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NEWS: Giornali Internet 20/01/09



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CACCIA
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Caccia, fauna e territorio: le proposte di Susanna Cenni e del Partito
democratico
http://www.nicolita.it/Detail.asp?Id=17166
Respingere ogni tentativo di stravolgere la legge 157 con le dieci proposte
della maggioranza in discussione al Senato, rinnovare il rapporto tra Stato
e Regioni e dare piena applicazione alla legge 157 per la gestione degli
ungulati e, in particolare, dei cinghiali. Sono queste alcune delle proposte
avanzate oggi, martedì 20 gennaio da Susanna Cenni, responsabile caccia e
fauna del governo ombra del Pd nel corso del seminario “Caccia, fauna,
territorio: le proposte del Pd” che si è svolto nella Sala Conferenze di
Palazzo Madama a Roma e che ha visto la presenza, tra gli altri, di Ermete
Realacci, ministro ombra dell’ambiente e dei rappresentanti delle regioni,
delle associazioni venatorie, ambientaliste e delle organizzazioni agricole.
Nel corso del seminario, è emerso un forte apprezzamento per l’iniziativa
del tavolo comune che ha riunito rappresentanti del mondo venatorio,
agricolo e ambientalista, sviluppando un lavoro concertato per migliorare le
parti da aggiornare.
La gestione degli ungulati: le proposte del Pd
“Nella gestione degli ungulati – ha affermato la deputata, Susanna Cenni –
dobbiamo intervenire chiedendo la piena applicazione della legge 157 e
controlli adeguati sugli abbattimenti. Il Pd sta lavorando anche a proposte
innovative per tutelare gli agricoltori dai danni causati dai cinghiali alle
coltivazioni e per realizzare piani di prelievo a scopo contenitivo,
necessari per difendere gli equilibri naturali e la biodiversità. Accanto a
questo, dobbiamo continuare a impegnarci per impedire e perseguire chi
continua, ‘in barba alle norme’, ad immettere cinghiali, con il chiaro
obiettivo di mercificare la caccia di alcune specie come i cinghiali, i
caprioli e i bovidi”. Oggi, l’aumento dei numero di cinghiali rappresenta un
problema significativo che sta provocando danni non solo all’agricoltura e
al paesaggio, ma anche alla biodiversità e alle persone. E’ per questi
motivi, che occorre valutare l’estensione della risarcibilità dei danni e,
soprattutto, rafforzare i rapporti tra l’attività venatoria e il mondo
rurale, per raggiungere soluzioni condivise”.
I limiti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale
“Nel 2008 – ha aggiunto la deputata Pd – l’Istituto superiore per la
protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha sostituito l’Istituto
nazionale per la fauna selvatica (Infs). Noi riteniamo indispensabile la
presenza di uno strumento “super partes” che abbia al suo interno competenze
scientifiche per esprimere pareri tecnici sulla programmazione venatoria e
sulla riproducibilità della fauna. Occorre lavorare per recuperare dall’
Ispra un istituto autonomo, in materia di caccia e fauna, dove sia prevista
una presenza più adeguata di Regioni e enti locali e un collegamento
funzionale con gli Osservatori regionali sulla gestione faunistico
 venatoria”.
Per un rinnovato rapporto tra Stato e Regioni in materia di gestione
venatoria
“Un rapporto più solido tra Stato e regioni – ha continuato ancora Susanna
Cenni ricordando anche la sua esperienza di assessore regionale alla caccia
in Toscana – è fondamentale per gestire bene le politiche venatorie e per
applicare al meglio la legge 157. Data l’intersettorialità della materia,
riteniamo utile creare un Ufficio di governo della gestione faunistica
nazionale presso Palazzo Chigi, che sia in grado di gestire le interazioni
tra i ministeri competenti e le competenze regionali in sede di
Stato-Regione, nel rispetto delle competenze esclusive”.
Risorse adeguate per la gestione della materia, a partire dalla legge 388
“Una seria gestione della materia – ha aggiunto Cenni – presuppone risorse
adeguate. E' ancora senza risposta, la questione relativa all'applicazione
delle legge 388 del 2000 che disponeva, al fine di favorire la realizzazione
dei programmi di gestione faunistico ambientale sul territorio nazionale da
parte delle Regioni, a decorrere dal 2004, la restituzione del 50% della
tassa di concessione governativa per la licenza di porto d'armi. Ad oggi,
sono stati stanziati 10 miliardi di vecchie lire per gli anni 2001, 2002 e
2003, mentre dal 2004 le Regioni non hanno ricevuto alcuna risorsa”.
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Si chiude il 31 gennaio, ma la deregulation normativa consentirà alle
aziende venatorie di decidere un calendario personalizzato, derogando dal
sabato e domenica
Caccia, il trucco per sparare tutti i giorni
http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=282279&Data=2009
0120&CodSigla=RO
Week-end venatori addio. Fino al 31 gennaio, ultimo giorno della stagione
per le restanti specie cacciabili in calendario, si potrà sparare solo il
sabato e il mercoledì nel territorio libero delle Zps, e sempre il sabato e
un altro giorno a discrezione di ogni singola azienda faunistico valliva e
lagunare tra i restanti giorni della settimana esclusi martedì e venerdì.
Ci mancava solo l'ultimo colpo di coda di una delle stagioni venatorie più
disastrate della storia recente, per finire nel modo più confuso e
contraddittorio il calendario di caccia 2008-2009.
La Regione ha fatto marcia indietro ridestinando le due giornate di caccia
aperta settimanalmente, da qui a fine stagione, per venire incontro alle
lamentele partite dall'associazione che riunisce i vallicoltori,
contrariati, auanto pare, dall'aver "perso" un giorno di caccia
infrasettimanale a seguito della decisione della giunta regionale del 23
dicembre. Tutto parte dalle disposizioni introdotte con il decreto Galan
dell'11 settembre 2008 che recepiva le norme imposte dalla legge dell'ex
ministro Pecoraro Scanio sulle Zone a protezione speciale. La legge, dopo
una querelle durata quasi un anno, è stata adottata obotorto collo anche in
Veneto con il suo corolario di misure di conservazione della fauna dove,
accanto a divieti di carattere generale come il no ai pallini di piombo, si
aggiungevano tagli di ore e giornate di caccia. Uno degli ultimi effetti era
stato, all'arrivo del nuovo anno, le giornate di caccia aperta
contingentate. Una delibera della giunta regionale le ha ridotte a due,
sabato e domenica appunto, in tutte le Zps per la caccia da appostamento
fisso, temporaneo e in forma vagante, oltre che per la caccia agli ungulati.
Il problema si è naturalmente amplificato nel Delta dove l'intero territorio
è un'unica e indistinta Zps.
Poteva finire qui e invece le aziende private si sono messe di traverso e la
delibera è stata cambiata. Tuttavia il fatto che ogni azienda decida da sé
il secondo giorno settimanale oltre al sabato, potrebbe portare al paradosso
che qualche fortunato ospite di più concessionari possa cacciare molti più
giorni dei miseri due riservati alle comuni doppiette. F. P.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it