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NEWS: Giornali Internet 09/02/09



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CACCIA
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BRACCONAGGIO: DENUNCIATO NELLO SPEZZINO PER ILLEGITTIMA DETENZIONE DI FAUNA
SELVATICA
Sono stati recuperati due esemplari di tortora dal collare, la cui caccia è
vietata, un merlo sprovvisto di anello inamovibile e un fagiano femmina
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=7335
9 febbraio 2009 - Nell’ambito della quotidiana attività di controllo del
territorio, il personale del Comando stazione del Corpo forestale dello
Stato di Sesta Godano (La Spezia) ha segnalato all’autorità giudiziaria un
uomo che, in violazione della relativa normativa, deteneva sui propri
terreni, in località Parisalla del Comune di Sesta Godano, alcuni esemplari
di fauna selvatica. In particolare, sono stati recuperati due esemplari di
tortora dal collare, la cui caccia è vietata, un merlo sprovvisto di anello
inamovibile e un fagiano femmina, la cui detenzione è soggetta a preventiva
autorizzazione. Ispezionando le baracche presenti sui terreni è stata
rinvenuta anche una tagliola in metallo utilizzata per la cattura di animali
selvatici. L’esemplare di merlo è stato liberato, la tagliola e le due
tortore sono state poste sotto sequestro e l’uomo è stato segnalato all’
autorità giudiziaria.
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Nuova caccia: fucile (facile) a 16 anni, e si spara ai lupi
Al Senato, disegno di legge targato centrodestra: vietato proteggere più del
30% del territorio di ogni regione. IL DOCUMENTO e l'analisi articolo per
articolo degli esperti ambientalisti
http://www.dire.it/HOME/nuova_caccia.php?c=18357&m=3&l=it
ROMA - Si torna a parlare di caccia. Al Senato, arriva infatti la proposta
di legge di Franco Orsi, parlamentare savonese del Pdl. E sono molte le
novità: dalla possibilità di iniziare a sparare a 16 anni all'allargamento
del carniere e delle modalità di caccia. Più facile poi portare in giro le
armi. Ecco i principali cambiamenti. Sparisce- tanto per cominciare-
l'interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della
fauna. "Macroscopica incostituzionalità", spiegano le associazioni a difesa
dell'attuale normativa, rispetto all'articolo 117 (secondo comma, lettera s)
della Costituzione che assegna allo stato la tutela degli ecosistemi e
dunque della fauna. Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione e
spariscono le specie superprotette". Gli animali provenienti da allevamenti,
utilizzati per manifestazioni sportive o per l'addestramento dei cani,
secondo la nuova proposta di legge, non fanno parte della "fauna" (e
diventano implicitamente res nullius, cosa di nessuno). Quanto alle forme di
tutela, novità anche in questo senso: vengono esclusi da ogni tipo di
protezione il piccione domestico, la nutria, le specie alloctone o esotiche
come pappagalli, ermellini, scoiattolo grigio ecc. Catturabili anche le
specie in deroga come peppola e frinuguello (si potrà cacciare a peppole e
fringuelli anche nei parchi).
Inoltre, il disegno di legge targato centrodestra prevede un 'cambio di
prospettiva' rispetto al passato: vengono punite, infatti, le regioni che
eccedono il 30% di territorio protetto e non quelle che sono ancora sotto il
20%. Le regioni, inoltre, non possono superare il 30% di territorio protetto
nemmeno in casi di particolari necessità ambientali.
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Il cormorano sotto tiro: approvato il piano di controllo della specie
http://www.aostasera.it/articoli/2009/02/09/8634/il-cormorano-sotto-tiro-app
rovato-il-piano-di-controllo-della-specie
Aosta - La presenza del cormorano che da alcuni anni sverna in Valle crea
impatti negativi sull’ittiofauna: ogni inverno vengono predati quaranta
quintali di pesce. Il piano prevede azioni di disturbo e abbattimento da
parte del Corpo Forestale valdostano.
In Valle d’Aosta da alcuni anni svernano regolarmente, secondo i dati in
possesso all’Amministrazione regionale, circa un centinaio di cormorani con
punte che arrivano fino a centosettanta nel mese di dicembre, concentrati in
prevalenza lungo il corso della Dora Baltea e in particolare nei tratti
della media e della bassa valle. La loro presenza determina però gravi danni
sull’ittiofauna locale: si calcola che, ogni inverno, i cormorani si
nutrano, mediamente, di quaranta quintali di pesce.
Per attenuare tale impatto negativo la Giunta regionale ha approvato nei
giorni scorsi il Piano quadriennale di controllo della specie Cormorano,
anche a seguito del parere favorevole dell’Istituto Superiore per la
Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
"Il Piano – sottolinea in una nota l’Assessore regionale alle Risorse
Naturali, Giuseppe Isabellon - è stato elaborato con l’obiettivo di limitare
l’impatto della predazione dei cormorani, sia attraverso la possibilità di
intervento sulla loro consistenza numerica, sia attraverso azioni di
disturbo e abbattimento che saranno realizzate solo in aree di comprovato
pregio ittiofaunistico e compiute esclusivamente dal personale del Corpo
Forestale della Valle d’Aosta, in stretta collaborazione con i competenti
uffici regionali".
Il piano è stato elaborato a conclusione di un percorso che ha previsto, tra
l’altro, il censimento della specie sul territorio regionale e l’analisi
della pressione predatoria. Gli studi, coordinati dalla Direzione flora,
fauna caccia e pesca con il supporto del Corpo Forestale della Valle d’
Aosta, sono stati condotti da tecnici ed esperti del settore e realizzati
anche grazie alla collaborazione dei pescatori volontari del Consorzio
regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca in Valle d’
Aosta. di Moreno Vignolini
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PESCA
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Pescatori, verso l'addio alla cara vecchia licenza
Lite a distanza tra la Lega abolizione caccia e l’Associazione pesca
sportiva vicentina
Pesca, addio alla vecchia licenza
http://www.ilgiornaledivicenza.it/dossiers/Comunit%C3%A0/68/184/29236/
Addio alla cara vecchia licenza di pesca. Il 2009 potrebbe essere l'anno
buono. Con già un pizzico di nostalgia, testimoniata da Benito Donagemma, 75
anni, presidente del bacino Pabat Bacchiglione-Astichello-Tesina, che
conserva ancora come una reliquia il suo primo tesserino ottenuto più di 50
anni fa.
Ma anche con la convinzione, espressa da Antonio Dalla Valle, 68 anni,
appena riconfermato al quarto mandato da presidente dell'Associazione pesca
sportiva con 6 mila soci, che sono giunti i tempi per una semplificazione
della burocrazia anche nella pesca.
La quarta commissione agricoltura, caccia e pesca del consiglio regionale
del Veneto ha approvato un testo di legge che modifica l'attuale normativa
regionale sulla pesca, datata 1998, che prevede la sostituzione della
licenza di pesca e i relativi documenti con la semplice ricevuta del
versamento delle tasse di concessione regionale.
La proposta ha visto tra i firmatari il consigliere vicentino leghista
Roberto Ciambetti; e per la nostra provincia coinvolgerà quasi 20 mila
lenze. Il testo, ben inteso, dovrà essere approvato dal consiglio regionale
per diventare a tutti gli effetti legge della Regione; ma le premesse ormai
ci sono tutte, è solo una questione di tempo. Ciambetti annuncia pressing su
questo provvedimento.
Le conseguenze peseranno innanzi tutto sul portafogli e su qualche fila in
meno. Via il tesserino, le due foto, le due marche da bollo da 14,62 euro,
il versamento alla Provincia di 3,60 euro per spese di segreteria,
l'autocertificazione: tutto necessario per ottenere la licenza ogni 6 anni.
Rimane il costo del rinnovo annuale: un versamento di 22,72 euro alla
Regione, la quale poi ne girerà l'80% alla Provincia.
Sarà tutto più comodo e più semplice: ne è convinto il presidente Dalla
Valle. Per andare a pescare basterà portarsi appresso la ricevuta del
versamento unita ad un documento d'identità, e si potrà pescare in tutta
Italia. Eccetto gli over 70, che in Veneto, se passa la proposta, saranno
esclusi dal versamento: con questo benefit potranno pescare solo in ambito
regionale, se vanno fuori regione dovranno invece fare il versamento.
Francesco Zanotto, responsabile provinciale del settore, sta seguendo da
vicino la partita: «Meno burocrazia e anche l'ufficio potrà dedicarsi ad
altro. Non perderemo l'anagrafe, perché potremmo recuperarla dalla tassa
regionale: del resto, non ci interessa sapere quanti pescatori ci sono, ma
piuttosto seguire le catture che fanno; e questo ci è assicurato dai bacini
di pesca».
Di tutt'altro parere la Lac, Lega abolizione caccia, il cui presidente
Andrea Zanoni denuncia: «Questa modifica di legge, se passerà, porterà il
Veneto ancor più lontano da una corretta tutela del patrimonio ittico.
Invece di introdurre un corso ed esami per poter esercitare la pesca, si
vuole addirittura eliminare la stessa licenza di pesca. Un corso e un esame
aiuterebbero anche i pescatori a conoscere la legge e le specie protette di
pesci, evitando di violare le norme e di incorrere nelle relative sanzioni».
Accusa rispedita al mittente da Roberto Ciambetti: «I primi guardiani dei
corsi d'acqua sono gli stessi pescatori. Questa mi sembra una posizione
integralista». Antonio Dalla Valle non ci sta: «La provincia di Vicenza è
stata premiata da Legambiente per la gestione dell'acqua, il rispetto per
l'ambiente e il pesce. Non vedo quindi problemi nel togliere la licenza».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it