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NEWS: Giornali Internet 24/01/09



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CACCIA
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Si ritrovano all'improvviso nel mezzo ad una battuta di caccia paura per
cinque automobilisti
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2009/01/24/LN3LR_
LN302.html
VOLTERRA. Momenti di paura, domenica mattina, per cinque automobilisti di
Chianni, che mentre andavano a Rapolano Terme in auto, si sono trovati in
mezzo a una battuta di caccia... «Nella zona di Vicarello, sulla strada da
Molino d’Era al Castagno, dietro una curva secca, ci si è parato di fronte
un cacciatore che strillava a più non posso e lanciava rauti (quei fuochi di
artificio di color rosso che esplodendo producono un fragore assordante)
esortandoci minaccioso a suonare il clacson», raccontano Jean Claude Pucci,
Paola Storai, Eva Welti, Massimo Salvoni e Tommaso Burgalassi. «Poi ci siamo
accorti che sulla strada provinciale stava andando avanti ed indietro un
altro cacciatore con fucile non in custodia e dei cani. A qualche metro dal
margine stradale si udivano spari e botti con latrati e grida. Interloquendo
con uno di loro si è sentito fare l’affermazione che loro “facevano il loro
comodo”. Abbiamo chiamato i carabinieri, ma in seguito a vari disguidi non è
stato possibile avere un intervento di una pattuglia in quel posto». Il
pensiero dei cinque cittadini è andato immediatamente al destino crudele che
ha portato via per sempre ai suoi cari il veterinario Paolo Tambini, ucciso
da un cacciatore.  «La sensazione è che si sottovaluti la gravità della
situazione - dicono -, e cioè che da settembre a fine gennaio non è
possibile per alcun cittadino fare una gita in campagna con il proprio
partner, con la famiglia o da soli senza correre il rischio di essere
impallinati o che sia impallinato il proprio cane o altro animale
domestico», raccontano i cinque abitanti di Chianni che chiedono maggiori
controlli a tutela dei cittadini, considerando inadeguata l’attuale gestione
della caccia.
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Tramatza
Denunciati due bracconieri
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=2009012
4&Categ=18&Voce=1&IdArticolo=2317966
Gli agenti del Corpo forestale li hanno intercettati mentre rientravano a
casa, convinti di essere riusciti a sfuggire i controlli. Insieme alla
Polizia stradale avevano organizzato posti di controllo nelle principali
strade sarde e così i due bracconieri di Villacidro sono stati sorpresi e
denunciati. Sono stati bloccati a Tramatza: nel portabagagli nascondevano un
cinghiale appena catturato e già suddiviso in due parti. All'interno
dell'auto comunque forestali e polizia hanno trovato anche due fucili, un
richiamo acustico e cinquecento cartucce vietate, caricate a pallettoni.
Giovedì scorso la caccia al cinghiale era chiusa, ma i due non si sono fatti
comunque sfuggire l'occasione di portare a casa la preda. Per questo si sono
beccati una denuncia per la violazione della normativa venatoria e uno dei
due dovrà anche rispondere di porto abusivo di armi, visto che il permesso
gli era stato ritirato per effetto di una serie di precedenti penali. «Per
individuare i cacciatori di frodo quest'anno abbiamo pensato di organizzare
posti di controllo lungo le strade, in modo da riuscire a intercettarli
sulla via del ritorno a casa - spiega il comandante regionale del Corpo
forestale, Giuseppe Delogu - La collaborazione con la Polizia stradale è
stata un'idea azzeccata e utile, visto che consente di rilevare anche altri
reati o violazioni che non sono di nostra competenza. Quella di ieri è stata
un'operazione che ha mobilitato 70 forestali e le pattuglie della Stradale:
nelle province di Oristano, Cagliari e Sassari". ( n. p.)
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Rete illegale per la caccia
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2009/01/24/ZM5ZM_
ZM502.html
PESCIA. È stato condannato a pagare un’ammenda di 1.500 euro per il reato di
uccellagione con mezzi proibiti Paolo Cerri, residente in via della Pari,
nella frazione di Veneri.  Nella ricostruzione dei fatti davanti al giudice
Eugenia Di Falco da parte di una guardia provinciale, il teste ha dichiarato
di aver visto all’interno di un appezzamento di terreno una rete per la
cattura di uccelli, alta circa 2 metri e lunga 5, all’interno della quale
furono rinvenuti alcuni volatili ancora vivi contravvenendo alle leggi che
regolano l’attività venatoria. Di versione diametralmente opposta la
risposta dell’imputato. Nel corso dell’interrogatorio ha affermato che la
rete era stata posizionata sul terreno solo come sostegno per la
coltivazione di verdure e non per la cattura di uccelli. Un teste ha
riferito di non aver notato alcuna rete.  Nel corso della requisitoria il
pubblico ministero ha contestato le affermazioni dell’imputato e del
testimone chiedendo la condanna all’ammenda di 600 euro. Il giudice ha
alzato l’importo a 1.500 euro. O.B.
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RAGUSA
Lotta al bracconaggio denunciati sette cacciatori
http://www.lasicilia.it
RAGUSA. Lotta senza quartiere da parte della Polizia provinciale al
deprecabile fenomeno del bracconaggio. Sette cacciatori (quattro di Ragusa,
uno di Pozzallo e due di Rosolini) sono stati denunziati all’autorità
giudiziaria per il reato di caccia in area protetta. Si tratta di S. D. di
31 anni, V. A. di 22 anni, di Rosolini; E. R. di 47 anni, S.M. di 37 anni,
V. C. di 47 anni, G. F. di 46 anni, tutti di Ragusa; G. R. di 47 anni, di
Pozzallo. Nel corso dell’operazione gli uomini del comandante Raffaele
Falconieri hanno sequestrato sette fucili, nove stampi di anatra di varie
dimensioni, e oltre 50 cartucce, nonchè altri accessori di caccia. L’
attenzione della Polizia provinciale, anche a seguito di svariate
segnalazioni, si era recentemente incentrata sulle zone dei Pantani
Longarini e Bruno, in territorio di Ispica. La zona è da considerare un
autentico paradiso naturale dove spesso si possono incontrare fenicotteri,
folaghe, aironi, gabbiani, anatre, ed altri uccelli acquatici (soprattutto
anseriformi). E quella zona, come quella degli altri pantani della Sicilia
sud orientale, in quanto interessata dalle principali rotte di migrazione
dell’avifauna, rientra tra quelle in cui non è consentita la caccia.
I recenti controlli della Polizia provinciale, effettuati anche nelle ore
notturne, hanno portato alla identificazione dei sette cacciatori ora
denunziati, intenti all’abbattimento di uccelli acquatici, in particolare di
anatidi. E per attirare le prede veniva anche fatto uso di stampi in
materiale plastico di germani reali e di altre specie di volatili. G. P.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it