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NEWS: Giornali Internet 29/01/09



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CACCIA
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Bracconaggio, Sorpreso dai forestali con i bocconi avvelenati
Folgaria (Trento) - Gli uomini del Corpo forestale provinciale in forza
all'Ufficio distrettuale di Rovereto hanno denunciato alla magistratura
roveretana un bracconiere che "seminava" nei boschi di Folgaria bocconi
avvelenati
http://www.lavocedelnordest.it/articoli/2009/01/29/1477/bracconaggio-sorpres
o-dai-forestali-con-i-bocconi-avvelenati
L'uomo, un agricoltore settantenne, in possesso di regolare licenza di
caccia, è stato sorpreso mercoledì mattina in flagrante, in località
Boschetti di Folgaria, nella zona ovest del paese, mentre posava a terra
pezzetti di salsiccia avvelenata. Dopo avere ammesso le sue responsabilità,
l'uomo ha spontaneamente indicato ai forestali i punti dove aveva nascosto
una decina di bocconi avvelenati, che sono stati quindi tutti recuperati. In
casa sua i forestali hanno poi trovato i resti dell'insaccato utilizzato per
le micidiali esche ed il veleno, un diserbante altamente tossico.
Veleno, una pratica molto diffusa
La pratica di seminare bocconi avvelenati in boschi e prati anche
frequentati da escursionisti è una "piaga" che ha purtroppo preso piede,
ormai da anni, anche in Trentino. Per molto tempo si è utilizzata la
stricnina, ma da quando ne è vietata la vendita, ad essere usati sono in
particolare fitofarmaci (anche miscelati tra loro) impiegati in agricoltura.
A farne le spese sono, molto spesso, cani e gatti, ma non è raro che a
rimanere uccisi (tra l'altro dopo atroci sofferenze) siano anche animali
selvatici, quella selvaggina cioè che sedicenti "cacciatori" vedono
minacciata dalla presenza delle volpi, alle quali i bocconi avvelenati sono
principalmente destinati.
L'obiettivo era di eliminare le volpi
Anche nel caso di Folgaria l'obiettivo era questo: eliminare le volpi.
Nonostante sia questo il peggiore periodo per la specie, decimata da una
tremenda epidemia di cimurro che ha provocato la morte di decine di
esemplari. "Si tratta di una caccia - avverte il vice questore aggiunto
Giorgio Zattoni, capo dell'Ufficio distrettuale forestale di Rovereto - che,
contrariamente a quanto possa credere chi la pratica, non è affatto
selettiva e che finisce con il colpire tutte le specie, dai canidi ai
mustelidi, arrecando un grave danno ad una fauna che ha un alto valore
ambientale, giacché è essenziale al mantenimento dell'equilibrio tra le
specie".
Mai fino ad ora si era riusciti a cogliere sul fatto chi fa ricorso a
simili, incivili metodi di "caccia", e frustrati dalla difficoltà di
risalire ai responsabili di questi atti sono stati fino ad ora gli sforzi di
forestali ed altre forze di polizia. Per una volta le cose sono andate
diversamente, ma se anche la fortuna ha avuto la sua parte - come ammette lo
stesso capo dei forestali di Rovereto - molto lo si deve alla costante opera
di controllo e sorveglianza, intensificata in questo periodo caratterizzato
dall'uscita allo scoperto di molti animali selvatici in cerca di cibo, messa
in campo dal Corpo Forestale Provinciale.
Intensificata l'attività antibracconaggio
Proprio nell'ambito di tale attività antibracconaggio, i forestali di
Rovereto sono riusciti a sorprendere, poco dopo le 8 di mercoledì mattina a
Folgaria, il cacciatore. L'uomo, residente a Folgaria, è stato notato per il
fare sospetto, mentre sceglieva con cura i luoghi dove depositare le esche
avvelenate: alla base di un albero, vicino ad un ramo secco o sotto una
corteccia. Nello zainetto che portava con sé i pezzetti, già tagliati, di
salsiccia imbevuta nel diserbante, guanti nelle mani per non contaminarsi
con il veleno, ciaspole ai piedi per muoversi più agevolmente nella neve.
Alla vista dei forestali l'uomo ha cercato inizialmente di negare, poi di
allontanarsi dalla zona. L'intervento di altri forestali, tra i quali
l'ispettore capo Bruno Sordo, comandante della stazione di Folgaria, e
dell'ispettore superiore Claudio Anesi dell'Ufficio distrettuale di
Rovereto, è valso a bloccare il cacciatore ed a convincerlo a collaborare,
indicando le altre esche già precedentemente depositate nel bosco. La zona
"Boschetti", tra l'altro, è una di quelle che i forestali stavano già
tenendo d'occhio e dove in passato sono stati segnalati casi di
avvelenamento di cani.
Ora l'uomo è stato denunciato dai forestali alla magistratura per esercizio
della caccia in periodi di divieto, con l'aggravante dell'utilizzo di mezzi
proibiti (i bocconi avvelenati, appunto) e naturalmente segnalato al
Servizio Foreste e Fauna della Provincia che valuterà l'eventuale
sospensione della licenza di caccia. La stessa magistratura potrebbe, per
altro, ravvisare nella sua condotta altre e più gravi ipotesi di reato quali
il danno ambientale e l'attentato alla salute pubblica. di Cristian Zurlo
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Caccia come arte: mostra riprovevole
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/gazzettadimodena/2009/01/29
/DC1PO_DC103.html
Inaugura domenica a Palazzo Santa Margherita la mostra di Mark Dion
“Concerning hunting” ovvero “sulla caccia”, che resterà aperta sino al 26
aprile. La rassegna è il risultato di una collaborazione internazionale fra
Danimarca, Austria, Germania, Italia. Organizzata e prodotta dalla Galleria
Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la
rassegna è una delle cinque tappe di un percorso espositivo che si adatta e
si modifica in base alle condizioni di ciascuna istituzione ospitante.  “Al
di là delle contraddizioni di cui è portatrice, la caccia interessa a Dion
per la sensibilità del cacciatore e la profonda conoscenza che ha della
natura. Fatto che risulta con evidenza paradossale proprio anche in
relazione alla morte degli animali”, si legge nel sito della Galleria Civica
di Modena, che precisa alcuni particolari: “Cinque torrette d’appostamento e
una selezione di disegni preparatori per un progetto dedicato alla caccia”.
Tra gli altri “il cacciatore-dandy s’affaccerà dalla postazione di tiro The
Dandy-Rococo (2008). Arredata con sfarzo, con specchi, suppellettili
eleganti, vasellame in argento e un prezioso lampadario, somiglia a un
nobile casino di caccia. Il cacciatore-ingordo - che spara (e uccide) con il
fine ultimo del cibo - presenterà al visitatore una tavola apparecchiata,
salumi e selvaggina appesi al soffitto nella postazione di tiro The Glutton
(2008), mentre il cacciatore-sciatto, The Slob avrà appeso qua e là
manifesti con immagini di nudo e mescolato alle sue cose in disordine
riviste porno soft”.  E’ arte? No per le associazioni Enpa, Lav, Lac, Wwf
che esprimono “la propria totale riprovazione per l’iniziativa del Comune di
Modena e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Prendiamo atto che
ancora una volta, quando si parla di caccia, le nostre istituzioni
sviluppano dei concetti del tutto particolari - afferma Daniela Cavazzuti,
responsabile della Lav di Modena - ma non possiamo credere che ad oggi si
celebri ancora come ‘cultura’ l’uccisione di esseri senzienti. La morte non
è un arte e facciamo fatica a definire artisti coloro che celebrano questo
‘sport’ con mostre in giro per il mondo. Con questo tipo di ‘cultura’ ci
allontaniamo sempre più da quegli orizzonti di civiltà e di rispetto per la
vita di tutti i viventi che dovrebbero essere il nostro obiettivo
principale. La Lav è fiduciosa che i modenesi sapranno discernere tra il
rispetto della natura e della vita di tutti i viventi e la pseudo-cultura
portata avanti dalla lobby filo venatoria”. (stefano bellentani)
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NOCIVOSARAITU
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Colonie di nutrie nel lago della Cava Filippi
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2009/01/29/LC6PO_
LC605.html
CASTELNUOVO MAGRA. Colonie di nutrie vengono segnalate nell’area occupata
dal lago della Cava Filippi e nelle zone periferiche al di sotto della Via
Aurelia, percorse da fossati e corsi d’acqua.  «Oltre a provocare danni agli
argini a causa dei loro scavi, raggiungono le proprietà circostanti, ed
essendo animali erbivori, danneggiano i giardini e soprattutto le colture
ortive - scrivono in una nota rivolta al sindaco i consiglieri Armando
Novelli (AN), Giancarlo Macchi (Lega Nord) e Giorgio Salvetti (Forza
Italia) - tali animali manifestano inoltre segnali di aggressività nel
momento in cui si cerca di allontanarle e si teme quindi il morso da parte
di questi animali, che potrebbe essere veicolo di diffusione di infezioni
anche gravi nei confronti delle persone e degli animali domestici che
dovessero subirlo».  «Poichè non c’è stato seguito alla nostra segnalazione
del 20 novembre 2008 fatto al nostro sindaco - termina la nota - ci
rivolgiamo direttamente al Dipartimento della Provincia di La Spezia,
Settore 9 caccia-pesca, chiedendo che si faccia carico di promuovere la
cattura di questi animali e il loro allontanamento. Confidiamo in un
accoglimento favorevole della nostra richiesta e siamo a Vs. disposizione
nel fornire indicazioni più precise sulle località colpite dalla presenza
delle nutrie o per accompagnare sul luogo».