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NEWS: Giornali Internet 22/01/09



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CACCIA
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«FIUMEDINISI - MONTE SCUDERI»
Deferiti due cacciatori sorpresi nella «Riserva»
http://www.lasicilia.it
FIUMEDINISI. E’ andata male a due cacciatori del centro collinare, lo scorso
week end, sorpresi dal personale del Distaccamento Forestale di Savoca con
«le armi cariche in atteggiamento di caccia» in zona «A» della Riserva
naturale orientata denominata «Fiumedinisi - Monte Scuderi». Infatti, sono
stati immediatamente deferiti alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Messina, per esercizio vietato di attività venatoria. I due
uomini, con a seguito anche 3 cani, si sono imbattuti nel personale della
Forestale che stava svolgendo un’azione di controllo capillare del
territorio. Per entrambi è scattato pure il sequestro penale preventivo dei
rispettivi fucili da caccia e del relativo munizionamento, per violazione
alle normative vigenti in materia. Le armi sono state consegnate all’Ufficio
Corpi di Reato della Procura, sito presso lo stesso Tribunale della città
peloritana.
Ciascun cacciatore, inoltre, ha avuto comminata una sanzione per un importo
pari a 516 euro con relativo processo amministrativo. Tempi duri, quindi,
per i cacciatori che, in quest’ultimo periodo di apertura della caccia, si
avventurano nelle riserve naturali vietate. PIPPO TRIMARCHI
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«Caccia, leggi da cambiare in fretta»
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/tribunatreviso/2009/01/22/T
P3PO_TP302.html
PEDEROBBA. L’incidente di caccia successo la scorsa settimana a Pederobba,
che ha provocato il grave ferimento di un cacciatore, provoca una dura
posizione della Lega per l’Abolizione della Caccia, che accusa i cacciatori,
ma anche i politici, di troppa faciloneria.  «Le attuali leggi sulla
caccia - dice Andrea Zanoni, presidente della Lac Veneto - sono ormai
inadeguate e sorpassate per una società moderna come la nostra e per le
nostre campagne fortemente urbanizzate. Bisognerebbe bloccare subito la
caccia e far rifare seri esami a tutti i cacciatori; sono troppi i morti e i
feriti per incidenti di caccia e non c’è da stupirsene, viste le condizioni
in cui si caccia con un altissimo numero di persone che esercitano la loro
attività pericolosa in un territorio tra i più densamente popolati al mondo.
Si tratta di una schiera di dilettanti perchè i cacciatori italiani non
hanno avuto un addestramento professionale all’uso delle armi, la maggior
parte di loro non ha neanche superato l’esame in proposito perchè ha preso
la licenza di caccia prima che le leggi lo prevedessero».  La Lac tira in
ballo la lunga serie di incidenti di caccia avvenuti in Italia nella
stagione 2008-2009: ben novantasei, con sessantacinque feriti e ben trentun
morti. Quello di Onigo è stato causato dalla caduta del fucile che ha fatto
esplodere le due cartucce.  «Purtroppo non è da meravigliarsi se nella
nostra provincia i cacciatori prendono sottogamba le norme di sicurezza -
aggiunge Andrea Zanoni- le quali prevedono distanze di 100 metri dalle case
e di 50 metri dalle strade. Abbiamo infatti esempi poco edificanti di
ministri (il riferimento chiarissimo è Luca Zaia, ndr) che si sono fatti in
quattro per liberare dal carcere un cacciatore di Corbanese di Tarzo, che
aveva violato la legge sulla caccia in Croazia». E la critica prosegue col
caso delle licenze facili in provincia di Treviso. «Si tratta di esempi
negativi - dice ancor ail presidente della Lac Veneto - che non giocano a
favore del rispetto delle norme che disciplinano la caccia. Trovo, comunque,
aberrante che, dopo lo strazio causato agli animali da quindici giorni di
gelo e neve, ci sia ancora chi ha il coraggio di uccidere questi esseri
decimati e stremati, il tutto, tra l’altro, in una zona di protezione
speciale che l’Europa considera degna di tutela per gli uccelli migratori».
(e.f.)
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PESCA
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Oristano e Provincia
Polizia. Gli agenti hanno multato nove pescatori, cagliaritani e oristanesi:
verbali per oltre 6.500 euro
Sequestrati quindicimila ricci di mare
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=2009012
2&Categ=18&Voce=1&IdArticolo=2317389
Nelle reti erano finiti ricci di ogni misura, anche quelli che non
potrebbero essere pescati. Durante i controlli del fine settimana gli agenti
della Squadra nautica della polizia hanno sequestrato più di quindicimila
ricci e hanno staccato sette verbali per oltre seimilacinquecento euro di
sanzioni.
Negli ultimi giorni le motovedette e i gommoni della polizia hanno
pattugliato le acque del Sinis e nel corso dell'operazione hanno controllato
un centinaio di imbarcazioni impegnate nella raccolta dei ricci. I
poliziotti hanno verificato che la raccolta fosse avvenuta nelle aree
consentite, visto che nel perimetro dell'area marina protetta della penisola
del Sinis ci sono delle aree in cui è vietata qualsiasi attività. Le
irregolarità accertate dagli agenti della Squadra nautica, essenzialmente,
riguardano la pezzatura dei ricci raccolti, visto che la maggior parte dei
pezzi controllati non rispettavano le misure previste dalle normative
ambientali. Nel giro di pochi giorni dunque gli agenti hanno recuperato più
di quindicimila pezzi che sono stati ovviamente sequestrati e subito
ributtati in mare. Alcuni dei pescatori fermati durante i controlli
organizzati dalla Questura di Oristano non avevano neppure l'autorizzazione
per la pesca, molti altri invece avevano semplicemente prelevato ricci di
taglia non consentita. Al termine dell'operazione in nove, tra cagliaritani
e oristanesi, sono stati sanzionati dai poliziotti e ora dovranno pagare le
pesanti sanzioni che in totale superano la cifra di seimilacinquecento euro.
In questo periodo le acque della costa oristanese sono invase dai pescatori
di ricci: a parte quelli cabraresi, autorizzati appositamente dalla
direzione dell'Area marina protetta, in tanti arrivano anche da altre parti
della Sardegna. Soprattutto dal cagliaritano. Quelli cabraresi praticano la
pesca in apnea, mentre gli altri utilizzano le bombole e quindi riescono ad
immergersi molto più a fondo e sono in grado di conseguenza di raccogliere
ricci di qualunque misura. Compresi quelli piccoli che sono assolutamente
vietati. Proprio per la grande affluenza di pescatori la Questura di
Oristano ha deciso di incrementare la sorveglianza in tutta la costa.
NICOLA PINNA

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it