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NEWS: Giornali Internet 16/01/09



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CACCIA
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COLPITO DAL COMPAGNO
Ufficiale di Persano ferito in un incidente di caccia a Serre
http://lacittadisalerno.repubblica.it/dettaglio/Ufficiale-di-Persano-ferito-
in-un-incidente-di-caccia-a-Serre/1576031
Il tenente colonnello Ruoto è stato colpito da una fucilata all'emitorace
sinistro. E' in rianimazione al Ruggi in gravi condizioni
Grave incidente di caccia ieri sera, poco dopo le 19, in località Ionta
bassa nel territorio di Serre. Il vice comandante del Comprensorio militare
di Serre Persano, il tenente colonnello dell’Esercito, Domenico Ruoto, è
rimasto gravemente ferito all’emitorace sinistro. Il militare, che ha 59
anni, è originario di Frattamaggiore (Napoli) ma risiede ad Eboli, in
contrada Prato, è stato raggiunto da un colpo di fucile, esploso con un
fucile Benelli calibro 12, semiautomatico, da un compagno di caccia.
L’amico ha immediatamente allertato il 118 e il tenente colonnello Ruoto è
stato prima trasportato all’ospedale di Eboli da dove, vista la gravita
della situazione, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Salerno.
Ruoto è stato ricoverato in rianimazione e la prognosi era riservata. A
quanto si è appreso, sarebbe fuoriuscito dalla spalla. E’ probabile, però,
che prima abbia provocato danni ad organi interno, forse ad un polmone.
Sull’incidente stanno indagando i carabinieri della compagnia di Eboli, agli
ordini del maggiore Nobile Risi. L’arma è stata sequestrata e, a quanto
sembra, pare che vi fossero state appartate anche delle modifiche. I
carabinieri hanno interrogato sia il feritore, un imprenditore di Vietri sul
Mare, C. D., di 51 anni, che gli altri amici che partecipavano alla battuta
di caccia. La dinamica sarebbe quella solita: C. D. ha sentito un fruscio
dietro ad un cespuglio e ha fatto fuoco, non accorgendosi che non si
trattava di una preda, bensì del compagno di caccia.
In località Ionta bassa, si verifica la confluenza del Tanagro nel Sele, per
cui si tratta di una zona con una grande quantità di acqua, dove uccelli e
cinghiali si recano per abbeverarsi. (m.l.)
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«Sfiorate dagli spari dei cacciatori»
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2009/01/16/LFTPO_
LF291.html
LARI. «Stavamo passeggiando in campagna quando, all’improvviso, ci siamo
trovate in mezzo a una battuta di caccia al cinghiale. Abbiamo cercato di
chiedere un immediato controllo ma non è stato facile, alla fine uno dei
cacciatori, per fuggire, ha lasciato l’auto rimasta impantanata». Susanna
Taccola, di Lari, denuncia un episodio avvenuto nella tarda mattina di
domenica. A poche settimane dall’uccisione del veterinario di Capannoli
Paolo Tambini, colpito da una fucilata mentre era nel bosco per tartufi,
altri cittadini hanno corso il rischio di essere feriti, mentre
passeggiavano in una zona di campagna, confinante con altre in cui vivono
cinghiali.  «Ho presentato una denuncia ai carabinieri di Lari e ho chiesto
un incontro con il sindaco - dice la cittadina - perché credo che certe
situazioni non debbano ripetersi. È solo per un miracolo che non è successo
qualcosa di grave».  «Inizialmente - aggiunge la donna - un signore alla
guida di una Panda rossa ci ha invitato ad allontanarci, poi abbiamo sentito
gli spari. A quel punto abbiamo telefonato alla polizia municipale, cercato
la Guardia forestale e, infine, i carabinieri».  Quando i militari sono
arrivati, stando alla cittadina, i cacciatori - che probabilmente stavano
inseguendo un cinghiale sfuggito alla cattura nei boschi di Crespina - si
sono dileguati. È rimasta solo una macchina, ferma nella campagna.  «I
carabinieri avranno preso il numero di targa, credo che faranno le loro
indagini - continua - a noi interessa che vengano effettuati i controlli e
che si impedisca la caccia senza alcuna regola. Quello che ora voglio
denunciare riguarda anche altre persone che come me si sono trovate in mezzo
a una battuta di caccia al cinghiale non autorizzata. Qualcosa deve
cambiare, prima che succeda di nuovo una tragedia. I cacciatori stavano
sparando vicino alle case, a un maneggio, in una zona frequentata da molte
persone. È incredibile che non ci siano controlli adeguati anche da parte
della polizia municipale».  La vicenda è stata segnalata anche all’
associazione animalista Dav.  «È necessario che ci sia un maggior rispetto
delle persone - è il commento di Alessio Giani - ai cacciatori non possiamo
che rivolgere un appello al buon senso. E poi, ancora una volta, siamo a
chiedere maggiori controlli. Del resto gli ultimi episodi avvenuti sulle
colline della Valdera sono di una gravità tale da invitare a non abbassare
la guardia. La tragedia avvenuta a Capannoli è ancora presente in noi
tutti».  «Venire a sapere - conclude Giani - che domenica scorsa, sulle
colline a distanza di pochi chilometri da Capannoli, si è verificata una
situazione di pericolo altrettanto grave è un segnale di qualcosa che non
funziona come dovrebbe. Le autorità preposte devono intervire per mettere un
freno a certe abitudini da parte dei cacciatori». S. C.
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Il caso. Giro di vite sui controlli dopo il tramonto. Sorpreso dai ranger di
Marrubiu un ventisettenne di Santa Giusta
Caccia al cinghiale col visore notturno
Allarme bracconieri nel Monte Arci: un giovane nei guai
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=2009011
6&Categ=19&Voce=1&IdArticolo=2315582
Secondo la Forestale il fenomeno negli ultimi anni ha raggiunto dimensioni
preoccupanti. I bracconieri sorpresi col mais per le prede.
Vedi le foto Vedi le altre fotoVedi le altre foto S i era organizzato con
una sorta di visore notturno artigianale: una lampada piazzata sotto la
canna del fucile che permetteva al cacciatore di frodo di mirare sulla sua
preda anche in mezzo alle tenebre. Per colpire dopo il tramonto i
bracconieri si sono organizzati bene: in tanti, secondo i controlli del
Corpo forestale, entrano in azione tra i boschi del Monte Arci. I ranger
hanno predisposto controlli per fermare un fenomeno che negli ultimi anni
raggiunte dimensioni preoccupanti.
IL BLITZ L'altra notte, quando la battuta al cinghiale era appena iniziata,
un pescatore di 27 anni di Santa Giusta è stato bloccato dagli uomini del
Corpo forestale. Gli agenti erano sulle tracce dei bracconieri che dopo il
tramonto assediano il Monte Arci: qualche giorno fa hanno notato le esche
lasciate tra i cespugli per attirare i cinghiali e hanno atteso l'arrivo dei
cacciatori clandestini. All'imbrunire si è presentato il giovane di Santa
Giusta: i forestali lo hanno fermato, perquisito e alla fine denunciato per
caccia di frodo e porto abusivo di arma. I ranger della stazione di Marrubiu
hanno anche sequestrato un fucile semiautomatico calibro dodici dotato di un
originale dispositivo luminoso e le cartucce caricate a pallettoni, proprio
come quelle che vengono utilizzate per sparare contro i cinghiali.
LE PREDE La popolazione dei cinghiali tra i boschi del Monte Arci negli
ultimi anni è cresciuta a dismisura: i progetti di protezione faunistica
hanno garantito la salvaguardia della specie e il numero degli esemplari è
raddoppiato nel giro di qualche anno. I bracconieri ne hanno subito
approfittato. L'assalto, anche al termine della stagione venatoria, scatta
soprattutto durante la notte, quando è più semplice cogliere di sorpresa il
branco ed è anche più facile sfuggire ai controlli del Corpo forestale.
I BRACCONIERI Per far cadere in trappola gli animali, i cacciatori di frodo
usano la vecchia tecnica del mais: i mucchietti sistemati tra i cespugli di
mirto e corbezzolo riescono ad attirare il branco e a quel punto parte il
fuoco. I bracconieri attendono nascosti nel buio: armati di doppietta e
pronti a sparare. «Da quando la popolazione dei cinghiali è cresciuta il
fenomeno del bracconaggio nel Monte Arci si è allargato, ma allo stesso
tempo i nostri uomini hanno intensificato i controlli - spiega Giuseppino
Serra, dell'Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale di Oristano - Il
fenomeno della caccia di frodo interessa soprattutto i giovani: quelli
fermati hanno quasi sempre meno di trent'anni, in genere sono ragazzi che
hanno appena ottenuto il porto d'armi».
LA TRAPPOLA Il pescatore armato di fucile attrezzato con un congegno
luminoso è stato intercettato nella zona di Pira inferta, nel territorio di
Santa Giusta. È arrivato in macchina, con i fari spenti, attraverso una
stradina dissestata: ha parcheggiato e ha proseguito a piedi il tragitto. In
mezzo al bosco, dove aveva sistemato le trappole di mais, c'erano gli agenti
della Forestale e prima che si appostasse il giovane è stato bloccato. Nel
portabagagli della sua auto, oltre alle munizioni e un coltello di genere
proibito, i forestali hanno trovato un sacchetto con più di cinque chili di
grano turco che doveva essere utilizzato come esca per i cinghiali.
NICOLA PINNA
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«Pericolo nutrie, organizziamo battute di caccia»
http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=271716&Data=2009
0116&CodSigla=VE
Mira
Le abbondanti precipitazioni registrate nel mese di dicembre, che si stanno
riproponendo in questi giorni, hanno riportato in auge il problema del
cedimento degli argini lungo il Naviglio Brenta. Anche a Mira le rive si
sono sgretolate in vari punti, creando problemi alla navigazione e di
sicurezza per quanto riguarda la tenuta del terreno. Ad accrescere i disagi
hanno contribuito anche le nutrie, riapparse ultimamente in gran numero.
Questi roditori, infatti, hanno la cattiva abitudine di scavare lunghe
gallerie attraverso gli argini, pregiudicandone la tenuta. Da qui la
proposta shock del consigliere di Forza Italia Mario Morara, che non farà
certo piacere alle associazioni animaliste: «Deve essere sottoscritta una
convenzione fra Comune, Genio Civile e Associazione cacciatori per
organizzare, in determinati periodi dell’anno, battute di caccia che
arrestino il proliferare di questi animali, visto che la nutria si riproduce
varie volte nel corso dell’anno». Morara solleva poi anche il problema della
sicurezza: «La loro presenza nei canali, oltre a creare danni alle rive, può
essere pericolosa per l’uomo, in particolare per i bambini che vanno a
camminare lungo gli argini. È capitato varie volte che le nutrie, se
avvicinate magari per essere allontanate, abbiano reagito cercando di
mordere le persone». Morara invita il Comune a trovare una soluzione al
problema: “Più si attende – conclude – più i danni agli argini saranno gravi
e per ripristinarli occorreranno migliaia di euro, che alla fine altro non
sono se non denaro pubblico». An.To.
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Sedici volontari a caccia di nutrie
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/gazzettadimantova/2009/01/1
6/NP4PO_NP407.html
BOZZOLO. Sono 16 i cacciatori volontari bozzolesi che terrano sotto
controllo il territorio comunale dalle nutrie. Con un’ordinanza il sindaco
li ha autorizzati a sparare ed abbattere secondo normativa. Il primo
cittadino specifica che «l’abbattimento potrà avvenire tutti i giorni
feriali, atteso l’intenso transito nei giorni festivi di cittadini sugli
argini». Ecco i nomi: Sergio Seracchi, Bernardo Bergomi, Claudio Galimberti,
Angelo Spezia, Mauroi Ghisi, Francesco Aporti, Claudio Tebaldini, Aldo
Tebaldini, Silvio Biagi, Angelo Anghinoni, Francesco Arnoldi, Maurizio
Gandolfi, Roberto Vivorio, Carlo Rosa, Giuseppe Vivorio, Enrico Fusari.
(a.p.)

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it