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[LNDC] cicerale, l'inferno degli animali



 

Lega del Cane - Uff. Comunicazione
comunicazione.sviluppolndc@gmail.com

Cari amici,
vi prego di leggere..... e insieme di aiutare gli animali chiusi in
questo inferno

Grazie a Tutti

Piera Rosati

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dir. Ufficio Comunicazione e Sviluppo LNDC
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Via Catalani 73, 20131 Milano
cell. 335 710 71 06
Tel. 02 365 65 297
Fax 02 26116502
www.legadelcane.org

Cicerale, l'inferno degli animali.

"Se il mondo fosse gestito dagli animali, certo non farebbero tutto
questo, non rinchiuderebbero gli uomini in gabbia per lasciarli
morire lentamente. Come si può guardarli negli occhi e non
vergognarsi di essere umani e di avere un'anima!!!

La realtà purtroppo ci impone le sue regole ingiuste, ci rendiamo
conto senza arrenderci che non siamo "abbastanza grandi" per salvarli
tutti... e tutti sanno della vita a cui sono costretti, vita marcata
da una lenta e atroce agonia. Tanti di loro moriranno di stenti e di
dolore, quando non avranno più voce per gridare aiuto si accucceranno
in un angolo e si lasceranno morire".

Purtroppo nessuna legge è utile se non è rispettata e fatta
rispettare.

Sul territorio nazionale sono incaricati di far rispettare le
normative nazionali, regionali, provinciali e locali, gli
appartenenti al corpo di polizia locale, gli ausiliari preposti, le
guardie zoofile volontarie di associazioni protezionistiche
riconosciute, le guardie ecologiche volontarie, nonché in generale
tutti gli ufficiali di polizia giudiziaria, compreso le guardie
giurate. Sindaci, assessori e consigli comunali hanno inoltre la
facoltà di proporre ordinanze, delibere e provvedimenti mirati alla
tutela degli animali e ai loro diritti.

Pensiamo ad esempio alla legge quadro n. 281 ed alla legge n. 189.

Nonostante tutto, ci troviamo di fronte a una realtà a volte
disarmante, poiché assistiamo quotidianamente a barbarie nei
confronti degli animali, a maltrattamenti e abbandoni che restano
impuniti, a Comuni che non si assumono le responsabilità assegnategli
dalla normativa e a una ASL che, avendo ampio margine di manovra
economico-gestionale, si rifiuta sovente di interagire con le
associazioni di volontariato e, al contrario, è spesso connivente con
i privati che gestiscono canili o con le false associazioni
protezionistiche. Privati che in genere sono privi di scrupoli,
spinti solo dal business. Per loro l'affare conviene lavorare su
numeri elevatissimi di cani e le condizioni prevalenti per
assicurarsi l'appalto sono l'economicità del servizio con forte
ribasso a base d'asta. Ciò comporta che per ottenere profitti si
ripiega su: cibi scadenti, cure veterinarie inesistenti, presenza
ridottissima di operatori-lavoratori, assenza o inutilizzo delle aree
di sgambamento e attività di educazione o rieducazione del cane al
corretto rapporto con gli umani, -operazione che richiede personale e
formazione professionale- sovraffollamento dei box, disincentivazione
degli affidi, strutture fatiscenti o inesistenti autorizzate come
stabulazione libera. I rifugi privati sono imprese chiuse e
incontrollabili: il pagamento delle rette mensili da parte dei Comuni
convenzionati non favoriscono gli affidi, nuocendo agli animali e ai
bilanci delle pubbliche amministrazioni. Molti canili privati
nascondono attività truffaldine delle quali sono informate anche le
Istituzioni e gli Enti territoriali... i cani vengono gettati nelle
gabbie, ammucchiati, in attesa della morte.
Questa è una "verità" disarmante, disastrosa e ignobile per un Paese
come il nostro, all'avanguardia in tanti campi e con un buon livello
di civiltà.

Una situazione estremamente difficile: da una parte le istituzioni
territoriali con i loro rappresentanti che considerano gli animali un
problema da" eliminare" , dall'altra preoccupazione e sofferenza per
tutte quelle persone che vivono in affanno e lottano contro un
ingiusta penalizzazione sugli animali.

Piera Rosati

Memorie di Cicerale.... dalla Lega del Cane Sezione di San Giorgio
del Sannio

La sezione della lega del cane di S. Giorgio del Sannio, segue le
vicende del canile di Cicerale da tempi non sospetti, ovvero da
quando Emilio Nessi dovendo sistemare i cani del Comune di Napoli, ai
tempi "ospiti" dello zoo, pensò bene di collocarli a Cicerale.

Ancora oggi all'ingresso del canile si erge un monumento in onore del
cane Ciotola, dove in epigrafe si legge: qui il cane Ciotola ha
trovato casa!..... Purtroppo per un brevissimo periodo!, Ciotola morì
dissanguato dopo pochi giorni a causa dei morsi di altri cani,
liberandosi così dall'inferno di Cicerale. Ad oggi il furgone "di
accalappiamento" del Sig. Cafasso, gira tappezzato delle immagini del
Sig. Emilio Nessi osannanti al canile"Cicelasensis".

La Lega del Cane in questi anni ha seguito gran parte delle vicende
giudiziarie di questo terribile canile, dai primi sopraluoghi fatti
dai Servizi Veterinari della Regione Campania. La sez. di San Giorgio
faceva parte della commissione di verifica delle associazioni
iscritte all'albo e fu palese si dall'inizio il disinteresse "alla
materia" da parte della Pubblica Amministrazione Regionale ed
esplicita la volontà di non volere risolvere il problema. Si costituì
così – l'Unione delle Associazioni Protezionistiche di Volontariato -
iscritte all'Albo Regionale, che in primis affrontò il
problema "Canile Cicerale "(AIPA-Atripalda, Ass.Zoofila Salernitana –
Sa, U.N.A. Regionale, U.N.A. Pontecagnano).

Appostamenti e video non sono serviti mai a nulla!!!...dichiarazioni
e interventi della stampa locale e nazionale non hanno mai dato
risultati positivi. La Procura di Vallo della Lucania ha sempre
archiviato ogni denuncia poiché la ASL Sa 3 ha sempre espresso parere
positivo sul canile. Anche i NAS più volte entrati in quel "posto",
hanno predisposto solo un sequestro amministrativo con un termine di
90 giorni.

Nessuno di loro ha mai tenuto conto che ben 97 comuni hanno
convenzione con Cicerale!!!.....che morivano 1200 cani all'anno, che
venivano accalappiati cani padronali e caricati ai Comuni, che
all'interno del canile funziona 24h su 24h un inceneritore e che
alcuni dipendenti sono parenti di coloro che dovrebbero
controllare... o ancora, che 5 persone dovrebbero accudire 1500
cani...che le acque reflue e piovane scendono a cielo aperto facendo
tracimare il terreno e travolgendo i cani e tanto altro orrore.

La Lega del Cane si è costituita parte lesa denunciando Cafasso per
maltrattamento su animali, il resto è cronaca... abbiamo chiesto
l'intervento di Striscia la Notizia, siamo entrati in contatto con
l'Associazione Chiliamacisegua, abbiamo ottenuto il sequestro totale
del canile.

Il magistrato di Vallo della Lucania ha predisposto il sequestro del
canile e l'affido al proprietario dello stesso ( tale Sig. Cafasso )
ma ogni giorno i rappresentanti di tre Associazioni (ass. zoofila
salernitana, LNDC di S. Giorgio del Sannio, U.N.A regionale) vi sono
presenti insieme alla ASL SA 3 per il controllo dei microchip e
l'affido dei cani; soprattutto di quelli più a rischio. Abbiamo
incontrato l'On. Martini, chiedendole di chiudere Cicerale, l'abbiamo
pregata di vedere con i propri occhi... solo in questo modo potrà
comprendere la nostra disperazione.

Lega per la Difesa del Cane

Sez. San Giorgio del Sannio

Cicerale, Gennaio 2009... la disperazione dei volontari di San
Giorgio

La pioggia e il freddo pungente purtroppo continuano a decimare i
cani che non hanno nessun riparo o semplice copertura . L'operazione
di controllo dei microchip è lenta, lunghissima e inutile per la vita
di questi poveri animali. Sarebbe proficua solo se contestualmente
venissero spostati in altra struttura o affidati.

Non viene effettuata nessuna visita medico-veterinaria, ne vengono
curati i cani malati. L'unico medicinale presente nell'armadietto
farmaceutico è il Tanax.

Le procedura per l' affido sono al vaglio del magistrato ma saranno
anch'esse lunghe e difficili dato che non intende fare inserire foto
su siti internet; quindi la scelta e l'affido dovrebbe essere fatto
in loco, Cicerale; una montagna irraggiungibile, a 50 km da Salerno.
L'unica salvezza per la vita dei cani è fare luce sulla vicenda, a
questo proposito chiediamo con preghiera all'On. Martini di recarsi
in questo inferno e di incontrare l'Assessore alla Sanità della
Regione Campania - l'On. Montemarano, il Dirigente al Settore
Veterinario della Regione Campania - Paolo Sarnelli e il Dirigente
della Sanità Animale della ASL SA 3 nonché il dirigente dei NAS di
Salerno, il corpo Ispettivo, da sempre informato dei fatti.

Praticamente tutti coloro che nei sopraluoghi eseguiti nel corso
degli anni si sono sempre limitati al sequestro amministrativo di
qualche piccola area o alla prescrizione di qualche lavoro di
manutenzione.
Nel sequestro dell'estate di tre anni fa, "non precisando" le
modalità di mantenimento del canile, alla scadenza dei termini,
furono trovati centinaia di cani morti di fame e di sete –
naturalmente nessuno ha parlato e nessuno ha scritto nulla.

Gli illeciti potrebbero riguardare: il N.O.E per l'inquinamento delle
falde acquifere e dell'ambiente, la forestale perchè zona boschiva
inquinata da scarichi a cielo aperto; l'inceneritore nel qualche non
vengono smaltite solo le carcasse dei cani morti nel canile, ma è
anche convenzionato con l'ASL SA 3 ....e non solo!!! L'ispettorato
del lavoro per le condizioni igienico sanitarie dei lavoratori, la
sicurezza sul lavoro e gli impianti non a norma. La Guardia di
Finanza per la contabilità e la correttezza delle gare di appalto con
i 97 comuni oltre che il pagamento della diaria dei cani deceduti.

Lega per la Difesa del Cane

Sez. San Giorgio del Sannio

 
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