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NEWS: Giornali Internet 15/01/09



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CACCIA
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BRACCONAGGIO: SEQUESTRATI UCCELLI DA RICHIAMO CATTURATI ILLEGALMENTE NEL
FORLIVESE
La pattuglia era stata incaricata dalla Procura della Repubblica di
perquisire l’abitazione di un cacciatore forlivese
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7251
15 gennaio 2009 – Il Corpo forestale dello Stato nella campagna di Forlì su
incarico della Magistratura ha sequestrato uccelli catturati illegalmente e
usati come richiami vivi; denunciato il cacciatore che aveva richiami
identificati con fascette contraffatte e tenuti in piccole gabbie. La
pattuglia formata da personale del Comando Stazione Forestale di Predappio,
era stata incaricata dalla Procura della Repubblica di perquisire l’
abitazione di un cacciatore forlivese, con l’autorimessa e magazzini
esterni, per ricercare uccelli catturati illegalmente e usati come uccelli
da richiamo per la caccia al capanno. L’indagine era iniziata alla fine del
mese di novembre, quando dal controllo di un capanno da caccia nella
campagna di Forlì, nelle vicinanze dell’autostrada, la forestale aveva
identificato un cacciatore ottantunenne, con due doppiette cariche in attesa
di sparare agli uccelli che si fossero incautamente avvicinati. Nelle
vicinanze del capanno erano state nascoste diverse gabbiette con uccelli da
richiamo, dove ad un controllo più accurato, due uccelli (un tordo bottaccio
e un cesena) risultavano avere alla zampa delle fascette di identificazione
contraffatte. Di conseguenza il Pubblico Ministero, ipotizzando il reato di
uccellagione, aveva disposto la perquisizione domiciliare, dove i forestali
hanno sequestrato altri 6 richiami vivi con fascette contraffatte alle
zampe, che erano tenuti insieme ad altri 16 uccelli, all’interno di piccole
gabbie poste nel pro servizio annesso all’abitazione. L’anziano cacciatore
non ha voluto spiegare la provenienza dei richiami e pertanto è stato
denunciato per l’esercizio dell’uccellagione, per l’uso di mezzi di caccia
non consentiti, nonché per l’uso di sigilli contraffatti.
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BRACCONAGGIO: SEQUESTRATI DUE FUCILI IN ABRUZZO
I Forestali sono intervenuti a seguito della richiesta di tre guardie
volontarie che, nel corso dei loro controlli, avevano trovato i due
cacciatori all’interno della Zona di Ripopolamento e Cattura “Casoli –
Guardiagrele”
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7252
15 gennaio 2009 – Nel pomeriggio di domenica scorsa il personale del Comando
Stazione Forestale di Ortona (CH) ha sequestrato due fucili da caccia a
Guardiagrele (CH) e ha denunciato alla Procura della Repubblica di Chieti
due cacciatori del posto, per caccia in zona vietata e mancata custodia di
armi. I Forestali sono intervenuti a seguito della richiesta di tre guardie
volontarie dell’associazione “Corpo Provinciale Guardie Ecologiche
Venatorie – G.E.V.” di Chieti che, nel corso dei loro controlli, avevano
trovato i due cacciatori all’interno della Zona di Ripopolamento e Cattura
“Casoli – Guardiagrele”, segnalata nel calendario venatorio 2008/2009 e
interdetta all’attività venatoria, in evidente atteggiamento di caccia,
avendo al seguito un cane utilizzato di solito per le battute al cinghiale.
Tra l’altro, un indagato aveva abbandonato il proprio fucile all’interno
della propria vettura, lasciata incustodita all’interno della zona di
ripopolamento e cattura, con la portiera destra aperta, alla mercé di
chiunque passasse. Lo stesso ha cercato di giustificarsi dicendo che gli era
scappato il cane, che poi ha riportato al guinzaglio. L’atteggiamento di
caccia del quale si sono resi responsabili i due cacciatori, vietato all’
interno di tale area dalla Legge statale del 1992, ha comportato il
sequestro anche dell’altro fucile che, insieme al primo, è custodito dagli
Agenti Forestali intervenuti presso i locali del Comando Stazione Forestale
di Ortona (CH), a disposizione della Magistratura.
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Cormorani, la Regione replica: «È la Provincia che deve agire»
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/lanuovasardegna/2009/01/15/
SO4PO_SO406.html
CABRAS. Capitolo cormorani, atto secondo. La Regione non ha gradito le
accuse partire dalla laguna e ha tracciato la strada da percorrere per
cercare di risolvere il problema. La soluzione, in teoria, sarebbe dovuta
essere alla portata di tutti.  Almeno così sostengono i funzionari regionali
che, in un comunicato stampa, affermano sostanzialmente di non aver mai
ricevuto una richiesta di abbattimento dei cormorani da parte della
Provincia.  E a quanto pare, per dare il via alla caccia, che nel comunicato
della Regione viene definita “prelievo venatorio”, sarebbe bastata una
richiesta formale redatta su carta intesta della Provincia e in grado di
soddisfare alcuni parametri prestabiliti, come la quantificazione e la
locazione dei danni.  Insomma, se il desiderio di abbattere i cormorani
abitasse ancora nell’ animo dei pescatori, non resterebbe che tradurlo su
carta, inoltralo in Provincia e rispolverare le doppiette per iniziare il
“prelievo”.  Per fugare ogni dubbio è sufficiente scorrere le righe del
comunicato: «Le aree interessate dalla presenza dei cormorani sono tutte
aree Zps (Zone di protezione speciale) e pertanto gli abbattimenti possono
essere autorizzati a condizione che il provvedimento sia motivato».  E
ancora: «L’assessore della difesa dell’Ambiente può autorizzare il prelievo
dei cormorani solo a fronte di una richiesta circostanziata della
Provincia».  Dunque, se si trattasse di una commedia teatrale, il titolo
potrebbe essere “La soluzione del problema”. I pescatori vogliono
imbracciare le doppiette contro i cormorani e, una volta sbrigate le
formalità burocratiche rimaste misteriosamente sommerse fino a ieri,
potrebbero realizzare il desiderio in breve tempo.  Anche gli indennizzi
sono stati argomento di discussione: «Le somme saranno immediatamente messe
a disposizione delle Province interessate che dovranno provvedere alla
valutazione dei danni causati dai cormorani e, dopo i necessari
accertamenti, provvedere alla liquidazione degli indennizzi a chi ne avrà
diritto».  Anche in questo caso, la Regione ricorda che: «Fino a oggi non è
pervenuta nessuna richiesta per indennizzare i danni causati dai cormorani».
Insomma, il modo per mettere fine alla guerra contro i cormorani e per
soddisfare le richieste dei pescatori, che pochi giorni fa avevano
minacciato di occupare il palazzo della Regione, è sempre esistito. (c.z.)
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COMMERCIO
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SPECIE PROTETTE: SCOPERTI PITONI A FIUMICINO E CONCHIGLIE A CIAMPINO
Maggiori controlli in tutte le dogane dei principali porti e aeroporti
italiani in occasione della Giornata internazionale per il contrasto al
traffico illecito di specie tutelate dalla Convenzione di Washington
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7249
15 gennaio 2009 - Controllare bagagli e merci alla ricerca di esemplari di
specie protette che potrebbero essere stati prelevati illegalmente dai paesi
d’origine ed occultati dai viaggiatori internazionali. E’ questo l’obiettivo
del personale dei Nuclei Operativi Cites del Corpo forestale dello Stato e
dell’Agenzia delle Dogane che costantemente operano presso i principali
porti e aeroporti italiani. Oggi, in occasione della Giornata internazionale
per il contrasto al traffico illecito di specie tutelate dalla Convenzione
di Washington, presso l’aeroporto di Fiumicino “Leonardo da Vinci” sono
state intensificate le attività di controllo alla ricerca di merci sospette
con il contributo delle unità del Servizio Cinofilo del Corpo forestale
dello Stato, addestrate al ritrovamento di specie animali e vegetali
protette. A Fiumicino Luna, un labrador retriever del Servizio Cinofilo del
Corpo forestale dello Stato, si è subito dimostrato un ottimo detective
individuando una spedizione proveniente dall’Africa contenente alcune
centinaia di pelli di pitone africano. Su questa partita sono in corso
accertamenti documentali e tecnici per la verifica della legittimità del
loro trasporto. Qualora dalle indagini in corso la merce risultasse non
accompagnata dei previsti “Certificato Cites e Licenza di importazione”,
essa verrà sequestrata e l’importatore denunciato all’Autorità Giudiziaria
per violazione delle norme comunitarie e nazionali che hanno recepito la
Convenzione di Washington. All’aeroporto di Ciampino sono state scoperte
circa 50 conchiglie, di cui una decina di Tridacnae, tutelate dalla Cites e
per le quali è quindi configurabile l’attività di commercio illegale. Gli
sniffer dog, giovani cani di razza labrador e golden retriever provenienti
dai migliori allevamenti italiani, costituiscono questo nucleo speciale a
quattro zampe utilizzato per distinguere gli odori degli animali e delle
sostanze usate per il trattamento del pellame o parti di animale di dubbia
provenienza. Le speciali unità cinofile possono essere impiegate in
aeroporti, porti, interporti e uffici postali in ausilio ai Nuclei Operativi
Cites del Corpo forestale dello Stato, che collaborano alle verifiche
doganali svolte dall’Agenzia delle Dogane e costituiscono un valido aiuto
nell’attività di controllo sul territorio.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it