[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 11/02/09



======
CACCIA
======
Susanna Cenni (Pd): “Il ddl Orsi sulla caccia è un testo antistorico,
antieuropeo ed antifederalista"
http://www.nicolita.it/Detail.asp?Id=17368
“Un disegno di legge pericoloso, che propone una caccia senza limitazioni e
senza controllo e che mina nelle fondamenta la legge 157”. E’ questo il
commento di Susanna Cenni, responsabile caccia e fauna del governo ombra del
Pd, al disegno di modifica della legge 157, presentato oggi, mercoledì 11
febbraio, in Commissione ambiente al Senato dal relatore di maggioranza
Franco Orsi (Pdl). “In materia di caccia il Popolo della Libertà –
sottolinea Cenni – comincia nel peggiore dei modi, presentando un testo dal
linguaggio antieuropeo ed antifederalista, che parla solo al fondamentalismo
venatorio, ma non al Paese e al mondo della caccia responsabile”.
“La lista delle ‘assurdità’ – continua la deputata Pd – contenute nel
Disegno di legge è davvero lunga: si comincia dalla scomparsa dell’interesse
della comunità nazionale nella tutela della fauna, che discende direttamente
dalla Costituzione, e che rischia di andare a complicare ulteriormente i
rapporti di competenza tra Stato e Regioni. Troviamo antistorico e privo di
buon senso dare la possibilità di iniziare a sparare a partire dai 16 anni;
liberalizzare totalmente i richiami vivi; punire le Regioni che eccedono il
30% di territorio protetto e non quelle che sono ancora sotto il 20%; far
sparire le specie “superprotette” e togliere, dopo la già avvenuta
soppressione dell'Infs ad opera governo, all’Ispra il ruolo di organo
scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le
Province autonome, senza che tale compito sia riassegnato. La lista
purtroppo potrebbe continuare a lungo”.
“Nelle scorse settimane il Partito democratico – continua Susanna Cenni – ha
esplicitato con chiarezza durante un seminario la propria posizione: “no”
all'abbattimento dei principi che hanno tenuto assieme prelievo e tutela.
Per riaffermare questa idea ci batteremo con forza in Parlamento e nel
Paese. Mentre l’Italia – aggiunge Cenni – comincia a sentire gli effetti
della grave crisi economica e finanziaria che sta attanagliando il mondo, il
Pdl, ritiene che la priorità sia impegnare il Parlamento su proposte di
questa natura. Proposte che non solo non aiuteranno a favorire una forma
responsabile di caccia, ma porranno le basi per un modello medievale di
caccia esclusiva, che ignora le regole e i principi di tutela, e,
soprattutto, contribuiranno a produrre un ulteriore baratro tra la
sensibilità della società italiana e l'esercizio venatorio”.
“Oggi – dice la responsabile caccia e fauna del governo ombra - sono altre
le priorità da affrontare, a partire dalla sofferenza del mondo agricolo per
i danni causati dagli ungulati, dalla necessità di un rapporto più
trasparente tra Stato e Regioni e da una più stretta relazione tra scienza e
programmazione venatoria. Su questi punti, tra l'altro, è stato già avviato
un lavoro di ascolto in Commissione agricoltura della Camera che potrebbe
produrre proposte importanti e magari unitarie”. “Ma soprattutto – conclude
Cenni – sono ben altre le priorità degli italiani e del Parlamento, che
passerà dalla raffica di decreti del governo senza possibilità di modifica
alcuna, al pasticcio venatorio del senatore Orsi”.
-----
CACCIA: ORDI (PDL), DA PD NESSUNA PROPOSTA
http://www.asca.it/news-CACCIA__ORDI_(PDL)__DA_PD_NESSUNA_PROPOSTA-809017-OR
A-.html
(ASCA) - Roma, 11 feb - "In questi nove mesi sono state presentate dieci
proposte sulla riforma della 157, mentre il Pd non ha ritenuto di fare
nessuna proposta, salvo quella della senatrice Poretti che prevede
l'abrogazione dell'artciolo 842 del codice civile e quindi l'abolizione
della caccia in Italia. Come relatore ho presentato alla commissione un
testo unificato delle proposte presentate e confermo la massima apertura
verso tutti per ipotesi migliorative ed emendative". E' quanto afferma il
senatore del Pdl Franco Orsi, relatore per la riforma della legge 157 sulla
caccia, in risposta alle critiche mosse in questi giorni sul testo
legislativo.
"In realta' il Pd - aggiunge Orsi - si e' dimostrato incapace di trovare una
sintesi al proprio interno, e quindi costretto a rifiutare il confronto nel
merito, a differenza dell'atteggiamento costruttivo che su questa materia ha
dimostrato invece l'Italia dei Valori. Il Pd utilizza argomenti
inconsistenti e che non trovano riscontro al testo presentato, facendo copia
e incolla dei comunicati dei Verdi e dell'ambientalismo radicale. Auspico
che di caccia all'interno del Pd decida di occuparsi di accia qualcun altro
oltre a Della Seta, magari i parlamentari provenienti dalle regioni
amministrate storicamente dal centrosinistra, che da sempre hanno auspicato
una revisione della normativa sulla caccia che prenda atto dei problemi
ormai insostenibili dei danni alle produzioni agricole e dei riequilibri
ambientali derivanti dall'incontrollato proliferare di alcune specie, come
il cinghiale e gli ungulati", conclude Orsi.
-----
Caccia, l'auspicio è per una legge ambientale e realista
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/iltirreno/2009/02/11/LMDPO_
LMD04.html
Il testo di modifica della Legge 157/92 proposto dalla Confavi e presentato
dall’On. Sergio Berlato e supportato da ben 843mila firme (oltre 4 mila
raccolte in Provincia), è depositato al Senato con il nº 1104.  Le
principali modifiche richieste riguardano il concetto della caccia per tempi
e specie, fino alla terza decade di febbraio come avviene in tutti i Paesi
europei; una maggiore libertà del cacciatore su tutto il territorio
nazionale per la caccia alla selvaggina migratoria; la conversione di alcune
sanzioni penali in sanzioni ammnistrative per infrazioni cosidette «minori»,
una corretta applicazione delle leggi per le cacce in deroga, affinché le
Regioni non incorrano in ricorsi ambientalisti ai vari Tribunali
Amministrativi, l’abolizione degli anelli inamovibili per i richiami vivi,
la revisione del numero degli A.T.C. in quanto è intollerabile che esistano
oltre 1.000 organismi di tale natura con oltre 15.000 consiglieri.  Altre
proposte di modifica sono state presentate da vari deputati con contenuti
degni di condivisione, altri meno; il relatore incaricato dal Governo, Sen.
Orsi del Pdl, ha già provveduto a predisporre un testo unificato ma ancora
oggetto di nuove modifiche, per poi procedere all’approvazione di Camera e
Senato, alcune delle principali richieste Confavi hanno trovato accoglimento
nella proposta del relatore.  È comunque indispensabile rivisitare anche le
normative sulle aree protette (Legge 394/9): una dilagante «parco-mania»
potrebbe omologare l’intero territorio, svilendo il fondamento, ovvero la
conservazione di biodiversità di alcune aree ritenute veramente di
particolare pregio e protezione, di importanza turistica, ben cinque Regioni
italiane presentano una quota di territorio protetto pari ad almeno un
quarto del proprio territorio. Non ci sorprende più di tanto che, in una
fase così avanzata dell’iter parlamentare le tradizionali associazioni
venatorie, unitamente agli «amici» ambientalisti, i cosiddetti «portatori di
interessi» nulla abbiano saputo produrre nonostante si erano impegnati a
fornire proposte di merito per il miglioramento della normativa.  La sezione
Provinciale del Cpa di Massa Carrara auspica, pertanto, che le modifiche
apportate alle Leggi 137/92 e 394/91, vadano a favorire la diffusione di
fini ambientali e venatori, non fondamentalisti, che guardino al mondo
democratico liberale e culturale, cercando osmosi con il mondo del lavoro,
delle professioni, di tutti quegli istituti, quelle associazioni e categorie
che si identificano in questa progettualità, ripagando il cacciatore di
quella dignità perduta. Cpa Sport Massa Carrara  Mirco Vatteroni
-----
Ecco che succede a cacciar cinghiali e a sparar per terra
la conclusione della stagione venatoria 2008-2009, in una simpatica
cerimonia a Centobuchi è stato assegnato l’ambito premio “La Padella d’Oro”
al “cacciator del bosco” più sfortunato
http://www.sambenedettoggi.it/2009/02/11/68029/ecco-che-succede-a-cacciar-ci
nghiali-e-a-sparar-per-terra/
MONTEPRANDONE - A gennaio si è conclusa la stagione venatoria della caccia
al cinghiale 2008/2009. L'8 febbraio si è svolto il tradizionale pranzo di
fine stagione della squadra “Il Casale” di Centobuchi e anche quest’anno è
stato assegnato l’ambito premio La Padella d’Oro al “cacciator del bosco”
più sfortunato, che cioè nell’arco di tutta la stagione ha fatto più “buchi
nel terreno”. "Padellare" nel gergo venatorio significa infatti proprio il
mancare il colpo, avere una mira non buona al cospetto della preda.
Al momento della premiazione, è stato acclamato “Padellaro d’Oro” della
stagione venatoria 2008/2009 Erminio Cipolloni, il quale commosso ha
ricevuto il premio ed ha promesso un maggior impegno e successo per l’anno
prossimo.
Assoluta novità di questa edizione è stata la coda della premiazione, dove
sono stati assegnati ulteriori riconoscimenti ad altri due “provetti
cacciatori”. Si tratta della “Padella d’Argento” a Giancarlo Veccia detto
simpaticamente il “capriolo dagli occhi di ghiaccio” e la “Padella d’
Alluminio” a Venturino Vagnoni detto “lu sardegnuole”. I tre “moschettieri”
della caccia al cinghiale nostrana hanno poi rimandato tutti i partecipanti
al pranzo sociale, alla prossima stagione venatoria, limitandosi a ribadire
il concetto che “uniti si vince”.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Arquata Aleandro Petrucci, il
consigliere provinciale Stefano Stracci ed il presidente provinciale della
Federcaccia Alessandro Spaccasassi.
=============
NOCIVOSARAITU
=============
Provincia: 600 cacciatori spareranno alle nutrie
DOPO L'ALLARME. Migliaia di roditori vivono lungo i corsi d'acqua del
Vicentino e causano danni. Spigolon: «Dobbiamo contenerle»
Misure speciali per evitare la rovina di argini e campi: da oggi gli
abilitati possono abbattere i roditori. E nei fondi agricoli via libera alle
trappole
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/149222/
Forano gli argini dei fiumi, scavando con i loro denti aguzzi. Mandano in
malora i raccolti, sgranocchiando sia il seminato sia i frutti maturi. In
certi casi possono portare malattie. Ragioni valide, secondo la Provincia,
per dichiarare "guerra" aperta alle nutrie, a suon di trappole e doppiette.
«Sono troppi» gli esemplari che bazzicano fiumi e torrenti vicentini e che
in questo inverno piovoso hanno «causato seri danni agli argini dei corsi
d'acqua e alle coltivazioni». A lanciare l'allarme è Marcello Spigolon,
assessore provinciale alla Caccia e pesca, che nelle ultime ore ha firmato
due provvedimenti che consentono di abbattere le nutrie e di posizionare
trappole nei campi.
LOTTA ALLA NUTRIA. A partire da oggi e fino al 19 settembre, nonostante il
periodo non sia quello delle doppiette, i cacciatori abilitati possono
abbattere questi roditori che vivono in stretto contatto con l'acqua.
«L'inverno molto piovoso - spiega l'assessore Spigolon - ha ingrossato
fiumi, torrenti e rogge, creando un habitat ideale per le nutrie. Ma ormai
ce ne sono troppe e soprattutto sono dannose. Di qui la necessità di
prendere provvedimenti per contenerne la diffusione».
ARGINI E COLTURE A RISCHIO. La nutria è un mammifero che vive in gruppi che
possono variare da un paio a una decina di esemplari. È simile al castoro, è
grande circa 60 centimetri, senza contare la coda che può essere altrettanto
lunga. È un «pericolo pubblico per gli argini dei fiumi e per le
coltivazioni», ricorda l'assessore. «Le nutrie creano dei piccoli fori lungo
le rive dei fiumi, dove s'infila l'acqua che finisce poi col rompere gli
argini». A fine dicembre, è dovuta alle nutrie l'erosione di un argine del
torrente Liona, ad Agugliaro, che ha causato una pericolosa esondazione.
600 CACCIATORI ABILITATI. «Difficile stimare quante siano le nutrie in
provincia», riprende l'assessore. Sarebbero almeno 12 mila gli esemplari
presenti, in buona parte concentrati nel Basso Vicentino, visto che questi
animali prediligono le acque stagnanti. Nel 2008 ne furono abbattuti oltre 3
mila 500, ma c'è stata anche una notevole riproduzione.
Per questo Palazzo Nievo ha deciso di adottare misure speciali: da oggi al
19 settembre, seppur al di fuori del periodo di caccia, «circa seicento
cacciatori abilitati potranno abbattere le nutrie, in accordo con la polizia
provinciale». I cacciatori abilitati, che «entro l'anno potrebbero salire a
circa un migliaio», saranno «dotati di giubbini ad alta visibilità che li
distingueranno dai bracconieri. Inoltre autorizzeremo a breve tutti i
proprietari o i conduttori di fondi agricoli a posizionare delle trappole».
NO AI VELENI. La Provincia, anche con l'assessorato all'Agricoltura guidato
da Luigino Vascon, ha da tempo iniziato una campagna di sensibilizzazione al
problema, coinvolgendo Comuni, consorzi di bonifica e cittadini. Tra l'altro
è stato lanciato l'appello a non spargere veleni lungo i fiumi e nei campi:
rischiano soltanto di essere letali per la selvaggina e di altre specie
animali. Marco Scorzato

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it