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NEWS: Giornali Internet 21/01/09



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CACCIA
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Teulada
Caccia notturna: giovane denunciato
http://www.unionesarda.it
L’hanno sorpreso a caccia di notte, con una torcia innestata sul fucile, e
per lo più in un giorno in cui era vietato sparare alla selvaggina.
Una serie di infrazioni che è costata ad un giovane (A. C., 23 anni di
Domusdemaria) il sequestro dell’arma, una sanzione di oltre 500 euro e una
denuncia per "esercizio di caccia in giorno di silenzio venatorio".
A comminargliela, nei giorni scorsi, sono stati gli agenti del Corpo
forestale della stazione di Teulada. La vicenda risale a qualche giorno fa,
durante una giornata in cui l’esercizio della caccia era vietato.
Durante un pattugliamento notturno tra le montagne di Domusdemaria in
località S’Accorradroxiu, gli agenti della Forestale si sono imbattuti nel
cacciatore. Il giovane, in base a quanto segnalato dalla Forestale, è stato
sorpreso a caccia con un fucile su cui era stata installata una torcia per
consentire la caccia anche nell’oscurità. Subito bloccato, al giovane in
possesso comunque di porto d’armi, sono state contestate diverse infrazioni.
Innanzitutto, l’utilizzo di un sistema non consentito di caccia e l’
esercizio dell’arte venatoria in una giornata in cui non era consentita.
MAURIZIO LOCCI
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Stupinigi, trovati nel Parco dalle Guardie ecologiche
Cinghiali catturati con lacci di metallo
Trappole dei bracconieri, 152 multe nel 2008
http://www.ecodelchisone.it/articoli/articolo.asp?ID=27405
NICHELINO - Dopo gli archi e le frecce sequestrati circa un anno fa, ora la
moda sembra essere quella dei lacci di metallo legati ad un albero. Tutto
per catturare, illegalmente, i cinghiali. È questa l'ultima frontiera dei
bracconieri, scoperta dalle Guardie ecologiche volontarie del gruppo di
Moncalieri all'interno del parco di Stupinigi. E subito è partita la
denuncia in Procura contro ignoti.
Dai dati che il Corpo ha reso pubblici, i verbali nel 2008 elevati a carico
dei trasgressori per le violazioni più varie sono stati in totale 152. Quasi
una multa ogni due giorni. Si va dalle inosservanze delle norme di tutela
ambientale a quelle sulla difesa della fauna e degli animali di affezione.
Passando per l'abbandono di rifiuti, le violazioni sulla caccia, pesca e dei
regolamenti comunali. Un dato che fa riflettere, anche perché si riferisce
ad un territorio circoscritto, se pur abbastanza vasto: Moncalieri,
Nichelino, Trofarello, La Loggia, Vinovo, Piobesi, Candiolo, None e Volvera.
«Nel 2008 sono state oltre 1.380 le ore dedicate alla vigilanza sul
territorio - dice Rosario Luongo, una delle Guardie ambientali -, e già in
questi primi giorni del nuovo anno abbiamo avuto il nostro bel da fare».
Come l'avvistamento, pochi giorni fa, di una famigliola di cinghiali senza
madre, trovati in una zona frequentata non di rado dai cittadini: «Questi
animali - sottolinea Luongo -, se spaventati, disorientati o, peggio,
braccati, possono avventurarsi in zone del parco più frequentate dagli
uomini o peggio andare a finire sulle strade. Con il rischio concreto che
possano provocare incidenti di una certa gravità». Sul ritrovamento dei
lacci metallici, Luongo sottolinea come «siano trappole in cui i cinghiali
possono rimanere dolorosamente incastrati con la testa. Il fatto che vicino
abbiamo trovato dei profondi solchi significa come gli animali si siano
fortemente dimenati per riuscire a scappare».
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La rabbia dei cacciatori
http://ricerca.quotidianiespresso.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2009/01/21
/LE3LE_LE304.html
FUCECCHIO. Proteste dei cacciatori per l’allargamento dell’area protetta del
Padule. «E’ con grande stupore che le associazioni Arcicaccia, Federcaccia e
Anuu migratoristi hanno appreso del recente atto della giunta provinciale
con cui si approva il piano di sviluppo socio economico per le aree
protette - spiegano - nel piano infatti la giunta afferma la propria volontà
di procedere all’allargamento della riserva naturale provinciale Padule di
Fucecchio per un totale di circa 130 ettari oltre ai 25 dell’attuale area
protetta fiorentina».  E le associazioni prendono una posizione pesante. «Il
comportamento della Provincia è assolutamente scorretto nel metodo e nel
merito - spiegano - nel metodo perché non sono state minimamente coinvolte o
interpellate né le associazioni venatorie né l’associazione dei proprietari.
Entrando poi nel merito dobbiamo poi sottolineare le numerose incongruenze
tecniche e politiche di questa decisione».  «E’ completamente folle
istituire una riserva su terreni di proprietà privata - spiegano ancora - i
quattro proprietari dei terreni interessati dall’ampliamento alle Morette
hanno già infatti ampiamente manifestato la loro contrarietà; senza pensare
all’eventualità, peraltro quasi certa, di un contenzioso giuridico. Essi
impediranno l’accesso e quindi la gestione della riserva che quindi si
trasformerà rapidamente in un canneto abbandonato. Ci chiediamo: sarà utile
all’avifauna?».  «Non vogliamo ricordare alla giunta provinciale cosa è
successo in analoga situazione al lago di Gaine posto in divieto di caccia
su pressioni del Wwf - continuano ancora - l’ultima zona umida ai confini
con Firenze, venti ettari allagati tutto l’anno grazie ai cacciatori
trasformato in una sterpaia abbandonata!» I cacciatori si chiediano poi
quanto costa al contribuente gestire queste riserve naturali. Oltre all’
esborso di 130.000 per acquistare una parte dei terreni che faranno parte
della riserva, «chi pagherà i lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria che finora i cacciatori realizzavano a spese proprie? -
proseguono le associazioni - le confinanti riserve naturali vengono gestite
dal centro di documentazione e ricerca del Padule di Fucecchio non col
volontariato, o in misura molto ridotta, ma con continue sovvenzioni e
contributi pubblici, della Regione, della Provincia di Pistoia e dei Comuni
limitrofi al Padule, che negli anni assommano a centinaia di migliaia di
euro». «Almeno i cacciatori, a differenza dei sedicenti ambientalisti pagano
molte tasse per la loro attività e non gravano sul bilancio dello Stato -
concludono - ma nonostante tutto le associazioni venatorie vogliono ancora
una volta fare uno sforzo alla ricerca di soluzioni condivise: si faccia la
riserva naturale, ma unicamente sui terreni acquistati dalla Provincia (con
gli ovvi aggiustamenti si può arrivare una superficie protetta di circa
65/70 ettari, raggiungendo un totale a divieto di 90/95 considerando anche
la parte già a divieto di 25ettari). La si gestisca utilizzando anche il
volontariato dei cacciatori, dei proprietari dei fondi e cercando di gravare
il meno possibile sulla collettività». In ogni caso nei prossimi giorni, le
associazioni si mobiliteranno «attivando alleanze con tutti i cittadini e
cacciatori, associazioni agricole e proprietari dei fondi contro questa
decisione calata dall’alto lesiva di ogni elemento di concertazione con le
categorie interessate».
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Cinghiali in città, caccia aperta "Bisogna abbatterne 15mila"
Incidenti e incursioni, le misure del Comitato di sicurezza
http://genova.repubblica.it/dettaglio/Cinghiali-in-citta-caccia-aperta-Bisog
na-abbatterne-15mila/1578515
di Stefano Origone
Quindicimila cinghiali nel mirino della polizia provinciale. Assediano e
invadono la città, distruggono le coltivazioni dell´entroterra, attaccano
l´uomo, provocano incidenti, trasmettono malattie agli animali domestici.
«Non c´è più tempo da perdere, la cosa è degenerata: per fermare l´invasione
ne vanno abbattuti almeno metà», annuncia l´assessore regionale alla caccia
e all´agricoltura Giancarlo Cassini. Una femmina può mettere al mondo anche
dodici cuccioli in un anno e contenere l´espansione demografica è diventata
un´emergenza. «Prolificano come topi - aggiunge il vice comandante della
polizia provinciale Giovanni Maceli - , a Genova ne abbiamo censiti più di
duecento. Ma il problema maggiore è a livello provinciale perché sono almeno
trentamila e con le cucciolate di febbraio in numero crescerà ancora». Un
problema così urgente che l´assessore Francesco Scidone ha deciso di portare
all´attenzione del prossimo comitato provinciale per la sicurezza in
Prefettura.
Ma per tutto questo c´è un motivo. Inseguiti dai cacciatori, per i cinghiali
è iniziato una sorta di esodo. Hanno abbandonato i loro habitat, i boschi
fitti, le zone più aride, le colline, e si sono spostati centinaia di
chilometri in branchi di cinque-dieci capi verso i centri abitati. Senza
predatori naturali che li cacciano (i lupi) si sono spinti sempre più verso
il mare. Hanno trovato casa a Genova (a Castelletto, Oregina e Righi
soprattutto) e la loro presenza è diventata «un problema di sicurezza per
l´uomo, specialmente per chi porta un cane al guinzaglio - continua Maceli,
perché spesso i cinghiali si spaventano ed attaccano (soprattutto le madri
che vogliono difendere le cucciolate; ndr). Convivere con questi animali è
pericoloso, non sono come quelli teneri dei cartoni animati. Ed è pericoloso
soprattutto per i bambini, perché possono assalire in qualsiasi momento, in
particolare se qualcuno si avvicina ai piccoli per accarezzarli. Senza
contare che attraversando la strada possono causare gravi incidenti». Non è
da sottovalutare neppure l´aspetto igienico sanitario: «Trasmettono le
zecche agli animali domestici e l´uomo se le porta in casa».
Passando di notte attraverso i varchi delle antiche mura cittadine crollate
nella zona delle Baracche e dall´Osservatorio del Righi, da vecchie
cancellate lasciate aperte, dai campi di Fregoso, dai boschi di Begato,
dalla prime alture della Valbisagno (Sant´Antonino e San Pantaleo), i
cinghiali sono entrati in città e la gente se li è trovati davanti ai
portoni, in mezzo alla strada (in via Carso, via Cabella e via Chiodo), a
grufolare per le aiuole di Quarto Alto o nei letti del Bisagno e del
Polcevera. «Addirittura c´è il caso di un cinghiale di cento chili,
soprannominato "Pierin", che ogni mattina in via Carso si appostava davanti
al panificio ad aspettare un pezzo di focaccia», racconta un agente. Una
presenza pericolosa, accentuata dalle cattive abitudini dell´uomo: «I
cinghiali hanno trovato un luogo ideale perché si procurano facilmente il
cibo. Anche perché in molti continuano a portarne loro».
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INCENDI
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Pistola sequestrata dai ranger
Aveva ordigni incendiari, arrestato un allevatore
http://www.unionesarda.it
Lo tenevano d’occhio da tempo, praticamente dallo scorso settembre, quando
una vasta area boschiva di Serdiana era stata distrutta da un grosso
incendio appiccato con micce a lenta combustione. Il sospetto, dopo una
serie di difficili indagini messe in campo dagli agenti della stazione
forestale di Dolianova e dagli specialisti dell’Ispettorato del Corpo
forestale di Cagliari, erano caduti immediatamente su Franco Loi, 52 anni di
Serdiana, allevatore. Ma restavano comunque solo sospetti, soltanto ipotesi
che gli investigatori dovevano confermare con elementi validi per poterlo
inchiodare alle proprie responsabilità. Già qualche settimana fa l’uomo era
stato accompagnato negli uffici di via Biasi a Cagliari e messo sotto
torchio.
Domenica l’arresto, dopo una perquisizione nella sua piccola azienda di
Serdiana, dove sono piombati, oltre agli uomini della Forestale anche le
unità cinofile della Polizia di Stato di Abbasanta. Nascosti nell’
abitazione, due ordigni incendiari a tempo già confezionati (gli esperti li
stanno esaminando per verificare se siano della stessa fattura di quelli
usati a fine estate in agro di Sa Frissa) e una pistola modello Darringer
calibro 6, perfettamente funzionante ma detenuta illegalmente. L’arma era
ben nascosta, ma l’odore della polvere da sparo non ha tradito il fiuto di
uno dei cani dell’unità cinofila della Polizia addestrato nella ricerca di
ordigni esplosivi.
Durante la perquisizione i ranger hanno anche recuperato alcune fotografie
raffiguranti diversi reperti archeologici di notevole importanza come una
statuina di terracotta della Dea Madre, vasi di diversa fattura di epoca
nuragica e romana, piccole lanterne. L’ipotesi degli inquirenti è che le
foto siano state scattate dopo scavi clandestini destinati al recupero di
beni archeologici e probabilmente alla vendita nel mercato nero. Ieri
mattina la confermato dell’arresto, in attesa del processo direttissima. (a.
pi.)

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
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