che riguarda i soli cacciatori, ma
tutti i cittadini: ''E' giusta una adeguata regolamentazione della caccia,
che vogliono gli stessi cacciatori, perche' nessuno vuole un far west
venatorio'', ma neppure una eccessiva penalizzazione di questa disciplina,
sulla scorta di un pregiudizio che guarda all'uomo come presenza del tutto
negativa sull'ambiente. ''Solo un'ottusita' integralistica puo' essere
all'origine di cio'''.
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Reggio Emilia: regolamento regionale sulla caccia, la Lega interroga
http://www.romagnaoggi.it/emilia/2009/1/13/112605/
REGGIO EMILIA - "Nel nuovo regolamento regionale sulla caccia, approvato nel
maggio scorso, spiccano in modo eclatante gli articoli 12 e 13, che
prevedono e obbligano, in certe situazioni, gli Atc (Ambiti territoriali di
caccia) a vendere i caprioli o i daini a cacciatori esterni". E' quanto
afferma in un'interrogazione il consigliere provinciale della Lega nord
Marco Lusetti, per cui in questo modo "con tali articoli, voluti fortemente
dal Pd, si prevede la vendita a cacciatori extra regione di tutti i capi di
capriolo oltre il tetto massimo di 5 assegnabili ai cacciatori locali.
Infatti, i cacciatori di Reggio Emilia per avere accesso al prelievo di
ungulati devono fare un corso e superare un esame per diventare
selecontrollori, poi fare i censimenti per aquisire un punteggio. A tanti
punti corrispondono tanti caprioli e ora i residenti ne potranno avere al
massimo 5, mentre i cacciatori esterni ne possono acquistare senza limiti,
senza avere fatto nessun corso o lavoro sul territorio". Secondo il
consigliere leghista Lusetti "siamo al paradosso, con il fatto che i
cacciatori reggiani dovranno continuare a fare censimenti, miglioramenti
ambientali, accompagnare a caccia i cacciatori esterni, mentre gli Atc
incasseranno i soldi delle vendite degli ungulati".
L'esponente del Carroccio continua definendo tutto ciò "un'operazione di
speculazione, orchestrata ad hoc, che favorirà soprattutto i bilanci degli
Atc, soprattutto l'Atc 4 Re Montagna, dal momento che i cacciatori in base
ai punteggi possono tenere gratuitamente un certo numero di capi ed anche
acquistare a prezzi agevolati, differentemente vendere agli esterni
significa realizzare un prezzo, per ogni ungulato, molto più alto.
Comportamento questo aggravato ulteriormente dal fatto, che Atc 4 Re
Montagna, sembra non essere la rappresentazione massima della trasparenza.
Infatti, ho già chiesto più volte i bilanci e mai mi sono stati dati,
altresì il Consiglio direttivo degli Atc non vede al suo interno alcun
membro espresso dai gruppo consiliari di opposizione". Pertanto, il
consigliere Lusetti nell'interrogazione chiede se "si intenda accettare
questa situazione oppure ci si adopererà per contrastare il regolamento
regionale sulla caccia agli ungulati, in modo da riportare equità e
giustizia per i cacciatori reggiani" e se "non si ritenga fondamentale,
anche per garantire trasparenza e fugare ogni dubbio di legittimità sull'
operato degli Atc, indicare in ogni Atc una persona di fiducia dei gruppi
consiliari di opposizione".

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it